Snam: Nuova emissione da 750 milioni di euro ottiene un successo record sul mercato obbligazionario

Snam: Nuova emissione da 750 milioni di euro ottiene un successo record sul mercato obbligazionario

Snam ha recentemente emesso un’obbligazione a tasso variabile senior unsecured da 750 milioni di euro, con scadenza a 2 anni e un interesse pari all’Euribor a tre mesi più lo 0,40%. Questa operazione, parte della strategia finanziaria dell’azienda per ridurre il costo del debito, ha ricevuto un’elevata domanda sul mercato, triplicando l’offerta. L’emissione è stata gestita da diverse banche, inclusa Banca Akros, Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Imi-Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Questa nuova emissione segue rapidamente quella effettuata il 12 febbraio 2024,

che comprendeva un green bond da 500 milioni di euro per progetti eco-sostenibili e un sustainability-linked bond da 1 miliardo di euro, entrambi con scadenze più lunghe e cedole annue più alte.

Gli esperti di Intermonte raccomandano gli investimenti nel settore delle utilities, come Snam, per le valutazioni interessanti nel mercato primario e la solidità delle entrate. Con l’inflazione europea in calo e i tassi stabili, il settore delle utilities offre un potenziale interessante per gli investitori, insieme al settore finanziario. Anche il settore immobiliare è considerato attraente per le valutazioni favorevoli e l’aumento dei canoni di locazione, specialmente negli uffici, nella logistica e nel retail.

Fonte: MilanoFinanza

Snam ha recentemente emesso un’obbligazione a tasso variabile senior unsecured da 750 milioni di euro, con scadenza a 2 anni e un interesse pari all’Euribor a tre mesi più lo 0,40%. Questa operazione, parte della strategia finanziaria dell’azienda per ridurre il costo del debito, ha ricevuto un’elevata domanda sul mercato, triplicando l’offerta. L’emissione è stata gestita da diverse banche, inclusa Banca Akros, Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Imi-Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Questa nuova emissione segue rapidamente quella effettuata il 12 febbraio 2024, che comprendeva un green bond da 500 milioni di euro per progetti eco-sostenibili e un sustainability-linked bond da 1 miliardo di euro, entrambi con scadenze più lunghe e cedole annue più alte.

Gli esperti di Intermonte raccomandano gli investimenti nel settore delle utilities, come Snam, per le valutazioni interessanti nel mercato primario e la solidità delle entrate. Con l’inflazione europea in calo e i tassi stabili, il settore delle utilities offre un potenziale interessante per gli investitori, insieme al settore finanziario. Anche il settore immobiliare è considerato attraente per le valutazioni favorevoli e l’aumento dei canoni di locazione, specialmente negli uffici, nella logistica e nel retail.

Fonte: MilanoFinanza

Enel: Dal carbone all’innovazione, La Spezia pronta per un nuovo capitolo industriale

Enel: Dal carbone all’innovazione, La Spezia pronta per un nuovo capitolo industriale

Il Porto e la città della Spezia sono focalizzati non solo sul settore crocieristico ma anche sull’ex area della centrale Enel Eugenio Montale, a carbone, che sta per tornare in parte alla collettività. Enel ha firmato un protocollo d’intesa con il Comune della Spezia per trasformare il sito in un polo energetico innovativo, che includerebbe un sistema di accumulo di energia elettrica, un impianto fotovoltaico e la facilitazione di iniziative non energetiche. Inoltre, Enel supporterà progetti a beneficio della comunità utilizzando le aree non funzionali dell’impianto.

La riqualificazione della banchina Enel è già in corso, con la restituzione di alcune porzioni delle aree in concessione. Tuttavia, le parti delle aree non coinvolte nel progetto energetico sono oggetto di discussioni tra Enel, il Comune della Spezia, la Regione e l’Autorità portuale per determinarne le future destinazioni, considerando

anche proposte per la nautica e funzioni logistiche, specialmente dopo l’inclusione nell’area della Zona logistica semplificata spezzina.

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha avviato discussioni positive con le imprese locali per mettere a disposizione queste aree strategiche per l’espansione o l’avvio di nuove produzioni, con benefici economici e occupazionali. Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha confermato il lavoro continuo con Enel, la Regione e altre istituzioni per il rilancio delle aree, enfatizzando lo sviluppo basato sull’innovazione e sull’occupazione, ma con l’avvertimento che gli interventi dovranno essere approvati dal Piano urbanistico operativo.

Fonte: IlSole24Ore

Il Porto e la città della Spezia sono focalizzati non solo sul settore crocieristico ma anche sull’ex area della centrale Enel Eugenio Montale, a carbone, che sta per tornare in parte alla collettività. Enel ha firmato un protocollo d’intesa con il Comune della Spezia per trasformare il sito in un polo energetico innovativo, che includerebbe un sistema di accumulo di energia elettrica, un impianto fotovoltaico e la facilitazione di iniziative non energetiche. Inoltre, Enel supporterà progetti a beneficio della comunità utilizzando le aree non funzionali dell’impianto.

La riqualificazione della banchina Enel è già in corso, con la restituzione di alcune porzioni delle aree in concessione. Tuttavia, le parti delle aree non coinvolte nel progetto energetico sono oggetto di discussioni tra Enel, il Comune della Spezia, la Regione e l’Autorità portuale per determinarne le future destinazioni, considerando anche proposte per la nautica e funzioni logistiche, specialmente dopo l’inclusione nell’area della Zona logistica semplificata spezzina.

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha avviato discussioni positive con le imprese locali per mettere a disposizione queste aree strategiche per l’espansione o l’avvio di nuove produzioni, con benefici economici e occupazionali. Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha confermato il lavoro continuo con Enel, la Regione e altre istituzioni per il rilancio delle aree, enfatizzando lo sviluppo basato sull’innovazione e sull’occupazione, ma con l’avvertimento che gli interventi dovranno essere approvati dal Piano urbanistico operativo.

Fonte: IlSole24Ore

Partnership strategica: NextChem e Vallourec uniscono le forze per il futuro dell’idrogeno verde

Partnership strategica: NextChem e Vallourec uniscono le forze per il futuro dell’idrogeno verde

NextChem e Vallourec hanno annunciato una partnership per integrare la soluzione di stoccaggio dell’idrogeno tubolare Delphy di Vallourec nei progetti di produzione di idrogeno e ammoniaca verde. La soluzione di stoccaggio consente di immagazzinare idrogeno gassoso su larga scala utilizzando colonne di tubi, rendendo possibile lo stoccaggio di un quantitativo di idrogeno compreso tra 1 e 100 tonnellate in modo sicuro nel sottosuolo con un ingombro minimo.

Questa partnership mira a risolvere il problema dell’intermittenza della produzione di idrogeno verde basata sulle energie rinnovabili, garantendo una fornitura continua ai processi industriali che consumano idrogeno, compresa la produzione di ammoniaca verde.

NextChem esaminerà l’integrazione della soluzione di stoccaggio Delphy nei suoi progetti di idrogeno verde, rafforzando così il suo portafoglio di tecnologie nel campo della transizione energetica e dell’idrogeno.

Mohammed Nafid, amministratore delegato di NextChem Tech, ha sottolineato che questa partnership segna un passo importante nella realizzazione della strategia del Gruppo Maire nel campo delle tecnologie sostenibili.
Da parte sua, Philippe Guillemot, CEO di Vallourec, ha espresso la determinazione dell’azienda a svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica e in un’economia a basse emissioni di carbonio, contribuendo alla creazione di un’industria dell’idrogeno all’avanguardia.

In sintesi, questa partnership tra NextChem e Vallourec mira a integrare una soluzione innovativa di stoccaggio dell’idrogeno nei progetti di produzione di idrogeno verde e ammoniaca, per garantire una fornitura continua ai processi industriali, rafforzando al contempo il loro impegno nella transizione energetica e in un’economia a basse emissioni di carbonio.

Fonte: HydrogenToday

NextChem e Vallourec hanno annunciato una partnership per integrare la soluzione di stoccaggio dell’idrogeno tubolare Delphy di Vallourec nei progetti di produzione di idrogeno e ammoniaca verde. La soluzione di stoccaggio consente di immagazzinare idrogeno gassoso su larga scala utilizzando colonne di tubi, rendendo possibile lo stoccaggio di un quantitativo di idrogeno compreso tra 1 e 100 tonnellate in modo sicuro nel sottosuolo con un ingombro minimo.

Questa partnership mira a risolvere il problema dell’intermittenza della produzione di idrogeno verde basata sulle energie rinnovabili, garantendo una fornitura continua ai processi industriali che consumano idrogeno, compresa la produzione di ammoniaca verde.

NextChem esaminerà l’integrazione della soluzione di stoccaggio Delphy nei suoi progetti di idrogeno verde, rafforzando così il suo portafoglio di tecnologie nel campo della transizione energetica e dell’idrogeno. Mohammed Nafid, amministratore delegato di NextChem Tech, ha sottolineato che questa partnership segna un passo importante nella realizzazione della strategia del Gruppo Maire nel campo delle tecnologie sostenibili.

Da parte sua, Philippe Guillemot, CEO di Vallourec, ha espresso la determinazione dell’azienda a svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica e in un’economia a basse emissioni di carbonio, contribuendo alla creazione di un’industria dell’idrogeno all’avanguardia.

In sintesi, questa partnership tra NextChem e Vallourec mira a integrare una soluzione innovativa di stoccaggio dell’idrogeno nei progetti di produzione di idrogeno verde e ammoniaca, per garantire una fornitura continua ai processi industriali, rafforzando al contempo il loro impegno nella transizione energetica e in un’economia a basse emissioni di carbonio.

Fonte: HydrogenToday

STMicroelectronics finanzia 12 premi di studio per studenti di ingegneria elettronica all’Università di Catania

STMicroelectronics finanzia 12 premi di studio per studenti di ingegneria elettronica all’Università di Catania

STMicroelectronics ha annunciato la concessione di 12 premi di studio destinati a studenti iscritti al corso di laurea magistrale in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Catania per l’anno accademico 2023/2024. L’obiettivo di questa iniziativa congiunta è promuovere l’approfondimento degli studi in un settore che offre ampie prospettive professionali, destinate a crescere ulteriormente nel tempo. La presenza delle attività manifatturiere, di progettazione e di ricerca di ST nel territorio catanese offre opportunità di impiego per gli ingegneri elettronici desiderosi di confrontarsi con le sfide proposte da un’azienda globale di grande portata, con oltre 50.000 dipendenti distribuiti in cinque continenti, di cui più di 5.000 nella regione siciliana.

I premi, del valore di 8.000 euro ciascuno, saranno assegnati sulla base del merito e saranno erogati in due rate, nel primo e nel secondo anno del corso di laurea magistrale. In aggiunta al premio in denaro, i vincitori avranno l’opportunità di partecipare a programmi di mentorship guidati dal personale tecnico di STMicroelectronics per l’intera durata degli studi. Potranno inoltre beneficiare di incontri formativi, elaborare un piano individuale in accordo con i referenti aziendali e avere la possibilità di svolgere la tesi di laurea e/o un tirocinio formativo presso gli uffici e i laboratori dell’azienda.

Le candidature devono essere presentate entro il 31 marzo 2024.

Fonte: Unict

STMicroelectronics ha annunciato la concessione di 12 premi di studio destinati a studenti iscritti al corso di laurea magistrale in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Catania per l’anno accademico 2023/2024. L’obiettivo di questa iniziativa congiunta è promuovere l’approfondimento degli studi in un settore che offre ampie prospettive professionali, destinate a crescere ulteriormente nel tempo. La presenza delle attività manifatturiere, di progettazione e di ricerca di ST nel territorio catanese offre opportunità di impiego per gli ingegneri elettronici desiderosi di confrontarsi con le sfide proposte da un’azienda globale di grande portata, con oltre 50.000 dipendenti distribuiti in cinque continenti, di cui più di 5.000 nella regione siciliana.

I premi, del valore di 8.000 euro ciascuno, saranno assegnati sulla base del merito e saranno erogati in due rate, nel primo e nel secondo anno del corso di laurea magistrale. In aggiunta al premio in denaro, i vincitori avranno l’opportunità di partecipare a programmi di mentorship guidati dal personale tecnico di STMicroelectronics per l’intera durata degli studi. Potranno inoltre beneficiare di incontri formativi, elaborare un piano individuale in accordo con i referenti aziendali e avere la possibilità di svolgere la tesi di laurea e/o un tirocinio formativo presso gli uffici e i laboratori dell’azienda.

Le candidature devono essere presentate entro il 31 marzo 2024.

Fonte: Unict

Generali: Record di premi e utili nel 2023, confermata la crescita e la solidità finanziaria

Generali: Record di premi e utili nel 2023, confermata la crescita e la solidità finanziaria

Generali ha concluso il 2023 con risultati eccezionali. I premi lordi sono aumentati del 5,6%, raggiungendo il livello record di 82,5 miliardi di euro, trainati soprattutto dalla performance positiva nel segmento Danni, che ha registrato una crescita del 12,0%. Nonostante la raccolta netta nel settore Vita sia stata negativa nel quarto trimestre, si è osservato un miglioramento generale, soprattutto per quanto riguarda i deflussi netti sulla linea risparmio. Il risultato operativo ha raggiunto un nuovo picco di 6,9 miliardi di euro, con un contributo positivo da tutti i segmenti, soprattutto dal settore Danni, che ha segnato un combined ratio migliorato al 94,0%. Anche il New Business Margin è cresciuto leggermente, raggiungendo il 5,78%.

L’utile netto normalizzato è salito del 14,1%, toccando i 3,575 miliardi di euro, mentre l’utile per azione è migliorato a 2,32 euro. La proposta di dividendi per azione è stata incrementata del 10,3% rispetto al 2022, confermando l’attenzione di Generali verso la remunerazione degli azionisti.

La posizione finanziaria è rimasta solida, con un Solvency Ratio al 220%. Il CEO di Generali, Philippe Donnet, ha elogiato la performance aziendale, attribuendola all’esecuzione efficace della strategia e alla solida posizione finanziaria. Ha ringraziato i dipendenti e gli agenti per il loro contributo e ha espresso fiducia nel futuro successo del gruppo, anche grazie alle recenti acquisizioni.

Fonte: IlSole24Ore

Generali ha concluso il 2023 con risultati eccezionali. I premi lordi sono aumentati del 5,6%, raggiungendo il livello record di 82,5 miliardi di euro, trainati soprattutto dalla performance positiva nel segmento Danni, che ha registrato una crescita del 12,0%. Nonostante la raccolta netta nel settore Vita sia stata negativa nel quarto trimestre, si è osservato un miglioramento generale, soprattutto per quanto riguarda i deflussi netti sulla linea risparmio. Il risultato operativo ha raggiunto un nuovo picco di 6,9 miliardi di euro, con un contributo positivo da tutti i segmenti, soprattutto dal settore Danni, che ha segnato un combined ratio migliorato al 94,0%. Anche il New Business Margin è cresciuto leggermente, raggiungendo il 5,78%. L’utile netto normalizzato è salito del 14,1%, toccando i 3,575 miliardi di euro, mentre l’utile per azione è migliorato a 2,32 euro. La proposta di dividendi per azione è stata incrementata del 10,3% rispetto al 2022, confermando l’attenzione di Generali verso la remunerazione degli azionisti.

La posizione finanziaria è rimasta solida, con un Solvency Ratio al 220%. Il CEO di Generali, Philippe Donnet, ha elogiato la performance aziendale, attribuendola all’esecuzione efficace della strategia e alla solida posizione finanziaria. Ha ringraziato i dipendenti e gli agenti per il loro contributo e ha espresso fiducia nel futuro successo del gruppo, anche grazie alle recenti acquisizioni.

Fonte: IlSole24Ore

Chanel e Louis Vuitton ai primi posti per esperienza del cliente secondo KPMG

Chanel e Louis Vuitton ai primi posti per esperienza del cliente secondo KPMG

La società di revisione KPMG France ha individuato Chanel e Louis Vuitton nel 2023 per l’eccellenza nella customer experience, secondo le sue ultime classifiche. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza che i marchi del lusso attribuiscono alle relazioni con i clienti, un aspetto che è diventato cruciale nel processo di acquisto. Negli ultimi cinque anni, KPMG ha stilato una classifica intitolata “Customer Experience Excellence”, basata sulle opinioni di 7.000 consumatori intervistati nell’estate del 2023. La classifica si basa su sei criteri: integrità, risoluzione, personalizzazione, aspettative, tempo e impegno ed empatia.

MAIF si è classificata al primo posto, seguita rispettivamente da Chanel e Louis Vuitton. Chanel ha brillato in particolare nelle aree delle aspettative, dell’integrità e della personalizzazione, grazie a iniziative come il programma fedeltà “La Collection” e l’applicazione “Virtual Try On”. Per quanto riguarda Louis Vuitton, il suo impegno per la qualità del servizio e l’esperienza del cliente gli è valso punteggi elevati nelle aree Aspettative, Personalizzazione e Tempo e impegno.

Lo studio evidenzia anche l’eccellenza dell’industria della moda e della bellezza nella customer experience, grazie agli investimenti in esperienze uniche e all’uso efficace dei dati dei clienti. In sintesi, Chanel e Louis Vuitton si distinguono per il loro impegno verso una customer experience di qualità, che rafforza il loro posizionamento nel settore del lusso e della moda.

Fonte: JournalduLuxe

La società di revisione KPMG France ha individuato Chanel e Louis Vuitton nel 2023 per l’eccellenza nella customer experience, secondo le sue ultime classifiche. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza che i marchi del lusso attribuiscono alle relazioni con i clienti, un aspetto che è diventato cruciale nel processo di acquisto. Negli ultimi cinque anni, KPMG ha stilato una classifica intitolata “Customer Experience Excellence”, basata sulle opinioni di 7.000 consumatori intervistati nell’estate del 2023. La classifica si basa su sei criteri: integrità, risoluzione, personalizzazione, aspettative, tempo e impegno ed empatia.

MAIF si è classificata al primo posto, seguita rispettivamente da Chanel e Louis Vuitton. Chanel ha brillato in particolare nelle aree delle aspettative, dell’integrità e della personalizzazione, grazie a iniziative come il programma fedeltà “La Collection” e l’applicazione “Virtual Try On”. Per quanto riguarda Louis Vuitton, il suo impegno per la qualità del servizio e l’esperienza del cliente gli è valso punteggi elevati nelle aree Aspettative, Personalizzazione e Tempo e impegno.

Lo studio evidenzia anche l’eccellenza dell’industria della moda e della bellezza nella customer experience, grazie agli investimenti in esperienze uniche e all’uso efficace dei dati dei clienti. In sintesi, Chanel e Louis Vuitton si distinguono per il loro impegno verso una customer experience di qualità, che rafforza il loro posizionamento nel settore del lusso e della moda.

Fonte: JournalduLuxe

Alexandre Sorel nominato CEO di Stellantis Financial Services: Leadership per un futuro sostenibile nell’industria automobilistica

Alexandre Sorel nominato CEO di Stellantis Financial Services: Leadership per un futuro sostenibile nell’industria automobilistica

Stellantis ha annunciato la nomina di Alexandre Sorel come nuovo Chief Executive Officer di Stellantis Financial Services per l’Europa e il Sud America, con effetto a partire dal 1° aprile 2024. Sorel prenderà il posto di Remy Bayle, che ha deciso di ritirarsi dopo 38 anni di servizio nell’azienda.

Sorel, laureato alla Reims Management School, ha dedicato l’intera sua carriera al settore automobilistico. Entrato nel gruppo PSA Peugeot Citroën nel 1994, ha ricoperto vari ruoli chiave nel settore finanziario. Nel 2009 si è trasferito alle attività bancarie e nel 2015 è diventato Chief Financial Officer di Banque PSA Finance. Ha giocato un ruolo significativo nell’acquisizione delle attività di finanziamento di Opel e Vauxhall in Europa e nella creazione di una partnership con BNP Paribas. Nel 2017 è stato nominato CEO di Opel Vauxhall Finance e nel 2023 ha assunto la direzione di Stellantis Bank, responsabile di tutti i marchi Stellantis in Germania, Austria e Regno Unito.

Philippe de Rovira, Chief Affiliates Officer di Stellantis, ha elogiato l’esperienza e la leadership di Sorel nel settore finanziario e automobilistico, sottolineando il suo ruolo cruciale nella promozione di soluzioni di mobilità accessibili e sostenibili. L’obiettivo di Sorel sarà quello di garantire una crescita redditizia e consolidare la posizione di Stellantis come leader nel finanziamento di veicoli sostenibili.

De Rovira ha anche espresso gratitudine a Rémy Bayle per il suo straordinario contributo nel corso degli anni e per il suo ruolo chiave nella creazione di Stellantis Financial Services per l’Europa e il Sud America, augurandogli il meglio per il futuro.

Fonte: Stellantis

Stellantis ha annunciato la nomina di Alexandre Sorel come nuovo Chief Executive Officer di Stellantis Financial Services per l’Europa e il Sud America, con effetto a partire dal 1° aprile 2024. Sorel prenderà il posto di Remy Bayle, che ha deciso di ritirarsi dopo 38 anni di servizio nell’azienda.

Sorel, laureato alla Reims Management School, ha dedicato l’intera sua carriera al settore automobilistico. Entrato nel gruppo PSA Peugeot Citroën nel 1994, ha ricoperto vari ruoli chiave nel settore finanziario. Nel 2009 si è trasferito alle attività bancarie e nel 2015 è diventato Chief Financial Officer di Banque PSA Finance. Ha giocato un ruolo significativo nell’acquisizione delle attività di finanziamento di Opel e Vauxhall in Europa e nella creazione di una partnership con BNP Paribas. Nel 2017 è stato nominato CEO di Opel Vauxhall Finance e nel 2023 ha assunto la direzione di Stellantis Bank, responsabile di tutti i marchi Stellantis in Germania, Austria e Regno Unito.

Philippe de Rovira, Chief Affiliates Officer di Stellantis, ha elogiato l’esperienza e la leadership di Sorel nel settore finanziario e automobilistico, sottolineando il suo ruolo cruciale nella promozione di soluzioni di mobilità accessibili e sostenibili. L’obiettivo di Sorel sarà quello di garantire una crescita redditizia e consolidare la posizione di Stellantis come leader nel finanziamento di veicoli sostenibili.

De Rovira ha anche espresso gratitudine a Rémy Bayle per il suo straordinario contributo nel corso degli anni e per il suo ruolo chiave nella creazione di Stellantis Financial Services per l’Europa e il Sud America, augurandogli il meglio per il futuro.

Fonte Stellantis

Orizzonti Navali: Fincantieri punta sull’Export e il Settore Subacqueo

Orizzonti Navali: Fincantieri punta sull’Export e il Settore Subacqueo

Pierroberto Folgiero, CEO di Fincantieri, evidenzia l’importanza di rilanciare la joint venture Orizzonti sistemi navali con Leonardo per integrare competenze e favorire l’export, soprattutto nel settore subacqueo. In particolare, punta sul Mediterraneo, considerato un mercato globale da 400 miliardi di dollari entro il 2030. Folgiero sottolinea che il Mediterraneo diventerà cruciale per le attività subacquee, data la sua importanza geopolitica. Fincantieri si impegna a sviluppare sommergibili più piccoli e autonomi, oltre a investire in tecnologie come le celle a combustibile e le batterie al litio, anche per il mercato civile.

Il CEO riporta anche alleanze nel settore subacqueo, incluso l’acquisto di un’azienda a Bergamo, con l’obiettivo di creare un nucleo di competenze per esportare anche all’estero. Negli Stati Uniti, Folgiero partecipa a incontri strategici con rappresentanti della Marina militare, parlamentari e dirigenti governativi per discutere dei programmi che coinvolgono Fincantieri. Fincantieri è attiva negli USA da 15 anni, con un cantiere navale che fornisce navi per la US Navy, posizionandosi come un attore chiave nell’industria della difesa americana. Folgiero sottolinea l’importanza strategica dello shipbuilding per gli USA, considerando la crescente capacità navale della Cina.

Fonte: Shipmag

Pierroberto Folgiero, CEO di Fincantieri, evidenzia l’importanza di rilanciare la joint venture Orizzonti sistemi navali con Leonardo per integrare competenze e favorire l’export, soprattutto nel settore subacqueo. In particolare, punta sul Mediterraneo, considerato un mercato globale da 400 miliardi di dollari entro il 2030. Folgiero sottolinea che il Mediterraneo diventerà cruciale per le attività subacquee, data la sua importanza geopolitica. Fincantieri si impegna a sviluppare sommergibili più piccoli e autonomi, oltre a investire in tecnologie come le celle a combustibile e le batterie al litio, anche per il mercato civile.

Il CEO riporta anche alleanze nel settore subacqueo, incluso l’acquisto di un’azienda a Bergamo, con l’obiettivo di creare un nucleo di competenze per esportare anche all’estero. Negli Stati Uniti, Folgiero partecipa a incontri strategici con rappresentanti della Marina militare, parlamentari e dirigenti governativi per discutere dei programmi che coinvolgono Fincantieri. Fincantieri è attiva negli USA da 15 anni, con un cantiere navale che fornisce navi per la US Navy, posizionandosi come un attore chiave nell’industria della difesa americana. Folgiero sottolinea l’importanza strategica dello shipbuilding per gli USA, considerando la crescente capacità navale della Cina.

Fonte: Shipmag

STMicroelectronics premiata per la sesta volta nella Top 100 Global Innovators™ 2024: riconoscimento della sua leadership nell’innovazione tecnologica

STMicroelectronics premiata per la sesta volta nella Top 100 Global Innovators™ 2024: riconoscimento della sua leadership nell’innovazione tecnologica

STMicroelectronics, leader mondiale nei semiconduttori, è stata inserita nella Top 100 Global Innovators™ 2024 da Clarivate™, società che fornisce analisi e dati sull’innovazione.

Questo riconoscimento evidenzia la qualità costante della ricerca e sviluppo (R&S) della STMicroelectronics e la forza innovativa dei suoi team. Alessandro Cremonesi, Vicepresidente esecutivo e Chief Innovation Officer di STMicroelectronics, ha sottolineato l’importanza di collocare l’azienda al centro di un ecosistema di innovazione globale, favorito dalla collaborazione di R&S con partner accademici e privati. Il significativo investimento dell’azienda in R&S, che rappresenta circa il 12,2% del suo fatturato netto nel 2023, e il suo impegno a collaborare con i principali laboratori di ricerca e aziende partner in tutto il mondo, illustrano il suo impegno per l’innovazione.

La STMicroelectronics è riconosciuta come pioniere in diverse aree tecnologiche, tra cui le tecnologie di alimentazione intelligente,

i semiconduttori ad ampio bandgap, l’intelligenza artificiale (AI), i sensori e gli attuatori MEMS, il rilevamento ottico e le tecnologie digitali e a segnale misto.

Gordon Samson, Presidente di Intellectual Property di Clarivate, sottolinea la crescente difficoltà per le aziende di rimanere all’avanguardia nell’ecosistema dell’innovazione e l’importanza di trovare un equilibrio tra sperimentazione e disciplina.

La metodologia utilizzata da Clarivate per identificare i Top 100 Innovatori Globali si basa su un’analisi comparativa dei dati sulle invenzioni globali, valutando la forza di ogni idea brevettata e la produzione di innovazioni brevettate negli ultimi cinque anni. La STMicroelectronics, con i suoi oltre 50.000 creatori e produttori di tecnologie per semiconduttori, è impegnata a rispondere alle sfide di oggi e a sostenere un mondo più sostenibile. L’azienda punta alla neutralità delle emissioni di carbonio nei suoi principali campi di applicazione entro il 2027.

Fonte: Newsroom STMicroelectronics

STMicroelectronics, leader mondiale nei semiconduttori, è stata inserita nella Top 100 Global Innovators™ 2024 da Clarivate™, società che fornisce analisi e dati sull’innovazione. Questo riconoscimento evidenzia la qualità costante della ricerca e sviluppo (R&S) della STMicroelectronics e la forza innovativa dei suoi team. Alessandro Cremonesi, Vicepresidente esecutivo e Chief Innovation Officer di STMicroelectronics, ha sottolineato l’importanza di collocare l’azienda al centro di un ecosistema di innovazione globale, favorito dalla collaborazione di R&S con partner accademici e privati. Il significativo investimento dell’azienda in R&S, che rappresenta circa il 12,2% del suo fatturato netto nel 2023, e il suo impegno a collaborare con i principali laboratori di ricerca e aziende partner in tutto il mondo, illustrano il suo impegno per l’innovazione.

La STMicroelectronics è riconosciuta come pioniere in diverse aree tecnologiche, tra cui le tecnologie di alimentazione intelligente, i semiconduttori ad ampio bandgap, l’intelligenza artificiale (AI), i sensori e gli attuatori MEMS, il rilevamento ottico e le tecnologie digitali e a segnale misto. Gordon Samson, Presidente di Intellectual Property di Clarivate, sottolinea la crescente difficoltà per le aziende di rimanere all’avanguardia nell’ecosistema dell’innovazione e l’importanza di trovare un equilibrio tra sperimentazione e disciplina.

La metodologia utilizzata da Clarivate per identificare i Top 100 Innovatori Globali si basa su un’analisi comparativa dei dati sulle invenzioni globali, valutando la forza di ogni idea brevettata e la produzione di innovazioni brevettate negli ultimi cinque anni. La STMicroelectronics, con i suoi oltre 50.000 creatori e produttori di tecnologie per semiconduttori, è impegnata a rispondere alle sfide di oggi e a sostenere un mondo più sostenibile. L’azienda punta alla neutralità delle emissioni di carbonio nei suoi principali campi di applicazione entro il 2027.

Fonte: Newsroom STMicroelectronics

Thales Alenia Space remporte un contrat de 7 millions d’euros avec l’ESA pour le radar de la mission Harmony : un pas en avant dans la technologie spatiale

Thales Alenia Space remporte un contrat de 7 millions d’euros avec l’ESA pour le radar de la mission Harmony : un pas en avant dans la technologie spatiale

Thales Alenia Space a signé un contrat de 7 millions d’euros avec l’Agence spatiale européenne (ESA) pour la construction d’un nouveau radar destiné à la mission Harmony. Cette entreprise commune, composée de la société française Thales et de Leonardo, a été choisie par l’ESA pour diriger un consortium européen chargé de développer cet instrument. Le contrat représente la première étape vers la mise en œuvre complète du radar d’observation de la Terre SAR (Synthetic Aperture Radar), qui sera installé sur deux satellites faisant partie de la dixième mission de la série Earth Explorer de l’ESA, connue sous le nom d’Harmony.

Thales Alenia Space coordonnera un consortium industriel diversifié pour concevoir, développer et tester les instruments SAR en bande C, et sera également responsable de l’électronique numérique et des antennes des deux satellites Harmony. Le lancement de ces satellites est prévu pour 2029 à bord d’un lanceur Vega-C.

Massimo Comparini, PDG de Thales Alenia Space Italia, a déclaré que l’attribution du contrat par l’ESA témoigne du succès et de la conformité de la technologie employée par son entreprise, soulignant son expérience dans la production de satellites d’observation de la Terre basés sur des radars. Comparini a également indiqué que le développement de cet instrument représente une avancée significative en termes de technologie et d’architecture, améliorant la compétitivité des produits SAR sur le marché de l’observation de la Terre.

Florence Hélière, responsable du projet Harmony à l’ESA, a exprimé sa confiance dans la capacité de Thales Alenia Space à mener à bien l’instrument SAR d’Harmony, soulignant la longue expérience de l’entreprise dans le développement de la technologie radar. Il a également déclaré qu’il croyait fermement en l’engagement de l’équipe à respecter le calendrier du programme et à rencontrer le satellite Sentinel-1.

Fonte: MilanoFinanza

Thales Alenia Space a signé un contrat de 7 millions d’euros avec l’Agence spatiale européenne (ESA) pour la construction d’un nouveau radar destiné à la mission Harmony. Cette entreprise commune, composée de la société française Thales et de Leonardo, a été choisie par l’ESA pour diriger un consortium européen chargé de développer cet instrument. Le contrat représente la première étape vers la mise en œuvre complète du radar d’observation de la Terre SAR (Synthetic Aperture Radar), qui sera installé sur deux satellites faisant partie de la dixième mission de la série Earth Explorer de l’ESA, connue sous le nom d’Harmony.

Thales Alenia Space coordonnera un consortium industriel diversifié pour concevoir, développer et tester les instruments SAR en bande C, et sera également responsable de l’électronique numérique et des antennes des deux satellites Harmony. Le lancement de ces satellites est prévu pour 2029 à bord d’un lanceur Vega-C.

Massimo Comparini, PDG de Thales Alenia Space Italia, a déclaré que l’attribution du contrat par l’ESA témoigne du succès et de la conformité de la technologie employée par son entreprise, soulignant son expérience dans la production de satellites d’observation de la Terre basés sur des radars. Comparini a également indiqué que le développement de cet instrument représente une avancée significative en termes de technologie et d’architecture, améliorant la compétitivité des produits SAR sur le marché de l’observation de la Terre.

Florence Hélière, responsable du projet Harmony à l’ESA, a exprimé sa confiance dans la capacité de Thales Alenia Space à mener à bien l’instrument SAR d’Harmony, soulignant la longue expérience de l’entreprise dans le développement de la technologie radar. Il a également déclaré qu’il croyait fermement en l’engagement de l’équipe à respecter le calendrier du programme et à rencontrer le satellite Sentinel-1.

F0nte: MilanoFinanza

Fiumicino e Ciampino, L’Italia si Impone nei Cieli Europei: Doppio Trionfo Aeroportuale

Fiumicino e Ciampino, L’Italia si Impone nei Cieli Europei: Doppio Trionfo Aeroportuale

Per il settimo anno consecutivo, l’aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino è stato riconosciuto come il miglior scalo d’Europa per il trasporto aereo, nella categoria degli aeroporti con oltre 40 milioni di passeggeri. Questo riconoscimento è stato conferito anche al “Giovan Battista Pastine” di Ciampino, per la sua eccellenza come miglior aeroporto del continente tra quelli con un traffico da 5 a 15 milioni di passeggeri, una novità nella competizione. L’indagine condotta da ACI World, in collaborazione con Amadeus, ha coinvolto circa 600.000 passeggeri in oltre 400 aeroporti in tutto il mondo, esaminando più di 30 indicatori relativi all’esperienza dei viaggiatori.

Fiumicino ha conquistato il primo posto grazie alla sua facilità di spostamento all’interno dell’aeroporto e all’impegno costante per la consapevolezza ambientale e l’assistenza al cliente. Il CEO di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, ha esaltato l’importanza di questo riconoscimento storico per entrambi gli scali, evidenziando il lavoro delle persone e la passione che caratterizzano la comunità aeroportuale.

L’ASQ Award ha premiato Fiumicino in tutte le categorie considerate, confermando il suo status di hub internazionale di eccellenza.

Ciampino ha segnato un traguardo significativo, essendo stato riconosciuto come il miglior aeroporto nella sua categoria. Solo nove aeroporti, con un traffico inferiore ai 15 milioni di passeggeri all’anno, hanno raggiunto livelli di eccellenza in tutte le sezioni considerate dall’ASQ Award, e Fiumicino è l’unico con un traffico superiore ai 40 milioni di passeggeri a ottenere questo risultato a livello globale.

Il presidente di Aeroporti di Roma, Vincenzo Nunziata, ha sottolineato con orgoglio l’importanza di questi riconoscimenti internazionali, evidenziando il contributo degli aeroporti romani al prestigio internazionale di Roma come porta d’ingresso di rilievo mondiale per l’Italia.

Fonte: MilanoFinanza

Per il settimo anno consecutivo, l’aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino è stato riconosciuto come il miglior scalo d’Europa per il trasporto aereo, nella categoria degli aeroporti con oltre 40 milioni di passeggeri. Questo riconoscimento è stato conferito anche al “Giovan Battista Pastine” di Ciampino, per la sua eccellenza come miglior aeroporto del continente tra quelli con un traffico da 5 a 15 milioni di passeggeri, una novità nella competizione. L’indagine condotta da ACI World, in collaborazione con Amadeus, ha coinvolto circa 600.000 passeggeri in oltre 400 aeroporti in tutto il mondo, esaminando più di 30 indicatori relativi all’esperienza dei viaggiatori.

Fiumicino ha conquistato il primo posto grazie alla sua facilità di spostamento all’interno dell’aeroporto e all’impegno costante per la consapevolezza ambientale e l’assistenza al cliente. Il CEO di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, ha esaltato l’importanza di questo riconoscimento storico per entrambi gli scali, evidenziando il lavoro delle persone e la passione che caratterizzano la comunità aeroportuale. L’ASQ Award ha premiato Fiumicino in tutte le categorie considerate, confermando il suo status di hub internazionale di eccellenza.

Ciampino ha segnato un traguardo significativo, essendo stato riconosciuto come il miglior aeroporto nella sua categoria. Solo nove aeroporti, con un traffico inferiore ai 15 milioni di passeggeri all’anno, hanno raggiunto livelli di eccellenza in tutte le sezioni considerate dall’ASQ Award, e Fiumicino è l’unico con un traffico superiore ai 40 milioni di passeggeri a ottenere questo risultato a livello globale.

Il presidente di Aeroporti di Roma, Vincenzo Nunziata, ha sottolineato con orgoglio l’importanza di questi riconoscimenti internazionali, evidenziando il contributo degli aeroporti romani al prestigio internazionale di Roma come porta d’ingresso di rilievo mondiale per l’Italia.

Fonte: MilanoFinanza

Sotto i riflettori, Parigi si impone come il nuovo polo europeo dell’intelligenza artificiale

Sotto i riflettori, Parigi si impone come il nuovo polo europeo dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (IA) ha trovato un hub significativo a Parigi, che si sta rapidamente trasformando in un centro europeo per la ricerca e lo sviluppo nel campo. Grazie alla presenza di istituzioni universitarie di alto livello, startup innovative e considerevoli investimenti pubblici e privati, la regione parigina sta assistendo a una trasformazione significativa.

Il nuovo centro di ricerca di Google sull’IA, situato nel caratteristico edificio ottocentesco al numero 50 di rue d’Amsterdam, è un esempio tangibile di questa tendenza. Sundar Pichai, il CEO di Google, ha annunciato ambiziosi obiettivi per formare 100.000 nuovi professionisti francesi entro il 2025, sottolineando così il crescente ruolo di Parigi come polo europeo per l’IA.

Questo sviluppo segue un piano strategico del governo francese già dal 2018, che ha visto la partecipazione di grandi aziende come IBM, Meta, Samsung e Fujitsu. Attualmente, Parigi vanta oltre 5.000 ricercatori attivi nell’IA, con il solo centro di ricerca di Google che ne impiega più di 300. Il numero di aziende attive nel settore si attesta tra le 400 e le 500, secondo le stime ufficiali.

Il successo di Parigi nell’IA può essere attribuito in parte al suo solido background nelle scienze matematiche e informatiche, con istituti come l’Istituto Prairie e il polo universitario di Paris Saclay che hanno contribuito a coltivare talenti e innovazione nel settore. Inoltre, la Francia ha una lunga storia di innovazione tecnologica, con precedenti successi come la costruzione del Concorde, la creazione del Minitel e il lancio del razzo Ariane.

Inoltre, il crescente internazionalismo delle istituzioni francesi, come Sciences Po, che conta un gran numero di studenti stranieri, evidenzia la capacità del paese di adattarsi ai cambiamenti globali e sfruttare le opportunità internazionali.

Fonte: IlSole24Ore

L’intelligenza artificiale (IA) ha trovato un hub significativo a Parigi, che si sta rapidamente trasformando in un centro europeo per la ricerca e lo sviluppo nel campo. Grazie alla presenza di istituzioni universitarie di alto livello, startup innovative e considerevoli investimenti pubblici e privati, la regione parigina sta assistendo a una trasformazione significativa.

Il nuovo centro di ricerca di Google sull’IA, situato nel caratteristico edificio ottocentesco al numero 50 di rue d’Amsterdam, è un esempio tangibile di questa tendenza. Sundar Pichai, il CEO di Google, ha annunciato ambiziosi obiettivi per formare 100.000 nuovi professionisti francesi entro il 2025, sottolineando così il crescente ruolo di Parigi come polo europeo per l’IA.

Questo sviluppo segue un piano strategico del governo francese già dal 2018, che ha visto la partecipazione di grandi aziende come IBM, Meta, Samsung e Fujitsu. Attualmente, Parigi vanta oltre 5.000 ricercatori attivi nell’IA, con il solo centro di ricerca di Google che ne impiega più di 300. Il numero di aziende attive nel settore si attesta tra le 400 e le 500, secondo le stime ufficiali.

Il successo di Parigi nell’IA può essere attribuito in parte al suo solido background nelle scienze matematiche e informatiche, con istituti come l’Istituto Prairie e il polo universitario di Paris Saclay che hanno contribuito a coltivare talenti e innovazione nel settore. Inoltre, la Francia ha una lunga storia di innovazione tecnologica, con precedenti successi come la costruzione del Concorde, la creazione del Minitel e il lancio del razzo Ariane.

Inoltre, il crescente internazionalismo delle istituzioni francesi, come Sciences Po, che conta un gran numero di studenti stranieri, evidenzia la capacità del paese di adattarsi ai cambiamenti globali e sfruttare le opportunità internazionali.

Fonte: IlSole24Ore

Torino-Lione: Nuovo percorso espositivo aperto a Modane per per Informare sul Progetto Tav

Torino-Lione: Nuovo percorso espositivo aperto a Modane per per Informare sul Progetto Tav

La Casa della Torino-Lione, situata in place du 17 septembre 1943 a Modane, Savoia, è stata riaperta al pubblico dopo un completo rinnovamento. Conosciuta anche come Maison du Lyon-Turin, questa struttura offre gratuitamente ai visitatori l’opportunità di esplorare i cantieri della sezione transfrontaliera della Tav, la linea ad alta velocità tra Italia e Francia. L’edificio, precedentemente utilizzato per esporre informazioni sui lavori preparatori della Torino-Lione, è stato sottoposto a importanti lavori di restauro durante il periodo di chiusura dovuto alla pandemia di Covid-19.

Il nuovo percorso espositivo fornisce una panoramica dettagliata dei lavori in corso e delle tecniche impiegate per la costruzione del tunnel di base, gestito da Telt.

Attraverso pannelli informativi e supporti digitali, i visitatori possono approfondire le motivazioni e le sfide del progetto, con particolare attenzione alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile e agli impatti sull’ambiente delle Alpi.

La Casa della Torino-Lione offre un viaggio informativo nel cuore del cantiere del tunnel ferroviario più lungo del mondo, destinato a collegare l’Europa lungo il corridoio Mediterraneo della rete Ten-t.

Mentre la mostra di Modane riapre al pubblico francese, in Italia il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha approvato ulteriori fondi per le opere di accompagnamento della Torino-Lione, al fine di garantire il completamento del progetto entro il 2032. Questo finanziamento coinvolge undici dei sedici Comuni piemontesi interessati, con un importo totale di poco più di 50 milioni di euro.

Fonte: ItaliaOggi

La Casa della Torino-Lione, situata in place du 17 septembre 1943 a Modane, Savoia, è stata riaperta al pubblico dopo un completo rinnovamento. Conosciuta anche come Maison du Lyon-Turin, questa struttura offre gratuitamente ai visitatori l’opportunità di esplorare i cantieri della sezione transfrontaliera della Tav, la linea ad alta velocità tra Italia e Francia. L’edificio, precedentemente utilizzato per esporre informazioni sui lavori preparatori della Torino-Lione, è stato sottoposto a importanti lavori di restauro durante il periodo di chiusura dovuto alla pandemia di Covid-19.

Il nuovo percorso espositivo fornisce una panoramica dettagliata dei lavori in corso e delle tecniche impiegate per la costruzione del tunnel di base, gestito da Telt. Attraverso pannelli informativi e supporti digitali, i visitatori possono approfondire le motivazioni e le sfide del progetto, con particolare attenzione alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile e agli impatti sull’ambiente delle Alpi. La Casa della Torino-Lione offre un viaggio informativo nel cuore del cantiere del tunnel ferroviario più lungo del mondo, destinato a collegare l’Europa lungo il corridoio Mediterraneo della rete Ten-t.

Mentre la mostra di Modane riapre al pubblico francese, in Italia il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha approvato ulteriori fondi per le opere di accompagnamento della Torino-Lione, al fine di garantire il completamento del progetto entro il 2032. Questo finanziamento coinvolge undici dei sedici Comuni piemontesi interessati, con un importo totale di poco più di 50 milioni di euro.

Fonte: ItaliaOggi

Nicola Monti, Ad di Edison al Senato: Ripensare al Nucleare e Accelerare Investimenti per la Transizione Energetica entro il 2030

Nicola Monti, Ad di Edison al Senato: Ripensare al Nucleare e Accelerare Investimenti per la Transizione Energetica entro il 2030

Nicola Monti, Amministratore delegato di Edison, ha dichiarato durante un’audizione al Senato italiano la necessità di riconsiderare l’uso dell’energia nucleare in Italia nei prossimi decenni. Propone l’integrazione del nucleare come fonte programmabile insieme al gas per supportare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Monti sottolinea l’importanza di snellire gli iter autorizzativi, specialmente per il repowering di impianti eolici giunti alla fine della loro vita utile. Edison prevede investimenti significativi, stimati intorno ai 10 miliardi entro il 2030, concentrati principalmente in Italia, con l’85% dedicato a attività industriali legate alla transizione energetica.

Monti evidenzia l’urgenza di investimenti nell’energia rinnovabile per raggiungere gli obiettivi di transizione entro il 2030. Sottolinea la necessità di accelerare gli iter autorizzativi per evitare la riduzione della capacità produttiva degli impianti eolici. La continuità degli investimenti nelle concessioni idroelettriche è considerata prioritaria rispetto alle gare, con riassegnazioni delle concessioni basate sugli investimenti e la reciprocità tra regioni e concessionari.

Monti propone anche il prolungamento del meccanismo Capacity Payment oltre il 2024 per bilanciare l’intermittenza delle fonti rinnovabili. Sottolinea la necessità di rendere il mercato italiano attrattivo per il Gas Naturale Liquefatto (GNL), promuovendo la pipeline EastMed per diversificare le fonti di approvvigionamento del gas.

In sintesi, Monti sottolinea la complessità della transizione energetica entro il 2030, evidenziando la necessità di investimenti significativi, snellimento degli iter autorizzativi e il possibile ruolo del nucleare accanto alle fonti rinnovabili e al gas naturale.

Fonte: EnergiaOltre.it

Nicola Monti, Amministratore delegato di Edison, ha dichiarato durante un’audizione al Senato italiano la necessità di riconsiderare l’uso dell’energia nucleare in Italia nei prossimi decenni. Propone l’integrazione del nucleare come fonte programmabile insieme al gas per supportare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Monti sottolinea l’importanza di snellire gli iter autorizzativi, specialmente per il repowering di impianti eolici giunti alla fine della loro vita utile. Edison prevede investimenti significativi, stimati intorno ai 10 miliardi entro il 2030, concentrati principalmente in Italia, con l’85% dedicato a attività industriali legate alla transizione energetica.

Monti evidenzia l’urgenza di investimenti nell’energia rinnovabile per raggiungere gli obiettivi di transizione entro il 2030. Sottolinea la necessità di accelerare gli iter autorizzativi per evitare la riduzione della capacità produttiva degli impianti eolici. La continuità degli investimenti nelle concessioni idroelettriche è considerata prioritaria rispetto alle gare, con riassegnazioni delle concessioni basate sugli investimenti e la reciprocità tra regioni e concessionari.

Monti propone anche il prolungamento del meccanismo Capacity Payment oltre il 2024 per bilanciare l’intermittenza delle fonti rinnovabili. Sottolinea la necessità di rendere il mercato italiano attrattivo per il Gas Naturale Liquefatto (GNL), promuovendo la pipeline EastMed per diversificare le fonti di approvvigionamento del gas.

In sintesi, Monti sottolinea la complessità della transizione energetica entro il 2030, evidenziando la necessità di investimenti significativi, snellimento degli iter autorizzativi e il possibile ruolo del nucleare accanto alle fonti rinnovabili e al gas naturale.

Fonte: EnergiaOltre.it

Sostenibilità e Inclusione: Intesa Sanpaolo lancia il crowdfunding per ‘StemDays’ per superare il gender gap nelle discipline STEM

Sostenibilità e Inclusione: Intesa Sanpaolo lancia il crowdfunding per ‘StemDays’ per superare il gender gap nelle discipline STEM

Intesa Sanpaolo ha avviato la raccolta fondi per supportare il progetto “StemDays. Il camp delle ragazze” della Fondazione Human+, in collaborazione con Fondazione Cesvi. L’iniziativa mira a superare gli ostacoli che contribuiscono alla scarsa presenza femminile nei percorsi di studio e carriera tecnico-scientifici e si terrà a Torino.

L’obiettivo è raccogliere 100.000 euro entro fine aprile per coinvolgere oltre 100 studentesse delle scuole superiori nel camp intensivo di due settimane di empowerment e laboratori tecnologici Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics). Attualmente, in Italia, solo il 13,3% delle laureate sceglie corsi di laurea Stem, evidenziando un notevole divario di genere.

Il focus sarà sulla consapevolezza di sé come donne e sull’avvicinamento al lavoro tecnico-scientifico. Le partecipanti metteranno in pratica anche linguaggi di programmazione, intelligenza artificiale, sensoristica e robotica.

La Fondazione Human+ ha una visione pragmatica per promuovere la parità di genere nel mondo dello studio e del lavoro. StemDays è un esempio di iniziativa innovativa volta a incidere sulla cultura della parità e sull’importanza delle discipline Stem per affrontare le sfide contemporanee.

Intesa Sanpaolo sostiene attivamente StemDays, riflettendo il suo impegno nei confronti dei giovani e della formazione inclusiva. La banca partecipa al crowdfunding contribuendo con 2 euro per molti prodotti acquistati online e coinvolgendo diverse società del Gruppo nella compartecipazione alle donazioni. Questo impegno si allinea alla storia della Banca nell’essere pioniera in Italia nel concedere prestiti d’onore basati sul merito e nel promuovere programmi per aiutare giovani disoccupati ad acquisire competenze richieste dai datori di lavoro.

Fonte: IlSole24Ore

Intesa Sanpaolo ha avviato la raccolta fondi per supportare il progetto “StemDays. Il camp delle ragazze” della Fondazione Human+, in collaborazione con Fondazione Cesvi. L’iniziativa mira a superare gli ostacoli che contribuiscono alla scarsa presenza femminile nei percorsi di studio e carriera tecnico-scientifici e si terrà a Torino.

L’obiettivo è raccogliere 100.000 euro entro fine aprile per coinvolgere oltre 100 studentesse delle scuole superiori nel camp intensivo di due settimane di empowerment e laboratori tecnologici Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics). Attualmente, in Italia, solo il 13,3% delle laureate sceglie corsi di laurea Stem, evidenziando un notevole divario di genere.

Il focus sarà sulla consapevolezza di sé come donne e sull’avvicinamento al lavoro tecnico-scientifico. Le partecipanti metteranno in pratica anche linguaggi di programmazione, intelligenza artificiale, sensoristica e robotica.

La Fondazione Human+ ha una visione pragmatica per promuovere la parità di genere nel mondo dello studio e del lavoro. StemDays è un esempio di iniziativa innovativa volta a incidere sulla cultura della parità e sull’importanza delle discipline Stem per affrontare le sfide contemporanee.

Intesa Sanpaolo sostiene attivamente StemDays, riflettendo il suo impegno nei confronti dei giovani e della formazione inclusiva. La banca partecipa al crowdfunding contribuendo con 2 euro per molti prodotti acquistati online e coinvolgendo diverse società del Gruppo nella compartecipazione alle donazioni. Questo impegno si allinea alla storia della Banca nell’essere pioniera in Italia nel concedere prestiti d’onore basati sul merito e nel promuovere programmi per aiutare giovani disoccupati ad acquisire competenze richieste dai datori di lavoro.

Fonte: IlSole24Ore

Svolta verde per Ita Airways: Acquisito il primo Airbus A330-900, una mossa strategica verso la sostenibilità ambientale

Svolta verde per Ita Airways: Acquisito il primo Airbus A330-900, una mossa strategica verso la sostenibilità ambientale

Ita Airways ha recentemente acquisito il suo primo aeromobile di proprietà, un Airbus A330-900, grazie a un finanziamento di 80 milioni di euro ottenuto tramite un’obbligazione privata con Castlelake, una società globale di investimenti alternativi. L’aereo di nuova generazione si distingue per la sua leggerezza, silenziosità ed efficienza, offrendo una riduzione del 25% nei consumi di carburante e nelle emissioni di CO2 per posto rispetto ai modelli precedenti.

Il presidente di Ita Airways, Antonino Turicchi, ha dichiarato “L’accesso a strumenti finanziari, possibile grazie a una sempre maggiore credibilità verso banche e investitori acquisita attraverso le positive performance registrate nel corso del 2023, segna una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo delineato dal Piano Industriale che ha l’obiettivo di riportare la compagnia a produrre presto utili, possibilmente in anticipo rispetto allo stesso Piano”.

La compagnia ha ottenuto un finanziamento complessivo di 90 milioni di euro da un pool di banche italiane, con il supporto della garanzia Sace, per sostenere lo sviluppo della flotta e l’espansione della rete.

Il mercato finanziario mostra un notevole interesse per tali operazioni, poiché gli aeromobili di nuova generazione sono richiesti per i loro bassi consumi, minori costi di gestione e ridotte emissioni, contribuendo così a una significativa riduzione dell’impronta carbonica. Ita Airways punta a rendere il 90% della sua flotta ecologica entro la fine del Piano Strategico 2023-27, diventando così il vettore più sostenibile d’Europa.

Fonte: Businesspeople.it

Ita Airways ha recentemente acquisito il suo primo aeromobile di proprietà, un Airbus A330-900, grazie a un finanziamento di 80 milioni di euro ottenuto tramite un’obbligazione privata con Castlelake, una società globale di investimenti alternativi. L’aereo di nuova generazione si distingue per la sua leggerezza, silenziosità ed efficienza, offrendo una riduzione del 25% nei consumi di carburante e nelle emissioni di CO2 per posto rispetto ai modelli precedenti.

Il presidente di Ita Airways, Antonino Turicchi, ha dichiarato “L’accesso a strumenti finanziari, possibile grazie a una sempre maggiore credibilità verso banche e investitori acquisita attraverso le positive performance registrate nel corso del 2023, segna una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo delineato dal Piano Industriale che ha l’obiettivo di riportare la compagnia a produrre presto utili, possibilmente in anticipo rispetto allo stesso Piano”.

La compagnia ha ottenuto un finanziamento complessivo di 90 milioni di euro da un pool di banche italiane, con il supporto della garanzia Sace, per sostenere lo sviluppo della flotta e l’espansione della rete.

Il mercato finanziario mostra un notevole interesse per tali operazioni, poiché gli aeromobili di nuova generazione sono richiesti per i loro bassi consumi, minori costi di gestione e ridotte emissioni, contribuendo così a una significativa riduzione dell’impronta carbonica. Ita Airways punta a rendere il 90% della sua flotta ecologica entro la fine del Piano Strategico 2023-27, diventando così il vettore più sostenibile d’Europa.

Fonte: Businesspeople.it

Aeroporti di Puglia e Air BP insieme per la sostenibilità: Nuovo impianto ecologico di rifornimento carburante all’aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari

Aeroporti di Puglia e Air BP insieme per la sostenibilità: Nuovo impianto ecologico di rifornimento carburante all’aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari

Aeroporti di Puglia ha inaugurato un nuovo impianto per il rifornimento di carburante ecologico presso l’aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari, sotto la gestione di Air BP, una business unit del gruppo BP dedicata all’aviazione. Il distributore, realizzato con l’approccio “Low Carbon”, è la prima stazione in Italia a fornire UL91, una benzina senza piombo per aeromobili di nuova generazione. La struttura è alimentata da pannelli fotovoltaici autonomi, senza dipendenza da reti elettriche esterne.

L’introduzione di questo impianto si inserisce nella strategia di sviluppo della sostenibilità ambientale di Aeroporti di Puglia. L’aeroporto, essendo luogo di intensa attività, ha un impatto significativo sull’ambiente, e la società ritiene che sia essenziale agire in modo responsabile per ridurre le emissioni. Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, sottolinea che questo impianto rappresenta un contributo concreto alla trasformazione verde e alla mitigazione dell’impatto ambientale.

Aeroporti di Puglia si impegna a collaborare con istituzioni locali e attori chiave del settore per sviluppare strategie comuni e promuovere l’innovazione nell’aviazione sostenibile. Il Presidente di Air BP Italia, Tommaso Marrocchesi Marzi, ha dichiarato: “Air BP si dimostra leader del settore, sensibile alle tematiche ambientali e concretamente motivata nella realizzazione di infrastrutture sostenibili e nella costituzione di partnership con interlocutori qualificati ed impegnati nel contenimento delle emissioni. In Aeroporti di Puglia abbiamo trovato un partner ideale: al loro management va il nostro plauso e ringraziamento per l’obiettivo raggiunto con l’apertura di questo impianto”.

L’impianto green è caratterizzato da due serbatoi interrati a doppia parete (25 m3 ciascuno) per Avgas e UL91, con una struttura dedicata e segregata per ciascun prodotto. La fornitura di carburante avviene attraverso attrezzature separate, mentre il sistema è completamente alimentato da pacchi batteria ricaricabili mediante pannelli fotovoltaici, garantendo due giorni di autonomia senza sole. In caso di guasti, è previsto un motore di backup.

Fonte: md80.it

Aeroporti di Puglia ha inaugurato un nuovo impianto per il rifornimento di carburante ecologico presso l’aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari, sotto la gestione di Air BP, una business unit del gruppo BP dedicata all’aviazione. Il distributore, realizzato con l’approccio “Low Carbon”, è la prima stazione in Italia a fornire UL91, una benzina senza piombo per aeromobili di nuova generazione. La struttura è alimentata da pannelli fotovoltaici autonomi, senza dipendenza da reti elettriche esterne.

L’introduzione di questo impianto si inserisce nella strategia di sviluppo della sostenibilità ambientale di Aeroporti di Puglia. L’aeroporto, essendo luogo di intensa attività, ha un impatto significativo sull’ambiente, e la società ritiene che sia essenziale agire in modo responsabile per ridurre le emissioni. Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, sottolinea che questo impianto rappresenta un contributo concreto alla trasformazione verde e alla mitigazione dell’impatto ambientale.

Aeroporti di Puglia si impegna a collaborare con istituzioni locali e attori chiave del settore per sviluppare strategie comuni e promuovere l’innovazione nell’aviazione sostenibile. Il Presidente di Air BP Italia, Tommaso Marrocchesi Marzi, ha dichiarato: “Air BP si dimostra leader del settore, sensibile alle tematiche ambientali e concretamente motivata nella realizzazione di infrastrutture sostenibili e nella costituzione di partnership con interlocutori qualificati ed impegnati nel contenimento delle emissioni. In Aeroporti di Puglia abbiamo trovato un partner ideale: al loro management va il nostro plauso e ringraziamento per l’obiettivo raggiunto con l’apertura di questo impianto”.

L’impianto green è caratterizzato da due serbatoi interrati a doppia parete (25 m3 ciascuno) per Avgas e UL91, con una struttura dedicata e segregata per ciascun prodotto. La fornitura di carburante avviene attraverso attrezzature separate, mentre il sistema è completamente alimentato da pacchi batteria ricaricabili mediante pannelli fotovoltaici, garantendo due giorni di autonomia senza sole. In caso di guasti, è previsto un motore di backup.

Fonte: md80.it

Airbus e TotalEnergies: Una Partnership decisiva per ridurre le emissioni di CO2 nell’Aviazione con carburanti sostenibili

Airbus e TotalEnergies: Una Partnership decisiva per ridurre le emissioni di CO2 nell’Aviazione con carburanti sostenibili

Airbus e TotalEnergies hanno stretto una partnership strategica per affrontare le sfide legate alla decarbonizzazione dell’aviazione attraverso l’uso di carburanti sostenibili. L’obiettivo di questa collaborazione è contribuire alla neutralità netta di carbonio nel trasporto aereo entro il 2050, con un focus sui combustibili sostenibili per l’aviazione (SAF) che possono ridurre fino al 90% delle emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili.

La partnership si articola su due principali fronti. In primo luogo, TotalEnergies fornirà carburanti sostenibili per l’aviazione per oltre il 50% del fabbisogno di Airbus in Europa. In secondo luogo, verrà avviato un programma di ricerca e innovazione per sviluppare carburanti sostenibili al 100%, su misura per gli attuali e futuri progetti di aerei. Tale programma includerà uno studio sull’impatto della composizione dei carburanti sostenibili sulle emissioni di CO2 e sugli effetti collaterali non legati alla CO2, come le scie di condensazione.

La collaborazione si basa sulla volontà comune di promuovere la tecnologia SAF e ha già una storia di successo, con TotalEnergies che fornisce SAF ad Airbus dal 2016. Inoltre, la partnership ha supportato diversi primi voli con aerei Airbus utilizzando esclusivamente SAF, dimostrando il progresso nel campo della decarbonizzazione dell’aviazione.

Patrick Pouyanné, Presidente e Amministratore Delegato di TotalEnergies, ha sottolineato l’impegno della sua azienda nello sviluppo di carburanti sostenibili, con un obiettivo di produzione annua di 1,5 milioni di tonnellate di SAF entro il 2030. Guillaume Faury, CEO di Airbus, ha evidenziato l’importanza di accelerare l’adozione di carburanti sostenibili per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio nell’aviazione entro il 2030. La partnership sottolinea il impegno congiunto di produttori aerospaziali e aziende energetiche nel superare la sfida della decarbonizzazione e assicurare che l’aviazione continui a svolgere un ruolo essenziale nella società futura.

Fonte: Aresdifesa.it

Airbus e TotalEnergies hanno stretto una partnership strategica per affrontare le sfide legate alla decarbonizzazione dell’aviazione attraverso l’uso di carburanti sostenibili. L’obiettivo di questa collaborazione è contribuire alla neutralità netta di carbonio nel trasporto aereo entro il 2050, con un focus sui combustibili sostenibili per l’aviazione (SAF) che possono ridurre fino al 90% delle emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili.

La partnership si articola su due principali fronti. In primo luogo, TotalEnergies fornirà carburanti sostenibili per l’aviazione per oltre il 50% del fabbisogno di Airbus in Europa. In secondo luogo, verrà avviato un programma di ricerca e innovazione per sviluppare carburanti sostenibili al 100%, su misura per gli attuali e futuri progetti di aerei. Tale programma includerà uno studio sull’impatto della composizione dei carburanti sostenibili sulle emissioni di CO2 e sugli effetti collaterali non legati alla CO2, come le scie di condensazione.

La collaborazione si basa sulla volontà comune di promuovere la tecnologia SAF e ha già una storia di successo, con TotalEnergies che fornisce SAF ad Airbus dal 2016. Inoltre, la partnership ha supportato diversi primi voli con aerei Airbus utilizzando esclusivamente SAF, dimostrando il progresso nel campo della decarbonizzazione dell’aviazione.

Patrick Pouyanné, Presidente e Amministratore Delegato di TotalEnergies, ha sottolineato l’impegno della sua azienda nello sviluppo di carburanti sostenibili, con un obiettivo di produzione annua di 1,5 milioni di tonnellate di SAF entro il 2030. Guillaume Faury, CEO di Airbus, ha evidenziato l’importanza di accelerare l’adozione di carburanti sostenibili per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio nell’aviazione entro il 2030. La partnership sottolinea il impegno congiunto di produttori aerospaziali e aziende energetiche nel superare la sfida della decarbonizzazione e assicurare che l’aviazione continui a svolgere un ruolo essenziale nella società futura.

Fonte: Aresdifesa.it

Fincantieri sigla Partnership navale da 30 Miliardi con Edge negli Emirati Arabi: Joint Venture per trasformare il paesaggio cantieristico globale

Fincantieri sigla Partnership navale da 30 Miliardi con Edge negli Emirati Arabi: Joint Venture per trasformare il paesaggio cantieristico globale

Fincantieri ha stretto una partnership con il Gruppo Edge negli Emirati Arabi Uniti per la creazione di una joint venture nel settore della cantieristica navale, del valore di 30 miliardi di euro. Secondo l’accordo, Edge deterrà il 51% della joint venture, la cui sede operativa sarà ad Abu Dhabi, con Fincantieri che avrà la direzione gestionale, mentre il cuore direzionale rimarrà in Italia. La joint venture avrà diritti di prelazione per gli ordini non Nato, sfruttando gli accordi G2G degli Emirati Arabi Uniti e i pacchetti di finanziamento del credito all’esportazione, insieme a ordini strategici di Paesi membri della Nato.

La collaborazione, definita “trasformativa” dai vertici emiratini, mira a cogliere opportunità globali nella cantieristica navale, concentrandosi sulla produzione di navi militari. La joint venture prevede una solida cooperazione nella commercializzazione dei prodotti con le marine di vari Paesi, espandendo il raggio d’azione e diversificando il portafoglio di soluzioni marittime. In particolare, si prevede lo sviluppo di fregate, grandi navi e sottomarini di medie dimensioni.

L’accordo è stato firmato a Roma tra Hamad Al Marar, CEO di Edge Group, e Pierroberto Folgiero, CEO di Fincantieri, alla presenza di rappresentanti del governo e delle forze armate italiani. La joint venture si concentrerà sulle vendite, le operazioni commerciali e l’ingegneria, sviluppando proprietà intellettuale condivisa e mantenendo diritti esclusivi su futuri design. Sarà istituita una design authority dedicata, coinvolgendo competenze internazionali.

Il CEO di Fincantieri ha dichiarato “Siamo onorati ed entusiasti di unire le forze con Edge con l’obiettivo di creare una piattaforma industriale unica nel suo genere, in grado di cogliere con massimo spirito imprenditoriale e competenze distintive le notevoli opportunità di mercato che hanno origine negli Emirati Arabi Uniti e si estendono dagli Emirati ai mercati internazionali”. Il Sottosegretario di Stato alla Difesa Matteo Perego di Cremnago ha sottolineato che l’accordo riflette le volontà politiche di consolidare i rapporti di collaborazione nel settore marittimo tra Italia e Emirati.

Fonte: IlSole24Ore

Fincantieri ha stretto una partnership con il Gruppo Edge negli Emirati Arabi Uniti per la creazione di una joint venture nel settore della cantieristica navale, del valore di 30 miliardi di euro. Secondo l’accordo, Edge deterrà il 51% della joint venture, la cui sede operativa sarà ad Abu Dhabi, con Fincantieri che avrà la direzione gestionale, mentre il cuore direzionale rimarrà in Italia. La joint venture avrà diritti di prelazione per gli ordini non Nato, sfruttando gli accordi G2G degli Emirati Arabi Uniti e i pacchetti di finanziamento del credito all’esportazione, insieme a ordini strategici di Paesi membri della Nato.

La collaborazione, definita “trasformativa” dai vertici emiratini, mira a cogliere opportunità globali nella cantieristica navale, concentrandosi sulla produzione di navi militari. La joint venture prevede una solida cooperazione nella commercializzazione dei prodotti con le marine di vari Paesi, espandendo il raggio d’azione e diversificando il portafoglio di soluzioni marittime. In particolare, si prevede lo sviluppo di fregate, grandi navi e sottomarini di medie dimensioni.

L’accordo è stato firmato a Roma tra Hamad Al Marar, CEO di Edge Group, e Pierroberto Folgiero, CEO di Fincantieri, alla presenza di rappresentanti del governo e delle forze armate italiani. La joint venture si concentrerà sulle vendite, le operazioni commerciali e l’ingegneria, sviluppando proprietà intellettuale condivisa e mantenendo diritti esclusivi su futuri design. Sarà istituita una design authority dedicata, coinvolgendo competenze internazionali.

Il CEO di Fincantieri ha dichiarato “Siamo onorati ed entusiasti di unire le forze con Edge con l’obiettivo di creare una piattaforma industriale unica nel suo genere, in grado di cogliere con massimo spirito imprenditoriale e competenze distintive le notevoli opportunità di mercato che hanno origine negli Emirati Arabi Uniti e si estendono dagli Emirati ai mercati internazionali”. Il Sottosegretario di Stato alla Difesa Matteo Perego di Cremnago ha sottolineato che l’accordo riflette le volontà politiche di consolidare i rapporti di collaborazione nel settore marittimo tra Italia e Emirati.

Fonte: IlSole24Ore

Leonardo in Ascesa: Azioni volano con il progetto spaziale ‘Space Cloud’ e nuovi sfondi di mercato

Leonardo in Ascesa: Azioni volano con il progetto spaziale ‘Space Cloud’ e nuovi sfondi di mercato

Leonardo ha registrato un aumento delle azioni del 2,24% il 19 febbraio e un ulteriore incremento dello 0,39% il 20 febbraio, raggiungendo un valore di 19,19 euro per azione alle 10:30. Questo aumento è attribuito al progetto “Space Cloud” assegnato da Segredifesa a Leonardo, che mira a sviluppare un sistema di supercomputer, intelligenza artificiale e cloud su una costellazione di satelliti sicuri in orbita attorno alla Terra.

Il progetto rappresenta una novità in Europa, creando un’architettura spaziale che offre capacità di calcolo e memorizzazione ad alte prestazioni direttamente nello spazio per enti governativi e Forze Armate. Il sistema integrerà modelli di cybersecurity e consentirà l’elaborazione e la condivisione rapide e flessibili delle informazioni.

Lo Space Cloud potrà immagazzinare oltre 100 Terabyte di dati e eseguire elaborazioni con una potenza superiore a 250 Tflops.

La notizia ha portato la capitalizzazione di mercato di Leonardo a 11,23 miliardi di euro entro il 20 febbraio. Tuttavia, gli analisti ritengono che le azioni siano attualmente sopravvalutate rispetto al prezzo obiettivo, con un Fair Value stimato a 17,77 euro, circa il 7,8% in meno rispetto al prezzo attuale. Inoltre, l’indice di forza relativa suggerisce un forte acquisto di azioni nell’ultimo periodo, indicando un potenziale aumento del prezzo al di sopra del suo vero valore intrinseco.

Fonte: Investing.com

Leonardo ha registrato un aumento delle azioni del 2,24% il 19 febbraio e un ulteriore incremento dello 0,39% il 20 febbraio, raggiungendo un valore di 19,19 euro per azione alle 10:30. Questo aumento è attribuito al progetto “Space Cloud” assegnato da Segredifesa a Leonardo, che mira a sviluppare un sistema di supercomputer, intelligenza artificiale e cloud su una costellazione di satelliti sicuri in orbita attorno alla Terra.

Il progetto rappresenta una novità in Europa, creando un’architettura spaziale che offre capacità di calcolo e memorizzazione ad alte prestazioni direttamente nello spazio per enti governativi e Forze Armate. Il sistema integrerà modelli di cybersecurity e consentirà l’elaborazione e la condivisione rapide e flessibili delle informazioni. Lo Space Cloud potrà immagazzinare oltre 100 Terabyte di dati e eseguire elaborazioni con una potenza superiore a 250 Tflops.

La notizia ha portato la capitalizzazione di mercato di Leonardo a 11,23 miliardi di euro entro il 20 febbraio. Tuttavia, gli analisti ritengono che le azioni siano attualmente sopravvalutate rispetto al prezzo obiettivo, con un Fair Value stimato a 17,77 euro, circa il 7,8% in meno rispetto al prezzo attuale. Inoltre, l’indice di forza relativa suggerisce un forte acquisto di azioni nell’ultimo periodo, indicando un potenziale aumento del prezzo al di sopra del suo vero valore intrinseco.

Fonte: Investing.com

Rivoluzione marittima: CMA CGM integra la prima flotta di navi alimentate a GNL, pioniere di ecologia e innovazione

Rivoluzione marittima: CMA CGM integra la prima flotta di navi alimentate a GNL, pioniere di ecologia e innovazione

Il 15 febbraio CMA CGM ha varato la CMA CGM Mermaid, la prima di una nuova classe di 10 piccole navi portacontainer dedicate al trasporto marittimo a corto raggio. Costruite in Corea del Sud, queste navi mirano a ridurre al minimo il consumo energetico. Le navi, denominate Mermaid, funzionano a gas naturale liquefatto (LNG) e prevedono di testare una cella a combustibile a partire dal 2025.

Il cantiere sudcoreano Hyundai Mipo ha recentemente consegnato la CMA CGM Mermaid, battente bandiera maltese, attualmente ormeggiata a Busan. Le 10 navi saranno consegnate tra febbraio 2024 e gennaio 2025 e serviranno principalmente il Nord Europa e il Mediterraneo su rotte a corto raggio. Sei si uniranno alla linea Intra Nord Europa tra aprile e luglio, mentre le altre quattro si uniranno alla linea Intra Mediterraneo dalla fine di settembre.

Le Mermaid, lunghe 204,3 metri e larghe 29,6 metri con una portata lorda di 30.900 tonnellate, hanno una capacità di 2.000 TEU e possono trasportare container da 45 piedi adatti a rimorchi per trattori. Il progetto, realizzato in collaborazione con Chantiers de l’Atlantique e Odense Marine Technique, presenta un design originale, in particolare un blocco ponte a prua e una prua avvolgente con bulbo integrato. I motori a doppia alimentazione, GNL o diesel, con un motore da 12 MW fornito da MAN, sono integrati, con l’obiettivo di un risparmio del 15% sui consumi grazie al design dello scafo.

CMA CGM prevede che l’ultima nave della serie, che sarà consegnata nel gennaio 2025, sperimenterà una cella a combustibile da 1 MW alimentata a idrogeno, con l’obiettivo di una modalità a “emissioni zero” durante gli scali.

Fonte Meretmarine.com

Il 15 febbraio CMA CGM ha varato la CMA CGM Mermaid, la prima di una nuova classe di 10 piccole navi portacontainer dedicate al trasporto marittimo a corto raggio. Costruite in Corea del Sud, queste navi mirano a ridurre al minimo il consumo energetico. Le navi, denominate Mermaid, funzionano a gas naturale liquefatto (LNG) e prevedono di testare una cella a combustibile a partire dal 2025.

Il cantiere sudcoreano Hyundai Mipo ha recentemente consegnato la CMA CGM Mermaid, battente bandiera maltese, attualmente ormeggiata a Busan. Le 10 navi saranno consegnate tra febbraio 2024 e gennaio 2025 e serviranno principalmente il Nord Europa e il Mediterraneo su rotte a corto raggio. Sei si uniranno alla linea Intra Nord Europa tra aprile e luglio, mentre le altre quattro si uniranno alla linea Intra Mediterraneo dalla fine di settembre.

Le Mermaid, lunghe 204,3 metri e larghe 29,6 metri con una portata lorda di 30.900 tonnellate, hanno una capacità di 2.000 TEU e possono trasportare container da 45 piedi adatti a rimorchi per trattori. Il progetto, realizzato in collaborazione con Chantiers de l’Atlantique e Odense Marine Technique, presenta un design originale, in particolare un blocco ponte a prua e una prua avvolgente con bulbo integrato. I motori a doppia alimentazione, GNL o diesel, con un motore da 12 MW fornito da MAN, sono integrati, con l’obiettivo di un risparmio del 15% sui consumi grazie al design dello scafo.

CMA CGM prevede che l’ultima nave della serie, che sarà consegnata nel gennaio 2025, sperimenterà una cella a combustibile da 1 MW alimentata a idrogeno, con l’obiettivo di una modalità a “emissioni zero” durante gli scali.

Fonte Meretmarine.com

Airbus: Reddito netto di 3,8 miliardi di euro nel 2023, record di ordini e sfide strategiche

Airbus: Reddito netto di 3,8 miliardi di euro nel 2023, record di ordini e sfide strategiche

Airbus ha annunciato un utile netto di 3,8 miliardi di euro per il 2023, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Nonostante questo calo, si tratta del terzo utile annuale più alto della sua storia. Il calo dell’utile è dovuto in parte agli oneri del settore spaziale. “Nel 2023, tutte le nostre attività hanno registrato una significativa acquisizione di ordini e abbiamo rispettato i nostri impegni. Si tratta di un risultato notevole, vista la complessità del contesto operativo”, ha commentato il presidente esecutivo di Airbus Guillaume Faury in un comunicato stampa.

Nel 2023, Airbus ha superato le sfide della sua catena di fornitura, consegnando 735 aeromobili nonostante le precedenti difficoltà. Per il 2024, l’azienda prevede di consegnarne circa 800, avvicinandosi al livello pre-pandemia del 2018.

Lo scorso anno è stato registrato un numero record di ordini netti (2094 in totale), superando il precedente record stabilito nel 2013.

Il successo dell’A320 e dell’A350 ha contribuito a un aumento dell’11% delle vendite totali, che hanno raggiunto i 65,4 miliardi di euro. La divisione Commercial Aircraft ha rappresentato quasi tre quarti del fatturato e il 78% dell’utile operativo.

Tuttavia, la divisione Airbus Defense and Space ha registrato un calo del 40% dell’utile operativo, sceso a 229 milioni di euro, a causa di un onere di 600 milioni di euro nel settore spaziale, influenzato dalla concorrenza di SpaceX e dai ritardi di alcuni programmi.

Di fronte a queste sfide, il presidente esecutivo Guillaume Faury ha riorganizzato il team di gestione, affidando la divisione Commercial Aircraft a Christian Scherer. Quest’ultimo si concentrerà maggiormente sulla strategia generale dell’azienda. Anche nel settore spaziale è previsto un cambio di leadership: dal 1° marzo Jean-Marc Nasr lascerà il suo incarico a favore di Alain Faure.

Fonte: Capital.fr

Airbus a annoncé un bénéfice net de 3,8 milliards d’euros pour 2023, en baisse de 11% par rapport à l’année précédente. Malgré cette diminution, c’est le troisième bénéfice annuel le plus élevé de son histoire. La baisse est due en partie à des charges dans l’activité spatiale. « En 2023, toutes nos activités ont enregistré d’importantes prises de commandes et nous avons tenu nos engagements. Il s’agit d’un résultat remarquable compte tenu de la complexité du contexte opérationnel », a salué le président exécutif d’Airbus Guillaume Faury dans un communiqué.

En 2023, Airbus a surmonté les défis de sa chaîne d’approvisionnement en livrant 735 avions malgré des difficultés antérieures. Pour 2024, l’entreprise prévoit d’en livrer environ 800, se rapprochant du niveau pré-pandémique de 2018.

L’année dernière a été marquée par un record de commandes nettes (2094 au total), dépassant le précédent record de 2013. Les succès des A320 et A350 ont contribué à une augmentation de 11% du chiffre d’affaires total, atteignant 65,4 milliards d’euros. La division Avions commerciaux représente près de trois quarts des revenus et 78% du bénéfice opérationnel.

Cependant, la division Airbus Defense and Space a enregistré une chute de 40% du bénéfice opérationnel à 229 millions d’euros, en raison d’une charge de 600 millions d’euros dans l’activité spatiale, impactée par la concurrence de SpaceX et des retards dans certains programmes.

Face à ces défis, le président exécutif Guillaume Faury a réorganisé la direction, confiant la division Avions commerciaux à Christian Scherer. Il se concentrera davantage sur la stratégie globale de l’entreprise. Un changement de leadership est également prévu dans les activités spatiales, Jean-Marc Nasr laissant sa place à Alain Faure à partir du 1er mars.

Fonte: Capital.fr

Report Bain & Company 2023: L’industria del lusso in crescita

Report Bain & Company 2023: L’industria del lusso in crescita

Si stima che nel 2023 l’industria globale dei beni di lusso avrà un valore di 1.500 miliardi di euro, con un aumento dell’8-10% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questa crescita è stata mitigata da un ritorno alla normalità dopo due anni ultra-dinamici post-Covid. Il mercato dei beni di lusso personali è cresciuto del 4% a 362 miliardi di euro, trainato da categorie come l’abbigliamento e la gioielleria. Nonostante il record complessivo, solo due terzi dei marchi del lusso hanno registrato una crescita nel 2023, segnando un calo rispetto al 2022. Gli operatori del lusso hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi e della preferenza dei consumatori per i canali di vendita diretta, ma hanno anche dovuto affrontare l’aumento dell’inflazione e dei costi.

A livello geografico, l’Europa ha riconquistato la sua posizione di leadership, con le vendite di beni di lusso personali che hanno raggiunto i 102 miliardi di euro, sostenute da una clientela VIP e dalla ripresa dei flussi turistici. Le Americhe hanno rallentato a -8%, mentre la Cina continentale ha registrato una crescita del +9%, nonostante un graduale rallentamento dovuto alle preoccupazioni macroeconomiche.

Nel 2024, i marchi del lusso dovrebbero beneficiare del loro appeal in regioni ad alto potenziale come il Medio Oriente e l’Australia. I negozi monomarca sono cresciuti dell’11% nel 2023, sottolineando il loro ruolo cruciale nell’esprimere i valori del marchio.

Nel 2024, i beni di lusso personali dovrebbero registrare una crescita moderata, compresa tra +1% e +4%. A più lungo termine, la spesa nel mercato del lusso potrebbe raggiungere i 2.500 miliardi di euro entro il 2030, con un raddoppio del valore dei beni di lusso personali rispetto al 2019, tra i 540 e i 580 miliardi di euro. Si prevede che la Cina continentale rimarrà un attore chiave, rappresentando il 24-26% degli acquisti globali di lusso.

Fonte: Journal du Liuxe.fr

Si stima che nel 2023 l’industria globale dei beni di lusso avrà un valore di 1.500 miliardi di euro, con un aumento dell’8-10% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questa crescita è stata mitigata da un ritorno alla normalità dopo due anni ultra-dinamici post-Covid. Il mercato dei beni di lusso personali è cresciuto del 4% a 362 miliardi di euro, trainato da categorie come l’abbigliamento e la gioielleria. Nonostante il record complessivo, solo due terzi dei marchi del lusso hanno registrato una crescita nel 2023, segnando un calo rispetto al 2022. Gli operatori del lusso hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi e della preferenza dei consumatori per i canali di vendita diretta, ma hanno anche dovuto affrontare l’aumento dell’inflazione e dei costi.

A livello geografico, l‘Europa ha riconquistato la sua posizione di leadership, con le vendite di beni di lusso personali che hanno raggiunto i 102 miliardi di euro, sostenute da una clientela VIP e dalla ripresa dei flussi turistici. Le Americhe hanno rallentato a -8%, mentre la Cina continentale ha registrato una crescita del +9%, nonostante un graduale rallentamento dovuto alle preoccupazioni macroeconomiche.

Nel 2024, i marchi del lusso dovrebbero beneficiare del loro appeal in regioni ad alto potenziale come il Medio Oriente e l’Australia. I negozi monomarca sono cresciuti dell’11% nel 2023, sottolineando il loro ruolo cruciale nell’esprimere i valori del marchio.

Nel 2024, i beni di lusso personali dovrebbero registrare una crescita moderata, compresa tra +1% e +4%. A più lungo termine, la spesa nel mercato del lusso potrebbe raggiungere i 2.500 miliardi di euro entro il 2030, con un raddoppio del valore dei beni di lusso personali rispetto al 2019, tra i 540 e i 580 miliardi di euro. Si prevede che la Cina continentale rimarrà un attore chiave, rappresentando il 24-26% degli acquisti globali di lusso.

Fonte: Journal du Liuxe.fr

Il produttore di batterie ACC raccoglie la cifra record di 4,4 miliardi di euro per diventare il leader europeo delle batterie elettriche

Il produttore di batterie ACC raccoglie la cifra record di 4,4 miliardi di euro per diventare il leader europeo delle batterie elettriche

ACC, il produttore di batterie di proprietà di Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, ha completato con successo un’eccezionale raccolta di fondi da 4,4 miliardi di euro per finanziare i suoi progetti di impianti di batterie in Europa. L’operazione, una delle più grandi del settore automobilistico europeo, ha visto BNP Paribas come consulente finanziario esclusivo. L’azienda, soprannominata l'”Airbus” europeo delle batterie, mira a diventare il leader del mercato delle batterie per veicoli elettrici.

Il colossale finanziamento sosterrà il piano di costruzione di impianti in Francia, Germania e Italia. La prima tappa è stata il completamento della prima fase dello stabilimento di Douvrin (Pas-de-Calais), con un investimento di 900 milioni di euro. Sono previsti altri siti, tra cui un blocco a Kaiserslautern, in Germania, e un doppio blocco a Termoli, in Italia.

L’amministratore delegato di ACC, Yann Vincent, sottolinea che questa iniezione di fondi sostiene il raggiungimento degli obiettivi fissati nella tabella di marcia, che punta a una capacità produttiva di 120 gigawattora nel 2030 in Europa.

Oltre ai 4,4 miliardi di euro raccolti, ACC riceve 846 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche dalla Francia. Anche un aumento di capitale, il cui importo non è ancora stato specificato, rafforzerà le risorse dell’azienda. Stellantis e Mercedes-Benz hanno in programma di modificare la struttura azionaria di ACC, con un aumento graduale delle loro quote, secondo un comunicato stampa emesso dall’azienda.

Fonte: Forbes.fr

ACC, il produttore di batterie di proprietà di Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, ha completato con successo un’eccezionale raccolta di fondi da 4,4 miliardi di euro per finanziare i suoi progetti di impianti di batterie in Europa. L’operazione, una delle più grandi del settore automobilistico europeo, ha visto BNP Paribas come consulente finanziario esclusivo. L’azienda, soprannominata l'”Airbus” europeo delle batterie, mira a diventare il leader del mercato delle batterie per veicoli elettrici.

Il colossale finanziamento sosterrà il piano di costruzione di impianti in Francia, Germania e Italia. La prima tappa è stata il completamento della prima fase dello stabilimento di Douvrin (Pas-de-Calais), con un investimento di 900 milioni di euro. Sono previsti altri siti, tra cui un blocco a Kaiserslautern, in Germania, e un doppio blocco a Termoli, in Italia. L’amministratore delegato di ACC, Yann Vincent, sottolinea che questa iniezione di fondi sostiene il raggiungimento degli obiettivi fissati nella tabella di marcia, che punta a una capacità produttiva di 120 gigawattora nel 2030 in Europa.

Oltre ai 4,4 miliardi di euro raccolti, ACC riceve 846 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche dalla Francia. Anche un aumento di capitale, il cui importo non è ancora stato specificato, rafforzerà le risorse dell’azienda. Stellantis e Mercedes-Benz hanno in programma di modificare la struttura azionaria di ACC, con un aumento graduale delle loro quote, secondo un comunicato stampa emesso dall’azienda.

Fonte: Forbes.fr

Svolta cruciale per il progetto della Torino-Lione: le linee di accesso francesi al centro del progetto

Svolta cruciale per il progetto della Torino-Lione: le linee di accesso francesi al centro del progetto

Lo sblocco del dossier sulle linee di accesso al collegamento internazionale Torino-Lione in Francia evidenzia l’importanza cruciale del collegamento ferroviario tra Italia e Francia per il corridoio TEN-T Lisbona-Kiev. Le linee di accesso francesi, considerate la parte più complessa del progetto, svolgono un ruolo essenziale nella sua realizzazione. Paolo Foietta, presidente della delegazione italiana alla Commissione intergovernativa Italia-Francia, spiega: «L’intera Cig ha espresso soddisfazione per lo sblocco francese alla richiesta di finanziamento europeo del progetto delle tratte di accesso francesi. Condizione essenziale per procedere alla loro realizzazione ed alla decisione di esecuzione».

La tratta Torino-Lione comprende una sezione internazionale e sezioni di accesso in Francia e in Italia. La sezione francese, da Saint-Jean-de-Maurienne a Lione, presenta sfide in termini di complessità e costi. Una prolungata fase di discussione in Francia si sta concentrando sul finanziamento fino al 40% per la progettazione degli accessi, pari a circa 120 milioni di euro. L’Italia è in vantaggio in termini di progettazione, con 12 milioni di euro di finanziamenti UE e 50 milioni di euro di cofinanziamento per l’adeguamento della sezione nazionale.

Il prossimo passo è rendere le vie di accesso francesi una priorità infrastrutturale prima del voto di giugno, consentendo all’Italia e alla Francia di presentare la domanda all’UE. Il cofinanziamento europeo del 50% delle opere Ten-T è subordinato all’esistenza di progetti formali, con stime di costo che raggiungono 1,7 miliardi per l’Italia e tra 7 e 8 miliardi per la Francia.

Attualmente sono in corso 11 progetti tra Italia e Francia, con 35,2 chilometri di gallerie già realizzate, che coinvolgono 2.500 lavoratori e tecnici e contratti per 4,9 miliardi di euro. Il progetto principale in Italia è il tunnel ferroviario Chiomonte-Susa. Il valore complessivo della tratta Italia-Francia è stato di 8,6 miliardi di euro nel 2012, con un aggiornamento previsto per la seconda metà dell’anno.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Lo sblocco del dossier sulle linee di accesso al collegamento internazionale Torino-Lione in Francia evidenzia l’importanza cruciale del collegamento ferroviario tra Italia e Francia per il corridoio TEN-T Lisbona-Kiev. Le linee di accesso francesi, considerate la parte più complessa del progetto, svolgono un ruolo essenziale nella sua realizzazione. Paolo Foietta, presidente della delegazione italiana alla Commissione intergovernativa Italia-Francia, spiega: «L’intera Cig ha espresso soddisfazione per lo sblocco francese alla richiesta di finanziamento europeo del progetto delle tratte di accesso francesi. Condizione essenziale per procedere alla loro realizzazione ed alla decisione di esecuzione».

La tratta Torino-Lione comprende una sezione internazionale e sezioni di accesso in Francia e in Italia. La sezione francese, da Saint-Jean-de-Maurienne a Lione, presenta sfide in termini di complessità e costi. Una prolungata fase di discussione in Francia si sta concentrando sul finanziamento fino al 40% per la progettazione degli accessi, pari a circa 120 milioni di euro. L’Italia è in vantaggio in termini di progettazione, con 12 milioni di euro di finanziamenti UE e 50 milioni di euro di cofinanziamento per l’adeguamento della sezione nazionale.

Il prossimo passo è rendere le vie di accesso francesi una priorità infrastrutturale prima del voto di giugno, consentendo all’Italia e alla Francia di presentare la domanda all’UE. Il cofinanziamento europeo del 50% delle opere Ten-T è subordinato all’esistenza di progetti formali, con stime di costo che raggiungono 1,7 miliardi per l’Italia e tra 7 e 8 miliardi per la Francia.

Attualmente sono in corso 11 progetti tra Italia e Francia, con 35,2 chilometri di gallerie già realizzate, che coinvolgono 2.500 lavoratori e tecnici e contratti per 4,9 miliardi di euro. Il progetto principale in Italia è il tunnel ferroviario Chiomonte-Susa. Il valore complessivo della tratta Italia-Francia è stato di 8,6 miliardi di euro nel 2012, con un aggiornamento previsto per la seconda metà dell’anno.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Hitachi Rail agguanta le attività ferroviarie di Thales

Hitachi Rail agguanta le attività ferroviarie di Thales

Grazie all’accordo con l’azienda pugliese Mermec, la giapponese Hitachi Rail è vicina a concludere l’acquisto dell’attività di segnalamento ferroviario Gts della francese Thales.

Nell’Estate 2021 la conglomerata giapponese Hitachi ha annunciato una trattativa in esclusiva con la francese Thales per l’acquisto delle attività di segnalamento ferroviario del gruppo, valutate 1,66 miliardi di euro. La vendita arriva in un momento di consolidamento nel settore in quanto i giocatori indipendenti si allineano con gruppi industriali più grandi.

Lo scorso ottobre la Commissione europea e l’Autorità britannica garante della concorrenza e del mercato (Cma) hanno approvato l’acquisizione di Thales Gts da parte di Hitachi Rail, a condizione che Hitachi Rail cedesse le sue attività di segnalamento mainline (linee principali) in Francia, Germania e Regno Unito.

Condizione che il gruppo giapponese aveva già indicato di essere pronta a soddisfare.

Ed è alla luce di questi impegni che Hitachi Rail ha firmato un accordo di put option con MerMec – il gruppo barese che fa capo alla Angel Holding fondata da Vito Pertosa – per la vendita delle attività di segnalamento delle linee principali in Francia e dei business di segnalamento in Germania e nel Regno Unito di Hitachi Rail.

Alistair Dormer, vicepresidente esecutivo di Hitachi, ha affermato che “il business Gts è estremamente complementare dal punto di vista geografico”. GTS ha sede in Germania, Francia e Canada.

Le attuali basi commerciali di Hitachi Rail sono principalmente nel Regno Unito, in Italia, in Giappone e in Nord America. E proprio in Italia si guarda alle ricadute di questa operazione.

Fonte Startmag.it: Chiara Rossi

Grazie all’accordo con l’azienda pugliese Mermec, la giapponese Hitachi Rail è vicina a concludere l’acquisto dell’attività di segnalamento ferroviario Gts della francese Thales.

Nell’Estate 2021 la conglomerata giapponese Hitachi ha annunciato una trattativa in esclusiva con la francese Thales per l’acquisto delle attività di segnalamento ferroviario del gruppo, valutate 1,66 miliardi di euro. La vendita arriva in un momento di consolidamento nel settore in quanto i giocatori indipendenti si allineano con gruppi industriali più grandi.

Lo scorso ottobre la Commissione europea e l’Autorità britannica garante della concorrenza e del mercato (Cma) hanno approvato l’acquisizione di Thales Gts da parte di Hitachi Rail, a condizione che Hitachi Rail cedesse le sue attività di segnalamento mainline (linee principali) in Francia, Germania e Regno Unito.

Condizione che il gruppo giapponese aveva già indicato di essere pronta a soddisfare.

Ed è alla luce di questi impegni che Hitachi Rail ha firmato un accordo di put option con MerMec – il gruppo barese che fa capo alla Angel Holding fondata da Vito Pertosa – per la vendita delle attività di segnalamento delle linee principali in Francia e dei business di segnalamento in Germania e nel Regno Unito di Hitachi Rail.

Alistair Dormer, vicepresidente esecutivo di Hitachi, ha affermato che “il business Gts è estremamente complementare dal punto di vista geografico”. GTS ha sede in Germania, Francia e Canada.

Le attuali basi commerciali di Hitachi Rail sono principalmente nel Regno Unito, in Italia, in Giappone e in Nord America. E proprio in Italia si guarda alle ricadute di questa operazione.

Fonte Startmag.it: Chiara Rossi

Previsioni 2024 record per Aeroporti di Roma: più passeggeri e nuove rotte da Fiumicino e Ciampino

Previsioni 2024 record per Aeroporti di Roma: più passeggeri e nuove rotte da Fiumicino e Ciampino

Il 2024 sarà un anno record per gli aeroporti di Roma, con un numero di voli e viaggiatori che potrebbe superare anche il 2019, ultimo anno prima della pandemia. “L’incremento tendenziale del traffico passeggeri sviluppato nell’ultimo semestre del 2023, insieme alla crescente destagionalizzazione dei flussi aerei già evidente in questo inizio d’anno, lascia prevedere livelli record per il 2024 con un ulteriore balzo in avanti rispetto al 2019”, ha messo in evidenza in una nota Aeroporti di Roma.

La ripresa del traffico aereo romano si basa soprattutto sui collegamenti con l’Asia e in particolare con la Cina, gestiti da cinque compagnie aeree come nel periodo pre-pandemia. In secondo luogo c’è il mercato del Nord America, con Usa, Canada e Messico, in cui si è arrivati a contare, nei giorni di picco, addirittura 34 collegamenti diretti al giorno dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Addirittura 11 voli soltanto per quanto riguarda New York.

“Un’offerta record garantita anche dai nuovi collegamenti avviati da ITA Airways e dagli sviluppi delle compagnie aeree americane che, a livello aggregato, sono arrivate ad offrire un numero di collegamenti in crescita fino al 50% rispetto al periodo prima del Covid-19”, sottolinea Adr.

E proprio in quest’ottica il Leonardo da Vinci si è posizionato come terzo scalo europeo, dopo Londra e Parigi, per collegamenti diretti verso New York. Si stima che a febbraio 2024 arriveranno fino a 73 a settimana, più 70 per cento rispetto a febbraio 2019, i voli verso il Nord America.

Fonte: Fanpage.it

Il 2024 sarà un anno record per gli aeroporti di Roma, con un numero di voli e viaggiatori che potrebbe superare anche il 2019, ultimo anno prima della pandemia. “L’incremento tendenziale del traffico passeggeri sviluppato nell’ultimo semestre del 2023, insieme alla crescente destagionalizzazione dei flussi aerei già evidente in questo inizio d’anno, lascia prevedere livelli record per il 2024 con un ulteriore balzo in avanti rispetto al 2019”, ha messo in evidenza in una nota Aeroporti di Roma.

La ripresa del traffico aereo romano si basa soprattutto sui collegamenti con l’Asia e in particolare con la Cina, gestiti da cinque compagnie aeree come nel periodo pre-pandemia. In secondo luogo c’è il mercato del Nord America, con Usa, Canada e Messico, in cui si è arrivati a contare, nei giorni di picco, addirittura 34 collegamenti diretti al giorno dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Addirittura 11 voli soltanto per quanto riguarda New York.

“Un’offerta record garantita anche dai nuovi collegamenti avviati da ITA Airways e dagli sviluppi delle compagnie aeree americane che, a livello aggregato, sono arrivate ad offrire un numero di collegamenti in crescita fino al 50% rispetto al periodo prima del Covid-19″, sottolinea Adr.

E proprio in quest’ottica il Leonardo da Vinci si è posizionato come terzo scalo europeo, dopo Londra e Parigi, per collegamenti diretti verso New York. Si stima che a febbraio 2024 arriveranno fino a 73 a settimana, più 70 per cento rispetto a febbraio 2019, i voli verso il Nord America.

Fonte: Fanpage.it

Ansaldo Nucleare in prima linea per lo sviluppo di mini reattori in Ue

Ansaldo Nucleare in prima linea per lo sviluppo di mini reattori in Ue

Ansaldo Nucleare è in prima linea per contribuire allo sviluppo europeo degli small modular reactor (cioè i mini reattori a fissione) e del nucleare di quarta generazione. Lo hanno confermato ieri, a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Fabrizio Fabbri, AD del gruppo Ansaldo Energia (Aen), e Daniela Gentile, AD di Ansaldo Nucleare, che del gruppo fa parte. E per questo l’azienda è anche allla ricerca di circa 30 nuovi collaboratori specializzati.

Durante l’incontro col ministro, spiega una nota, c’è stato un confronto in merito all’annuncio dell’alleanza europea sugli Smr, comunicata martedì 6 dalla Commissione europea. Ansaldo Nucleare “ha confermato che parteciperà all’alleanza, dopo avere contribuito in maniera determinante alla sua creazione, con il suo know-how e le sue competenze tecnologiche”.

Il ruolo di dell’azienda italiana, nei campi che vanno dalle nuove unità al decommissioning, dai lavori per l’estensione di vita d’impianti operativi, allo sviluppo di nuove tecnologie e alla fusione, prosegue la nota, “è stato riconosciuto da alcuni dei principali leader mondiali del settore, con cui Ansaldo Energia ha firmato, negli ultimi mesi, accordi strategici di collaborazione”.

Con EDF ed Edison il gruppo sta lavorando su potenziali cooperazioni industriali per lo sviluppo dell’energia nucleare in Europa, in particolare nel campo degli Smr, mentre con Westinghouse e altri partner europei sullo sviluppo e la realizzazione dei lead-cooled small modular reactors, piccoli reattori modulari di quarta generazione, raffreddati a piombo.

In questo contesto Ansaldo Energia ha avviato la ricerca di figure professionali, sia di comprovata esperienza sia più giovani, su cui puntare per il futuro, “che possano contribuire alla crescita nella ricerca e nella realizzazione delle nuove attività, sia nell’ambito nucleare sia in quello dell’energia convenzionale”.

Fonte Sole 24 Ore: Raoul de Forcade

Ansaldo Nucleare è in prima linea per contribuire allo sviluppo europeo degli small modular reactor (cioè i mini reattori a fissione) e del nucleare di quarta generazione. Lo hanno confermato ieri, a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Fabrizio Fabbri, AD del gruppo Ansaldo Energia (Aen), e Daniela Gentile, AD di Ansaldo Nucleare, che del gruppo fa parte. E per questo l’azienda è anche allla ricerca di circa 30 nuovi collaboratori specializzati.

Durante l’incontro col ministro, spiega una nota, c’è stato un confronto in merito all’annuncio dell’alleanza europea sugli Smr, comunicata martedì 6 dalla Commissione europea. Ansaldo Nucleare “ha confermato che parteciperà all’alleanza, dopo avere contribuito in maniera determinante alla sua creazione, con il suo know-how e le sue competenze tecnologiche”.

Il ruolo di dell’azienda italiana, nei campi che vanno dalle nuove unità al decommissioning, dai lavori per l’estensione di vita d’impianti operativi, allo sviluppo di nuove tecnologie e alla fusione, prosegue la nota, “è stato riconosciuto da alcuni dei principali leader mondiali del settore, con cui Ansaldo Energia ha firmato, negli ultimi mesi, accordi strategici di collaborazione”.

Con EDF ed Edison il gruppo sta lavorando su potenziali cooperazioni industriali per lo sviluppo dell’energia nucleare in Europa, in particolare nel campo degli Smr, mentre con Westinghouse e altri partner europei sullo sviluppo e la realizzazione dei lead-cooled small modular reactors, piccoli reattori modulari di quarta generazione, raffreddati a piombo.

In questo contesto Ansaldo Energia ha avviato la ricerca di figure professionali, sia di comprovata esperienza sia più giovani, su cui puntare per il futuro, “che possano contribuire alla crescita nella ricerca e nella realizzazione delle nuove attività, sia nell’ambito nucleare sia in quello dell’energia convenzionale”.

Fonte Sole 24 Ore : Raoul de Forcade

Francia, litio per batterie di 700mila auto l’anno

Francia, litio per batterie di 700mila auto l’anno

l litio c’è, ora bisogna estrarlo. La Francia può contare su giacimenti importanti nel Massiccio Centrale dove si stanno concentrando le attenzioni dell’industria mineraria transalpina. Il Gruppo Imerys, come riportato dall’Agenzia France Presse, è il fautore del progetto Emili che ha l’obiettivo di estrarre il prezioso metallo nel sito di Beauvoir.

“Dovrebbe generare circa mille posti di lavoro diretti e indiretti, ma è anche un progetto molto importante per la Francia in termini di reindustrializzazione e sovranità energetica”, ha spiegato all’Afp il prefetto dell’Allier, Pascale Trimbach.

Il litio è stato trovato in una cava di caolino in fase di scavo dal 2005. Qui c’è un giacimento da 118 milioni di tonnellate di minerale contenente il metallo e i geologi hanno spiegato che origina dalla formazione di antiche catene montuose avvenuta 300 milioni di anni fa.

«È un deposito di interesse europeo, forse addirittura mondiale», ha detto Christopher Heymann, direttore del sito di estrazione, spiegando che i volumi andrebbero rivisti al rialzo.

Il minerale estraibile, secondo le proiezioni di Imerys, potrebbe generare idrossido di litio sufficiente per le batterie di 700mila auto all’anno (pari al 35% dell’obiettivo del governo francese) a partire dal 2028, per almeno 25 anni. Un impianto per la lavorazione del metallo sarà realizzato a Montluçon, a una quarantina di chilometri di distanza dal giacimento. 

Fonte Italia Oggi: Maicol Mercuriali

Il litio c’è, ora bisogna estrarlo. La Francia può contare su giacimenti importanti nel Massiccio Centrale dove si stanno concentrando le attenzioni dell’industria mineraria transalpina. Il Gruppo Imerys, come riportato dall’Agenzia France Presse, è il fautore del progetto Emili che ha l’obiettivo di estrarre il prezioso metallo nel sito di Beauvoir.

“Dovrebbe generare circa mille posti di lavoro diretti e indiretti, ma è anche un progetto molto importante per la Francia in termini di reindustrializzazione e sovranità energetica”, ha spiegato all’Afp il prefetto dell’Allier, Pascale Trimbach.

Il litio è stato trovato in una cava di caolino in fase di scavo dal 2005. Qui c’è un giacimento da 118 milioni di tonnellate di minerale contenente il metallo e i geologi hanno spiegato che origina dalla formazione di antiche catene montuose avvenuta 300 milioni di anni fa. «È un deposito di interesse europeo, forse addirittura mondiale», ha detto Christopher Heymann, direttore del sito di estrazione, spiegando che i volumi andrebbero rivisti al rialzo.

Il minerale estraibile, secondo le proiezioni di Imerys, potrebbe generare idrossido di litio sufficiente per le batterie di 700mila auto all’anno (pari al 35% dell’obiettivo del governo francese) a partire dal 2028, per almeno 25 anni. Un impianto per la lavorazione del metallo sarà realizzato a Montluçon, a una quarantina di chilometri di distanza dal giacimento. 

Fonte Italia Oggi: Maicol Mercuriali

Decreto Energia e legge: tutte le disposizioni per la transizione energetica. Infrastrutture dell’Energia

Decreto Energia e legge: tutte le disposizioni per la transizione energetica. Infrastrutture dell’Energia

Via libera del Senato alla fiducia sul decreto Energia, che prevede una serie di interventi per la sicurezza energetica, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e altre disposizioni relative alla ricostruzione dei territori alluvionati. L’approvazione è avvenuta con 97 voti a favore, 74 contrari e due astensioni. Non essendo state apportate modifiche rispetto al testo licenziato a Montecitorio il decreto è diventato legge.
“L’approvazione definitiva del Dl Energia, rappresenta un significativo, importante passo in avanti verso la transizione verde delle nostre imprese. Un provvedimento che mira al rafforzamento del nostro sistema produttivo nell’affrontare la sfida della decarbonizzazione e dello sviluppo sostenibile”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ricordando che il decreto prevede semplificazioni e incentivi per il fotovoltaico ed importanti sostegni per le aziende a forte consumo di energia.

Il decreto punta inoltre a sviluppare le fonti di energia rinnovabile, accelerando gli investimenti nell’autoproduzione di energia per i settori a forte consumo, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti di gas e concedendo incentivi alle regioni che ospitano impianti di produzione di energia rinnovabile. Misure anche per il decommisisoning e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Previste anche disposizioni in tema di nucleare, con la proroga dei termini per presentare ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e per chiedere al ministero dell’Ambiente ed a Sogin di riconsiderare l’area per verificarne l’idoneità.
E’ poi stabilito che la Sogesid Spa, società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, garantisca il supporto necessario alla tempestiva realizzazione degli interventi pubblici per la piena attuazione della transizione ecologica e del PNRR.

Fonte: La Stampa.it

Via libera del Senato alla fiducia sul decreto Energia, che prevede una serie di interventi per la sicurezza energetica, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e altre disposizioni relative alla ricostruzione dei territori alluvionati. L’approvazione è avvenuta con 97 voti a favore, 74 contrari e due astensioni. Non essendo state apportate modifiche rispetto al testo licenziato a Montecitorio il decreto è diventato legge.
“L’approvazione definitiva del Dl Energia, rappresenta un significativo, importante passo in avanti verso la transizione verde delle nostre imprese. Un provvedimento che mira al rafforzamento del nostro sistema produttivo nell’affrontare la sfida della decarbonizzazione e dello sviluppo sostenibile”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ricordando che il decreto prevede semplificazioni e incentivi per il fotovoltaico ed importanti sostegni per le aziende a forte consumo di energia.

Il decreto punta inoltre a sviluppare le fonti di energia rinnovabile, accelerando gli investimenti nell’autoproduzione di energia per i settori a forte consumo, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti di gas e concedendo incentivi alle regioni che ospitano impianti di produzione di energia rinnovabile. Misure anche per il decommisisoning e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Previste anche disposizioni in tema di nucleare, con la proroga dei termini per presentare ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e per chiedere al ministero dell’Ambiente ed a Sogin di riconsiderare l’area per verificarne l’idoneità.
E’ poi stabilito che la Sogesid Spa, società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, garantisca il supporto necessario alla tempestiva realizzazione degli interventi pubblici per la piena attuazione della transizione ecologica e del PNRR.

Fonte: La Stampa.it

Nucleare, impatto in Italia da 45 miliardi e 500mila posti di lavoro entro il 2050

Nucleare, impatto in Italia da 45 miliardi e 500mila posti di lavoro entro il 2050

L’impatto economico del nucleare, comprensivo degli effetti diretti e indiretti, in Italia ammonterebbe a circa 45 miliardi di euro; si andrebbero a creare oltre mezzo milione di posti di lavoro sul territorio italiano entro il 2050, generando 52mila posti di lavoro nel breve termine esclusivamente legati alla fase di costruzione. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato da Ey: “L’energia nucleare è sul punto di una rinascita”.

L’energia nucleare – spiega Ey – ricopre un ruolo determinante nel percorso verso la transizione dai combustibili fossili a fonti energetiche in grado di garantire la sicurezza energetica e contrastare il cambiamento climatico. L’energia nucleare, infatti, grazie alla propria capacità di risposta immediata e al significativo potenziale di crescita, costituisce un elemento chiave per istituire sistemi elettrici a basse emissioni e in grado di far fronte alla crisi climatica.

“Nell’ambizioso obiettivo mondiale di raggiungere un bilancio net-zero entro metà secolo, l’energia nucleare, attualmente presente in 32 Paesi con una capacità totale di 413 GW, gioca un ruolo significativo nell’evitare 1,5 gigatonnellate (Gt) di emissioni globali e ridurre la domanda mondiale di gas di 180 miliardi di metri cubi (bcm) annualmente – ricostruisce Ey – Questa energia è tra le risorse energetiche che possiede il più basso livello di emissioni di CO2, rendendola dunque fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi Sdgs stabiliti nell’Accordo di Parigi”.

Fonte: Sole 24 Ore

L’impatto economico del nucleare, comprensivo degli effetti diretti e indiretti, in Italia ammonterebbe a circa 45 miliardi di euro; si andrebbero a creare oltre mezzo milione di posti di lavoro sul territorio italiano entro il 2050, generando 52mila posti di lavoro nel breve termine esclusivamente legati alla fase di costruzione. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato da Ey: “L’energia nucleare è sul punto di una rinascita”.

L’energia nucleare – spiega Ey – ricopre un ruolo determinante nel percorso verso la transizione dai combustibili fossili a fonti energetiche in grado di garantire la sicurezza energetica e contrastare il cambiamento climatico. L’energia nucleare, infatti, grazie alla propria capacità di risposta immediata e al significativo potenziale di crescita, costituisce un elemento chiave per istituire sistemi elettrici a basse emissioni e in grado di far fronte alla crisi climatica.

“Nell’ambizioso obiettivo mondiale di raggiungere un bilancio net-zero entro metà secolo, l’energia nucleare, attualmente presente in 32 Paesi con una capacità totale di 413 GW, gioca un ruolo significativo nell’evitare 1,5 gigatonnellate (Gt) di emissioni globali e ridurre la domanda mondiale di gas di 180 miliardi di metri cubi (bcm) annualmente – ricostruisce Ey – Questa energia è tra le risorse energetiche che possiede il più basso livello di emissioni di CO2, rendendola dunque fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi Sdgs stabiliti nell’Accordo di Parigi”.

Fonte: Sole 24 Ore

Newcleo, la start up che investe 3 miliardi nel nucleare facile e pulito

Newcleo, la start up che investe 3 miliardi nel nucleare facile e pulito

Stefano Buono è il fondatore di Newcleo, una nuova avventura imprenditoriale che punta a produrre e commercializzare piccoli reattori nucleari in grado di alimentarsi con gli scarti di altri reattori. Un progetto che complessivamente richiede 3 miliardi di investimenti nel corso dei prossimi sette anni.

Al momento Buono ha già raccolto 400 milioni di euro da circa 600 investitori, per lo più italiani, e dichiara : “Il 90% dei nostri azionisti ha passaporto italiano”.

Da un punto di vista tecnico, Newcleo parte dall’idea di progettare reattori molto compatti e raffreddati al piombo, che rispetto ai tradizionali reattori ad acqua pressurizzata costano fino a trenta volte di meno e possono adoperare come combustibile scarti di altri reattori. «La nostra tecnologia permette di utilizzare quei rifiuti come combustibile, creando così un circolo virtuoso.

Il primo reattore è atteso nel 2031 in Francia, dove abbiamo già avviato una serie di attività con l’autorità della sicurezza nucleare francese, un processo che a giugno termina la sua prima fase e che nel prossimo biennio ci porterà a una pre-autorizzazione per l’avvio della costruzione del nostro primo reattore e del completamento della fabbrica del combustibile, che serve ad alimentarlo. Quasi in parallelo partirà la progettazione di un secondo reattore».

L’intera operazione, come ricorda più volte Buono, si regge su un ideale asse per il nucleare tra Francia e Italia. “La Francia per noi è un partner strategico, perché possiede una quantità di materiali di scarto da utilizzare come combustibile in grado di assicurare energia per i prossimi due millenni. L’altro aspetto cruciale è il meccanismo di credito di imposta che Parigi accorda alle imprese che svolgono questo tipo di attività di ricerca.”

Fonte www.corriere.it: Andrea Ducci

Stefano Buono è il fondatore di Newcleo, una nuova avventura imprenditoriale che punta a produrre e commercializzare piccoli reattori nucleari in grado di alimentarsi con gli scarti di altri reattori. Un progetto che complessivamente richiede 3 miliardi di investimenti nel corso dei prossimi sette anni.

Al momento Buono ha già raccolto 400 milioni di euro da circa 600 investitori, per lo più italiani, e dichiara : “Il 90% dei nostri azionisti ha passaporto italiano”.

Da un punto di vista tecnico, Newcleo parte dall’idea di progettare reattori molto compatti e raffreddati al piombo, che rispetto ai tradizionali reattori ad acqua pressurizzata costano fino a trenta volte di meno e possono adoperare come combustibile scarti di altri reattori. «La nostra tecnologia permette di utilizzare quei rifiuti come combustibile, creando così un circolo virtuoso. Il primo reattore è atteso nel 2031 in Francia, dove abbiamo già avviato una serie di attività con l’autorità della sicurezza nucleare francese, un processo che a giugno termina la sua prima fase e che nel prossimo biennio ci porterà a una pre-autorizzazione per l’avvio della costruzione del nostro primo reattore e del completamento della fabbrica del combustibile, che serve ad alimentarlo. Quasi in parallelo partirà la progettazione di un secondo reattore».

L’intera operazione, come ricorda più volte Buono, si regge su un ideale asse per il nucleare tra Francia e Italia. “La Francia per noi è un partner strategico, perché possiede una quantità di materiali di scarto da utilizzare come combustibile in grado di assicurare energia per i prossimi due millenni. L’altro aspetto cruciale è il meccanismo di credito di imposta che Parigi accorda alle imprese che svolgono questo tipo di attività di ricerca.”

Fonte www.corriere.it: Andrea Ducci

Orsero perfeziona acquisizioni in Francia: ora pesa quanto l’Italia

Orsero perfeziona acquisizioni in Francia: ora pesa quanto l’Italia

Orsero, società quotata su Euronext STAR Milan e attiva nell’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, ha completato l’acquisto dell’80% della società francese Blampin e l’acquisto del 100% della società francese Capexo. Il closing è arrivato secondo i termini già resi noti negli scorsi mesi: con il pagamento degli importi pattuiti rispettivamente a titolo di “corrispettivo fisso”, pari a 32 milioni di euro, per l’acquisto di Blampin e di “corrispettivo base” pari a 33 milioni di euro per Capexo.
I pagamenti sono avvenuti in parte mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili e in parte mediante le linee di finanziamento a sostegno dell’attività di M&A per complessivi 56,7 milioni, erogate nell’ambito del finanziamento ESG linked a medio-lungo termine accordato da un pool di banche lo scorso 4 agosto.

Le acquisizioni portano il gruppo a raggiungere in Francia dimensioni simili all’Italia, con un fatturato aggregato stimato di circa 450 milioni di euro, una copertura importante su tutti i canali di distribuzione.
Con due operazioni acquisitive uniche per il settore, rafforziamo notevolmente la nostra presenza in Francia, paese chiave sia per la storia del nostro gruppo che per la crescita e lo sviluppo futuro”, hanno commentato Raffaella Orsero, CEO del gruppo, e Matteo Colombini, co-CEO e CFO del gruppo.
Siamo certi che il Gruppo acquisirà anche un importante know-how sul prodotto esotico di cui in Capexo sono maestri e su una gestione iper-sofisticata ed evoluta del commercio sui mercati all’ingrosso, expertise della famiglia Blampin“, hanno aggiunto.

Fonte: www.finanza.lastampa.it

Orsero, società quotata su Euronext STAR Milan e attiva nell’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, ha completato l’acquisto dell’80% della società francese Blampin e l’acquisto del 100% della società francese Capexo. Il closing è arrivato secondo i termini già resi noti negli scorsi mesi: con il pagamento degli importi pattuiti rispettivamente a titolo di “corrispettivo fisso”, pari a 32 milioni di euro, per l’acquisto di Blampin e di “corrispettivo base” pari a 33 milioni di euro per Capexo.
I pagamenti sono avvenuti in parte mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili e in parte mediante le linee di finanziamento a sostegno dell’attività di M&A per complessivi 56,7 milioni, erogate nell’ambito del finanziamento ESG linked a medio-lungo termine accordato da un pool di banche lo scorso 4 agosto.

Le acquisizioni portano il gruppo a raggiungere in Francia dimensioni simili all’Italia, con un fatturato aggregato stimato di circa 450 milioni di euro, una copertura importante su tutti i canali di distribuzione.
Con due operazioni acquisitive uniche per il settore, rafforziamo notevolmente la nostra presenza in Francia, paese chiave sia per la storia del nostro gruppo che per la crescita e lo sviluppo futuro”, hanno commentato Raffaella Orsero, CEO del gruppo, e Matteo Colombini, co-CEO e CFO del gruppo.
Siamo certi che il Gruppo acquisirà anche un importante know-how sul prodotto esotico di cui in Capexo sono maestri e su una gestione iper-sofisticata ed evoluta del commercio sui mercati all’ingrosso, expertise della famiglia Blampin“, hanno aggiunto.

Fonte: www.finanza.lastampa.it

Transizione ecologica e digitalizzazione: primo accordo fra Cassa Depositi e Prestiti e Caisse des Dépôts

Transizione ecologica e digitalizzazione: primo accordo fra Cassa Depositi e Prestiti e Caisse des Dépôts

Primo protocollo d’intesa fra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Caisse des Dépôts (CDC) per rafforzare la collaborazione bilaterale tra l’Istituto Nazionale di Promozione italiano e quello francese. L’accordo, sottoscritto da Dario Scannapieco, Amministratore Delegato del Gruppo CDP ed Eric Lombard, Amministratore Delegato del Gruppo CDC, ha come obiettivo una maggiore condivisione di informazioni e competenze e uno sforzo congiunto su attività condivise considerate prioritarie per i due Paesi: il sostegno ai territori, la transizione ecologica e digitale, lo sviluppo sostenibile e iniziative a sostegno della sovranità strategica europea. 

Il Memorandum of Understanding conferma il rapporto consolidato tra CDP e CDC, inserendosi nell’ambito del “Trattato del Quirinale”, firmato il 26 novembre 2021, che evidenzia alcune aree di comune interesse per incrementare la cooperazione tra le due Istituzioni Finanziarie.

L’intesa stabilisce anche un quadro generale per le future collaborazioni e proponendo ulteriori possibili aree di sviluppo comuni nelle quali massimizzare l’efficienza degli interventi.

Le due Casse continueranno, inoltre, a collaborare all’interno della European Long-Term Investors Association (ELTI) per promuovere gli investimenti a lungo termine nell’Unione Europea (UE).

CDP e CDC sono attori fondamentali per garantire uno sviluppo duraturo e sostenibile nei rispettivi Paesi. Questo accordo vuole porre le basi per intensificare un approccio di sistema che possa generare un maggiore impatto in alcuni campi di intervento strategici per le due Istituzioni, fra i quali la lotta al cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile degli enti locali e l’innovazione tecnologica”, ha dichiarato l’AD di CDP, Dario Scannapieco.

L’accordo rappresenta la naturale formalizzazione di una collaborazione di lunga data tra i nostri istituti, caratterizzata da scambi regolari e proficui tra i nostri team su una serie di argomenti di interesse comune: edilizia sociale, azioni sui territori e approccio ai principali sviluppi normativi e legislativi a livello europeo,” ha spiegato Eric Lombard, AD di CDC. 

 

Fonte: CDP.it

Primo protocollo d’intesa fra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Caisse des Dépôts (CDC) per rafforzare la collaborazione bilaterale tra l’Istituto Nazionale di Promozione italiano e quello francese. L’accordo, sottoscritto da Dario Scannapieco, Amministratore Delegato del Gruppo CDP ed Eric Lombard, Amministratore Delegato del Gruppo CDC, ha come obiettivo una maggiore condivisione di informazioni e competenze e uno sforzo congiunto su attività condivise considerate prioritarie per i due Paesi: il sostegno ai territori, la transizione ecologica e digitale, lo sviluppo sostenibile e iniziative a sostegno della sovranità strategica europea. 

Il Memorandum of Understanding conferma il rapporto consolidato tra CDP e CDC, inserendosi nell’ambito del “Trattato del Quirinale”, firmato il 26 novembre 2021, che evidenzia alcune aree di comune interesse per incrementare la cooperazione tra le due Istituzioni Finanziarie. L’intesa stabilisce anche un quadro generale per le future collaborazioni e proponendo ulteriori possibili aree di sviluppo comuni nelle quali massimizzare l’efficienza degli interventi. Le due Casse continueranno, inoltre, a collaborare all’interno della European Long-Term Investors Association (ELTI) per promuovere gli investimenti a lungo termine nell’Unione Europea (UE).

CDP e CDC sono attori fondamentali per garantire uno sviluppo duraturo e sostenibile nei rispettivi Paesi. Questo accordo vuole porre le basi per intensificare un approccio di sistema che possa generare un maggiore impatto in alcuni campi di intervento strategici per le due Istituzioni, fra i quali la lotta al cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile degli enti locali e l’innovazione tecnologica”, ha dichiarato l’AD di CDP, Dario Scannapieco.

L’accordo rappresenta la naturale formalizzazione di una collaborazione di lunga data tra i nostri istituti, caratterizzata da scambi regolari e proficui tra i nostri team su una serie di argomenti di interesse comune: edilizia sociale, azioni sui territori e approccio ai principali sviluppi normativi e legislativi a livello europeo,” ha spiegato Eric Lombard, AD di CDC

Fonte: CDP.it

TINEXTA perfeziona tramite la controllata Warrant Hub il closing per l’acquisizione della francese ABF Group

TINEXTA perfeziona tramite la controllata Warrant Hub il closing per l’acquisizione della francese ABF Group

Facendo seguito al comunicato stampa del 11 gennaio 2024, Tinexta S.p.A., società leader nei servizi Digital Trust, Cyber Security e Business Innovation, comunica di aver perfezionato, tramite la sua controllata Warrant Hub S.p.A. (“Warrant Hub”), il closing relativo all’acquisizione del 73,9% del capitale di ABF Group S.A.S. (“ABF Group”). L’operazione è stata perfezionata in linea con i termini dell’accordo, annunciato in data 14 dicembre 2023, in particolare mediante il pagamento di un importo pari a Euro 72,5 milioni, corrisposto da Warrant Hub S.p.A. per cassa. Si rafforza pertanto la presenza internazionale del Gruppo Tinexta che consente a Warrant Hub,

già presente in Francia con Euroquality e in Spagna con Evalue, di porsi sul mercato europeo come uno dei pochi operatori presenti a sostegno dell’innovazione e della crescita delle imprese, di promuovere in Francia i propri servizi innovativi, già sperimentati con successo in Italia, e rafforzare l’expertise nel settore dei finanziamenti pubblici per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Inoltre, questa operazione offrirà la possibilità di ampliare i rispettivi portafogli d’offerta, in particolare quello di ABF Group, integrando le competenze uniche di Warrant Hub, creando sinergie e scambi di conoscenza tra Italia, Francia e Spagna.

Fonte: Tinexta.com

Facendo seguito al comunicato stampa del 11 gennaio 2024, Tinexta S.p.A., società leader nei servizi Digital Trust, Cyber Security e Business Innovation, comunica di aver perfezionato, tramite la sua controllata Warrant Hub S.p.A. (“Warrant Hub”), il closing relativo all’acquisizione del 73,9% del capitale di ABF Group S.A.S. (“ABF Group”). L’operazione è stata perfezionata in linea con i termini dell’accordo, annunciato in data 14 dicembre 2023, in particolare mediante il pagamento di un importo pari a Euro 72,5 milioni, corrisposto da Warrant Hub S.p.A. per cassa. Si rafforza pertanto la presenza internazionale del Gruppo Tinexta che consente a Warrant Hub, già presente in Francia con Euroquality e in Spagna con Evalue, di porsi sul mercato europeo come uno dei pochi operatori presenti a sostegno dell’innovazione e della crescita delle imprese, di promuovere in Francia i propri servizi innovativi, già sperimentati con successo in Italia, e rafforzare l’expertise nel settore dei finanziamenti pubblici per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile. Inoltre, questa operazione offrirà la possibilità di ampliare i rispettivi portafogli d’offerta, in particolare quello di ABF Group, integrando le competenze uniche di Warrant Hub, creando sinergie e scambi di conoscenza tra Italia, Francia e Spagna.

Fonte: Tinexta.com

Louis Vuitton, Dior e Gucci, leader di influenza

Louis Vuitton, Dior e Gucci, leader di influenza

Mentre il valore dell’industria dei beni di lusso ha raggiunto un livello record nel 2023, la sua influenza sui social network non è diminuita. Al contrario: con poco più di 176 milioni di messaggi pubblicati tra giugno e novembre 2023, i contenuti legati al lusso sui social network sono aumentati del 35% in un anno, secondo un recente studio di Visibrain.

Questa dinamica è guidata dai marchi del lusso che sono sempre più propensi a sviluppare il loro storytelling su questi media. Tra questi, Louis Vuitton, Dior e Gucci sono tra i primi 30 marchi del lusso che hanno generato il maggior numero di interazioni (like, reazioni, retweet) nello stesso periodo di analisi:

Louis Vuitton, con 25 milioni di interazioni, Dior, con 17,9 milioni di interazioni e Gucci, con 8,6 milioni di interazioni.

Questo studio è un’opportunità per esaminare nuovamente il modo in cui i marchi del lusso stanno sfruttando al meglio i diversi canali sociali. Secondo il rapporto, Instagram è la leva di engagement numero 1 per i 30 marchi analizzati: con 90,3 milioni di like generati da questi marchi, la rete di immagini ha cinque volte più like dei loro account TikTok. Va notato che il 72% dei post pubblicati su Instagram da questi marchi sono foto, il formato tradizionale della piattaforma.

In termini di argomenti, questa rete è anche il luogo preferito dai marchi per comunicare le loro esperienze fisiche, che si tratti del lancio di mostre, dell’apertura di pop-up store o dell’inaugurazione di caffè a marchio.

Fonte: Journalduluxe.fr

Mentre il valore dell’industria dei beni di lusso ha raggiunto un livello record nel 2023, la sua influenza sui social network non è diminuita. Al contrario: con poco più di 176 milioni di messaggi pubblicati tra giugno e novembre 2023, i contenuti legati al lusso sui social network sono aumentati del 35% in un anno, secondo un recente studio di Visibrain.

Questa dinamica è guidata dai marchi del lusso che sono sempre più propensi a sviluppare il loro storytelling su questi media. Tra questi, Louis Vuitton, Dior e Gucci sono tra i primi 30 marchi del lusso che hanno generato il maggior numero di interazioni (like, reazioni, retweet) nello stesso periodo di analisi:

Louis Vuitton, con 25 milioni di interazioni, Dior, con 17,9 milioni di interazioni e Gucci, con 8,6 milioni di interazioni.

Questo studio è un’opportunità per esaminare nuovamente il modo in cui i marchi del lusso stanno sfruttando al meglio i diversi canali sociali. Secondo il rapporto, Instagram è la leva di engagement numero 1 per i 30 marchi analizzati: con 90,3 milioni di like generati da questi marchi, la rete di immagini ha cinque volte più like dei loro account TikTok. Va notato che il 72% dei post pubblicati su Instagram da questi marchi sono foto, il formato tradizionale della piattaforma.

In termini di argomenti, questa rete è anche il luogo preferito dai marchi per comunicare le loro esperienze fisiche, che si tratti del lancio di mostre, dell’apertura di pop-up store o dell’inaugurazione di caffè a marchio.

Fonte: Journalduluxe.fr

Newcleo firma un accordo con MAIRE per studiare l’applicazione delle tecnologie nucleari Gen-IV per la produzione di idrogeno e di prodotti chimici sostenibili

Newcleo firma un accordo con MAIRE per studiare l’applicazione delle tecnologie nucleari Gen-IV per la produzione di idrogeno e di prodotti chimici sostenibili

Newcleo, l’azienda di tecnologie nucleari pulite e sicure che sviluppa innovativi reattori modulari di IV generazione LFR e la produzione di combustibile MOX, ha firmato un accordo con MAIRE e le controllate di MAIRE, NextChem Tech e Tecnimont per applicare i reattori di Newcleo per la decarbonizzazione dell’industria chimica, compresa la produzione di idrogeno.

L’accordo, che alimenterà un nuovo modello per la “e-Factory for carbon-neutral Chemistry” (Fabbrica elettronica per la chimica a emissioni zero) lanciato da NextChem Tech, consentirà lo sviluppo, su base esclusiva, di uno studio concettuale per la produzione di idrogeno a zero emissioni e di prodotti chimici sostenibili, grazie alla combinazione dell’innovativa tecnologia nucleare di Newcleo con le tecnologie e le competenze chimiche di MAIRE.

Questo accordo consentirà la produzione di idrogeno elettrolitico e di prodotti chimici sostenibili, tra cui ammoniaca a zero emissioni, metanolo, carburanti elettronici e derivati, in linea con la decisione dell’Unione Europea di includere le tecnologie nucleari innovative, come quelle di Newcleo, nella tassonomia dell’UE.

Stefano Buono, Presidente e Amministratore Delegato di Newcleo, ha commentato:


I reattori modulari piccoli o avanzati (SMR/AMR) hanno il potenziale non solo per la produzione di energia elettrica, ma anche per applicazioni industriali.

Tuttavia, un prerequisito fondamentale per fornire energia sicura e senza emissioni di carbonio per usi industriali è l’eliminazione degli incidenti nucleari. Il reattore passivo di newcleo raggiunge la sicurezza per progettazione, grazie alle leggi della fisica, e questo permette ai nostri reattori veloci al piombo (LFR) di rimanere in uno stato di sicurezza anche nell’improbabile caso di incidenti gravi o scenari di sabotaggio. Siamo entusiasti di avviare questa collaborazione con MAIRE e siamo impazienti di far progredire le nostre visioni comuni per una produzione di idrogeno e prodotti chimici sostenibile e a zero emissioni“.

Fonte: Newcleo.com

Newcleo, l’azienda di tecnologie nucleari pulite e sicure che sviluppa innovativi reattori modulari di IV generazione LFR e la produzione di combustibile MOX, ha firmato un accordo con MAIRE e le controllate di MAIRE, NextChem Tech e Tecnimont per applicare i reattori di Newcleo per la decarbonizzazione dell’industria chimica, compresa la produzione di idrogeno.

L’accordo, che alimenterà un nuovo modello per la “e-Factory for carbon-neutral Chemistry” (Fabbrica elettronica per la chimica a emissioni zero) lanciato da NextChem Tech, consentirà lo sviluppo, su base esclusiva, di uno studio concettuale per la produzione di idrogeno a zero emissioni e di prodotti chimici sostenibili, grazie alla combinazione dell’innovativa tecnologia nucleare di Newcleo con le tecnologie e le competenze chimiche di MAIRE.

Questo accordo consentirà la produzione di idrogeno elettrolitico e di prodotti chimici sostenibili, tra cui ammoniaca a zero emissioni, metanolo, carburanti elettronici e derivati, in linea con la decisione dell’Unione Europea di includere le tecnologie nucleari innovative, come quelle di Newcleo, nella tassonomia dell’UE.

Stefano Buono, Presidente e Amministratore Delegato di Newcleo, ha commentato:

I reattori modulari piccoli o avanzati (SMR/AMR) hanno il potenziale non solo per la produzione di energia elettrica, ma anche per applicazioni industriali.

Tuttavia, un prerequisito fondamentale per fornire energia sicura e senza emissioni di carbonio per usi industriali è l’eliminazione degli incidenti nucleari. Il reattore passivo di newcleo raggiunge la sicurezza per progettazione, grazie alle leggi della fisica, e questo permette ai nostri reattori veloci al piombo (LFR) di rimanere in uno stato di sicurezza anche nell’improbabile caso di incidenti gravi o scenari di sabotaggio. Siamo entusiasti di avviare questa collaborazione con MAIRE e siamo impazienti di far progredire le nostre visioni comuni per una produzione di idrogeno e prodotti chimici sostenibile e a zero emissioni“.

Fonte: Newcleo.com

Aeroporto di Bologna supera livelli pre-pandemia : 9,96 Milioni di passeggeri nel 2023

Aeroporto di Bologna supera livelli pre-pandemia: 9,96 Milioni di passeggeri nel 2023

Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, società quotata su Euronext STAR Milan che gestisce lo scalo aeroportuale bolognese, ha comunicato che nel 2023 ha definitivamente superato i livelli di traffico pre-pandemia e ha registrato il miglior anno della propria storia, arrivando a sfiorare i 10 milioni di passeggeri. Per l’esattezza, il Marconi ha registrato 9.960.205 passeggeri, pari ad una crescita del 17,4% sul 2022 e del 6,0% sul 2019.
Dopo un inizio anno ancora “tiepido”, con numeri in aumento sul 2022 ma ancora inferiori allo stesso periodo del 2019, dal mese di maggio si è registrata la prima inversione di tendenza, con il dato progressivo dei passeggeri in campo positivo (+0,5%) anche rispetto all’ultimo anno senza Covid.

Ma è in estate che si è evidenziato il picco mensile di passeggeri, con circa un milione di passeggeri al mese per giugno, luglio, agosto e settembre ed un incremento sui dati del 2019 che è andato  crescendo.
In particolare, a luglio l’Aeroporto di Bologna ha superato per la prima volta la soglia del milione di passeggeri, con il dato record di 1.069.874, miglior mese di sempre. Domenica 16 luglio 2023, inoltre, è stata la giornata più trafficata nella storia dello scalo, con 40.535 passeggeri tra arrivi e partenze.

Nella classifica delle destinazioni “più volate” nel 2023 troviamo Catania, Barcellona e Palermo ai primi tre posti (come già per il 2022). Seguono: Tirana, Parigi Charles de Gaulle, Madrid, Londra Heathrow, Istanbul, Francoforte e Brindisi. 

Fonte: Borsaitaliana.it

Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, società quotata su Euronext STAR Milan che gestisce lo scalo aeroportuale bolognese, ha comunicato che nel 2023 ha definitivamente superato i livelli di traffico pre-pandemia e ha registrato il miglior anno della propria storia, arrivando a sfiorare i 10 milioni di passeggeri. Per l’esattezza, il Marconi ha registrato 9.960.205 passeggeri, pari ad una crescita del 17,4% sul 2022 e del 6,0% sul 2019.
Dopo un inizio anno ancora “tiepido”, con numeri in aumento sul 2022 ma ancora inferiori allo stesso periodo del 2019, dal mese di maggio si è registrata la prima inversione di tendenza, con il dato progressivo dei passeggeri in campo positivo (+0,5%) anche rispetto all’ultimo anno senza Covid. Ma è in estate che si è evidenziato il picco mensile di passeggeri, con circa un milione di passeggeri al mese per giugno, luglio, agosto e settembre ed un incremento sui dati del 2019 che è andato  crescendo.
In particolare, a luglio l’Aeroporto di Bologna ha superato per la prima volta la soglia del milione di passeggeri, con il dato record di 1.069.874, miglior mese di sempre. Domenica 16 luglio 2023, inoltre, è stata la giornata più trafficata nella storia dello scalo, con 40.535 passeggeri tra arrivi e partenze.

Nella classifica delle destinazioni “più volate” nel 2023 troviamo Catania, Barcellona e Palermo ai primi tre posti (come già per il 2022). Seguono: Tirana, Parigi Charles de Gaulle, Madrid, Londra Heathrow, Istanbul, Francoforte e Brindisi. 

Fonte: Borsaitaliana.it

Airport Handling, scatto in avanti su Fiumicino: “Investiremo 20 milioni

Airport Handling, scatto in avanti su Fiumicino: “Investiremo 20 milioni”

Venti milioni di euro e oltre 1.800 posti di lavoro. Sono gli investimenti corposi programmati da Airport Handling, società controllata a maggioranza da dnata – leader mondiale nei servizi di viaggio e aeroportuali –  a seguito della licenza settennale ottenuta da Aeroporti di Roma per la fornitura di servizi di assistenza a terra presso lo scalo di Roma Fiumicino. L’azienda prevede di avviare le operazioni nello scalo della capitale a partire dal secondo trimestre del 2024.

Nel dettaglio, Airport Handling punta a fornire alle compagnie aeree operanti presso l’aeroporto di Fiumicino servizi di assistenza ai passeggeri e alle operazioni di rampa con attenzione alla safety e alla qualità: “L’investimento pianificato – comunica in una nota – riguarderà soprattutto nuove attrezzature di rampa, tra cui veicoli elettrici all’avanguardia. Inoltre, è stato assunto un management team esperto che conosce le esigenze del mercato locale”.

L’espansione su Roma, sempre secondo l’azienda, rafforzerà ulteriormente la posizione di Airport Handling quale fornitore leader di servizi aeroportuali in Italia. Già partner di fiducia di oltre 60 compagnie aeree, la società gestisce oltre 22 milioni di passeggeri e 82.000 voli all’anno nei due aeroporti milanesi di Malpensa e Linate. «Siamo orgogliosi di aver ottenuto la licenza per operare in un altro importante aeroporto italiano a seguito di una procedura di gara altamente competitiva. L’espansione a Roma Fiumicino è un traguardo significativo in linea con la nostra strategia di crescita e conferma il nostro impegno a migliorare costantemente le nostre operazioni», ha commentato il ceo Alberto Morosi.

Fonte: lagenziadiviaggimag.it

Venti milioni di euro e oltre 1.800 posti di lavoro. Sono gli investimenti corposi programmati da Airport Handling, società controllata a maggioranza da dnata – leader mondiale nei servizi di viaggio e aeroportuali –  a seguito della licenza settennale ottenuta da Aeroporti di Roma per la fornitura di servizi di assistenza a terra presso lo scalo di Roma Fiumicino. L’azienda prevede di avviare le operazioni nello scalo della capitale a partire dal secondo trimestre del 2024.

Nel dettaglio, Airport Handling punta a fornire alle compagnie aeree operanti presso l’aeroporto di Fiumicino servizi di assistenza ai passeggeri e alle operazioni di rampa con attenzione alla safety e alla qualità: “L’investimento pianificato – comunica in una nota – riguarderà soprattutto nuove attrezzature di rampa, tra cui veicoli elettrici all’avanguardia. Inoltre, è stato assunto un management team esperto che conosce le esigenze del mercato locale”.

L’espansione su Roma, sempre secondo l’azienda, rafforzerà ulteriormente la posizione di Airport Handling quale fornitore leader di servizi aeroportuali in Italia. Già partner di fiducia di oltre 60 compagnie aeree, la società gestisce oltre 22 milioni di passeggeri e 82.000 voli all’anno nei due aeroporti milanesi di Malpensa e Linate. «Siamo orgogliosi di aver ottenuto la licenza per operare in un altro importante aeroporto italiano a seguito di una procedura di gara altamente competitiva. L’espansione a Roma Fiumicino è un traguardo significativo in linea con la nostra strategia di crescita e conferma il nostro impegno a migliorare costantemente le nostre operazioni», ha commentato il ceo Alberto Morosi.

Fonte: lagenziadiviaggimag.it

LVMH MÉTIERS D’ART acquista l’italiana M.ON.DE.

LVMH MÉTIERS D’ART acquista l’italiana M.ON.DE.

Lvmh Métiers d’Art ha annunciato l’acquisizione del 100% delle quote della Renato Menegatti di Villaverla, provincia di Vicenza, riferimento del settore del metallo europeo dal 1980, azienda rinominata M.On.De Metal-on-Demand (metalli su richiesta).

Uno sviluppo naturale della strategia di Lvmh Métiers d’Art, che dopo aver recentemente consolidato la sua presenza nella pelletteria con l’acquisizione di Grupo Verdeveleno (conceria spagnola di riferimento nella lavorazione e rifinitura di pelli esotiche) e nella seta, con la partnership siglata in novembre con la storica azienda Hosoo (maestri nella seta dal 1688), adesso aggiunge un’altra milestone al suo percorso, questa volta nel campo dei metalli di alta gamma.

M.On.De. azienda del distretto veneto, si contraddistingue per applicare lavorazioni proprie del mondo della gioielleria alla produzione piccole parti metalliche per accessori sviluppando in-house l’intero processo: dalla progettazione 3D, alla prototipia, alla produzione, ai processi di galvanizzazione (con oro o palladio), anodizzazione, satinatura e lucidatura. La metamorfosi del metallo grezzo che si trasforma in loghi, catene, fibbie, occhielli, zip e borchie. La realizzazione di accessori metallici per il settore del fashion, in particolar modo per prodotti d’abbigliamento e pelletteria, è un pilastro dell’industria del lusso.

Fonte: ANSA.it

Lvmh Métiers d’Art ha annunciato l’acquisizione del 100% delle quote della Renato Menegatti di Villaverla, provincia di Vicenza, riferimento del settore del metallo europeo dal 1980, azienda rinominata M.On.De Metal-on-Demand (metalli su richiesta).

Uno sviluppo naturale della strategia di Lvmh Métiers d’Art, che dopo aver recentemente consolidato la sua presenza nella pelletteria con l’acquisizione di Grupo Verdeveleno (conceria spagnola di riferimento nella lavorazione e rifinitura di pelli esotiche) e nella seta, con la partnership siglata in novembre con la storica azienda Hosoo (maestri nella seta dal 1688), adesso aggiunge un’altra milestone al suo percorso, questa volta nel campo dei metalli di alta gamma.

M.On.De. azienda del distretto veneto, si contraddistingue per applicare lavorazioni proprie del mondo della gioielleria alla produzione piccole parti metalliche per accessori sviluppando in-house l’intero processo: dalla progettazione 3D, alla prototipia, alla produzione, ai processi di galvanizzazione (con oro o palladio), anodizzazione, satinatura e lucidatura. La metamorfosi del metallo grezzo che si trasforma in loghi, catene, fibbie, occhielli, zip e borchie. La realizzazione di accessori metallici per il settore del fashion, in particolar modo per prodotti d’abbigliamento e pelletteria, è un pilastro dell’industria del lusso.

Fonte: ANSA.it

Amazon sceglie le bioplastiche Novamont

Amazon sceglie le bioplastiche Novamont

Amazon ha annunciato una partnership con Novamont per sperimentare l’utilizzo di confezioni in Mater-Bi in sostituzione della plastica. Il progetto riguarderebbe per il momento i mercati di Italia e Spagna e rientra in una più ampia strategia dell’azienda guidata da Jeff Bezos per ridurre l’impatto ambientale dei propri imballaggi.
Anche in virtù della legislazione comunitaria, in Europa, Amazon punta sull’ottimizzazione delle confezioni in cartone riciclato al 100%, in modo da ridurre il più possibile la quantità di materiale utilizzato. Ma, spiegano da Seattle, ci sono casi in cui la plastica è ancora insostituibile. In particolare per proteggere gli ordini da agenti atmosferici estremi ed evitare danni da cadute e urti. “Per trovare alternative che siano allo stesso tempo impermeabili e sufficientemente flessibili – fanno sapere – i nostri scienziati continuano a sostenere l’innovazione di nuovi materiali a basse emissioni di carbonio”.

“Con l’aiuto di Novamont – si legge ancora in un post sul blog aboutamazon.eu – in Italia e Spagna stiamo sperimentando l’uso di innovativi sacchetti realizzati con materiali di origine biologica e biodegradabili. In questo progetto, utilizziamo materie prime biologiche ottenute da fonti come amido e oli vegetali, prodotte in modo sostenibile in Europa”. Si tratta di materiali “certificati per essere compostabili sia a livello industriale che domestico. I materiali possono anche essere recuperati attraverso il riciclo. Insieme a Novamont stiamo testando nuovi modelli per raccogliere i sacchetti dai clienti e riciclarli, utilizzando tecnologie meccaniche e di riciclo avanzate. Nuove tecnologie che possono consentire un riciclo infinito dei sacchetti in bioplastica. Stiamo testando i sacchetti per conoscere le prestazioni di questo tipo di materiale nelle diverse applicazioni del nostro business”.

Fonte: Circulareconomynetwork.it

Amazon ha annunciato una partnership con Novamont per sperimentare l’utilizzo di confezioni in Mater-Bi in sostituzione della plastica. Il progetto riguarderebbe per il momento i mercati di Italia e Spagna e rientra in una più ampia strategia dell’azienda guidata da Jeff Bezos per ridurre l’impatto ambientale dei propri imballaggi.
Anche in virtù della legislazione comunitaria, in Europa, Amazon punta sull’ottimizzazione delle confezioni in cartone riciclato al 100%, in modo da ridurre il più possibile la quantità di materiale utilizzato. Ma, spiegano da Seattle, ci sono casi in cui la plastica è ancora insostituibile. In particolare per proteggere gli ordini da agenti atmosferici estremi ed evitare danni da cadute e urti. “Per trovare alternative che siano allo stesso tempo impermeabili e sufficientemente flessibili – fanno sapere – i nostri scienziati continuano a sostenere l’innovazione di nuovi materiali a basse emissioni di carbonio”.

“Con l’aiuto di Novamont – si legge ancora in un post sul blog aboutamazon.eu – in Italia e Spagna stiamo sperimentando l’uso di innovativi sacchetti realizzati con materiali di origine biologica e biodegradabili. In questo progetto, utilizziamo materie prime biologiche ottenute da fonti come amido e oli vegetali, prodotte in modo sostenibile in Europa”. Si tratta di materiali “certificati per essere compostabili sia a livello industriale che domestico. I materiali possono anche essere recuperati attraverso il riciclo. Insieme a Novamont stiamo testando nuovi modelli per raccogliere i sacchetti dai clienti e riciclarli, utilizzando tecnologie meccaniche e di riciclo avanzate. Nuove tecnologie che possono consentire un riciclo infinito dei sacchetti in bioplastica. Stiamo testando i sacchetti per conoscere le prestazioni di questo tipo di materiale nelle diverse applicazioni del nostro business”.

Fonte: Circulareconomynetwork.it

Newcleo, la startup del nucleare italiano punta a raccogliere un miliardo: “Tecnologia sicura e pulita”

Newcleo, la startup del nucleare italiano punta a raccogliere un miliardo: “Tecnologia sicura e pulita”

Produrre energia in modo sicuro, affidabile e sostenibile attraverso reattori innovativi di IV generazione, in grado di utilizzare come combustibile scorie nucleari che già esistono: reattori modulari, piccoli, 6 metri per 6 metri, (parliamo dei cosiddetti small modular reactor, capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di 600 mila famiglie), che possono essere prodotti in serie e trasportati nei siti di installazione, pronti in tre anni, quando la produzione sarà a regime. È quanto si propone Newcleo, una startup costituita nel 2021 che si occupa dello sviluppo di tecnologia nucleare.

Fondata da Stefano Buono, Elisabeth Rizzotti e Luciano Cinotti, la società è al lavoro sulla costruzione di sistemi nucleari con questi obiettivi: eliminare la necessità di grandi depositi geologici, utilizzando un flusso a neutroni rapidi che eviti la produzione netta di elementi radioattivi, accelerare lo sviluppo di nuovi cicli di combustibile

che forniscano energia economica, pulita, sicura e inesauribile dai nuclei e l’opportunità di bruciare i rifiuti nucleari di lunga vita prodotti dalla vecchia generazione di reattori nucleari. Dalla sua costituzione la società ha raccolto 400 milioni di finanziamenti (due round partecipati anche da Exor, Liftt e Club degli investitori) e a marzo ha aperto un aumento di capitale di un miliardo di euro. “L’operazione sta andando molto bene ed è in linea con le nostre aspettative, a testimonianza di una fortissima sensibilità, la stessa che abbiamo rilevato quando abbiamo fondato la società e raccolto nel giro di poco tempo 400 milioni”, spiega Rizzotti, contiamo di chiudere nel corso del 2024”. 

Fonte Repubblica.it: Alessio Nisi

Produrre energia in modo sicuro, affidabile e sostenibile attraverso reattori innovativi di IV generazione, in grado di utilizzare come combustibile scorie nucleari che già esistono: reattori modulari, piccoli, 6 metri per 6 metri, (parliamo dei cosiddetti small modular reactor, capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di 600 mila famiglie), che possono essere prodotti in serie e trasportati nei siti di installazione, pronti in tre anni, quando la produzione sarà a regime. È quanto si propone Newcleo, una startup costituita nel 2021 che si occupa dello sviluppo di tecnologia nucleare.

Fondata da Stefano Buono, Elisabeth Rizzotti e Luciano Cinotti, la società è al lavoro sulla costruzione di sistemi nucleari con questi obiettivi: eliminare la necessità di grandi depositi geologici, utilizzando un flusso a neutroni rapidi che eviti la produzione netta di elementi radioattivi, accelerare lo sviluppo di nuovi cicli di combustibile, che forniscano energia economica, pulita, sicura e inesauribile dai nuclei e l’opportunità di bruciare i rifiuti nucleari di lunga vita prodotti dalla vecchia generazione di reattori nucleari. Dalla sua costituzione la società ha raccolto 400 milioni di finanziamenti (due round partecipati anche da Exor, Liftt e Club degli investitori) e a marzo ha aperto un aumento di capitale di un miliardo di euro. “L’operazione sta andando molto bene ed è in linea con le nostre aspettative, a testimonianza di una fortissima sensibilità, la stessa che abbiamo rilevato quando abbiamo fondato la società e raccolto nel giro di poco tempo 400 milioni”, spiega Rizzotti, contiamo di chiudere nel corso del 2024”. 

Fonte Repubblica.it: Alessio Nisi

Orange Business possibile catalizzatore per l’Italian Tech

Orange Business possibile catalizzatore per l’Italian Tech

Orange Gardens, l’avveniristico complesso sede di Orange Innovation alle porte di Parigi, è stato il palcoscenico della Tavola Rotonda “Francia-Italia: sinergie per la creazione di una Tech Alliance”, organizzata da IREFI, l’istituto per le relazioni franco italiane, nel corso della quale si è illustrato l’accordo tra Scientifica Venture Capital e Quantonation nel campo delle Deep Technologies. Quantonation è il principale fondo francese di venture capital dedicato alla fisica profonda e alle tecnologie quantistiche, mentre Scientifica Venture Capital è il fondo italiano che investe nei settori della manifattura avanzata, dei materiali avanzati, nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie quantistiche. Si tratta di un comparto che ha prodotto 2,35 miliardi di euro di investimenti nel 2022, in crescita dell’1 % rispetto all’anno precedente, con attese ancora maggiori per fine 2023 e con la previsione di essere in

grado di creare un valore aggiunto pari a 1.300 miliardi di dollari entro il 2035 grazie all’impatto che avrà principalmente nell’industria automobilistica, la chimica, i servizi finanziari e le scienze della vita. Orange Business, l’ospite della tavola rotonda che rappresenta il B2B del Gruppo Orange con un fatturato da 7,9 miliardi di euro, 40 mila clienti e 30 mila dipendenti in tutto il mondo, può essere uno dei capofila di questa iniziativa: come ha ricordato Francesca Puggioni : “L’innovazione e’ uno degli aspetti più importanti per Orange e per Orange Business. Con investimenti per oltre 600 milioni di euro nel 2023, Orange Business si pone come catalizzatore di questa innovazione, aprendo le possibilità a molte start-up e piccole aziende di integrare le loro idee in soluzioni concrete a livello globale”.

Fonte: Milano Finanza

Orange Gardens, l’avveniristico complesso sede di Orange Innovation alle porte di Parigi, è stato il palcoscenico della Tavola Rotonda “Francia-Italia: sinergie per la creazione di una Tech Alliance”, organizzata da IREFI, l’istituto per le relazioni franco italiane, nel corso della quale si è illustrato l’accordo tra Scientifica Venture Capital e Quantonation nel campo delle Deep Technologies. Quantonation è il principale fondo francese di venture capital dedicato alla fisica profonda e alle tecnologie quantistiche, mentre Scientifica Venture Capital è il fondo italiano che investe nei settori della manifattura avanzata, dei materiali avanzati, nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie quantistiche. Si tratta di un comparto che ha prodotto 2,35 miliardi di euro di investimenti nel 2022, in crescita dell’1 % rispetto all’anno precedente, con attese ancora maggiori per fine 2023 e con la previsione di essere in grado di creare un valore aggiunto pari a 1.300 miliardi di dollari entro il 2035 grazie all’impatto che avrà principalmente nell’industria automobilistica, la chimica, i servizi finanziari e le scienze della vita. Orange Business, l’ospite della tavola rotonda che rappresenta il B2B del Gruppo Orange con un fatturato da 7,9 miliardi di euro, 40 mila clienti e 30 mila dipendenti in tutto il mondo, può essere uno dei capofila di questa iniziativa: come ha ricordato Francesca Puggioni : “L’innovazione e’ uno degli aspetti più importanti per Orange e per Orange Business. Con investimenti per oltre 600 milioni di euro nel 2023, Orange Business si pone come catalizzatore di questa innovazione, aprendo le possibilità a molte start-up e piccole aziende di integrare le loro idee in soluzioni concrete a livello globale”.

Fonte: Milano Finanza

Credit Agricole e SACE sostengono le rinnovabili di Alerion Clean Power

Credit Agricole e SACE sostengono le rinnovabili di Alerion Clean Power

Credit Agricole e SACE puntano ad incentivare la produzione di energia elettrica da fonti innovabili, tramite un finanziamento dell’importo complessivo di 25 milioni di euro, garantito in parte da SACE ed erogato dalla banca a favore di Alerion Clean Power, una delle principali realtà industriali indipendenti italiane specializzata nella produzione di energie “pulite”.

L’operazione, coerentemente con l’impegno del Gruppo Credit Agricole di promuovere progetti innovativi volti a favorire la transizione ecologico-climatica, rientra nell’operatività di rilievo strategico di SACE sotto il profilo dell’internazionalizzazione.
Le risorse serviranno a sostenere gli investimenti in un impianto fotovoltaico di 53 MW sito in Romania e di proprietà di Conti Green Projects.

Alerion Clean Power, gruppo industriale specializzato nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, è attivo da oltre 15 anni in Italia, Spagna, Regno Unito, Romania e Bulgaria attraverso 43 impianti e un team di professionisti altamente qualificato. Nel corso degli anni la Società si è contraddistinta nei comparti eolico e solare.

“L’operazione di finanziamento conclusa in sinergia con SACE a favore di Alerion Clean Power conferma ancora una volta il nostro impegno nel supportare concretamente progetti innovativi volti a incentivare la transizione ecologica delle imprese italiane”, dichiara Marco Perocchi, Responsabile Banca d’Impresa di Credit Agricole Italia.

Fonte: La Stampa

Credit Agricole e SACE puntano ad incentivare la produzione di energia elettrica da fonti innovabili, tramite un finanziamento dell’importo complessivo di 25 milioni di euro, garantito in parte da SACE ed erogato dalla banca a favore di Alerion Clean Power, una delle principali realtà industriali indipendenti italiane specializzata nella produzione di energie “pulite”.

L’operazione, coerentemente con l’impegno del Gruppo Credit Agricole di promuovere progetti innovativi volti a favorire la transizione ecologico-climatica, rientra nell’operatività di rilievo strategico di SACE sotto il profilo dell’internazionalizzazione.
Le risorse serviranno a sostenere gli investimenti in un impianto fotovoltaico di 53 MW sito in Romania e di proprietà di Conti Green Projects.

Alerion Clean Power, gruppo industriale specializzato nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, è attivo da oltre 15 anni in Italia, Spagna, Regno Unito, Romania e Bulgaria attraverso 43 impianti e un team di professionisti altamente qualificato. Nel corso degli anni la Società si è contraddistinta nei comparti eolico e solare.

“L’operazione di finanziamento conclusa in sinergia con SACE a favore di Alerion Clean Power conferma ancora una volta il nostro impegno nel supportare concretamente progetti innovativi volti a incentivare la transizione ecologica delle imprese italiane”, dichiara Marco Perocchi, Responsabile Banca d’Impresa di Credit Agricole Italia.

Fonte: La Stampa

STMicroelectronics lancia suite per accelerare adozione di Edge AI

STMicroelectronics lancia suite per accelerare adozione di Edge AI

STMicroelectronics colosso italo-francese dei semiconduttori, ha presentato oggi la “ST Edge AI Suite”, un set completo e integrato di strumenti software che offre a sviluppatori e aziende un modo più semplice ed economico per incorporare prodotti ST abilitati per l’intelligenza artificiale in applicazioni industriali, automotive, di elettronica di consumo e di comunicazione.

La suite – si legge in una nota – semplificherà lo sviluppo delle soluzioni basate su IA dei clienti sfruttando un’ampia gamma di hardware di ST (microcontrollori e microprocessori general-purpose e specifici per l’automotive, sensori intelligenti) e di strumenti correlati per l’ottimizzazione dell’intelligenza artificiale integrata. Espanderà e integrerà l’insieme di strumenti software e kit di valutazione e sviluppo, introdotti negli ultimi dieci anni, facendo leva sia sull’ecosistema di IA esistente di framework di machine learning (ML) sia su partner chiave (come Nvidia e AWS)”.

“Ci stiamo avviando verso un mondo con decine di miliardi di oggetti connessi e autonomi in grado di apportare vantaggi a chi li utilizzerà sia nella vita di tutti i giorni sia per la produttività aziendale – ha detto Jean-Marc Chery, presidente e CEO di STMicroelectronics – Per raggiungere questo obiettivo, gli algoritmi di IA dovranno essere eseguiti sia nel cloud sia a livello locale, all’edge, in un’ampia gamma di dispositivi: smartphone e dispositivi personali connessi, sistemi di controllo per edifici e case intelligenti, macchine industriali, automobili e molto altro ancora”.

Fonte: La Stampa

STMicroelectronics colosso italo-francese dei semiconduttori, ha presentato oggi la “ST Edge AI Suite“, un set completo e integrato di strumenti software che offre a sviluppatori e aziende un modo più semplice ed economico per incorporare prodotti ST abilitati per l’intelligenza artificiale in applicazioni industriali, automotive, di elettronica di consumo e di comunicazione.

La suite – si legge in una nota – semplificherà lo sviluppo delle soluzioni basate su IA dei clienti sfruttando un’ampia gamma di hardware di ST (microcontrollori e microprocessori general-purpose e specifici per l’automotive, sensori intelligenti) e di strumenti correlati per l’ottimizzazione dell’intelligenza artificiale integrata. Espanderà e integrerà l’insieme di strumenti software e kit di valutazione e sviluppo, introdotti negli ultimi dieci anni, facendo leva sia sull’ecosistema di IA esistente di framework di machine learning (ML) sia su partner chiave (come Nvidia e AWS)”.
“Ci stiamo avviando verso un mondo con decine di miliardi di oggetti connessi e autonomi in grado di apportare vantaggi a chi li utilizzerà sia nella vita di tutti i giorni sia per la produttività aziendale – ha detto Jean-Marc Chery, presidente e CEO di STMicroelectronics – Per raggiungere questo obiettivo, gli algoritmi di IA dovranno essere eseguiti sia nel cloud sia a livello locale, all’edge, in un’ampia gamma di dispositivi: smartphone e dispositivi personali connessi, sistemi di controllo per edifici e case intelligenti, macchine industriali, automobili e molto altro ancora”.

Fonte: La Stampa

InnovUp – Assolombarda: il mercato italiano dell’innovazione vale 10,3 miliardi e conta 16.500 imprese

InnovUp – Assolombarda: il mercato italiano dell’innovazione vale 10,3 miliardi e conta 16.500 imprese

È stato presentato, presso la Green House di Deloitte a Milano, il report dell’ottavo Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital Italiano, promosso da InnovUp, l’associazione no profit e super partes che rappresenta e unisce la filiera dell’innovazione italiana, e Assolombarda, con la partnership scientifica di InfoCamere e degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e con il supporto di Piccola Industria Confindustria e delle Politiche per il Digitale e Filiere, Scienza della Vita e Ricerca di Confindustria.
Secondo i dati dell’Osservatorio, nel 2023 l’Italia conta circa 16.500 startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 10,3 miliardi di euro: il numero di realtà innovative è in contrazione del 3,5% rispetto al 2022, e attribuibile principalmente a una diminuzione delle startup registrate sul territorio italiano (-840 unità nel 2023), nonostante le PMI innovative abbiano registrato una crescita di circa 241 unità.

Quasi un terzo delle imprese innovative italiane è partecipato da Corporate Venture Capital (CVC), con un totale di 5,3 mila startup e PMI innovative che generano il 45,6% del totale dei ricavi, equivalenti a 4,7 miliardi di euro. Rispetto al 2022, si osserva inoltre un aumento delle imprese innovative partecipate da investitori specializzati, mentre si registra una significativa diminuzione di quelle partecipate da persone fisiche (Family & Friends). Nel 2023 le startup e le PMI innovative partecipate da CVC hanno registrato una diminuzione in numero, ma un aumento in termini di valore della produzione (+3,2%). Inoltre, le performance economiche delle imprese innovative partecipate da CVC sono in crescita del 13,4%, con un valore della produzione mediano superiore a 100.000 euro e un valore aggiunto mediano in aumento del 16,5%.

Fonte: Financecommunity.it

È stato presentato, presso la Green House di Deloitte a Milano, il report dell’ottavo Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital Italiano, promosso da InnovUp, l’associazione no profit e super partes che rappresenta e unisce la filiera dell’innovazione italiana, e Assolombarda, con la partnership scientifica di InfoCamere e degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e con il supporto di Piccola Industria Confindustria e delle Politiche per il Digitale e Filiere, Scienza della Vita e Ricerca di Confindustria.
Secondo i dati dell’Osservatorio, nel 2023 l’Italia conta circa 16.500 startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 10,3 miliardi di euro: il numero di realtà innovative è in contrazione del 3,5% rispetto al 2022, e attribuibile principalmente a una diminuzione delle startup registrate sul territorio italiano (-840 unità nel 2023), nonostante le PMI innovative abbiano registrato una crescita di circa 241 unità.
Quasi un terzo delle imprese innovative italiane è partecipato da Corporate Venture Capital (CVC), con un totale di 5,3 mila startup e PMI innovative che generano il 45,6% del totale dei ricavi, equivalenti a 4,7 miliardi di euro. Rispetto al 2022, si osserva inoltre un aumento delle imprese innovative partecipate da investitori specializzati, mentre si registra una significativa diminuzione di quelle partecipate da persone fisiche (Family & Friends). Nel 2023 le startup e le PMI innovative partecipate da CVC hanno registrato una diminuzione in numero, ma un aumento in termini di valore della produzione (+3,2%). Inoltre, le performance economiche delle imprese innovative partecipate da CVC sono in crescita del 13,4%, con un valore della produzione mediano superiore a 100.000 euro e un valore aggiunto mediano in aumento del 16,5%.

Fonte: Financecommunity.it

COP28, patto per triplicare il nucleare entro il 2050

COP28, patto per triplicare il nucleare entro il 2050

Al summit della Cop28 di Dubai si è parlato del rilancio del nucleare, tornato al centro del dibattito nella comunità internazionale alle prese con la lotta ai cambiamenti climatici. Sono una ventina infatti i Paesi – tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito – che hanno stretto un patto con l’obiettivo di triplicare entro il 2050 la produzione di energia atomica. Perché il nucleare «pulito», quello di ultima generazione, viene visto come l’alternativa più potente in grado di garantire uno sviluppo futuro davvero sostenibile. L’annuncio – a cui hanno aderito anche i padroni di casa del summit, gli Emirati Arabi Uniti – è stato dato dallo «zar» del clima della Casa Bianca, John Kerry, e dal presidente francese, Emmanuel Macron, mentre il premier belga, Alexander De Croo, ha reso noto che il suo Paese organizzerà a marzo 2024, insieme all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il primo vertice mondiale sul nucleare.

L’obiettivo è uno solo: raggiungere a metà del secolo gli obiettivi di zero emissioni nette. Investimenti annunciati da entrambe le sponde dell’Atlantico. «Nei prossimi due anni investiremo 2,3 miliardi di euro dal bilancio dell’Ue per sostenere la transizione energetica nel nostro vicinato e in tutto il mond». Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione del lancio dell’impegno globale sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica alla Cop28 a Dubai, mentre Gli Stati Uniti stanziano 3 miliardi di dollari destinati al fondo per il clima. Lo ha annunciato la vicepresidente Kamala Harris a Dubai per il summit della Cop28. 

Fonte: Sole 24 Ore

Al summit della Cop28 di Dubai si è parlato del rilancio del nucleare, tornato al centro del dibattito nella comunità internazionale alle prese con la lotta ai cambiamenti climatici. Sono una ventina infatti i Paesi – tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito – che hanno stretto un patto con l’obiettivo di triplicare entro il 2050 la produzione di energia atomica. Perché il nucleare «pulito», quello di ultima generazione, viene visto come l’alternativa più potente in grado di garantire uno sviluppo futuro davvero sostenibile. L’annuncio – a cui hanno aderito anche i padroni di casa del summit, gli Emirati Arabi Uniti – è stato dato dallo «zar» del clima della Casa Bianca, John Kerry, e dal presidente francese, Emmanuel Macron, mentre il premier belga, Alexander De Croo, ha reso noto che il suo Paese organizzerà a marzo 2024, insieme all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il primo vertice mondiale sul nucleare. L’obiettivo è uno solo: raggiungere a metà del secolo gli obiettivi di zero emissioni nette. Investimenti annunciati da entrambe le sponde dell’Atlantico. «Nei prossimi due anni investiremo 2,3 miliardi di euro dal bilancio dell’Ue per sostenere la transizione energetica nel nostro vicinato e in tutto il mond». Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione del lancio dell’impegno globale sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica alla Cop28 a Dubai, mentre Gli Stati Uniti stanziano 3 miliardi di dollari destinati al fondo per il clima. Lo ha annunciato la vicepresidente Kamala Harris a Dubai per il summit della Cop28. 

Fonte: Sole 24 Ore

La Francia di Macron finanzierà la creazione di un aereo green

La Francia di Macron finanzierà la creazione di un aereo green

Emmanuel Macron ha già fatto un annuncio particolarmente importante: sarà realizzato un piano a sostegno dello sviluppo in Francia di un aereo green.

Si parla infatti di centinaia di milioni di investimenti per il periodo tra 2024 e 2030. Tra i progetti finanziati, oltre a quello per la realizzazione di tecnologie per arrivare alla produzione di un aereo ‘verde’, anche l’installazione di un impianto di biocarburanti a Lacq, a sud-ovest del Paese, vicino al confine con la Spagna.

Dei soldi investiti, 300 milioni l’anno andranno alla creazione di un nuovo motore più efficiente in termini di consumo di carburante e alla progettazione di aerei più leggeri. Tutti passi fondamentali perché la Francia arrivi a un aereo green. Altri 200 milioni, invece, saranno dedicati allo sviluppo di biocarburanti sostenibili per l’aviazione SAF, così da poterne produrre 500.000 tonnellate l’anno entro il 2030.

L’impianto produttivo di Lacq sarà realizzato dall’azienda Elyse Energy e “creerà 700 posti di lavoro diretti”, secondo quanto afferma Macron. Ci saranno infatti 100 dipendenti solo sul sito, mentre altri 600 saranno coinvolti nel comparto di riciclo.

Altri 50 milioni di euro, invece, saranno dedicati alle startup e quelli che il presidente ha definito “attori emergenti” nel settore, a patto però che stiano lavorando per “sviluppare piccoli aerei ibridi, elettrici o a idrogeno”, tutte possibili soluzioni, anche se più distanti, per il futuro dell’aviazione.

Fonte: Mobilitàfutura.eu

Emmanuel Macron ha già fatto un annuncio particolarmente importante: sarà realizzato un piano a sostegno dello sviluppo in Francia di un aereo green.

Si parla infatti di centinaia di milioni di investimenti per il periodo tra 2024 e 2030. Tra i progetti finanziati, oltre a quello per la realizzazione di tecnologie per arrivare alla produzione di un aereo ‘verde’, anche l’installazione di un impianto di biocarburanti a Lacq, a sud-ovest del Paese, vicino al confine con la Spagna.

Dei soldi investiti, 300 milioni l’anno andranno alla creazione di un nuovo motore più efficiente in termini di consumo di carburante e alla progettazione di aerei più leggeri. Tutti passi fondamentali perché la Francia arrivi a un aereo green. Altri 200 milioni, invece, saranno dedicati allo sviluppo di biocarburanti sostenibili per l’aviazione SAF, così da poterne produrre 500.000 tonnellate l’anno entro il 2030. L’impianto produttivo di Lacq sarà realizzato dall’azienda Elyse Energy e “creerà 700 posti di lavoro diretti”, secondo quanto afferma Macron. Ci saranno infatti 100 dipendenti solo sul sito, mentre altri 600 saranno coinvolti nel comparto di riciclo.

Altri 50 milioni di euro, invece, saranno dedicati alle startup e quelli che il presidente ha definito “attori emergenti” nel settore, a patto però che stiano lavorando per “sviluppare piccoli aerei ibridi, elettrici o a idrogeno”, tutte possibili soluzioni, anche se più distanti, per il futuro dell’aviazione.

Fonte: Mobilitàfutura.eu

Accordo Ansaldo nucleare-Edf per collaborare a soluzioni per produrre energia pulita

Accordo Ansaldo nucleare-Edf per collaborare a soluzioni per produrre energia pulita

Ansaldo Nucleare ha siglato con l’Associazione italiana nucleare (Ain), un accordo di collaborazione con Edf e con il Groupement des Industriels Français de l’Energie Nucléaire (Gigen) finalizzato a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi per collaborare nello sviluppo di soluzioni innovative in grado di garantire una produzione di energia nucleare pulita ed efficiente. “Si tratta – si legge nella nota di Ansaldo Nucleare – di un passo importante per il futuro dell’energia nucleare, che vede tra le protagoniste due aziende di eccellenza: Ansaldo Nucleare, simbolo della filiera nucleare italiana, ed Edf, principale produttore e fornitore di energia nucleare in Francia. Questo nuovo accordo firmato alla presenza dell’ambasciatrice italiana in Francia, Emanuela D’Alessandro, rafforza la cooperazione già intrapresa con la firma di due importanti accordi per lo sviluppo di un sistema integrato di supply chain a supporto dei nuovi progetti”.

Nel quadro della cooperazione internazionale, Ansaldo Nucleare “esprime il proprio sostegno all’iniziativa firmata tra Ain e il Romanian Atomic Forum (Romatom) per consolidare i rapporti italo-romeni in ambito nucleare. Tale iniziativa, prosegue la nota “rappresenta un vero sostegno al programma nucleare romeno nella fase attuale di preparazione alle attività del Refurbishment dell’unità 1 di Cernavoda, caratterizzate dalle interazioni tra aziende italiane, con a capo Ansaldo Nucleare, e aziende romene. Le firme sono avvenute durante la World nuclear exhibition di Parigi.

Fonte: Il Secolo XIX

Ansaldo Nucleare ha siglato con l’Associazione italiana nucleare (Ain), un accordo di collaborazione con Edf e con il Groupement des Industriels Français de l’Energie Nucléaire (Gigen) finalizzato a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi per collaborare nello sviluppo di soluzioni innovative in grado di garantire una produzione di energia nucleare pulita ed efficiente. “Si tratta – si legge nella nota di Ansaldo Nucleare – di un passo importante per il futuro dell’energia nucleare, che vede tra le protagoniste due aziende di eccellenza: Ansaldo Nucleare, simbolo della filiera nucleare italiana, ed Edf, principale produttore e fornitore di energia nucleare in Francia. Questo nuovo accordo firmato alla presenza dell’ambasciatrice italiana in Francia, Emanuela D’Alessandro, rafforza la cooperazione già intrapresa con la firma di due importanti accordi per lo sviluppo di un sistema integrato di supply chain a supporto dei nuovi progetti”.

Nel quadro della cooperazione internazionale, Ansaldo Nucleare “esprime il proprio sostegno all’iniziativa firmata tra Ain e il Romanian Atomic Forum (Romatom) per consolidare i rapporti italo-romeni in ambito nucleare. Tale iniziativa, prosegue la nota “rappresenta un vero sostegno al programma nucleare romeno nella fase attuale di preparazione alle attività del Refurbishment dell’unità 1 di Cernavoda, caratterizzate dalle interazioni tra aziende italiane, con a capo Ansaldo Nucleare, e aziende romene. Le firme sono avvenute durante la World nuclear exhibition di Parigi.

Fonte: Il Secolo XIX

Emirates, decolla il primo Airbus A380 con un motore alimentato al 100% da SAF

Emirates, decolla il primo Airbus A380 con un motore alimentato al 100% da SAF

È decollato il 22 novembre dall’aeroporto internazionale di Dubai, la città che si sta preparando a ospitare la COP28, il primo volo dimostrativo Emirates A380 con uno dei quattro motori alimentato al 100 per cento da carburante sostenibile per l’aviazione (SAF).

Il prodotto, realizzato dalla compagnia finlandese Neste a partire da rifiuti e materie prime di scarto, viene solitamente miscelato al 50 per cento con carburante tradizionale, ma utilizzarlo in purezza porterebbe a una riduzione dell’80 per cento delle emissioni di gas serra, senza bisogno di apportare modifiche ai motori.

Questo importante traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione fra Neste, Emirates, Airbus, Engine Alliance, Pratt & Whitney e Virent, con il supporto della Emirates National Oil Company (ENOC). L’azienda finlandese ha fornito a Emirates il suo Neste MY Sustainable Aviation Fuel™, a cui la ENOC ha poi aggiunto una parte di cherosene sintetico prodotto da Virent per ottenere il combustibile, 100 per cento rinnovabile, con cui alimentare uno dei quattro motori Engine Alliance GP7200 dell’Airbus A380, insieme all’unità di potenza ausiliaria (APU PW980) di Pratt & Whitney (che fornisce energia ai sistemi dell’aereo quando i motori non sono in funzione.

Fonte: Canaleenergia.com

È decollato il 22 novembre dall’aeroporto internazionale di Dubai, la città che si sta preparando a ospitare la COP28, il primo volo dimostrativo Emirates A380 con uno dei quattro motori alimentato al 100 per cento da carburante sostenibile per l’aviazione (SAF).

Il prodotto, realizzato dalla compagnia finlandese Neste a partire da rifiuti e materie prime di scarto, viene solitamente miscelato al 50 per cento con carburante tradizionale, ma utilizzarlo in purezza porterebbe a una riduzione dell’80 per cento delle emissioni di gas serra, senza bisogno di apportare modifiche ai motori.

Questo importante traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione fra Neste, Emirates, AirbusEngine AlliancePratt & Whitney e Virent, con il supporto della Emirates National Oil Company (ENOC). L’azienda finlandese ha fornito a Emirates il suo Neste MY Sustainable Aviation Fuel™, a cui la ENOC ha poi aggiunto una parte di cherosene sintetico prodotto da Virent per ottenere il combustibile, 100 per cento rinnovabile, con cui alimentare uno dei quattro motori Engine Alliance GP7200 dell’Airbus A380, insieme all’unità di potenza ausiliaria (APU PW980) di Pratt & Whitney (che fornisce energia ai sistemi dell’aereo quando i motori non sono in funzione.

Fonte: Canaleenergia.com

Dopo il trattato del Quirinale e quello di Aquisgrana, arriva il Piano d’azione tra Italia e Germania

Dopo il trattato del Quirinale e quello di Aquisgrana, arriva il Piano d’azione tra Italia e Germania

Arriva il Piano d’azione tra Italia e Germania. Mercoledì 22 novembre, i capi di governo hanno sottoscritto le linee guida con cui i due Paesi gestiranno la cooperazione politica rafforzata.

La premier Giorgia Meloni è accompagnata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che in Germania avrà un confronto con il suo omologo tedesco Christian Lindner dopo aver incontrato a Parigi il collega francese Bruno Le Maire. Su questa triangolazione si snoda buona parte delle chance di arrivare a un’intesa sulle nuove regole di stabilità e crescita entro la fine dell’anno.

Si completa dunque con il Piano d’azione la triangolazione fra i tre grandi Paesi fondatori della Ue, a sette anni dall’ultimo vertice intergovernativo Italia-Germania, e dopo che il 22 gennaio 2019 Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno firmato il Trattato di Aquisgrana , trattato di cooperazione bilaterale franco-tedesca che ha fatto seguito, ampliandone i contenuti, al Trattato dell’Eliseo firmato nello stesso giorno del 1963 da Charles de Gaulle e Konrad Adenauer. A questo Trattato è seguito poi, il 26 Novembre del 2021 quello del Quirinale tra Francia ed Italia.

Fonte Sole 24 Ore: Andrea Carli

Arriva il Piano d’azione tra Italia e Germania. Mercoledì 22 novembre, i capi di governo hanno sottoscritto le linee guida con cui i due Paesi gestiranno la cooperazione politica rafforzata.

La premier Giorgia Meloni è accompagnata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che in Germania avrà un confronto con il suo omologo tedesco Christian Lindner dopo aver incontrato a Parigi il collega francese Bruno Le Maire. Su questa triangolazione si snoda buona parte delle chance di arrivare a un’intesa sulle nuove regole di stabilità e crescita entro la fine dell’anno.

Si completa dunque con il Piano d’azione la triangolazione fra i tre grandi Paesi fondatori della Ue, a sette anni dall’ultimo vertice intergovernativo Italia-Germania, e dopo che il 22 gennaio 2019 Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno firmato il Trattato di Aquisgrana , trattato di cooperazione bilaterale franco-tedesca che ha fatto seguito, ampliandone i contenuti, al Trattato dell’Eliseo firmato nello stesso giorno del 1963 da Charles de Gaulle e Konrad Adenauer. A questo Trattato è seguito poi, il 26 Novembre del 2021 quello del Quirinale tra Francia ed Italia.

Fonte Sole 24 Ore: Andrea Carli

Parlamento, primo via libera al piano industriale Net-Zero

Parlamento, primo via libera al piano industriale Net-Zero

Via libera dal Parlamento europeo al “Net-Zero Industry Act”, la legge per le industrie a zero emissioni volta a rafforzare la produzione manifatturiera Ue per le tecnologie necessarie per la decarbonizzazione. Con il voto della Plenaria il Pe ha assunto la sua posizione negoziale in attesa del trilogo con Commissione e Consiglio Ue per la trattativa sul testo finale.

Il testo adottato con 376 voti favorevoli, 139 contrari e 116 astensioni, stabilisce l’obiettivo di produrre all’interno dell’Ue il 40% delle tecnologie a zero emissioni nette, cosi come definite nei piani nazionali per l’energia e il clima e di affermarsi al 25% del valore del mercato globale di tecnologie, entro il 2030. Nei loro emendamenti, i deputati hanno ampliato il campo di applicazione del progetto di legislazione per includere l’intera catena di approvvigionamento, compresi i componenti, i materiali e i macchinari per la produzione di tecnologie a zero emissioni.

Il testo include anche un elenco più ampio e completo delle tecnologie da trattare, da aggiornare periodicamente comprese le tecnologie di di fissione e fusione nucleare. La legge presenta infine due classificazioni dei progetti che saranno sostenuti: i progetti di produzione tecnologica a zero emissioni e i progetti strategici per tecnologie a zero emissioni.

La divisione mira a razionalizzare le procedure di rilascio delle autorizzazioni, fissando un calendario di 9-12 mesi per i progetti regolari e da 6 a 9 mesi per i progetti strategici . Gli eurodeputati propongono infine anche la creazione dei “Distretti a zero emissioni nette” per accelerare i processi di autorizzazione.

Fonte: ANSA

Via libera dal Parlamento europeo al “Net-Zero Industry Act“, la legge per le industrie a zero emissioni volta a rafforzare la produzione manifatturiera Ue per le tecnologie necessarie per la decarbonizzazione. Con il voto della Plenaria il Pe ha assunto la sua posizione negoziale in attesa del trilogo con Commissione e Consiglio Ue per la trattativa sul testo finale.

Il testo adottato con 376 voti favorevoli, 139 contrari e 116 astensioni, stabilisce l’obiettivo di produrre all’interno dell’Ue il 40% delle tecnologie a zero emissioni nette, cosi come definite nei piani nazionali per l’energia e il clima e di affermarsi al 25% del valore del mercato globale di tecnologie, entro il 2030. Nei loro emendamenti, i deputati hanno ampliato il campo di applicazione del progetto di legislazione per includere l’intera catena di approvvigionamento, compresi i componenti, i materiali e i macchinari per la produzione di tecnologie a zero emissioni.

Il testo include anche un elenco più ampio e completo delle tecnologie da trattare, da aggiornare periodicamente comprese le tecnologie di di fissione e fusione nucleare. La legge presenta infine due classificazioni dei progetti che saranno sostenuti: i progetti di produzione tecnologica a zero emissioni e i progetti strategici per tecnologie a zero emissioni.

La divisione mira a razionalizzare le procedure di rilascio delle autorizzazioni, fissando un calendario di 9-12 mesi per i progetti regolari e da 6 a 9 mesi per i progetti strategici . Gli eurodeputati propongono infine anche la creazione dei “Distretti a zero emissioni nette” per accelerare i processi di autorizzazione.

Fonte: ANSA

Fincantieri: difesa e eolico offshore spingono gli ordini. Salgono ricavi e margini.

Fincantieri: difesa e eolico offshore spingono gli ordini. Salgono ricavi e margini.

Fincantieri, leader mondiale nel settore del construction e design navale, chiude i primi nove mesi dell’anno sfruttando la spinta sugli ordini che arriva dalle commesse acquisite nella difesa e nell’eolico offshore. I conti vanno così in archivio con un margine operativo lordo di 276 milioni di euro, in crescita del 60%, e con ricavi per 5,4 miliardi di euro, in aumento dell’1,3%. Il margine ebitda è quindi del 5,1%, in miglioramento rispetto al 3,2% di un anno fa. Quanto al debito, l’asticella è pari a 2,7 miliardi in linea con l’andamento previsto per fine 2023, chiarisce la nota diffusa dal gruppo guidato da Pierroberto Folgiero.

I risultati sono sostanzialmente allineati alle previsioni degli analisti. Confermata la guidance sull’esercizio: le previsioni di volumi di attività consentiranno di consolidare i ricavi sui livelli del 2022, garantendo una marginalità intorno al 5% per cento.

Il carico di lavoro complessivo è di 32,6 miliardi (circa 4,4 volte i ricavi del 2022), diviso in backlog, a 22,2 miliardi (23,8 miliardi al 31 dicembre 2022) e soft backlog (opzioni contrattuali, lettere di intenti, commesse in corso di negoziazione avanzata) per 10,4 miliardi (10,5 miliardi al 31 dicembre’22). 

Mentre nei primi nove mesi gli ordini acquisiti sono stati pari a 4 miliardi contro i 3,3 miliardi dello stesso periodo del 2022, grazie, come detto, a un forte contributo del settore della difesa e del wind offshore.

Un tassello, quest’ultimo, su cui l’Ad Folgiero sta spingendo molto convinto che la solida expertise del gruppo possa consentire di giocare in prima linea questa partita. «I risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2023 dimostrano una progressione positiva verso gli obiettivi che ci siamo dati nel nuovo piano industriale in termini operativi economici e finanziari», commenta l’Ad Folgiero. «La soddisfazione per la performance produttiva nasce dal fatto che le 17 navi che abbiamo consegnato nel periodo in 10 cantieri sono state realizzate grazie alla competenza ed alla dedizione delle nostre persone, avendole progettate durante il Covid e costruite in un contesto caratterizzato dall’escalation del costo dei materiali e da alcune difficoltà nel reperimento della manodopera».

Fonte: Sole 24 Ore

Fincantieri, leader mondiale nel settore del construction e design navale, chiude i primi nove mesi dell’anno sfruttando la spinta sugli ordini che arriva dalle commesse acquisite nella difesa e nell’eolico offshore. I conti vanno così in archivio con un margine operativo lordo di 276 milioni di euro, in crescita del 60%, e con ricavi per 5,4 miliardi di euro, in aumento dell’1,3%. Il margine ebitda è quindi del 5,1%, in miglioramento rispetto al 3,2% di un anno fa. Quanto al debito, l’asticella è pari a 2,7 miliardi in linea con l’andamento previsto per fine 2023, chiarisce la nota diffusa dal gruppo guidato da Pierroberto Folgiero.

I risultati sono sostanzialmente allineati alle previsioni degli analisti. Confermata la guidance sull’esercizio: le previsioni di volumi di attività consentiranno di consolidare i ricavi sui livelli del 2022, garantendo una marginalità intorno al 5% per cento.

Il carico di lavoro complessivo è di 32,6 miliardi (circa 4,4 volte i ricavi del 2022), diviso in backlog, a 22,2 miliardi (23,8 miliardi al 31 dicembre 2022) e soft backlog (opzioni contrattuali, lettere di intenti, commesse in corso di negoziazione avanzata) per 10,4 miliardi (10,5 miliardi al 31 dicembre’22). Mentre nei primi nove mesi gli ordini acquisiti sono stati pari a 4 miliardi contro i 3,3 miliardi dello stesso periodo del 2022, grazie, come detto, a un forte contributo del settore della difesa e del wind offshore. Un tassello, quest’ultimo, su cui l’Ad Folgiero sta spingendo molto convinto che la solida expertise del gruppo possa consentire di giocare in prima linea questa partita. «I risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2023 dimostrano una progressione positiva verso gli obiettivi che ci siamo dati nel nuovo piano industriale in termini operativi economici e finanziari», commenta l’Ad Folgiero. «La soddisfazione per la performance produttiva nasce dal fatto che le 17 navi che abbiamo consegnato nel periodo in 10 cantieri sono state realizzate grazie alla competenza ed alla dedizione delle nostre persone, avendole progettate durante il Covid e costruite in un contesto caratterizzato dall’escalation del costo dei materiali e da alcune difficoltà nel reperimento della manodopera».

Fonte: Sole 24 Ore

Leonardo, Thales Alenia Space: la joint venture tra Thales e Leonardo ha presentato il progetto di  Space Smart Factory

Leonardo, Thales Alenia Space: la joint venture tra Thales e Leonardo ha presentato il progetto di  Space Smart Factory

Thales Alenia Space, joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%, ha presentato il progetto per la realizzazione della Space Smart Factory, la fabbrica intelligente, digitale e riconfigurabile tra le più grandi d’Europa. Parte di un sistema di fabbriche spaziali interconnesse tra di loro locate in Italia, la Space Smart Factory utilizzerà tecnologie avanzate per la realizzazione di satelliti di diversa classe e ambiti di applicazione. La Space Smart Factory è frutto di un investimento di oltre 100 milioni che include anche l’impegno dell’Agenzia Spaziale Italiana tramite i fondi del Pnrr. Il nuovo insediamento produttivo sorgerà nel parco tecnologico d’eccellenza di Roma, il Tecnopolo Tiburtino, che ospita già 150 imprese per la maggior parte piccole e medie, e con una forte integrazione con la città e il suo tessuto industriale.

Leonardo Global Solutions ha supportato l’intera operazione immobiliare, dall’acquisizione del terreno, alla gestione delle gare d’appalto fino all’avvio del processo di costruzione.

A fine settembre sono iniziate le attività di predisposizione del cantiere e la progettazione esecutiva dei fabbricati con l’obiettivo di essere operativi a metà 2025. Franco Ongaro, Chief Space Business Officer di Leonardo, ha dichiarato: “La nuova Space Smart Factory, tra le più innovative al mondo anche nel campo della sostenibilità ambientale, metterà a sistema tecnologie spaziali e soluzioni di trasformazione digitale per l’advanced manufacturing, accelerando ulteriormente la crescita dei territori e delle competenze per continuare a garantire al Paese un vantaggio competitivo anche nel mercato commerciale dello spazio, specialmente nelle costellazioni. Il dato, da elaborare, valorizzare e proteggere lungo tutta la sua filiera, è alla base dello sviluppo dell’intero ecosistema industriale di Leonardo ed è al centro della strategia del Gruppo per accompagnare l’innovazione e l’evoluzione tecnologica del Paese”.

Fonte: Affari Italiani

Thales Alenia Space, joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%, ha presentato il progetto per la realizzazione della Space Smart Factory, la fabbrica intelligente, digitale e riconfigurabile tra le più grandi d’Europa. Parte di un sistema di fabbriche spaziali interconnesse tra di loro locate in Italia, la Space Smart Factory utilizzerà tecnologie avanzate per la realizzazione di satelliti di diversa classe e ambiti di applicazione. La Space Smart Factory è frutto di un investimento di oltre 100 milioni che include anche l’impegno dell’Agenzia Spaziale Italiana tramite i fondi del Pnrr. Il nuovo insediamento produttivo sorgerà nel parco tecnologico d’eccellenza di Roma, il Tecnopolo Tiburtino, che ospita già 150 imprese per la maggior parte piccole e medie, e con una forte integrazione con la città e il suo tessuto industriale.

Leonardo Global Solutions ha supportato l’intera operazione immobiliare, dall’acquisizione del terreno, alla gestione delle gare d’appalto fino all’avvio del processo di costruzione. A fine settembre sono iniziate le attività di predisposizione del cantiere e la progettazione esecutiva dei fabbricati con l’obiettivo di essere operativi a metà 2025. Franco Ongaro, Chief Space Business Officer di Leonardo, ha dichiarato: “La nuova Space Smart Factory, tra le più innovative al mondo anche nel campo della sostenibilità ambientale, metterà a sistema tecnologie spaziali e soluzioni di trasformazione digitale per l’advanced manufacturing, accelerando ulteriormente la crescita dei territori e delle competenze per continuare a garantire al Paese un vantaggio competitivo anche nel mercato commerciale dello spazio, specialmente nelle costellazioni. Il dato, da elaborare, valorizzare e proteggere lungo tutta la sua filiera, è alla base dello sviluppo dell’intero ecosistema industriale di Leonardo ed è al centro della strategia del Gruppo per accompagnare l’innovazione e l’evoluzione tecnologica del Paese”.

Fonte: Affari Italiani

Accordo tra la Francia, la Germania e l’Italia sulla politica spaziale europea

Accordo tra la Francia, la Germania e l’Italia sulla politica spaziale europea

Bruno Le Maire, ministro francese dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità industriale e digitale, Robert Habeck, ministro tedesco dell’Economia e della Protezione del clima, e Adolfo Urso, ministro italiano dell’Impresa e del Made in Italy, hanno ribadito oggi la loro totale determinazione a garantire l’accesso autonomo dell’Europa allo spazio.

La dichiarazione trilaterale di Siviglia dei ministri Bruno Le Maire, Robert Habeck e Adolfo Urso e la risoluzione del Consiglio dell’ESA segnano una svolta importante nella storia dei lanciatori europei.

Questa dichiarazione e le decisioni prese dal Consiglio dell’ESA assicurano 42 lanci per Ariane 6 e il ritorno in volo di Vega C, chiariscono gli usi del sito di Kourou, aprono la competizione per i futuri lanciatori e riaffermano le ambizioni dell’Europa nel campo dell’esplorazione.

La dichiarazione trilaterale conferma quindi la determinazione di Francia, Germania e Italia a garantire un accesso europeo indipendente allo spazio.

Questo accordo trilaterale e la relativa risoluzione dell’ESA sono il frutto di 6 mesi di negoziati ai massimi livelli governativi e tra i ministri Bruno Le Maire, Robert Habeck, Adolfo Urso e le loro équipe tecniche (Direzione generale delle imprese e Centro nazionale di studi spaziali), in particolare durante le riunioni trilaterali tenutesi a Berlino e a Roma.

Fonte: Ambafrance.org

Bruno Le Maire, ministro francese dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità industriale e digitale, Robert Habeck, ministro tedesco dell’Economia e della Protezione del clima, e Adolfo Urso, ministro italiano dell’Impresa e del Made in Italy, hanno ribadito oggi la loro totale determinazione a garantire l’accesso autonomo dell’Europa allo spazio.

La dichiarazione trilaterale di Siviglia dei ministri Bruno Le Maire, Robert Habeck e Adolfo Urso e la risoluzione del Consiglio dell’ESA segnano una svolta importante nella storia dei lanciatori europei.

Questa dichiarazione e le decisioni prese dal Consiglio dell’ESA assicurano 42 lanci per Ariane 6 e il ritorno in volo di Vega C, chiariscono gli usi del sito di Kourou, aprono la competizione per i futuri lanciatori e riaffermano le ambizioni dell’Europa nel campo dell’esplorazione.

La dichiarazione trilaterale conferma quindi la determinazione di Francia, Germania e Italia a garantire un accesso europeo indipendente allo spazio.

Questo accordo trilaterale e la relativa risoluzione dell’ESA sono il frutto di 6 mesi di negoziati ai massimi livelli governativi e tra i ministri Bruno Le Maire, Robert Habeck, Adolfo Urso e le loro équipe tecniche (Direzione generale delle imprese e Centro nazionale di studi spaziali), in particolare durante le riunioni trilaterali tenutesi a Berlino e a Roma.

Fonte: Ambafrance.org

Il primo Airbus passeggeri a idrogeno si alzerà in volo nel 2035

Il primo Airbus passeggeri a idrogeno si alzerà in volo nel 2035

Airbus, che ha scommesso da tempo sull’idrogeno, ha fatto grandi progressi e i voli di prova potrebbero iniziare già nel 2026 con un A380 provvisto di serbatoi di idrogeno liquido. “Abbiamo due esemplari di aerei su cui stiamo lavorando”, ha spiegato il responsabile infrastrutture per le nuove Energie di Airbus Cristophe Arnold, sottolineando che “il primo è un aereo da 100 posti, il secondo da 200”. Al momento non è ancora stato deciso quale dei due sarà messo in servizio nel 2035. Il minor numero di passeggeri, rispetto ad un attuale aereo come può essere l’Airbus A 380, che di passeggeri ne può ospitare tra i 520 e gli 850 a seconda della configurazione, è dovuto al “maggior ingombro” dei serbatoi di idrogeno.

Secondo l’amministratore delegato di Sea Aeroporti di Milano, Armando Brunini del resto l’idrogeno è un passo obbligato e “non esistono alternative” per l’aviazione civile.

“Le analisi – ha spiegato – dicono che per la componente di emissioni per gli aerei in volo il Saf (il carburante sostenibile per l’aviazione) da solo non sarà sufficiente, bisogna per forza fare un salto tecnologico”, che prevede appunto “aerei elettrici per le soluzioni più piccole e a idrogeno per quelli di maggior dimensioni”. “Airbus scommette su questa tecnologia – aggiunge – ed è giusto premiare il loro coraggio”. Una sfida anche per Sea e che per Brunini è “una maratona” con tanti “obiettivi intermedi”. Tra questi la realizzazione del primo “piccolo impianto di produzione di idrogeno in un aeroporto” nel 2024. “Non servirà immediatamente gli aerei – ha commentato – ma i mezzi a terra e sarà una prima pietra miliare per rendere i nostri aeroporti pronti per l’idrogeno

Fonte: ANSA

Airbus, che ha scommesso da tempo sull’idrogeno, ha fatto grandi progressi e i voli di prova potrebbero iniziare già nel 2026 con un A380 provvisto di serbatoi di idrogeno liquido. “Abbiamo due esemplari di aerei su cui stiamo lavorando”, ha spiegato il responsabile infrastrutture per le nuove Energie di Airbus Cristophe Arnold, sottolineando che “il primo è un aereo da 100 posti, il secondo da 200”. Al momento non è ancora stato deciso quale dei due sarà messo in servizio nel 2035. Il minor numero di passeggeri, rispetto ad un attuale aereo come può essere l’Airbus A 380, che di passeggeri ne può ospitare tra i 520 e gli 850 a seconda della configurazione, è dovuto al “maggior ingombro” dei serbatoi di idrogeno.

Secondo l’amministratore delegato di Sea Aeroporti di Milano, Armando Brunini del resto l’idrogeno è un passo obbligato e “non esistono alternative” per l’aviazione civile. “Le analisi – ha spiegato – dicono che per la componente di emissioni per gli aerei in volo il Saf (il carburante sostenibile per l’aviazione) da solo non sarà sufficiente, bisogna per forza fare un salto tecnologico”, che prevede appunto “aerei elettrici per le soluzioni più piccole e a idrogeno per quelli di maggior dimensioni”. “Airbus scommette su questa tecnologia – aggiunge – ed è giusto premiare il loro coraggio”. Una sfida anche per Sea e che per Brunini è “una maratona” con tanti “obiettivi intermedi”. Tra questi la realizzazione del primo “piccolo impianto di produzione di idrogeno in un aeroporto” nel 2024. “Non servirà immediatamente gli aerei – ha commentato – ma i mezzi a terra e sarà una prima pietra miliare per rendere i nostri aeroporti pronti per l’idrogeno

Fonte: ANSA

Costruzioni aerospaziali: Leonardo ed Hera per il recupero della fibra di carbonio

Costruzioni aerospaziali: Leonardo ed Hera per il recupero della fibra di carbonio

Il Gruppo Hera, attraverso la controllata Herambiente, e Leonardo, attraverso la Divisione Aerostrutture, collaboreranno nello studio del recupero delle fibre di carbonio contenute nei materiali compositi a matrice polimerica utilizzati per la costruzione di parti di aeromobili. Grazie all’innovativo impianto realizzato in Emilia-Romagna dalla multiutility e al know-how sviluppato nei laboratori del gruppo Leonardo, il prezioso materiale verrà riciclato con positive ricadute in termini di sostenibilità e di circolarità.

Si avvia quindi la sperimentazione “full-scale” di una futura attività industriale di recupero della fibra di carbonio nel settore aerospaziale utilizzando tecnologie avanzate che ne consentiranno il riuso come materia prima seconda.

Leonardo, mediante partnership accademica e industriale, ha sviluppato negli anni una profonda competenza dei materiali e dei processi di riciclo e, coadiuvata dalla esperienza nel riciclo dei rifiuti di Herambiente, primo operatore nazionale nel settore ambiente, si impegna attivamente nella chiusura di una filiera circolare su scala industriale anche in questo settore strategico.

Stefano Bortoli, Managing Director della Divisione Aerostrutture di Leonardo ha dichiarato: “Una collaborazione non solo volta a recuperare e rigenerare la fibra di carbonio, ma anche proiettata verso l’innovazione perché in grado di consolidare e sviluppare ulteriormente un know-how che renda sempre più performante il riciclo dei compositi rinforzati con fibra di carbonio. Grazie a questa intesa con Herambiente, Leonardo si impegna ancora di più nel mantenimento del valore circolare degli scarti, nella riduzione dell’uso di materia prima vergine e nell’utilizzo del materiale riciclato anche per applicazioni interne, come previsto dalla più ampia strategia di Sostenibilità di Gruppo”.

Fonte: Analisidifesa.it

Il Gruppo Hera, attraverso la controllata Herambiente, e Leonardo, attraverso la Divisione Aerostrutture, collaboreranno nello studio del recupero delle fibre di carbonio contenute nei materiali compositi a matrice polimerica utilizzati per la costruzione di parti di aeromobili. Grazie all’innovativo impianto realizzato in Emilia-Romagna dalla multiutility e al know-how sviluppato nei laboratori del gruppo Leonardo, il prezioso materiale verrà riciclato con positive ricadute in termini di sostenibilità e di circolarità.

Si avvia quindi la sperimentazione “full-scale” di una futura attività industriale di recupero della fibra di carbonio nel settore aerospaziale utilizzando tecnologie avanzate che ne consentiranno il riuso come materia prima seconda.

Leonardo, mediante partnership accademica e industriale, ha sviluppato negli anni una profonda competenza dei materiali e dei processi di riciclo e, coadiuvata dalla esperienza nel riciclo dei rifiuti di Herambiente, primo operatore nazionale nel settore ambiente, si impegna attivamente nella chiusura di una filiera circolare su scala industriale anche in questo settore strategico.

Stefano Bortoli, Managing Director della Divisione Aerostrutture di Leonardo ha dichiarato: “Una collaborazione non solo volta a recuperare e rigenerare la fibra di carbonio, ma anche proiettata verso l’innovazione perché in grado di consolidare e sviluppare ulteriormente un know-how che renda sempre più performante il riciclo dei compositi rinforzati con fibra di carbonio. Grazie a questa intesa con Herambiente, Leonardo si impegna ancora di più nel mantenimento del valore circolare degli scarti, nella riduzione dell’uso di materia prima vergine e nell’utilizzo del materiale riciclato anche per applicazioni interne, come previsto dalla più ampia strategia di Sostenibilità di Gruppo”.

Fonte: Analisidifesa.it

Eni e Saipem, accordo per lo sviluppo di nuove bioraffinerie

Eni e Saipem, accordo per lo sviluppo di nuove bioraffinerie

Eni e Saipem hanno firmato un accordo per lo sviluppo della bioraffinazione. L’agreement, sottoscritto il 13 novembre dal Direttore Generale Energy Evolution di Eni, Giuseppe Ricci, e dall’Amministratore delegato di Saipem, Alessandro Puliti, supporta il percorso di trasformazione delle raffinerie tradizionali e lo sviluppo di nuove bioraffinerie Eni.

L’intesa, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione di Eni e Saipem, punta in particolare allo studio e alla eventuale realizzazione di impianti per la produzione di biojet, carburante sostenibile per l’aviazione, e del biocarburante HVO diesel, prodotti al 100% da materie prime rinnovabili (ai sensi della Direttiva UE 2018/2001 “REDII”), commercializzato nelle stazioni di servizio Enilive con il nome HVOlution e utilizzabile dai mezzi su strada, navali e ferroviari.

L’accordo prevede l’applicazione della tecnologia proprietaria Eni Ecofining™ sia per lo sviluppo di nuove bioraffinerie, sia per la conversione delle raffinerie tradizionali e coniuga la grande esperienza tecnologica e operativa di Eni con le competenze distintive che Saipem ha maturato nella progettazione e costruzione di questo tipo di impianti. 

Eni è stata la prima compagnia al mondo a convertire, a Venezia Porto Marghera e a Gela, due raffinerie tradizionali in bioraffinerie per la lavorazione di materie prime di scarto, come oli esausti da cucina, grassi animali, residui dell’industria agroalimentare e oli vegetali, utilizzando la tecnologia Ecofining™, con il supporto di Saipem su entrambi i progetti.

Eni prevede di espandere la propria capacità di bioraffinazione dagli attuali 1,65 milioni di tonnellate/anno a oltre 5 milioni di tonnellate/anno entro il 2030.

Fonte: Eni.com

Eni e Saipem hanno firmato un accordo per lo sviluppo della bioraffinazione. L’agreement, sottoscritto il 13 novembre dal Direttore Generale Energy Evolution di Eni, Giuseppe Ricci, e dall’Amministratore delegato di Saipem, Alessandro Puliti, supporta il percorso di trasformazione delle raffinerie tradizionali e lo sviluppo di nuove bioraffinerie Eni.

L’intesa, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione di Eni e Saipem, punta in particolare allo studio e alla eventuale realizzazione di impianti per la produzione di biojet, carburante sostenibile per l’aviazione, e del biocarburante HVO diesel, prodotti al 100% da materie prime rinnovabili (ai sensi della Direttiva UE 2018/2001 “REDII”), commercializzato nelle stazioni di servizio Enilive con il nome HVOlution e utilizzabile dai mezzi su strada, navali e ferroviari.

L’accordo prevede l’applicazione della tecnologia proprietaria Eni Ecofining™ sia per lo sviluppo di nuove bioraffinerie, sia per la conversione delle raffinerie tradizionali e coniuga la grande esperienza tecnologica e operativa di Eni con le competenze distintive che Saipem ha maturato nella progettazione e costruzione di questo tipo di impianti. 

Eni è stata la prima compagnia al mondo a convertire, a Venezia Porto Marghera e a Gela, due raffinerie tradizionali in bioraffinerie per la lavorazione di materie prime di scarto, come oli esausti da cucina, grassi animali, residui dell’industria agroalimentare e oli vegetali, utilizzando la tecnologia Ecofining™, con il supporto di Saipem su entrambi i progetti.

Eni prevede di espandere la propria capacità di bioraffinazione dagli attuali 1,65 milioni di tonnellate/anno a oltre 5 milioni di tonnellate/anno entro il 2030.

Fonte: Eni.com

Casale (Ansaldo Nucleare): un sito italiano in 10 anni? È ragionevole

Casale (Ansaldo Nucleare): un sito italiano in 10 anni? È ragionevole

Ad aprile del 2024, se i piani del governo si concretizzeranno, l’Italia potrebbe avere una roadmap per tornare a produrre energia dall’atomo sul suolo nazionale. Il 21 settembre, alla prima riunione della piattaforma per un nucleare sostenibile lanciata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, erano presenti i player che quel piano dovranno realizzarlo. Tra questi c’è Ansaldo Nucleare, controllata della genovese Ansaldo Energia. 

“Se solo pochi mesi fa avessimo potuto immaginare una riunione del genere saremmo stati non felici: di più”, dice l’Ad di Ansaldo Nucleare Riccardo Casale. Le intenzioni del governo si sono definite con l’inserimento del nucleare nel Pniec (Piano nazionale energia e clima) trasmesso in Ue a luglio, mentre una mozione parlamentare di maggio ha chiesto di sostenere l’atomo italiano. Casale ritiene la piattaforma “un’ottima partenza in uno scenario difficile: in Italia l’inverno nucleare è durato 40 anni”.

Se arriverà un piano, Ansaldo sarà tra i player principali. Ma la crescita non dipende solo dall’Italia. “Negli ultimi 40 anni malgrado le poche risorse siamo diventati capofila della supply chain. Ora l’Europa sta andando verso una maggiore penetrazione nucleare. Il mercato non è mai stato così dinamico”. Tra i progetti futuri, questa estate è stata presentata l’offerta per il trattamento dei rifiuti nucleari in Francia. Ci potrebbe volere un anno per la fase di valutazione, dice Casale. E in Francia è arrivato l’accordo con Edf, il primo produttore di energia nucleare al mondo, “per lo sviluppo di Nuward, un reattore di generazione ‘3+’ che potrebbe raggiungere il ‘first concrete’ (l’inizio della costruzione) nel 2030. Gli anni 30 saranno gli anni di sviluppo della generazione ‘3+’ e dei piccoli reattori, Smr o small modular reactors. Negli anni 40 arriverà invece la quarta generazione.

Fonte Fortuneita.com: Alessandro Pulcini

Ad aprile del 2024, se i piani del governo si concretizzeranno, l’Italia potrebbe avere una roadmap per tornare a produrre energia dall’atomo sul suolo nazionale. Il 21 settembre, alla prima riunione della piattaforma per un nucleare sostenibile lanciata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, erano presenti i player che quel piano dovranno realizzarlo. Tra questi c’è Ansaldo Nucleare, controllata della genovese Ansaldo Energia. 

“Se solo pochi mesi fa avessimo potuto immaginare una riunione del genere saremmo stati non felici: di più”, dice l’Ad di Ansaldo Nucleare Riccardo Casale. Le intenzioni del governo si sono definite con l’inserimento del nucleare nel Pniec (Piano nazionale energia e clima) trasmesso in Ue a luglio, mentre una mozione parlamentare di maggio ha chiesto di sostenere l’atomo italiano. Casale ritiene la piattaforma “un’ottima partenza in uno scenario difficile: in Italia l’inverno nucleare è durato 40 anni”. Se arriverà un piano, Ansaldo sarà tra i player principali. Ma la crescita non dipende solo dall’Italia. “Negli ultimi 40 anni malgrado le poche risorse siamo diventati capofila della supply chain. Ora l’Europa sta andando verso una maggiore penetrazione nucleare. Il mercato non è mai stato così dinamico”. Tra i progetti futuri, questa estate è stata presentata l’offerta per il trattamento dei rifiuti nucleari in Francia. Ci potrebbe volere un anno per la fase di valutazione, dice Casale. E in Francia è arrivato l’accordo con Edf, il primo produttore di energia nucleare al mondo, “per lo sviluppo di Nuward, un reattore di generazione ‘3+’ che potrebbe raggiungere il ‘first concrete’ (l’inizio della costruzione) nel 2030. Gli anni 30 saranno gli anni di sviluppo della generazione ‘3+’ e dei piccoli reattori, Smr o small modular reactorsNegli anni 40 arriverà invece la quarta generazione.

Fonte Fortuneita.com: Alessandro Pulcini

3IPK e Thales Alenia Space con l’ESA per la tracciabilità dei dati di Osservazione della Terra

3IPK e Thales Alenia Space con l’ESA per la tracciabilità dei dati di Osservazione della Terra

Thales Alenia Space collabora con la startup slovacca 3IPK per sviluppare questa tecnologia, grazie alla sua esperienza nell’ambito dei sistemi e segmenti di Terra acquisita in particolar modo attraverso la partecipazione al Programma Copernicus dell’Unione Europea e con la realizzazione dei satelliti Sentinel per l’Osservazione, il monitoraggio e la protezione ambientale.

In un mondo in cui i satelliti per l’Osservazione della Terra sono diventati i guardiani del nostro pianeta, fornendo dati vitali in settori diversi come la pianificazione urbana, la scienza del clima, l’agricoltura e l’energia, l’autenticità e l’integrità dei dati sono più vitali che mai. Oggi il 60% delle 55 variabili climatiche essenziali (ECV), come la temperatura e i gas serra, vengono misurate dai satelliti. Finora, nessuna soluzione è stata in grado di dimostrare in maniera certa la provenienza e l’integrità di questi dati cruciali.

Per affrontare questa sfida, l’ESA ha selezionato la startup 3IPK per incorporare la tecnologia blockchain nella catena di elaborazione dei dati di osservazione della Terra. 3IPK e Thales Alenia Space svilupperanno una soluzione di cybersicurezza progettata per garantire la tracciabilità e l’integrità dei dati EO mediante firme digitali uniche. Gli stakeholder della catena di elaborazione saranno così in grado di identificare con sicurezza la provenienza dei dati, rendendo più facile contrastare la crescente minaccia di immagini satellitari falsificate. Una versione iniziale di questa soluzione sarà consegnata all’ESA nei primi sei mesi del 2024.

Fonte : Analisidifesa.it

Thales Alenia Space collabora con la startup slovacca 3IPK per sviluppare questa tecnologia, grazie alla sua esperienza nell’ambito dei sistemi e segmenti di Terra acquisita in particolar modo attraverso la partecipazione al Programma Copernicus dell’Unione Europea e con la realizzazione dei satelliti Sentinel per l’Osservazione, il monitoraggio e la protezione ambientale.

In un mondo in cui i satelliti per l’Osservazione della Terra sono diventati i guardiani del nostro pianeta, fornendo dati vitali in settori diversi come la pianificazione urbana, la scienza del clima, l’agricoltura e l’energia, l’autenticità e l’integrità dei dati sono più vitali che mai. Oggi il 60% delle 55 variabili climatiche essenziali (ECV), come la temperatura e i gas serra, vengono misurate dai satelliti. Finora, nessuna soluzione è stata in grado di dimostrare in maniera certa la provenienza e l’integrità di questi dati cruciali.

Per affrontare questa sfida, l’ESA ha selezionato la startup 3IPK per incorporare la tecnologia blockchain nella catena di elaborazione dei dati di osservazione della Terra. 3IPK e Thales Alenia Space svilupperanno una soluzione di cybersicurezza progettata per garantire la tracciabilità e l’integrità dei dati EO mediante firme digitali uniche. Gli stakeholder della catena di elaborazione saranno così in grado di identificare con sicurezza la provenienza dei dati, rendendo più facile contrastare la crescente minaccia di immagini satellitari falsificate. Una versione iniziale di questa soluzione sarà consegnata all’ESA nei primi sei mesi del 2024.

Fonte: Analisidifesa.it

Nasce la Fondazione per la decarbonizzazione del trasporto aereo

Nasce la Fondazione per la decarbonizzazione del trasporto aereo

Nasce la Fondazione per la decarbonizzazione del trasporto aereo, una evoluzione dell’omonimo Patto che riunisce i principali player industriali, stakeholder istituzionali, associazioni di categoria e terzo settore, con l’obiettivo di portare il comparto alla transizione green e alla neutralità climatica entro il 2050.

La nuova Fondazione avrà lo scopo di traghettare il settore del trasporto aereo verso gli obiettivi di sostenibilità 2030-2050. “La Fondazione ci permetterà di dare ancor più riconoscibilità, autonomia e risorse a un lavoro che sta già dando risultati concreti,” ha spiegato Marco Troncone, AD di Aeroporti di Roma, che ha aggiunto:

“questa evoluzione nasce dalla visione di inclusività e compattezza che condividiamo con i principali aderenti al Patto, nonché dalla comune volontà di rendere il percorso che abbiamo intrapreso sempre più solido, investendo maggiori risorse”. “Si tratta – ha aggiunto Troncone – di un lavoro di sistema complesso poiché coinvolge, oltre ai settori direttamente più legati all’aeronautica e all’aviazione, anche altri attori industriali dai quali la transizione green dipende in larga parte come, per esempio, il settore oil and gas per la produzione di carburanti sostenibili o manufacturing per la produzione di aeromobili”.

Fonte: Formiche.net

Nasce la Fondazione per la decarbonizzazione del trasporto aereo, una evoluzione dell’omonimo Patto che riunisce i principali player industriali, stakeholder istituzionali, associazioni di categoria e terzo settore, con l’obiettivo di portare il comparto alla transizione green e alla neutralità climatica entro il 2050.

La nuova Fondazione avrà lo scopo di traghettare il settore del trasporto aereo verso gli obiettivi di sostenibilità 2030-2050. “La Fondazione ci permetterà di dare ancor più riconoscibilità, autonomia e risorse a un lavoro che sta già dando risultati concreti,” ha spiegato Marco Troncone, AD di Aeroporti di Roma, che ha aggiunto: “questa evoluzione nasce dalla visione di inclusività e compattezza che condividiamo con i principali aderenti al Patto, nonché dalla comune volontà di rendere il percorso che abbiamo intrapreso sempre più solido, investendo maggiori risorse”. “Si tratta – ha aggiunto Troncone – di un lavoro di sistema complesso poiché coinvolge, oltre ai settori direttamente più legati all’aeronautica e all’aviazione, anche altri attori industriali dai quali la transizione green dipende in larga parte come, per esempio, il settore oil and gas per la produzione di carburanti sostenibili o manufacturing per la produzione di aeromobili”.

Fonte: Formiche.net

A Livorno il biocarburante per gli aerei. L’Eni: “E’ la nuova energia per il futuro”

A Livorno il biocarburante per gli aerei. L’Eni: “E’ la nuova energia per il futuro”

Un’ottima giornata in cui, ancora una volta, sono stati messi a confronto i diversi soggetti della filiera del trasporto aereo per dibattere le soluzioni migliori per decarbonizzare. Eni condivide l’importanza strategica del Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo e della fondazione quale strumento di cooperazione tra i diversi soggetti che possono contribuire in modo pragmatico e concreto alla decarbonizzazione del settore”.

Lo ha detto Giuseppe Ricci, direttore generale Energy Evolution di Eni, intervenendo al Congresso per il Patto per la Decarbonizzazione del trasporto aereo.

“Il sostegno con il Saf (Sustainable aviation fuels) – ha aggiunto – rappresenta una pietra miliare ed un’area su cui investire e come Eni vi stiamo investendo. La nascita di una Fondazione è assai positiva perché rende più razionale e continuativa l’attività che abbiamo avviato con Adr fin da oltre un anno.

Spinge ancora di più il percorso di Decarbonizzazione, nel modo più efficace possibile. Eni, che già dal 2022 produce e commercializza biojet nella raffineria di Livorno distillando le bio-componenti prodotte nella bioraffineria di Gela, si è posta l’obiettivo di produrne fino a 300.000 tonnellate l’anno dal 2025, tre volte l’obbligo che dovrà osservare tutta l’Italia, certa che il SAF sia l’unico carburante al momento disponibile per ridurre le emissioni dell’aviazione. Il Saf può essere utilizzato usando le stesse infrastrutture, gli stessi aeromobili, sino a percentuali molto elevate senza altri tipi d’intervento e d’investimento. Contiamo al 2030 di essere in grado di produrre fino ad 1 milione di Saf a livello mondiale, anche nelle altre installazioni che stiamo realizzando nei mercati mondiali”, ha concluso.

Fonte: iltelegrafolivorno.it

Un’ottima giornata in cui, ancora una volta, sono stati messi a confronto i diversi soggetti della filiera del trasporto aereo per dibattere le soluzioni migliori per decarbonizzare. Eni condivide l’importanza strategica del Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo e della fondazione quale strumento di cooperazione tra i diversi soggetti che possono contribuire in modo pragmatico e concreto alla decarbonizzazione del settore”.

Lo ha detto Giuseppe Ricci, direttore generale Energy Evolution di Eni, intervenendo al Congresso per il Patto per la Decarbonizzazione del trasporto aereo.

“Il sostegno con il Saf (Sustainable aviation fuels) – ha aggiunto – rappresenta una pietra miliare ed un’area su cui investire e come Eni vi stiamo investendo. La nascita di una Fondazione è assai positiva perché rende più razionale e continuativa l’attività che abbiamo avviato con Adr fin da oltre un anno. Spinge ancora di più il percorso di Decarbonizzazione, nel modo più efficace possibile. Eni, che già dal 2022 produce e commercializza biojet nella raffineria di Livorno distillando le bio-componenti prodotte nella bioraffineria di Gela, si è posta l’obiettivo di produrne fino a 300.000 tonnellate l’anno dal 2025, tre volte l’obbligo che dovrà osservare tutta l’Italia, certa che il SAF sia l’unico carburante al momento disponibile per ridurre le emissioni dell’aviazione. Il Saf può essere utilizzato usando le stesse infrastrutture, gli stessi aeromobili, sino a percentuali molto elevate senza altri tipi d’intervento e d’investimento. Contiamo al 2030 di essere in grado di produrre fino ad 1 milione di Saf a livello mondiale, anche nelle altre installazioni che stiamo realizzando nei mercati mondiali”, ha concluso.

Fonte: iltelegrafolivorno.it

Trenitalia, con l’alta velocità la domanda di mobilità è cresciuta del 200% in 10 anni

Trenitalia, con l’alta velocità la domanda di mobilità è cresciuta del 200% in 10 anni

L’alta velocità ferroviaria fa crescere la domanda di mobilità in Italia e porta il mercato ad espandersi anche in altri Paesi europei. È quanto emerge dal dibattito “High-Speed Rail Crossing Borders”, organizzato al Parlamento Europeo di Bruxelles. Un’occasione che l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato (FS), Luigi Ferraris, ha sfruttato per fare il punto sullo sviluppo dell’alta velocità in Italia e in Europa

Forte dei risultati in Italia, il gruppo FS ha deciso di portare il proprio know how anche in altri paesi d’Europa, continente considerato da Ferrovie dello Stato come il proprio mercato domestico.

Dal dicembre 2021, Trenitalia France «è stata il primo operatore internazionale a lanciare i propri collegamenti ad alta velocità nel mercato francese tra Parigi e Milano via Lione». Mentre in Spagna ILSA (partnership tra Trenitalia, Air Nostrum e Globalvia) ha avviato con Iryo (principale operatore ferroviario privato ad alta velocità in Spagna)

i servizi con il Frecciarossa: da novembre 2022, «si sta progressivamente espandendo fino a un totale di 70 collegamenti giornalieri sui tre corridoi principali del paese: Madrid-Barcellona; Madrid-Valencia/Alicante; Madrid-Malaga/Siviglia, con l’obiettivo anche di connettere Lisbona a Madrid e La Coruña».
Le prospettive sono incoraggianti. «Stiamo registrando risultati molto positivi, con un tasso di riempimento dei treni superiore al 70%, una riduzione dei prezzi medi dei biglietti e alti livelli di soddisfazione dei clienti», ha aggiunto Ferraris. Tanto che il processo di internazionalizzazione ha nuove prospettive di sviluppo: «Abbiamo in programma di lanciare più servizi internazionali, ad esempio da Parigi a Barcellona, da Parigi a Bruxelles-Amsterdam e infine a Berlino. Inoltre, Trenitalia con Deutsche Bahn, lancerà due distinte connessioni da Roma e Milano a Monaco entro il 2026, con una possibile espansione verso Berlino».

Fonte: Corriere.it

L’alta velocità ferroviaria fa crescere la domanda di mobilità in Italia e porta il mercato ad espandersi anche in altri Paesi europei. È quanto emerge dal dibattito “High-Speed Rail Crossing Borders”, organizzato al Parlamento Europeo di Bruxelles. Un’occasione che l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato (FS), Luigi Ferraris, ha sfruttato per fare il punto sullo sviluppo dell’alta velocità in Italia e in Europa

Forte dei risultati in Italia, il gruppo FS ha deciso di portare il proprio know how anche in altri paesi d’Europa, continente considerato da Ferrovie dello Stato come il proprio mercato domestico.

Dal dicembre 2021, Trenitalia France «è stata il primo operatore internazionale a lanciare i propri collegamenti ad alta velocità nel mercato francese tra Parigi e Milano via Lione». Mentre in Spagna ILSA (partnership tra Trenitalia, Air Nostrum e Globalvia) ha avviato con Iryo (principale operatore ferroviario privato ad alta velocità in Spagna) i servizi con il Frecciarossa: da novembre 2022, «si sta progressivamente espandendo fino a un totale di 70 collegamenti giornalieri sui tre corridoi principali del paese: Madrid-Barcellona; Madrid-Valencia/Alicante; Madrid-Malaga/Siviglia, con l’obiettivo anche di connettere Lisbona a Madrid e La Coruña».
Le prospettive sono incoraggianti. «Stiamo registrando risultati molto positivi, con un tasso di riempimento dei treni superiore al 70%, una riduzione dei prezzi medi dei biglietti e alti livelli di soddisfazione dei clienti», ha aggiunto Ferraris. Tanto che il processo di internazionalizzazione ha nuove prospettive di sviluppo: «Abbiamo in programma di lanciare più servizi internazionali, ad esempio da Parigi a Barcellona, da Parigi a Bruxelles-Amsterdam e infine a Berlino. Inoltre, Trenitalia con Deutsche Bahn, lancerà due distinte connessioni da Roma e Milano a Monaco entro il 2026, con una possibile espansione verso Berlino».

Fonte: Corriere.it

Station F dà il benvenuto a una “Casa del Quantico” per federare l’ecosistema francese

Station F dà il benvenuto a una “Casa del Quantico” per federare l’ecosistema francese

Una nuova tappa nella strutturazione dell’ecosistema quantistico in Francia. Alla Station F è stato ufficialmente lanciato un programma dedicato esclusivamente all’informatica quantistica. Chiamato “la Maison du Quantique”, mira a riunire le varie componenti del settore (accademici, start-up, industria, talenti e investitori) per accelerare lo sviluppo dell’ecosistema francese.

Sotto il tetto dell’enorme Halle Freyssinet, non lontano dalla BNF di Parigi, la Maison du Quantique riunirà una decina di start-up chiave del settore in Francia, tra cui Pasqal, che ha completato un round di finanziamento da 100 milioni di euro all’inizio di quest’anno, Quandela e Alice & Bob. “L’inaugurazione di questa prima Maison du Quantique è un momento fondamentale per l’ecosistema quantistico francese.

Questo spazio condiviso per le start-up e l’industria contribuirà a promuovere e rafforzare le sinergie tra i vari attori dell’ecosistema”, afferma Valérian Giesz, CEO di Quandela. Nell’ambito di questo nuovo programma, 45 postazioni di lavoro della Stazione F saranno dedicate ai team di ricerca delle start-up e ai tesisti dei gruppi industriali partner. Tra questi, Boston Consulting Group, EDF, Eviden (Atos), Janssen, OVHcloud e Thales. “L’informatica quantistica ha bisogno di interdisciplinarità, perché né i produttori di hardware, né gli accademici, né gli industriali hanno la visione a 360 gradi necessaria per l’emergere di un’informatica quantistica utile”, afferma Stéphane Tanguy, responsabile dei servizi e delle tecnologie informatiche di R&S presso EDF.

Fonte Maddyness.com: Maxence Fabrion.

Una nuova tappa nella strutturazione dell’ecosistema quantistico in Francia. Alla Station F è stato ufficialmente lanciato un programma dedicato esclusivamente all’informatica quantistica. Chiamato “la Maison du Quantique“, mira a riunire le varie componenti del settore (accademici, start-up, industria, talenti e investitori) per accelerare lo sviluppo dell’ecosistema francese.

Sotto il tetto dell’enorme Halle Freyssinet, non lontano dalla BNF di Parigi, la Maison du Quantique riunirà una decina di start-up chiave del settore in Francia, tra cui Pasqal, che ha completato un round di finanziamento da 100 milioni di euro all’inizio di quest’anno, Quandela e Alice & Bob. “L’inaugurazione di questa prima Maison du Quantique è un momento fondamentale per l’ecosistema quantistico francese. Questo spazio condiviso per le start-up e l’industria contribuirà a promuovere e rafforzare le sinergie tra i vari attori dell’ecosistema”, afferma Valérian Giesz, CEO di Quandela. Nell’ambito di questo nuovo programma, 45 postazioni di lavoro della Stazione F saranno dedicate ai team di ricerca delle start-up e ai tesisti dei gruppi industriali partner. Tra questi, Boston Consulting Group, EDF, Eviden (Atos), Janssen, OVHcloud e Thales. “L’informatica quantistica ha bisogno di interdisciplinarità, perché né i produttori di hardware, né gli accademici, né gli industriali hanno la visione a 360 gradi necessaria per l’emergere di un’informatica quantistica utile”, afferma Stéphane Tanguy, responsabile dei servizi e delle tecnologie informatiche di R&S presso EDF.

Fonte Maddyness.com: Maxence Fabrion.

ADR acquista 5.000 litri di carburante verde, per una riduzione tra il 60 e il 90% delle emissioni di CO2 rispetto al carburante tradizionale

ADR acquista 5.000 litri di carburante verde, per una riduzione tra il 60 e il 90% delle emissioni di CO2 rispetto al carburante tradizionale

Aeroporti di Roma (ADR) ha rafforzato la collaborazione con Eni per la decarbonizzazione del settore aereo e per accelerare il processo di transizione ecologica degli aeroporti, grazie all’acquisto di Biofuel che permette una consistente riduzione delle emissioni.

Dalla bioraffineria Eni di Venezia è giunto all’aeroporto di Fiumicino un carico di 5mila litri di biocarburante idrogenato HVO puro usato nei mezzi della società ADR Assistance per la movimentazione dei passeggeri a ridotta mobilità in ambito aeroportuale. L’HVO è un biocarburante di elevata qualità di origine vegetale e da scarti, prodotto attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining™ nelle bioraffinerie Eni di Venezia e Gela, che consente di abbattere le emissioni di CO2 (calcolate lungo tutto il ciclo di vita) tra il 60 e il 90% rispetto al carburante tradizionale, in funzione della tipologia di carica biogenica. 

L’accordo tra Eni e ADR è già attivo per le forniture di carburanti sostenibili alternativi per l’aviazione (Sustainable Aviation Fuel o SAF) prodotti nella raffineria Eni a Taranto tramite processo di co-feeding, co-alimentando gli impianti convenzionali con quote allo 0,5% di oli alimentari usati e di frittura. Si tratta di un’ulteriore accelerazione di Aeroporti di Roma sul fronte della sostenibilità dopo che lo scalo di Fiumicino, primo polo aeroportuale italiano, ha ottenuto come primo aeroporto in Europa la più alta certificazione Airport Carbon Accreditation 4+ “Transition” di ACI Europe sulla riduzione di CO2. 

Fonte www.mundys.com

Aeroporti di Roma (ADR) ha rafforzato la collaborazione con Eni per la decarbonizzazione del settore aereo e per accelerare il processo di transizione ecologica degli aeroporti, grazie all’acquisto di Biofuel che permette una consistente riduzione delle emissioni.

Dalla bioraffineria Eni di Venezia è giunto all’aeroporto di Fiumicino un carico di 5mila litri di biocarburante idrogenato HVO puro usato nei mezzi della società ADR Assistance per la movimentazione dei passeggeri a ridotta mobilità in ambito aeroportuale. L’HVO è un biocarburante di elevata qualità di origine vegetale e da scarti, prodotto attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining™ nelle bioraffinerie Eni di Venezia e Gela, che consente di abbattere le emissioni di CO2 (calcolate lungo tutto il ciclo di vita) tra il 60 e il 90% rispetto al carburante tradizionale, in funzione della tipologia di carica biogenica. 

L’accordo tra Eni e ADR è già attivo per le forniture di carburanti sostenibili alternativi per l’aviazione (Sustainable Aviation Fuel o SAF) prodotti nella raffineria Eni a Taranto tramite processo di co-feeding, co-alimentando gli impianti convenzionali con quote allo 0,5% di oli alimentari usati e di frittura. Si tratta di un’ulteriore accelerazione di Aeroporti di Roma sul fronte della sostenibilità dopo che lo scalo di Fiumicino, primo polo aeroportuale italiano, ha ottenuto come primo aeroporto in Europa la più alta certificazione Airport Carbon Accreditation 4+ “Transition” di ACI Europe sulla riduzione di CO2. 

Fonte www.mundys.com

Leonardo, ecco come Mbda punta sull’intercettore Hydis Aquila contro missili ipersonici

Leonardo, ecco come Mbda punta sull’intercettore Hydis Aquila contro missili ipersonici

Al via Hydis Aquila, il progetto di ricerca per intercettore contro i missili ipersonici

È quanto ha annunciato Giovanni Soccodato, Amministratore Delegato di Mbda Italia, durante l’audizione della Commissione Difesa della Camera sulla produzione di beni e servizi per la dotazione di mezzi del settore della Difesa.

In occasione del Paris Air Show, il gruppo missilistico europeo composto da Airbus (37,5%), BAE Systems (37,5%) e Leonardo (25%), aveva rivelato un nuovo concetto di intercettore missilistico ipersonico, soprannominato Aquila, come parte dei piani per mettere in campo una capacità di intercettore endo-atmosferico nel 2030. A fine luglio 2022 la Commissione europea aveva annunciato i risultati dei bandi del Fondo europeo per la difesa (Edf). 

Mbda aveva presentato un’offerta per ricevere fondi Edf per costruire un intercettore nel 2022 con il soprannome di HYDIS. Aquila, il risultato di cinque anni di ricerca interna, rientra attualmente in una fase concettuale triennale da 80 milioni di euro finanziata dal Fondo europeo per la difesa. A livello industriale è sostenuto  dallo studio di intercettazione della difesa ipersonica condotto da Mbda (HYDIS ), che coinvolge 19 partner industriali e 30 subappaltatori di 14 paesi europei.

Fonte Startmag.it : Chiara Rossi

Al via Hydis Aquila, il progetto di ricerca per intercettore contro i missili ipersonici

È quanto ha annunciato Giovanni Soccodato, Amministratore Delegato di Mbda Italia, durante l’audizione della Commissione Difesa della Camera sulla produzione di beni e servizi per la dotazione di mezzi del settore della Difesa.

In occasione del Paris Air Show, il gruppo missilistico europeo composto da Airbus (37,5%), BAE Systems (37,5%) e Leonardo (25%), aveva rivelato un nuovo concetto di intercettore missilistico ipersonico, soprannominato Aquila, come parte dei piani per mettere in campo una capacità di intercettore endo-atmosferico nel 2030. A fine luglio 2022 la Commissione europea aveva annunciato i risultati dei bandi del Fondo europeo per la difesa (Edf).  Mbda aveva presentato un’offerta per ricevere fondi Edf per costruire un intercettore nel 2022 con il soprannome di HYDIS. Aquila, il risultato di cinque anni di ricerca interna, rientra attualmente in una fase concettuale triennale da 80 milioni di euro finanziata dal Fondo europeo per la difesa. A livello industriale è sostenuto  dallo studio di intercettazione della difesa ipersonica condotto da Mbda (HYDIS ), che coinvolge 19 partner industriali e 30 subappaltatori di 14 paesi europei.

Fonte Startmag.it : Chiara Rossi

Edison festeggia i 140 anni: obiettivi sono raddoppio Ebitda al 2030 e più transizione energetica.

Edison festeggia i 140 anni: obiettivi sono raddoppio Ebitda al 2030 e più transizione energetica.

Nel 140esimo anniversario dall’avvio delle attività, Edison guarda avanti e presenta la strategia di sviluppo al 2030 e le ambizioni al 2040, volte a consolidare l’impegno nella transizione ecologica a supporto dei clienti e nella sicurezza e autonomia del sistema energetico nazionale.

“140 anni fa abbiamo avviato il processo di elettrificazione del Paese e abbiamo inaugurato una nuova era. Oggi siamo un leader della transizione energetica e la nostra storia di primati ci ha abituati a contribuire con responsabilità al futuro del Paese per garantire sempre la sicurezza, la stabilità e l’autonomia del sistema energetico nazionale a beneficio di tutti i nostri clienti – dichiara Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison -. Questo significa guardare sempre avanti e compiere oggi scelte coraggiose stimolando tutti gli attori a un confronto serio e ispirato alla neutralità tecnologica, che integra sicurezza e indipendenza del sistema con sostenibilità economica ed ambientale.

Per questo, Edison continua a investire in innovazione per creare nuove filiere italiane ed europee nella transizione ecologica assicurando che il passaggio alla nuova era sia un’opportunità di progresso per tutti”.
Edison accelera il percorso dell’Italia nella transizione energetica attraverso un piano che prevede investimenti per 10 miliardi di euro tra il 2023 e il 2030, di cui l’85% in linea con i Sustainable Development Goals (SDG’s) dell’Organizzazione delle NazioniUnite. Con questo piano il Gruppo ha l’obiettivo di raddoppiare l’EBITDA in una forchetta tra 2 e 2,2 miliardi di euro al 2030 rispetto a 1,1 miliardi di euro nel 2022. Questo obiettivo verrà raggiunto grazie a un significativo cambiamento del portafoglio industriale che porterà le attività a emissioni dirette nulle o quasi nulle a rappresentare il 70% dell’EBITDA rispetto alla media dell’ultimo triennio pari al 35%.

Fonte : www.ageei.eu

Nel 140esimo anniversario dall’avvio delle attività, Edison guarda avanti e presenta la strategia di sviluppo al 2030 e le ambizioni al 2040, volte a consolidare l’impegno nella transizione ecologica a supporto dei clienti e nella sicurezza e autonomia del sistema energetico nazionale.

“140 anni fa abbiamo avviato il processo di elettrificazione del Paese e abbiamo inaugurato una nuova era. Oggi siamo un leader della transizione energetica e la nostra storia di primati ci ha abituati a contribuire con responsabilità al futuro del Paese per garantire sempre la sicurezza, la stabilità e l’autonomia del sistema energetico nazionale a beneficio di tutti i nostri clienti – dichiara Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison -. Questo significa guardare sempre avanti e compiere oggi scelte coraggiose stimolando tutti gli attori a un confronto serio e ispirato alla neutralità tecnologica, che integra sicurezza e indipendenza del sistema con sostenibilità economica ed ambientale. Per questo, Edison continua a investire in innovazione per creare nuove filiere italiane ed europee nella transizione ecologica assicurando che il passaggio alla nuova era sia un’opportunità di progresso per tutti”.
Edison accelera il percorso dell’Italia nella transizione energetica attraverso un piano che prevede investimenti per 10 miliardi di euro tra il 2023 e il 2030, di cui l’85% in linea con i Sustainable Development Goals (SDG’s) dell’Organizzazione delle NazioniUnite. Con questo piano il Gruppo ha l’obiettivo di raddoppiare l’EBITDA in una forchetta tra 2 e 2,2 miliardi di euro al 2030 rispetto a 1,1 miliardi di euro nel 2022. Questo obiettivo verrà raggiunto grazie a un significativo cambiamento del portafoglio industriale che porterà le attività a emissioni dirette nulle o quasi nulle a rappresentare il 70% dell’EBITDA rispetto alla media dell’ultimo triennio pari al 35%.

Fonte : www.ageei.eu

Banca Generali sta valutando l’acquisizione di piccole banche in Italia e in Svizzera

Banca Generali sta valutando l’acquisizione di piccole banche in Italia e in Svizzera

La banca privata italiana Banca Generali è pronta a prendere in considerazione acquisizioni di piccole banche e family office in Italia e in Svizzera, ha dichiarato lunedì il suo amministratore delegato Gian Maria Mossa.

Banca Generali, che è controllata al 50% dal principale assicuratore italiano Assicurazioni Generali, ha ricevuto il via libera dall’autorità di vigilanza svizzera FINMA per operare come banca nel Paese, ha dichiarato Mossa in un’intervista al quotidiano svizzero Corriere del Ticino.

“La crescita organica resta la priorità, ma siamo aperti alle acquisizioni, sia in Italia che in Svizzera. Siamo interessati a piccole banche, ma anche a trust e family office”, ha dichiarato Mossa.

A febbraio, Banca Generali ha acquistato una partecipazione del 9,8% in Mainstreet Partners, una società di consulenza e valutazione ESG con sede a Londra.

Il mese scorso ha avviato trattative esclusive per l’acquisto del 30% di IRTOP Consulting, una boutique finanziaria specializzata nella consulenza per i mercati dei capitali (quotazioni in borsa) in Italia, ha dichiarato una fonte vicina alla situazione, confermando quanto riportato in precedenza dai media.

“La nostra posizione è quella di fare acquisizioni dove ci sono sostenibilità, trasparenza, una base di clienti adeguata e la possibilità di creare valore”, ha dichiarato Mossa.

Fonte : www.zone bourse.com

La banca privata italiana Banca Generali è pronta a prendere in considerazione acquisizioni di piccole banche e family office in Italia e in Svizzera, ha dichiarato lunedì il suo amministratore delegato Gian Maria Mossa.

Banca Generali, che è controllata al 50% dal principale assicuratore italiano Assicurazioni Generali, ha ricevuto il via libera dall’autorità di vigilanza svizzera FINMA per operare come banca nel Paese, ha dichiarato Mossa in un’intervista al quotidiano svizzero Corriere del Ticino.

“La crescita organica resta la priorità, ma siamo aperti alle acquisizioni, sia in Italia che in Svizzera. Siamo interessati a piccole banche, ma anche a trust e family office”, ha dichiarato Mossa.

A febbraio, Banca Generali ha acquistato una partecipazione del 9,8% in Mainstreet Partners, una società di consulenza e valutazione ESG con sede a Londra.

Il mese scorso ha avviato trattative esclusive per l’acquisto del 30% di IRTOP Consulting, una boutique finanziaria specializzata nella consulenza per i mercati dei capitali (quotazioni in borsa) in Italia, ha dichiarato una fonte vicina alla situazione, confermando quanto riportato in precedenza dai media.

“La nostra posizione è quella di fare acquisizioni dove ci sono sostenibilità, trasparenza, una base di clienti adeguata e la possibilità di creare valore”, ha dichiarato Mossa.

Fonte : www.zone bourse.com

La Marina francese e quella italiana intensificheranno la loro cooperazione in materia di prontezza operativa

La Marina francese e quella italiana intensificheranno la loro cooperazione in materia di prontezza operativa

In occasione della sua prima audizione davanti all’Assemblea nazionale francese in qualità di Capo di Stato Maggiore della Marina francese [CEMM], l’ammiraglio Nicolas Vaujour ha sottolineato l’importanza dei partenariati, spiegando che essi contribuiscono a “cementare” la potenza navale.

“Tendiamo a presentare la potenza navale in termini di tre pilastri: numeri, tecnologia e know-how. In realtà, le partnership rafforzano il potere navale. Se sei da solo con molte navi, molta tecnologia e molto know-how, senza partnership non sei un grande giocatore, perché i tuoi partner ti porteranno qualcosa di più della semplice massa”, ha spiegato l’ammiraglio Vaujour che, non appena ha assunto il suo nuovo incarico, si è impegnato ad aumentare i contatti con le sue controparti in altri Paesi. Durante la sua audizione, l’ammiraglio Vaujour ha confidato di aver incontrato due volte in un mese il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Enrico Credendino, e l’ammiraglio Ben Key, First Sea Lord (comandante della Royal Navy). “Questo dimostra quanto tutti noi abbiamo gli stessi problemi, le stesse ambizioni e le stesse sfide quando guardiamo al nostro territorio”, ha detto ai parlamentari presenti alla sua audizione.

Detto questo, date le questioni specifiche del Mediterraneo (tensioni legate allo sfruttamento del gas naturale, dispute territoriali, affermazione di alcune potenze, rivalità tra diversi Paesi, crisi migratoria, traffici illeciti, rischi terroristici, ecc.) Francia e Italia condividono le stesse preoccupazioni. E questo si rifletterà sulla prontezza operativa delle rispettive forze navali nella “fascia alta dello spettro”.

Gli italiani hanno una “marina molto bella e utilizzano molto bene le loro attrezzature. E noi vogliamo svolgere insieme le nostre esercitazioni di preparazione operativa al top dello spettro”, ha annunciato l’ammiraglio Vaujour.

Fonte www.Opex360.com : Laurent Lagneau

In occasione della sua prima audizione davanti all’Assemblea nazionale francese in qualità di Capo di Stato Maggiore della Marina francese [CEMM], l’ammiraglio Nicolas Vaujour ha sottolineato l’importanza dei partenariati, spiegando che essi contribuiscono a “cementare” la potenza navale.

“Tendiamo a presentare la potenza navale in termini di tre pilastri: numeri, tecnologia e know-how. In realtà, le partnership rafforzano il potere navale. Se sei da solo con molte navi, molta tecnologia e molto know-how, senza partnership non sei un grande giocatore, perché i tuoi partner ti porteranno qualcosa di più della semplice massa”, ha spiegato l’ammiraglio Vaujour che, non appena ha assunto il suo nuovo incarico, si è impegnato ad aumentare i contatti con le sue controparti in altri Paesi. Durante la sua audizione, l’ammiraglio Vaujour ha confidato di aver incontrato due volte in un mese il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Enrico Credendino, e l’ammiraglio Ben Key, First Sea Lord (comandante della Royal Navy). “Questo dimostra quanto tutti noi abbiamo gli stessi problemi, le stesse ambizioni e le stesse sfide quando guardiamo al nostro territorio”, ha detto ai parlamentari presenti alla sua audizione.

Detto questo, date le questioni specifiche del Mediterraneo (tensioni legate allo sfruttamento del gas naturale, dispute territoriali, affermazione di alcune potenze, rivalità tra diversi Paesi, crisi migratoria, traffici illeciti, rischi terroristici, ecc.) Francia e Italia condividono le stesse preoccupazioni. E questo si rifletterà sulla prontezza operativa delle rispettive forze navali nella “fascia alta dello spettro“.

Gli italiani hanno una “marina molto bella e utilizzano molto bene le loro attrezzature. E noi vogliamo svolgere insieme le nostre esercitazioni di preparazione operativa al top dello spettro”, ha annunciato l’ammiraglio Vaujour.

Fonte www.Opex360.com : Laurent Lagneau

Bonaccini riceve l’ambasciatore di Francia Martin Briens

Bonaccini riceve l’ambasciatore di Francia Martin Briens.

Aumentare il commercio e gli investimenti reciproci in settori chiave delle rispettive economie. Rafforzare la cooperazione nei settori dell’agricoltura, dell’istruzione e della formazione, della gioventù, della sanità e degli affari sociali nell’ambito di accordi storici con le regioni francesi della Nuova Aquitania e del Pays de la Loire. Ampliare il partenariato strategico con il Paese d’Oltralpe nei settori della politica energetica, della lotta al cambiamento climatico e dell’aerospazio. Sono questi i punti di convergenza emersi dall’incontro che si è tenuto oggi nel bolognese tra il presidente Stefano Bonaccini e l’ambasciatore francese Martin Briens, accompagnato dal console generale di Francia a Milano, François Bonet, e dal capo di gabinetto dell’ambasciata, Pauline Le Louargant.

Bonaccini ha sottolineato che “Italia e Francia sono membri fondatori dell’UE, condividono lo stesso ideale europeo e sono legati da uno stretto partenariato economico e commerciale.

E la nostra regione ha legami forti e radicati con due importanti regioni francesi, la Nuova Aquitania e il Pays de la Loire. È una collaborazione che vogliamo rafforzare, in particolare nei settori in cui le sfide devono essere affrontate ora e negli anni a venire, dalla politica energetica alla digitalizzazione, dalla lotta al cambiamento climatico alle prospettive future di sviluppo del trasporto aereo e del trasporto aereo. I viaggi nello spazio, in vista di progetti comuni di ricerca e innovazione. Senza dimenticare lo sport, con un evento davvero storico come la partenza del Tour de France per la prima volta dall’Italia nel 2024, con la Grand Depart da Firenze/Emilia-Romagna e la nostra regione che ospiterà tre tappe: un’occasione eccezionale per la visibilità internazionale dei nostri territori e delle nostre comunità.”

Fonte www-romandie-guide.ch : Gerardo Artiga

Aumentare il commercio e gli investimenti reciproci in settori chiave delle rispettive economie. Rafforzare la cooperazione nei settori dell’agricoltura, dell’istruzione e della formazione, della gioventù, della sanità e degli affari sociali nell’ambito di accordi storici con le regioni francesi della Nuova Aquitania e del Pays de la Loire. Ampliare il partenariato strategico con il Paese d’Oltralpe nei settori della politica energetica, della lotta al cambiamento climatico e dell’aerospazio. Sono questi i punti di convergenza emersi dall’incontro che si è tenuto oggi nel bolognese tra il presidente Stefano Bonaccini e l’ambasciatore francese Martin Briens, accompagnato dal console generale di Francia a Milano, François Bonet, e dal capo di gabinetto dell’ambasciata, Pauline Le Louargant.

Bonaccini ha sottolineato che “Italia e Francia sono membri fondatori dell’UE, condividono lo stesso ideale europeo e sono legati da uno stretto partenariato economico e commerciale. E la nostra regione ha legami forti e radicati con due importanti regioni francesi, la Nuova Aquitania e il Pays de la Loire. È una collaborazione che vogliamo rafforzare, in particolare nei settori in cui le sfide devono essere affrontate ora e negli anni a venire, dalla politica energetica alla digitalizzazione, dalla lotta al cambiamento climatico alle prospettive future di sviluppo del trasporto aereo e del trasporto aereo. I viaggi nello spazio, in vista di progetti comuni di ricerca e innovazione. Senza dimenticare lo sport, con un evento davvero storico come la partenza del Tour de France per la prima volta dall’Italia nel 2024, con la Grand Depart da Firenze/Emilia-Romagna e la nostra regione che ospiterà tre tappe: un’occasione eccezionale per la visibilità internazionale dei nostri territori e delle nostre comunità.”

Fonte www-romandie-guide.ch : Gerardo Artiga

La Francia “concretizza il suo slancio nucleare” all’OCSE

La Francia “concretizza il suo slancio nucleare” all’OCSE

Diversi leader mondiali si sono riuniti a Parigi il 28 e 29 settembre presso l’OCSE, su iniziativa della Francia, per accelerare il finanziamento del nucleare e discutere di una cooperazione internazionale a lungo termine che escluda la Russia dal gioco.

“È la prima volta in 13 anni che così tanti ministri si riuniscono per un evento dell’Agenzia per l’energia nucleare (NEA)”, ha spiegato la Pannier-Runacher, che ha co-presieduto l’evento insieme al direttore generale dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE, William D. Magwood, IV, durante una conferenza stampa.

Erano rappresentati 21 Paesi, di cui 15 europei – Bulgaria, Romania, Paesi Bassi, Polonia, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ucraina e Regno Unito – oltre a Turchia, Corea del Sud, Giappone, Ghana e Stati Uniti.

All’ordine del giorno: tabelle di marcia su finanziamenti, innovazione, catena di approvvigionamento, carburanti e coordinamento tra industria e governo.

Alle discussioni hanno preso parte anche una trentina di leader del settore. Venerdì scorso, diverse associazioni che li rappresentano hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede la riqualificazione dell’energia nucleare. È un momento opportuno per il ministro francese per la Transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher. Con le conseguenze della guerra in Ucraina sulle forniture energetiche, alcuni Stati membri dell’UE, come i Paesi Bassi e l’Italia, che in precedenza si opponevano alla riqualificazione dell’energia nucleare, si sono ricordati dei vantaggi del nucleare.

Fonte : Euractiv.fr

Diversi leader mondiali si sono riuniti a Parigi il 28 e 29 settembre presso l’OCSE, su iniziativa della Francia, per accelerare il finanziamento del nucleare e discutere di una cooperazione internazionale a lungo termine che escluda la Russia dal gioco.

“È la prima volta in 13 anni che così tanti ministri si riuniscono per un evento dell’Agenzia per l’energia nucleare (NEA)”, ha spiegato la Pannier-Runacher, che ha co-presieduto l’evento insieme al direttore generale dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE, William D. Magwood, IV, durante una conferenza stampa.

Erano rappresentati 21 Paesi, di cui 15 europei – Bulgaria, Romania, Paesi Bassi, Polonia, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ucraina e Regno Unito – oltre a Turchia, Corea del Sud, Giappone, Ghana e Stati Uniti.

All’ordine del giorno: tabelle di marcia su finanziamenti, innovazione, catena di approvvigionamento, carburanti e coordinamento tra industria e governo.

Alle discussioni hanno preso parte anche una trentina di leader del settore. Venerdì scorso, diverse associazioni che li rappresentano hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede la riqualificazione dell’energia nucleare. È un momento opportuno per il ministro francese per la Transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher. Con le conseguenze della guerra in Ucraina sulle forniture energetiche, alcuni Stati membri dell’UE, come i Paesi Bassi e l’Italia, che in precedenza si opponevano alla riqualificazione dell’energia nucleare, si sono ricordati dei vantaggi del nucleare.

Fonte : Euractiv.fr

Stellantis: la Francia batte l’Italia con 24 nuovi modelli contro 13

Stellantis: la Francia batte l’Italia con 24 nuovi modelli contro 13

Nel primo semestre del 2023, la produzione italiana di Stellantis è aumentata di oltre il 15% rispetto al 2022, con oltre 400.000 veicoli (di cui quasi 300.000 automobili) prodotti. Fino al 2022, la produzione degli stabilimenti italiani e francesi dell’azienda era paragonabile, ma oggi sono previsti solo 13 nuovi modelli nel sito italiano di Stivale tra il 2024 e il 2026, rispetto ai 24 dei siti francesi nello stesso periodo, aumentando la competitività della filiale francese. Stellantis France è anche molto avanti nell’adattarsi agli sviluppi e alle innovazioni del settore automobilistico, con cinque siti in fase di conversione – rispetto a uno in Italia – e più di 1.200 brevetti registrati in Francia, rispetto ai 166 in Italia. Mentre in Italia i piani di investimento prevedono la futura apertura di tre nuove linee di produzione per i veicoli elettrici, la Francia ha già lanciato il suo progetto di cortocircuito, che consente a ogni stabilimento di produrre almeno un componente essenziale per la transizione energetica e l’innovazione tecnologica.

Allo stesso modo, a partire dal 2035, gli impianti in Francia produrranno solo veicoli elettrici o a idrogeno. Stellantis Italia deve assolutamente aumentare la produzione di veicoli a basse emissioni, in linea con le normative europee e visto il peso dell’azienda nell’intero settore (il 40% delle aziende di componentistica dipende da Stellantis). L’aumento della produzione di veicoli più ecologici rafforzerà anche l’impatto delle politiche di incentivazione sulla domanda. Il Green Campus di Mirafiori, che potrebbe aprire nel 2025, potrebbe riassumere 10.000 ex dipendenti. Oggi, in un momento di grande difficoltà per l’intero settore, è necessario un rapido programma di investimenti.

Fonte Corriere della Sera: Bianca Carretto

Nel primo semestre del 2023, la produzione italiana di Stellantis è aumentata di oltre il 15% rispetto al 2022, con oltre 400.000 veicoli (di cui quasi 300.000 automobili) prodotti. Fino al 2022, la produzione degli stabilimenti italiani e francesi dell’azienda era paragonabile, ma oggi sono previsti solo 13 nuovi modelli nel sito italiano di Stivale tra il 2024 e il 2026, rispetto ai 24 dei siti francesi nello stesso periodo, aumentando la competitività della filiale francese. Stellantis France è anche molto avanti nell’adattarsi agli sviluppi e alle innovazioni del settore automobilistico, con cinque siti in fase di conversione – rispetto a uno in Italia – e più di 1.200 brevetti registrati in Francia, rispetto ai 166 in Italia. Mentre in Italia i piani di investimento prevedono la futura apertura di tre nuove linee di produzione per i veicoli elettrici, la Francia ha già lanciato il suo progetto di cortocircuito, che consente a ogni stabilimento di produrre almeno un componente essenziale per la transizione energetica e l’innovazione tecnologica. Allo stesso modo, a partire dal 2035, gli impianti in Francia produrranno solo veicoli elettrici o a idrogeno. Stellantis Italia deve assolutamente aumentare la produzione di veicoli a basse emissioni, in linea con le normative europee e visto il peso dell’azienda nell’intero settore (il 40% delle aziende di componentistica dipende da Stellantis). L’aumento della produzione di veicoli più ecologici rafforzerà anche l’impatto delle politiche di incentivazione sulla domanda. Il Green Campus di Mirafiori, che potrebbe aprire nel 2025, potrebbe riassumere 10.000 ex dipendenti. Oggi, in un momento di grande difficoltà per l’intero settore, è necessario un rapido programma di investimenti.

Fonte Corriere della Sera: Bianca Carretto

Il braccio di ferro Lufthansa-Air France; in gioco il salvataggio di Ita

Il braccio di ferro Lufthansa-Air France; in gioco il salvataggio di Ita

Ma chi comanda l’antitrust europeo, i funzionari di Bruxelles o i francesi?” si sono chiesti la scorsa settimana il governo italiano, così come Lufthansa (entrambi coinvolti nel turnaround di Ita Airways) e Iag Airways (holding di British Airways, Vueling e Iberia), che da tempo spera di acquistare Air Europa. Sono tutti “ostaggio” della Direzione Generale della Concorrenza dell’UE, che frena il rafforzamento dello spazio aereo europeo, ufficialmente per proteggere i consumatori, ma ufficiosamente – ed è per questo che gli altri Paesi si lamentano – perché fa arrabbiare Air France-KLM, grande rivale di Lufthansa e British Airways e ancora molto influente nell’ufficio della Direzione della Concorrenza. Il caso Ita-Lufthansa rischia di impantanarsi perché l’Antitrust europeo ha avanzato nuove richieste specifiche ai tedeschi in materia di misure di compensazione.

Tre fonti consultate dal Corriere hanno riferito lunedì di uno scambio teso tra Roma, Francoforte e Bruxelles che, invece di facilitare gli investimenti, ha finito per rallentarli. Lufthansa teme che, sotto l’influenza francese, l’UE chieda così tante concessioni da rendere inutile l’investimento in Ita Airways.

In risposta, c’è chi, in accordo con il Ministero dell’Economia italiano, non esclude la possibilità che l’azienda tedesca prenda il 41% della società senza informare nessuno, per poi aggiustare la propria posizione in base alle reazioni. Un’entrata forzata, dunque, ma che segnalerebbe il disagio di italiani e tedeschi.

Fonte Corriere della Sera : Maddalena Berbenni

Ma chi comanda l’antitrust europeo, i funzionari di Bruxelles o i francesi?” si sono chiesti la scorsa settimana il governo italiano, così come Lufthansa (entrambi coinvolti nel turnaround di Ita Airways) e Iag Airways (holding di British Airways, Vueling e Iberia), che da tempo spera di acquistare Air Europa. Sono tutti “ostaggio” della Direzione Generale della Concorrenza dell’UE, che frena il rafforzamento dello spazio aereo europeo, ufficialmente per proteggere i consumatori, ma ufficiosamente – ed è per questo che gli altri Paesi si lamentano – perché fa arrabbiare Air France-KLM, grande rivale di Lufthansa e British Airways e ancora molto influente nell’ufficio della Direzione della Concorrenza. Il caso Ita-Lufthansa rischia di impantanarsi perché l’Antitrust europeo ha avanzato nuove richieste specifiche ai tedeschi in materia di misure di compensazione. Tre fonti consultate dal Corriere hanno riferito lunedì di uno scambio teso tra Roma, Francoforte e Bruxelles che, invece di facilitare gli investimenti, ha finito per rallentarli. Lufthansa teme che, sotto l’influenza francese, l’UE chieda così tante concessioni da rendere inutile l’investimento in Ita Airways.

In risposta, c’è chi, in accordo con il Ministero dell’Economia italiano, non esclude la possibilità che l’azienda tedesca prenda il 41% della società senza informare nessuno, per poi aggiustare la propria posizione in base alle reazioni. Un’entrata forzata, dunque, ma che segnalerebbe il disagio di italiani e tedeschi.

Fonte Corriere della Sera : Maddalena Berbenni

Cambio di comando della Forza Marittima Europea in Italia

Cambio di comando della Forza Marittima Europea in Italia

Il 26 settembre 2023, il viceammiraglio Christophe Cluzel, ammiraglio al comando della Forza d’azione navale (ALFAN), si è recato in Italia, a Civitavecchia, per partecipare alla cerimonia di cambio di comando di EUROMARFOR (Forza marittima europea) organizzata a bordo della nave italiana Garibaldi. Anche la fregata La Fayette Surcouf, in standby operativo nel porto italiano, ha preso parte all’evento.

L’ammiraglio Diaz del Rio, comandante della flotta spagnola, ha ceduto il comando di questa forza al viceammiraglio de Carolis, comandante della squadra navale italiana. Questo incontro è stata la prima occasione per il viceammiraglio Cluzel di incontrare i suoi omologhi delle marine partner.

EUROMARFOR è una forza navale non permanente comandata da Spagna, Italia, Portogallo e Francia con un mandato biennale a rotazione. Nell’ambito della politica di difesa e sicurezza dell’Unione europea, questa forza svolge principalmente missioni umanitarie, di mantenimento della pace, di pacificazione, di prevenzione delle crisi e di sicurezza marittima. Può anche essere dispiegata nell’ambito della NATO o su mandato di altre organizzazioni internazionali (come le Nazioni Unite). EUROMARFOR viene attivata 2 o 3 volte l’anno nell’ambito della partecipazione a programmi di addestramento operativo come Flotex, Spanish Minex e Olives Noires, o quando è necessario per operazioni nel mondo reale come Atalanta. La Francia assumerà nuovamente questo comando nel 2027.

Il 26 settembre 2023, il viceammiraglio Christophe Cluzel, ammiraglio al comando della Forza d’azione navale (ALFAN), si è recato in Italia, a Civitavecchia, per partecipare alla cerimonia di cambio di comando di EUROMARFOR (Forza marittima europea) organizzata a bordo della nave italiana Garibaldi. Anche la fregata La Fayette Surcouf, in standby operativo nel porto italiano, ha preso parte all’evento.

L’ammiraglio Diaz del Rio, comandante della flotta spagnola, ha ceduto il comando di questa forza al viceammiraglio de Carolis, comandante della squadra navale italiana. Questo incontro è stata la prima occasione per il viceammiraglio Cluzel di incontrare i suoi omologhi delle marine partner.

EUROMARFOR è una forza navale non permanente comandata da Spagna, Italia, Portogallo e Francia con un mandato biennale a rotazione. Nell’ambito della politica di difesa e sicurezza dell’Unione europea, questa forza svolge principalmente missioni umanitarie, di mantenimento della pace, di pacificazione, di prevenzione delle crisi e di sicurezza marittima. Può anche essere dispiegata nell’ambito della NATO o su mandato di altre organizzazioni internazionali (come le Nazioni Unite). EUROMARFOR viene attivata 2 o 3 volte l’anno nell’ambito della partecipazione a programmi di addestramento operativo come Flotex, Spanish Minex e Olives Noires, o quando è necessario per operazioni nel mondo reale come Atalanta. La Francia assumerà nuovamente questo comando nel 2027.

Paroles aux femmes in Italia: incontri franco-italiani sui diritti delle donne

Paroles aux femmes in Italia: incontri franco-italiani sui diritti delle donne

L’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut Français Italie mettono le donne al centro dell’attenzione quest’autunno. Le due istituzioni dedicano il loro tradizionale programma di incontri franco-italiani al tema dei diritti delle donne e delle pari opportunità. “Voce alle donne” si svolge dal 27 settembre al 21 dicembre 2023 in tutta Italia, da Milano a Palermo, passando per Bari, Napoli, Roma, Bologna, Firenze, Genova e Torino.

Il programma prevede più di 25 eventi – dialoghi, tavole rotonde, presentazioni di libri, proiezioni e giornate di studio – che daranno la possibilità a un vasto pubblico di incontrare ricercatrici, scrittrici, imprenditrici, attiviste e registe. L’obiettivo è quello di fornire una panoramica dell’attuale panorama della ricerca e dell’impegno femminista nei due Paesi.

L’Ambasciatore di Francia in Italia, Martin Briens, ha sottolineato che “le donne sono spesso le prime a essere esposte alle conseguenze dirette delle crisi, siano esse economiche, pandemiche o ormai internazionali. Questo è particolarmente vero perché svolgono un ruolo attivo nel rispondere agli shock che colpiscono le nostre società ed economie. L’uguaglianza tra uomini e donne è diventata fin dall’inizio una sfida importante per il governo francese, portata avanti dal presidente Macron che, insieme a UN Women, ne ha fatto una grande sfida globale su cui continuiamo a lavorare senza sosta”.

Il programma a Roma si intensificherà intorno al 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il 23 novembre, presso la Casa Internazionale delle donne di Roma, si terrà un incontro su violenza e femminicidio, con la partecipazione di Patrizia Romito e Christelle Taraud, coautrici del libro Féminicides, une histoire mondiale.

Fonte: Le Petitjournal.com

L’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut Français Italie mettono le donne al centro dell’attenzione quest’autunno. Le due istituzioni dedicano il loro tradizionale programma di incontri franco-italiani al tema dei diritti delle donne e delle pari opportunità. “Voce alle donne” si svolge dal 27 settembre al 21 dicembre 2023 in tutta Italia, da Milano a Palermo, passando per Bari, Napoli, Roma, Bologna, Firenze, Genova e Torino.

Il programma prevede più di 25 eventi – dialoghi, tavole rotonde, presentazioni di libri, proiezioni e giornate di studio – che daranno la possibilità a un vasto pubblico di incontrare ricercatrici, scrittrici, imprenditrici, attiviste e registe. L’obiettivo è quello di fornire una panoramica dell’attuale panorama della ricerca e dell’impegno femminista nei due Paesi.

L’Ambasciatore di Francia in Italia, Martin Briens, ha sottolineato che “le donne sono spesso le prime a essere esposte alle conseguenze dirette delle crisi, siano esse economiche, pandemiche o ormai internazionali. Questo è particolarmente vero perché svolgono un ruolo attivo nel rispondere agli shock che colpiscono le nostre società ed economie. L’uguaglianza tra uomini e donne è diventata fin dall’inizio una sfida importante per il governo francese, portata avanti dal presidente Macron che, insieme a UN Women, ne ha fatto una grande sfida globale su cui continuiamo a lavorare senza sosta”.

Il programma a Roma si intensificherà intorno al 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il 23 novembre, presso la Casa Internazionale delle donne di Roma, si terrà un incontro su violenza e femminicidio, con la partecipazione di Patrizia Romito e Christelle Taraud, coautrici del libro Féminicides, une histoire mondiale.

Fonte: Le Petitjournal.com

Lancio della seconda edizione dell’acceleratore franco-italiano per il rilancio delle PMI

Lancio della seconda edizione dell’acceleratore franco-italiano per il rilancio delle PMI

Dodici imprese francesi e quindici italiane sono state selezionate per partecipare alla seconda edizione dell’Acceleratore franco-italiano, creato da BpiFrance e dalla CDP italiana per consentire loro di intensificare gli scambi transfrontalieri. Un’iniziativa congiunta tra Francia e Italia, che testimonia la forte collaborazione tra i due Paesi.

L’obiettivo è quello di consentire alle imprese francesi e italiane di individuare e cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile su entrambi i lati del confine. Per un periodo di 12 mesi, queste aziende saranno coinvolte attivamente in una serie di eventi di gruppo, percorsi individuali personalizzati, sessioni di formazione su misura e opportunità di networking che apriranno la strada a un aumento degli scambi transfrontalieri.

In particolare, le aziende avranno l’opportunità di incontrare una serie di operatori locali del mercato italiano in occasione di incontri d’affari o di partecipare a eventi di primo piano in Francia e in Italia, offrendo loro preziose opportunità per ampliare la propria rete e favorire le collaborazioni.

“Composta da PMI francesi e italiane, questa edizione crea un collettivo transnazionale e riunisce due ecosistemi con l’obiettivo di avere più successo insieme”, spiega Guillaume Mortelier, direttore esecutivo di Bpifrance responsabile dell’Accompagnamento.

La seconda edizione dell’acceleratore franco-italiano si è rivolta a imprese “dinamiche e innovative”, rappresentative di diversi settori industriali e di servizi, con un fatturato annuo compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro.

Fonte Le petitjournal.com : Astrid Roy

Dodici imprese francesi e quindici italiane sono state selezionate per partecipare alla seconda edizione dell’Acceleratore franco-italiano, creato da BpiFrance e dalla CDP italiana per consentire loro di intensificare gli scambi transfrontalieri. Un’iniziativa congiunta tra Francia e Italia, che testimonia la forte collaborazione tra i due Paesi.

L’obiettivo è quello di consentire alle imprese francesi e italiane di individuare e cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile su entrambi i lati del confine. Per un periodo di 12 mesi, queste aziende saranno coinvolte attivamente in una serie di eventi di gruppo, percorsi individuali personalizzati, sessioni di formazione su misura e opportunità di networking che apriranno la strada a un aumento degli scambi transfrontalieri.

In particolare, le aziende avranno l’opportunità di incontrare una serie di operatori locali del mercato italiano in occasione di incontri d’affari o di partecipare a eventi di primo piano in Francia e in Italia, offrendo loro preziose opportunità per ampliare la propria rete e favorire le collaborazioni.

“Composta da PMI francesi e italiane, questa edizione crea un collettivo transnazionale e riunisce due ecosistemi con l’obiettivo di avere più successo insieme”, spiega Guillaume Mortelier, direttore esecutivo di Bpifrance responsabile dell’Accompagnamento.

La seconda edizione dell’acceleratore franco-italiano si è rivolta a imprese “dinamiche e innovative”, rappresentative di diversi settori industriali e di servizi, con un fatturato annuo compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro.

Fonte Le petitjournal.com : Astrid Roy

Secondo uno studio, in Europa gli investimenti nelle strade superano di gran lunga quelli nelle ferrovie

Secondo uno studio, in Europa gli investimenti nelle strade superano di gran lunga quelli nelle ferrovie

Tra il 1995 e il 2018, i Paesi europei hanno speso circa 1.500 miliardi di euro per le infrastrutture stradali, contro gli appena 930 miliardi di euro per quelle ferroviarie, secondo uno studio pubblicato dalla ONG ambientalista Greenpeace, che chiede di “reindirizzare” i finanziamenti.

Secondo i risultati dello studio, condotto dal think tank tedesco T3 Transportation e dal Wuppertal Institute, un centro di ricerca tedesco, la lunghezza della rete autostradale in Europa, in 30 Paesi (tra cui l’UE, la Norvegia, la Svizzera e il Regno Unito), è aumentata del 60% tra il 1995 e il 2020, mentre la rete ferroviaria è diminuita del 6,5%.

La Francia, nel frattempo, ha “investito nelle strade più del doppio rispetto alle ferrovie”, si legge nello studio. Un totale di 278 miliardi di euro è stato speso per le strade, rispetto ai 130 miliardi di euro per le ferrovie. La Germania è il secondo Paese che ha speso di più per la costruzione di strade (poco più di 278 miliardi di euro). Solo Belgio, Austria e Regno Unito hanno investito di più nella rete ferroviaria che in quella stradale tra il 1995 e il 2018. Dal 2018 le cose sono leggermente cambiate. Il divario medio tra gli investimenti nel settore ferroviario e in quello stradale si è ridotto dal 66% al 34% e diversi Paesi hanno investito di più nella ferrovia: Austria, Belgio e Regno Unito, ma anche Danimarca, Francia, Italia e Lussemburgo. In particolare, la Francia ha investito il 10% in più nella ferrovia rispetto alla strada in questo periodo.

Tra il 1995 e il 2018, i Paesi europei hanno speso circa 1.500 miliardi di euro per le infrastrutture stradali, contro gli appena 930 miliardi di euro per quelle ferroviarie, secondo uno studio pubblicato dalla ONG ambientalista Greenpeace, che chiede di “reindirizzare” i finanziamenti.

Secondo i risultati dello studio, condotto dal think tank tedesco T3 Transportation e dal Wuppertal Institute, un centro di ricerca tedesco, la lunghezza della rete autostradale in Europa, in 30 Paesi (tra cui l’UE, la Norvegia, la Svizzera e il Regno Unito), è aumentata del 60% tra il 1995 e il 2020, mentre la rete ferroviaria è diminuita del 6,5%. La Francia, nel frattempo, ha “investito nelle strade più del doppio rispetto alle ferrovie”, si legge nello studio. Un totale di 278 miliardi di euro è stato speso per le strade, rispetto ai 130 miliardi di euro per le ferrovie. La Germania è il secondo Paese che ha speso di più per la costruzione di strade (poco più di 278 miliardi di euro). Solo Belgio, Austria e Regno Unito hanno investito di più nella rete ferroviaria che in quella stradale tra il 1995 e il 2018. Dal 2018 le cose sono leggermente cambiate. Il divario medio tra gli investimenti nel settore ferroviario e in quello stradale si è ridotto dal 66% al 34% e diversi Paesi hanno investito di più nella ferrovia: Austria, Belgio e Regno Unito, ma anche Danimarca, Francia, Italia e Lussemburgo. In particolare, la Francia ha investito il 10% in più nella ferrovia rispetto alla strada in questo periodo.

La Spagna ha rappresentato il 32% degli investimenti immobiliari francesi in Europa nel primo semestre dell’anno

La Spagna ha rappresentato il 32% degli investimenti immobiliari francesi in Europa nel primo semestre dell’anno

Gli investimenti a guida francese nel settore immobiliare europeo hanno raggiunto quasi 3,2 miliardi di euro nel primo semestre del 2023, pari al 10% di tutti gli investimenti transfrontalieri registrati nel continente e al 5% in più rispetto al volume registrato nel 2022, secondo l’ultimo rapporto Savills European Cross Border Investment.

La Spagna si distingue come il principale mercato destinatario di questi investimenti, rappresentando il 32% del capitale totale francese, rispetto a una media del 13% negli ultimi 5 anni. Tra le transazioni più importanti effettuate dagli investitori francesi vi sono l’acquisto del centro tecnologico Leitat, l’acquisizione dell’hotel Eurostars Sitges a marzo e l’acquisto di un portafoglio Carrefour da parte di Inter Gestion, sempre a marzo di quest’anno.

Il Regno Unito e l’Italia seguono la Spagna come destinazioni dei capitali francesi. Il mercato britannico rappresenta il 18% del totale degli investimenti transfrontalieri francesi in Europa, in linea con la media di lungo periodo, mentre l’Italia rappresenta il 18%, il 5% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni (13%). Le residenze per anziani, in particolare, stanno suscitando un maggiore interesse e dall’inizio dell’anno hanno già rappresentato il 18% degli investimenti transfrontalieri francesi. Questa tendenza è in gran parte attribuibile a una serie di operazioni di portafoglio in Italia, Belgio e Germania.

Fonte : www-lecourrier.es

Gli investimenti a guida francese nel settore immobiliare europeo hanno raggiunto quasi 3,2 miliardi di euro nel primo semestre del 2023, pari al 10% di tutti gli investimenti transfrontalieri registrati nel continente e al 5% in più rispetto al volume registrato nel 2022, secondo l’ultimo rapporto Savills European Cross Border Investment.

La Spagna si distingue come il principale mercato destinatario di questi investimenti, rappresentando il 32% del capitale totale francese, rispetto a una media del 13% negli ultimi 5 anni. Tra le transazioni più importanti effettuate dagli investitori francesi vi sono l’acquisto del centro tecnologico Leitat, l’acquisizione dell’hotel Eurostars Sitges a marzo e l’acquisto di un portafoglio Carrefour da parte di Inter Gestion, sempre a marzo di quest’anno. Il Regno Unito e l’Italia seguono la Spagna come destinazioni dei capitali francesi. Il mercato britannico rappresenta il 18% del totale degli investimenti transfrontalieri francesi in Europa, in linea con la media di lungo periodo, mentre l’Italia rappresenta il 18%, il 5% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni (13%). Le residenze per anziani, in particolare, stanno suscitando un maggiore interesse e dall’inizio dell’anno hanno già rappresentato il 18% degli investimenti transfrontalieri francesi. Questa tendenza è in gran parte attribuibile a una serie di operazioni di portafoglio in Italia, Belgio e Germania.

Fonte : www-lecourrier.es

La Banca d’Italia e la Banque de France firmano un Memorandum of Understanding sull’innovazione finanziaria.

La Banca d’Italia e la Banque de France firmano un Memorandum of Understanding sull’innovazione finanziaria.

Il Milano Hub, il centro per l’innovazione della Banca d’Italia, e il Lab, il centro per l’innovazione della Banque de France, hanno firmato a Milano un Memorandum of Understanding (MoU) che definisce i termini della loro cooperazione su iniziative di interesse comune nel campo dell’innovazione finanziaria. Il protocollo d’intesa è stato firmato da Alessandra Perrazzelli, Vice Governatore della Banca d’Italia, e da Denis Beau, Primo Vice Governatore della Banque de France.

Con la firma del protocollo d’intesa, le due autorità confermano il loro impegno a collaborare per promuovere e favorire l’innovazione nell’ambito delle rispettive aree di competenza e dei rispettivi ruoli istituzionali. Il protocollo d’intesa comprende una sezione principale che definisce i termini della collaborazione (ad esempio, eventi congiunti e attività di sensibilizzazione,

scambi di competenze e personale) e un allegato tecnico, la cui struttura flessibile sarà aggiornata su base continuativa, con aree specifiche di cooperazione. Secondo Alessandra Perrazzelli: “Con la firma di questo protocollo d’intesa, rafforziamo la nostra rete di collaborazione con istituzioni e centri di innovazione internazionali per condividere esperienze e best practice e affrontare così le sfide poste dagli sviluppi tecnologici. La portata globale dell’innovazione digitale nella finanza e nei pagamenti richiede un’azione e un’analisi coordinate“. Denis Beau, da parte sua, ha dichiarato: “Siamo molto interessati a sviluppare la nostra cooperazione in materia di innovazione tecnologica.  Nell’ambito del nostro mandato per la stabilità monetaria e finanziaria, sono una leva importante per comprendere, anticipare e agire sulle sfide che pongono al sistema finanziario“.

Il Milano Hub, il centro per l’innovazione della Banca d’Italia, e il Lab, il centro per l’innovazione della Banque de France, hanno firmato a Milano un Memorandum of Understanding (MoU) che definisce i termini della loro cooperazione su iniziative di interesse comune nel campo dell’innovazione finanziaria. Il protocollo d’intesa è stato firmato da Alessandra Perrazzelli, Vice Governatore della Banca d’Italia, e da Denis Beau, Primo Vice Governatore della Banque de France.

Con la firma del protocollo d’intesa, le due autorità confermano il loro impegno a collaborare per promuovere e favorire l’innovazione nell’ambito delle rispettive aree di competenza e dei rispettivi ruoli istituzionali.

Il protocollo d’intesa comprende una sezione principale che definisce i termini della collaborazione (ad esempio, eventi congiunti e attività di sensibilizzazione, scambi di competenze e personale) e un allegato tecnico, la cui struttura flessibile sarà aggiornata su base continuativa, con aree specifiche di cooperazione. Secondo Alessandra Perrazzelli: “Con la firma di questo protocollo d’intesa, rafforziamo la nostra rete di collaborazione con istituzioni e centri di innovazione internazionali per condividere esperienze e best practice e affrontare così le sfide poste dagli sviluppi tecnologici. La portata globale dell’innovazione digitale nella finanza e nei pagamenti richiede un’azione e un’analisi coordinate“. Denis Beau, da parte sua, ha dichiarato: “Siamo molto interessati a sviluppare la nostra cooperazione in materia di innovazione tecnologica.  Nell’ambito del nostro mandato per la stabilità monetaria e finanziaria, sono una leva importante per comprendere, anticipare e agire sulle sfide che pongono al sistema finanziario“.

Jakala, azienda Martech leader in Italia, si lancia in Francia con la sua prima acquisizione

Jakala, azienda Martech leader in Italia, si lancia in Francia con la sua prima acquisizione

Una nuova aggiunta al già movimentato panorama martech francese. Jakala, leader del settore in Italia, ha deciso di varcare le Alpi per affrontare la Francia. E, come di consueto quando apre una sede in un nuovo mercato, il gruppo ha deciso di collaborare con note figure locali nell’ambito di una joint venture.

Si tratta di Guillaume e Xavier Cardon, che hanno fondato Sutter Mills con Olivier Mazeron, prima di venderla ad Accenture alla fine del 2019. I due fratelli, che hanno lasciato il gruppo poco più di un anno fa, hanno deciso di tornare nel settore martech. Secondo le nostre informazioni, Guillaume e Xavier Cardon detengono ciascuno una quota del 17,5% di Jakala France, mentre la holding del gruppo possiede il restante 65%.

L’apertura di una sede francese è stata accompagnata, secondo le nostre informazioni, da una consistente raccolta di fondi. 4 milioni di euro sono stati immessi nell’entità francese lo scorso luglio. Come per le altre filiali, questa somma dovrebbe consentire alla società di effettuare acquisizioni.

La prima di queste è già nota: Jakala ha appena annunciato l’acquisizione di Madagence, una rete di agenzie specializzate nell’e-commerce con sede a Parigi, Lille e Lione. “La sessantina di dipendenti di Madagence si uniranno a Jakala France, che ora conta poco più di 80 persone”, spiega Lucile Dupin.

Una nuova aggiunta al già movimentato panorama martech francese. Jakala, leader del settore in Italia, ha deciso di varcare le Alpi per affrontare la Francia. E, come di consueto quando apre una sede in un nuovo mercato, il gruppo ha deciso di collaborare con note figure locali nell’ambito di una joint venture.

Si tratta di Guillaume e Xavier Cardon, che hanno fondato Sutter Mills con Olivier Mazeron, prima di venderla ad Accenture alla fine del 2019. I due fratelli, che hanno lasciato il gruppo poco più di un anno fa, hanno deciso di tornare nel settore martech. Secondo le nostre informazioni, Guillaume e Xavier Cardon detengono ciascuno una quota del 17,5% di Jakala France, mentre la holding del gruppo possiede il restante 65%. L’apertura di una sede francese è stata accompagnata, secondo le nostre informazioni, da una consistente raccolta di fondi. 4 milioni di euro sono stati immessi nell’entità francese lo scorso luglio. Come per le altre filiali, questa somma dovrebbe consentire alla società di effettuare acquisizioni.

La prima di queste è già nota: Jakala ha appena annunciato l’acquisizione di Madagence, una rete di agenzie specializzate nell’e-commerce con sede a Parigi, Lille e Lione. “La sessantina di dipendenti di Madagence si uniranno a Jakala France, che ora conta poco più di 80 persone”, spiega Lucile Dupin.

Da Mentone a Nizza, l’applicazione italiana punta a rivoluzionare i pagamenti quotidiani.

Da Mentone a Nizza, l’applicazione italiana punta a rivoluzionare i pagamenti quotidiani.

Per farsi strada in Francia, l’applicazione di pagamento per smartphone Satispay ha deciso di colpire duro con la promessa di un sostanzioso cashback. Fondata dieci anni fa in Piemonte, la start-up è una vera e propria storia di successo in Francia. Ora è uno dei due “unicorni” italiani. La storia è iniziata nel 2013. Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta fondano Satispay a Cuneo, in Piemonte.

“L’idea iniziale”, spiega Pascal Cotte, “era quella di creare un sistema che permettesse a tutti di pagare la spesa, anche per importi molto piccoli come un espresso, senza usare contanti o carte di credito”.

“Abbiamo iniziato con un’azione di sensibilizzazione presso i negozianti della nostra città per informarli del nostro nuovo metodo di pagamento”, spiega Alberto Dalmasso.

I tre imprenditori stanno sviluppando la loro idea città per città, con un’argomentazione sorprendente: spese zero per le transazioni inferiori a 10 euro. Una rivoluzione per i commercianti. Oggi l’azienda conta 600 dipendenti e vanta 4 milioni di utenti e 300.000 commercianti in tre Paesi (Italia, Francia e Lussemburgo). Solo in Italia, si dice che l’applicazione sia utilizzata per una transazione mobile su tre. “L’utente tipo è la generazione Y tra i 35 e i 49 anni”, spiega l’amministratore delegato per la Francia. In Italia, la start-up si è guadagnata il titolo di “unicorno”. Gli italiani la usano persino per pagare bolli, multe e bollette dell’acqua.

Per farsi strada in Francia, l’applicazione di pagamento per smartphone Satispay ha deciso di colpire duro con la promessa di un sostanzioso cashback. Fondata dieci anni fa in Piemonte, la start-up è una vera e propria storia di successo in Francia. Ora è uno dei due “unicorni” italiani. La storia è iniziata nel 2013. Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta fondano Satispay a Cuneo, in Piemonte.

“L’idea iniziale”, spiega Pascal Cotte, “era quella di creare un sistema che permettesse a tutti di pagare la spesa, anche per importi molto piccoli come un espresso, senza usare contanti o carte di credito”.

“Abbiamo iniziato con un’azione di sensibilizzazione presso i negozianti della nostra città per informarli del nostro nuovo metodo di pagamento”, spiega Alberto Dalmasso. I tre imprenditori stanno sviluppando la loro idea città per città, con un’argomentazione sorprendente: spese zero per le transazioni inferiori a 10 euro. Una rivoluzione per i commercianti. Oggi l’azienda conta 600 dipendenti e vanta 4 milioni di utenti e 300.000 commercianti in tre Paesi (Italia, Francia e Lussemburgo). Solo in Italia, si dice che l’applicazione sia utilizzata per una transazione mobile su tre. “L’utente tipo è la generazione Y tra i 35 e i 49 anni”, spiega l’amministratore delegato per la Francia. In Italia, la start-up si è guadagnata il titolo di “unicorno“. Gli italiani la usano persino per pagare bolli, multe e bollette dell’acqua.

Trescal acquisisce l’azienda italiana Quality Service

Trescal acquisisce l’azienda italiana Quality Service

Con questa acquisizione, l’azienda francese consolida la sua posizione nel mercato sanitario italiano. Quality Service ha un fatturato di 4,5 milioni di euro e impiega 30 persone.

L’azienda francese di servizi metrologici Trescal continua ad espandere la propria posizione nel mercato sanitario con l’acquisizione di Quality Service. L’azienda, con sede a Pescara e Venezia, è stata fondata nel 1996 e fornisce servizi di taratura, qualificazione e convalida accreditati all’industria sanitaria e alimentare.

“Con questa acquisizione, confermiamo la nostra posizione di leader nei servizi di precisione per i settori sanitario e alimentare, che rappresentano un quarto del nostro fatturato a livello mondiale”, ha dichiarato il CEO di Trescal.

L’esperienza di Quality Service completa l’offerta di temperatura e umidità della filiale italiana di Trescal, grazie ai suoi laboratori che hanno competenze specifiche nel pipettaggio e nelle misure dimensionali e di volume.

Con questa acquisizione, l’azienda francese consolida la sua posizione nel mercato sanitario italiano. Quality Service ha un fatturato di 4,5 milioni di euro e impiega 30 persone.

L’azienda francese di servizi metrologici Trescal continua ad espandere la propria posizione nel mercato sanitario con l’acquisizione di Quality Service. L’azienda, con sede a Pescara e Venezia, è stata fondata nel 1996 e fornisce servizi di taratura, qualificazione e convalida accreditati all’industria sanitaria e alimentare. “Con questa acquisizione, confermiamo la nostra posizione di leader nei servizi di precisione per i settori sanitario e alimentare, che rappresentano un quarto del nostro fatturato a livello mondiale”, ha dichiarato il CEO di Trescal.

L’esperienza di Quality Service completa l’offerta di temperatura e umidità della filiale italiana di Trescal, grazie ai suoi laboratori che hanno competenze specifiche nel pipettaggio e nelle misure dimensionali e di volume.

Bpifrance, la banca senza limiti per la nazione delle start-up

Bpifrance, la banca senza limiti per la nazione delle start-up

“Raddoppiare il numero di imprenditori in Francia”. È questa l’ambizione dichiarata di Bpifrance, la banca pubblica di investimento nata nel 2013 dalla fusione di tre strutture (la banca per le PMI Oséo, il fondo di private equity CDC Entreprises e il Fondo di investimento strategico). La crisi sanitaria le ha conferito una nuova dimensione. Bpifrance ha svolto il ruolo di vigile del fuoco per sostenere le imprese e finanziare il piano di rilancio. Queste missioni si sono aggiunte alla sua consueta tabella di marcia, che consiste nel sostenere l’innovazione. La Bpifrance svolge un ruolo cruciale nel finanziamento dell’economia francese, in particolare delle start-up, le famose French Tech. L’istituzione è atipica. Posseduta al 50% dallo Stato e dalla Caisse des Dépôts (a sua volta di proprietà dello Stato), si presenta come una “banca regolata dalla Banca Centrale Europea”, e non come un’agenzia pubblica. “Abbiamo un unico mandato: aumentare il potenziale degli imprenditori francesi”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Bpifrance Nicolas Dufourcq in un’audizione al Senato a febbraio, quando ha presentato la sua candidatura per la riconferma.

Ogni anno la banca organizza un evento, il BIG, con imprenditori, investitori, politici e DG. La banca pubblica è attiva su tutti i fronti e ha anche reinvestito in pepite Next40 (un elenco di 40 start-up francesi segnalate dal governo) come Doctolib, ContentSquare, Younited e Ynsect. La banca pubblica inietta anche denaro in fondi di investimento specializzati nell’innovazione. Il modello francese ha ispirato direttamente Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’equivalente italiano di Bpifrance. “La CDP ha copiato le sue due azioni: finanziare i fondi d’investimento e partecipare alla raccolta fondi per dare più risorse alle start-up italiane”, dice un investitore che conosce bene entrambi i Paesi. Anche l’anno scorso Bpifrance ha ottenuto buoni risultati, con un utile netto di 1,5 miliardi di euro. La banca contribuisce alla maggior parte dei piani del governo, da France 2030 al piano Deeptech, volto a finanziare tutte le innovazioni ritenute strategiche: dalle batterie elettriche ai semiconduttori, passando per l’intelligenza artificiale e così via.

Fonte Alternatives-economiques.fr : Thomas Lestavel

“Raddoppiare il numero di imprenditori in Francia”. È questa l’ambizione dichiarata di Bpifrance, la banca pubblica di investimento nata nel 2013 dalla fusione di tre strutture (la banca per le PMI Oséo, il fondo di private equity CDC Entreprises e il Fondo di investimento strategico). La crisi sanitaria le ha conferito una nuova dimensione. Bpifrance ha svolto il ruolo di vigile del fuoco per sostenere le imprese e finanziare il piano di rilancio. Queste missioni si sono aggiunte alla sua consueta tabella di marcia, che consiste nel sostenere l’innovazione. La Bpifrance svolge un ruolo cruciale nel finanziamento dell’economia francese, in particolare delle start-up, le famose French Tech. L’istituzione è atipica. Posseduta al 50% dallo Stato e dalla Caisse des Dépôts (a sua volta di proprietà dello Stato), si presenta come una “banca regolata dalla Banca Centrale Europea”, e non come un’agenzia pubblica. “Abbiamo un unico mandato: aumentare il potenziale degli imprenditori francesi”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Bpifrance Nicolas Dufourcq in un’audizione al Senato a febbraio, quando ha presentato la sua candidatura per la riconferma. Ogni anno la banca organizza un evento, il BIG, con imprenditori, investitori, politici e DG. La banca pubblica è attiva su tutti i fronti e ha anche reinvestito in pepite Next40 (un elenco di 40 start-up francesi segnalate dal governo) come Doctolib, ContentSquare, Younited e Ynsect. La banca pubblica inietta anche denaro in fondi di investimento specializzati nell’innovazione. Il modello francese ha ispirato direttamente Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’equivalente italiano di Bpifrance. “La CDP ha copiato le sue due azioni: finanziare i fondi d’investimento e partecipare alla raccolta fondi per dare più risorse alle start-up italiane”, dice un investitore che conosce bene entrambi i Paesi. Anche l’anno scorso Bpifrance ha ottenuto buoni risultati, con un utile netto di 1,5 miliardi di euro. La banca contribuisce alla maggior parte dei piani del governo, da France 2030 al piano Deeptech, volto a finanziare tutte le innovazioni ritenute strategiche: dalle batterie elettriche ai semiconduttori, passando per l’intelligenza artificiale e così via.

Fonte Alternatives-economiques.fr : Thomas Lestavel

MGCS: la Francia vorrebbe coinvolgere l’Italia nel progetto del futuro carro armato

MGCS: la Francia vorrebbe coinvolgere l’Italia nel progetto del futuro carro armato

L’Italia non ha nascosto il suo desiderio di entrare a far parte dell’MGCS [Main Ground Combat System] e dello SCAF [Future Air Combat System], due programmi lanciati da Francia e Germania nel luglio 2017. Tuttavia, le sue aspettative sono state finora deluse, nonostante le innegabili competenze della sua Base Tecnologica e Industriale della Difesa [DTIB]. Da allora, nel campo dell’aviazione da combattimento, Roma ha aderito al Global Combat Air Programme [GCAP], che mira a sviluppare un cacciabombardiere di sesta generazione in collaborazione con Regno Unito e Giappone. In ogni caso, come la Germania ha fatto con la Spagna per lo SCAF, la Francia sarebbe favorevole alla partecipazione italiana all’MGCS.

Francia e Italia hanno recentemente concordato di proporre alla Germania l’inclusione della partecipazione italiana al programma MGCS. Questa mossa, se si concretizzasse, “riequilibrerebbe” il rapporto di forza con la Germania in questo progetto. L’eventuale partecipazione italiana richiederebbe il coinvolgimento di Oto Melara, ambito da KNDS e Rheinmetall. Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, segue da vicino la questione, dal momento che lo Stato italiano è azionista al 30% di Leonardo, la società madre. Inoltre, poiché l’MGCS sarà un “sistema di sistemi” basato su un carro armato di nuova generazione, sarà necessario sviluppare un’architettura informatica, robot di terra, droni, nuovi sensori optronici e così via. E qui Leonardo ha qualche argomento da proporre.

Fonte www.opex360.com : Laurent Lagneau

L’Italia non ha nascosto il suo desiderio di entrare a far parte dell’MGCS [Main Ground Combat System] e dello SCAF [Future Air Combat System], due programmi lanciati da Francia e Germania nel luglio 2017. Tuttavia, le sue aspettative sono state finora deluse, nonostante le innegabili competenze della sua Base Tecnologica e Industriale della Difesa [DTIB]. Da allora, nel campo dell’aviazione da combattimento, Roma ha aderito al Global Combat Air Programme [GCAP], che mira a sviluppare un cacciabombardiere di sesta generazione in collaborazione con Regno Unito e Giappone. In ogni caso, come la Germania ha fatto con la Spagna per lo SCAF, la Francia sarebbe favorevole alla partecipazione italiana all’MGCS. Francia e Italia hanno recentemente concordato di proporre alla Germania l’inclusione della partecipazione italiana al programma MGCS. Questa mossa, se si concretizzasse, “riequilibrerebbe” il rapporto di forza con la Germania in questo progetto. L’eventuale partecipazione italiana richiederebbe il coinvolgimento di Oto Melara, ambito da KNDS e Rheinmetall. Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, segue da vicino la questione, dal momento che lo Stato italiano è azionista al 30% di Leonardo, la società madre. Inoltre, poiché l’MGCS sarà un “sistema di sistemi” basato su un carro armato di nuova generazione, sarà necessario sviluppare un’architettura informatica, robot di terra, droni, nuovi sensori optronici e così via. E qui Leonardo ha qualche argomento da proporre.

Fonte www.opex360.com : Laurent Lagneau

L’intesa franco-italiana riemerge a Bruxelles

L’intesa franco-italiana riemerge a Bruxelles

È il piatto forte dell’estate italiana, ma presto lo sarà anche a Bruxelles. In attesa dei colloqui informali tra i ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 Stati membri che si terranno il 15 e 16 settembre a Santiago de Compostela sulla riforma del Patto di Stabilità e Crescita, si sta mettendo in moto la macchina diplomatica per riprendere un discorso interrotto un po’ bruscamente a metà luglio, quando all’interno dell’Ecofin sono riemerse le vecchie divisioni tra Nord e Sud dell’Europa e tra i sostenitori dell’austerità e quelli della flessibilità. L’obiettivo è ora quello di stringere alleanze nella corsa contro il tempo per approvare la revisione della disciplina di bilancio dell’UE entro la fine dell’anno. Nel caso dell’Italia, il quadro negoziale potrebbe significare un’alleanza con la Francia e l’Europa dell’Est.

Tra le questioni sul tavolo, infatti, c’è un barlume di speranza che potrebbe essere interpretato come un’apertura di principio alla posizione su cui il governo ha insistito più volte: scorporare il calcolo del deficit da investimenti strategici come la transizione verde o la sicurezza.

Ora che anche la BCE chiede “salvaguardie aggiuntive per garantire un aumento degli investimenti”, potrebbe tornare in auge la ricetta della “golden rule”, per la quale Roma finirebbe per avvicinarsi a Parigi. Finora i Paesi baltici si sono schierati con la Germania nel chiedere garanzie più stringenti per il consolidamento del bilancio, ma l’ipotesi che l’esclusione riguardi anche le spese per la difesa potrebbe raccogliere consensi a Est, a partire dalla Polonia.

Fonte il Messaggero : Gabriele Rosana

È il piatto forte dell’estate italiana, ma presto lo sarà anche a Bruxelles. In attesa dei colloqui informali tra i ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 Stati membri che si terranno il 15 e 16 settembre a Santiago de Compostela sulla riforma del Patto di Stabilità e Crescita, si sta mettendo in moto la macchina diplomatica per riprendere un discorso interrotto un po’ bruscamente a metà luglio, quando all’interno dell’Ecofin sono riemerse le vecchie divisioni tra Nord e Sud dell’Europa e tra i sostenitori dell’austerità e quelli della flessibilità. L’obiettivo è ora quello di stringere alleanze nella corsa contro il tempo per approvare la revisione della disciplina di bilancio dell’UE entro la fine dell’anno. Nel caso dell’Italia, il quadro negoziale potrebbe significare un’alleanza con la Francia e l’Europa dell’Est. Tra le questioni sul tavolo, infatti, c’è un barlume di speranza che potrebbe essere interpretato come un’apertura di principio alla posizione su cui il governo ha insistito più volte: scorporare il calcolo del deficit da investimenti strategici come la transizione verde o la sicurezza.

Ora che anche la BCE chiede “salvaguardie aggiuntive per garantire un aumento degli investimenti”, potrebbe tornare in auge la ricetta della “golden rule”, per la quale Roma finirebbe per avvicinarsi a Parigi. Finora i Paesi baltici si sono schierati con la Germania nel chiedere garanzie più stringenti per il consolidamento del bilancio, ma l’ipotesi che l’esclusione riguardi anche le spese per la difesa potrebbe raccogliere consensi a Est, a partire dalla Polonia.

Fonte il Messaggero : Gabriele Rosana

Italgas, nel piano industriale al 2029 previsti 7,8 miliardi di investimenti

Italgas, nel piano industriale al 2029 previsti 7,8 miliardi di investimenti

Italgas alza il velo sul piano industriale al 2029 e si prefissa l’obiettivo di investire 7,8 miliardi di Euro con la mission principale di proseguire con lo sviluppo e con la trasformazione digitale degli asset, di rafforzarsi in Grecia e di diventare un player di riferimento nei settori della distribuzione dell’acqua e dell’efficienza energetica – sempre giocando un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli obiettivi climatici Ue. Le previsioni per quest’anno vedono ricavi sopra a 1,75 miliardi di euro (con l’obiettivo di arrivare a 2,7 miliardi nel 2029), un Ebitda di circa 1,18 miliardi (oltre 1,8 miliardi nel 2029) e un Ebit di 680 milioni di euro.

La crescita prevista, ha portato ad aggiornare la politica dei dividendi, prevedendo la distribuzione di un dividendo che sia uguale al maggiore tra l’importo risultante dal dividendo per azione 2022 di 0,317 euro aumentato del 4% annuo e il dividendo per azione pari al 65% dell’utile netto rettificato per azione.

Presentando il piano alla comunità finanziaria, il Ceo di Italgas Paolo Gallo ha sottolineato l’esigenza dell’Europa (considerando le conseguenze della guerra)  di continuare a perseguire la transizione ecologica ma con la necessità di «garantire al contempo sicurezza energetica e un adeguato livello dei costi dell’energia per famiglie e imprese».

Riguardo al piano, Gallo sottolinea che, con i 7,8 miliardi di investimenti «il gruppo si conferma tra le principali realtà industriali in grado di mettere le proprie capacità progettuali, di investimento e di creazione di valore al servizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi in cui opera».

Fonte Milano Finanza : Nicola Carosielli

Italgas alza il velo sul piano industriale al 2029 e si prefissa l’obiettivo di investire 7,8 miliardi di Euro con la mission principale di proseguire con lo sviluppo e con la trasformazione digitale degli asset, di rafforzarsi in Grecia e di diventare un player di riferimento nei settori della distribuzione dell’acqua e dell’efficienza energetica – sempre giocando un ruolo di primo piano nel raggiungimento degli obiettivi climatici Ue. Le previsioni per quest’anno vedono ricavi sopra a 1,75 miliardi di euro (con l’obiettivo di arrivare a 2,7 miliardi nel 2029), un Ebitda di circa 1,18 miliardi (oltre 1,8 miliardi nel 2029) e un Ebit di 680 milioni di euro.

La crescita prevista, ha portato ad aggiornare la politica dei dividendi, prevedendo la distribuzione di un dividendo che sia uguale al maggiore tra l’importo risultante dal dividendo per azione 2022 di 0,317 euro aumentato del 4% annuo e il dividendo per azione pari al 65% dell’utile netto rettificato per azione. Presentando il piano alla comunità finanziaria, il Ceo di Italgas Paolo Gallo ha sottolineato l’esigenza dell’Europa (considerando le conseguenze della guerra)  di continuare a perseguire la transizione ecologica ma con la necessità di «garantire al contempo sicurezza energetica e un adeguato livello dei costi dell’energia per famiglie e imprese».

Riguardo al piano, Gallo sottolinea che, con i 7,8 miliardi di investimenti «il gruppo si conferma tra le principali realtà industriali in grado di mettere le proprie capacità progettuali, di investimento e di creazione di valore al servizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi in cui opera».

Fonte Milano Finanza : Nicola Carosielli

Mooney-Enel X, via alle fusioni. Nella nuova struttura solo 6 società.

Mooney-Enel X, via alle fusioni. Nella nuova struttura solo 6 società.

È stata ufficialmente approvata dall’assemblea straordinaria di Mooney, azionista unico delle società di seguito, la fusione di Enel X Financial Services, City Poste Payment e PayTipper. A seguito del nullaosta ottenuto da Banca d’Italia l’11 maggio scorso, solo ora, trascorsi i 60 giorni dall’iscrizione della delibera assemblare, la fusione può dirsi definitivamente compiuta, con immediata efficacia dal primo di settembre. L’ obiettivo di accorciare la catena societaria da 12 a 6 società entro la fine dell’anno “ in un’ottica di razionalizzazione delle attività”.

Grazie alla fusione, Mooney avrà l’opportunità di concentrare e combinare i servizi offerti dalle società coinvolte, con l’obiettivo di espandere la loro gamma. Si prevede che, sfruttando le sinergie generate da questa unione, la Fintech rafforzerà la sua posizione nel settore della moneta elettronica e dei servizi di pagamento. Questo si verificherà sia attraverso la rete digitale che attraverso quella fisica. Seguendo il piano stabilito, il prossimo passo dovrebbe essere intrapreso entro la fine dell’anno.

In particolare, è attesa la fusione tra Paytipper Network, Flagpay e Cityposte Payment Digital, con il trasferimento parziale delle attività aziendali a Mooney Servizi e Mooney. L’operazione societaria è stata avviata il 14 luglio 2022, quando Enel X ha acquisito il 50% delle azioni di Mooney. Con un valore aziendale totale del 100% stimato a 1,385 miliardi di euro, Enel X ha effettuato un pagamento complessivo di circa 225 milioni di euro per l’equity, oltre a ulteriori 125 milioni per acquisire un credito preesistente detenuto dall’ex azionista Schumann.

Successivamente, Mooney ha acquisito l’intero pacchetto azionario di Enel X Financial Services, Cityposte Payment, Paytripper, Junia Insurance e delle loro controllate, al costo complessivo di 140 milioni di euro, pagati sotto forma di crediti finanziari. Questo passo ha stabilito le fondamenta per la futura incorporazione delle società coinvolte.

Fonte: Il Giornale d’Italia

È stata ufficialmente approvata dall’assemblea straordinaria di Mooney, azionista unico delle società di seguito, la fusione di Enel X Financial ServicesCity Poste Payment e PayTipper. A seguito del nullaosta ottenuto da Banca d’Italia l’11 maggio scorso, solo ora, trascorsi i 60 giorni dall’iscrizione della delibera assemblare, la fusione può dirsi definitivamente compiuta, con immediata efficacia dal primo di settembre. L’ obiettivo di accorciare la catena societaria da 12 a 6 società entro la fine dell’anno “ in un’ottica di razionalizzazione delle attività”.

Grazie alla fusione, Mooney avrà l’opportunità di concentrare e combinare i servizi offerti dalle società coinvolte, con l’obiettivo di espandere la loro gamma. Si prevede che, sfruttando le sinergie generate da questa unione, la Fintech rafforzerà la sua posizione nel settore della moneta elettronica e dei servizi di pagamento. Questo si verificherà sia attraverso la rete digitale che attraverso quella fisica. Seguendo il piano stabilito, il prossimo passo dovrebbe essere intrapreso entro la fine dell’anno. In particolare, è attesa la fusione tra Paytipper Network, Flagpay e Cityposte Payment Digital, con il trasferimento parziale delle attività aziendali a Mooney Servizi e Mooney. L’operazione societaria è stata avviata il 14 luglio 2022, quando Enel X ha acquisito il 50% delle azioni di Mooney. Con un valore aziendale totale del 100% stimato a 1,385 miliardi di euro, Enel X ha effettuato un pagamento complessivo di circa 225 milioni di euro per l’equity, oltre a ulteriori 125 milioni per acquisire un credito preesistente detenuto dall’ex azionista Schumann.

Successivamente, Mooney ha acquisito l’intero pacchetto azionario di Enel X Financial Services, Cityposte Payment, Paytripper, Junia Insurance e delle loro controllate, al costo complessivo di 140 milioni di euro, pagati sotto forma di crediti finanziari. Questo passo ha stabilito le fondamenta per la futura incorporazione delle società coinvolte.

Fonte: Il Giornale d’Italia

Trenitalia vuole puntare su tratte per Bruxelles, Amsterdam e Berlino.

Trenitalia vuole puntare su tratte per Bruxelles, Amsterdam e Berlino.

Trenitalia vuole approfittare della liberalizzazione del mercato ferroviario in Europa e, partendo dalla tratta esistente fra Milano e Parigi, offrire dei collegamenti anche con le altre grandi città del continente, come Bruxelles, Amsterdam e Berlino. Secondo quanto dichiarato da Carlo Palasciano Villamagna, direttore finanziario internazionale di Ferrovie dello Stato Italiane (Fs), al quotidiano britannico “Financial Times”, sono già in corso piani dettagliati per collegare Parigi e Barcellona. Palasciano ha spiegato che la società è interessata a offrire servizi transfrontalieri dopo l’entrata in vigore delle nuove misure di liberalizzazione che risalgono al giugno del 2019. Tale mossa mira ad espandere il mercato, rendendo i treni un’opzione più competitiva rispetto ai voli a corto raggio. Trenitalia, il braccio operativo di FS, si è già espanso in alcuni servizi ferroviari ad alta velocità in Francia e Spagna, incluso il collegamento tra Milano e Parigi. Ma Palasciano ha affermato che la compagnia è interessata ad offrire nuovi servizi in altre aree del continente europeo, aggiungendo che Bruxelles-Amsterdam potrebbe essere una rotta interessante.

“Attualmente è operata da una sola società perché c’è stata una fusione”, ha detto Palasciano. In effetti, attualmente, solo Eurostar Group – società nata dalla fusione fra la britannica Eurostar International e la belga Thalys – fornisce il servizio su questa tratta. “È una linea di collegamento molto popolare”, ha detto Palasciano parlando della rotta Bruxelles-Amsterdam. “Attualmente stiamo capendo come potremmo essere possibili partner o attori per quella parte d’Europa”. Lo studio del mercato da Bruxelles ad Amsterdam era in corso parallelamente ai piani per lanciare una rotta da Parigi a Barcellona, ​​ha detto il dirigente di Fs. “Perché non continuare anche da Parigi verso il lato est, quindi da Bruxelles ad Amsterdam?”, ha proseguito Palasciano, aggiungendo che la società potrebbe eventualmente gestire un servizio di collegamento anche con Berlino.

Fonte: Agenzia Nova

Trenitalia vuole approfittare della liberalizzazione del mercato ferroviario in Europa e, partendo dalla tratta esistente fra Milano e Parigi, offrire dei collegamenti anche con le altre grandi città del continente, come Bruxelles, Amsterdam e Berlino. Secondo quanto dichiarato da Carlo Palasciano Villamagna, direttore finanziario internazionale di Ferrovie dello Stato Italiane (Fs), al quotidiano britannico “Financial Times”, sono già in corso piani dettagliati per collegare Parigi e Barcellona. Palasciano ha spiegato che la società è interessata a offrire servizi transfrontalieri dopo l’entrata in vigore delle nuove misure di liberalizzazione che risalgono al giugno del 2019. Tale mossa mira ad espandere il mercato, rendendo i treni un’opzione più competitiva rispetto ai voli a corto raggio. Trenitalia, il braccio operativo di FS, si è già espanso in alcuni servizi ferroviari ad alta velocità in Francia e Spagna, incluso il collegamento tra Milano e Parigi. Ma Palasciano ha affermato che la compagnia è interessata ad offrire nuovi servizi in altre aree del continente europeo, aggiungendo che Bruxelles-Amsterdam potrebbe essere una rotta interessante. “Attualmente è operata da una sola società perché c’è stata una fusione”, ha detto Palasciano. In effetti, attualmente, solo Eurostar Group – società nata dalla fusione fra la britannica Eurostar International e la belga Thalys – fornisce il servizio su questa tratta. “È una linea di collegamento molto popolare”, ha detto Palasciano parlando della rotta Bruxelles-Amsterdam. “Attualmente stiamo capendo come potremmo essere possibili partner o attori per quella parte d’Europa”. Lo studio del mercato da Bruxelles ad Amsterdam era in corso parallelamente ai piani per lanciare una rotta da Parigi a Barcellona, ​​ha detto il dirigente di Fs. “Perché non continuare anche da Parigi verso il lato est, quindi da Bruxelles ad Amsterdam?”, ha proseguito Palasciano, aggiungendo che la società potrebbe eventualmente gestire un servizio di collegamento anche con Berlino.

Fonte: Agenzia Nova

Difesa, top 100 mondiale delle società: ci sono anche Fincantieri e Leonardo

Difesa, top 100 mondiale delle società: ci sono anche Fincantieri e Leonardo

Nei giorni scorsi, Defense News, nota testata americana, ha pubblicato l’elenco annuale che riporta le prime 100 compagnie operanti nel settore della Difesa nel 2023. Tra le italiane, si evidenziano Leonardo e Fincantieri, entrambe con posizioni di rilievo. Fincantieri in particolare mantiene la propria collocazione al 48° posto della classifica mondiale, in forte crescita rispetto al 2021, confermando la quota di ricavi nel settore della difesa pari al 25% del proprio business. La classifica si basa sulle seguenti informazioni: ricavi annuali totali e ricavi derivanti da contratti di Difesa, Intelligence, sicurezza interna e altri accordi di sicurezza nazionale. Fincantieri, nel primo semestre del 2023, ha raggiunto ricavi pari a euro 3.669 milioni, in aumento del 4,5% rispetto a 1H 2022 e un EBITDA margin al 5,0% in miglioramento rispetto ai risultati FY 2022 (3,0%).

Gli ordini acquisiti, inoltre, sono pari a euro 2,1 miliardi, rispetto a euro 1,5 miliardi nel primo semestre 2022. Il gruppo ha approvato un ambizioso piano industriale che consiste nello sviluppo di navi a zero emissioni entro il 2027, conquistando la leadership nelle imbarcazioni del futuro. Gli obiettivi finanziari prevedono inoltre di portare i ricavi del gruppo dai 7,4 miliardi di euro del 2022 a 9,8 miliardi di euro nel 2027, con un incremento degli investimenti durante tutto il percorso. La pipeline commerciale di Fincantieri SpA è in costante incremento per tutti i business. Nel primo semestre del 2023 sono state consegnate 11 navi da 8 stabilimenti ed è prevista la consegna di 4 navi da crociera nel secondo quadrimestre, di cui una già consegnata a luglio.

Fonte : Affaritaliani.it

Nei giorni scorsi, Defense News, nota testata americana, ha pubblicato l’elenco annuale che riporta le prime 100 compagnie operanti nel settore della Difesa nel 2023. Tra le italiane, si evidenziano Leonardo e Fincantieri, entrambe con posizioni di rilievo. Fincantieri in particolare mantiene la propria collocazione al 48° posto della classifica mondiale, in forte crescita rispetto al 2021, confermando la quota di ricavi nel settore della difesa pari al 25% del proprio business. La classifica si basa sulle seguenti informazioni: ricavi annuali totali e ricavi derivanti da contratti di Difesa, Intelligence, sicurezza interna e altri accordi di sicurezza nazionale. Fincantieri, nel primo semestre del 2023, ha raggiunto ricavi pari a euro 3.669 milioni, in aumento del 4,5% rispetto a 1H 2022 e un EBITDA margin al 5,0% in miglioramento rispetto ai risultati FY 2022 (3,0%). Gli ordini acquisiti, inoltre, sono pari a euro 2,1 miliardi, rispetto a euro 1,5 miliardi nel primo semestre 2022. Il gruppo ha approvato un ambizioso piano industriale che consiste nello sviluppo di navi a zero emissioni entro il 2027, conquistando la leadership nelle imbarcazioni del futuro. Gli obiettivi finanziari prevedono inoltre di portare i ricavi del gruppo dai 7,4 miliardi di euro del 2022 a 9,8 miliardi di euro nel 2027, con un incremento degli investimenti durante tutto il percorso. La pipeline commerciale di Fincantieri SpA è in costante incremento per tutti i business. Nel primo semestre del 2023 sono state consegnate 11 navi da 8 stabilimenti ed è prevista la consegna di 4 navi da crociera nel secondo quadrimestre, di cui una già consegnata a luglio.

Fonte : Affaritaliani.it

Energia: Eni Award. Notizie dall’edizione 2024 del premio

Energia: Eni Award. Notizie dall’edizione 2024 del premio

Forse mai come quest’anno l’edizione 2024 dell’Eni Award è stata così importante per la ricerca energetica e ambientale. È bello che i partecipanti provengano da tutto il mondo, ma nel 2024 l’Europa dovrebbe avere una migliore comprensione di quanto gli studi si siano spinti almeno verso questa transizione Green Deal di cui si parla ogni giorno. Per essere ottimisti, gli input che accelerano le transizioni lente possono venire da queste opportunità. Sono stati pubblicati i nuovi bandi di partecipazione ai Premi e sul sito eni.com sono disponibili il regolamento e le specifiche per verificare i requisiti di partecipazione per ogni sezione. Dal 2008 i premi delle grandi compagnie petrolifere vengono assegnati a ricercatori italiani e stranieri che condividono la volontà di trovare soluzioni per facilitare l’accesso all’energia nel rispetto del pianeta. Nel corso degli anni, il Premio Eni è diventato un importante appuntamento internazionale per la ricerca e l’innovazione tecnologica applicata al mondo dell’energia.

Il successo dell’iniziativa e l’attenzione internazionale che ha suscitato hanno forti radici nella storia dell’azienda fondata da Enrico Mattei. Una delle eredità di Mattei è lo spirito di osservazione e di indagine sul campo. Il gas e il petrolio erano i motori dello sviluppo in un Paese distrutto dalla guerra e Mattei ne capì l’importanza prima di ogni altra cosa. Oggi non siamo troppo lontani da questo spirito imprenditoriale quando leggiamo che una parte del Premio 2024 è dedicata alle “Frontiere dell’energia”. Il vecchio ingegnere sarebbe orgoglioso, proprio come lo era quando i suoi colleghi gli comunicavano che erano stati scoperti nuovi pozzi.

Fonte : firstonline.info.fr

Forse mai come quest’anno l’edizione 2024 dell‘Eni Award è stata così importante per la ricerca energetica e ambientale. È bello che i partecipanti provengano da tutto il mondo, ma nel 2024 l’Europa dovrebbe avere una migliore comprensione di quanto gli studi si siano spinti almeno verso questa transizione Green Deal di cui si parla ogni giorno. Per essere ottimisti, gli input che accelerano le transizioni lente possono venire da queste opportunità. Sono stati pubblicati i nuovi bandi di partecipazione ai Premi e sul sito eni.com sono disponibili il regolamento e le specifiche per verificare i requisiti di partecipazione per ogni sezione. Dal 2008 i premi delle grandi compagnie petrolifere vengono assegnati a ricercatori italiani e stranieri che condividono la volontà di trovare soluzioni per facilitare l’accesso all’energia nel rispetto del pianeta. Nel corso degli anni, il Premio Eni è diventato un importante appuntamento internazionale per la ricerca e l’innovazione tecnologica applicata al mondo dell’energia. Il successo dell’iniziativa e l’attenzione internazionale che ha suscitato hanno forti radici nella storia dell’azienda fondata da Enrico Mattei. Una delle eredità di Mattei è lo spirito di osservazione e di indagine sul campo. Il gas e il petrolio erano i motori dello sviluppo in un Paese distrutto dalla guerra e Mattei ne capì l’importanza prima di ogni altra cosa. Oggi non siamo troppo lontani da questo spirito imprenditoriale quando leggiamo che una parte del Premio 2024 è dedicata alle “Frontiere dell’energia“. Il vecchio ingegnere sarebbe orgoglioso, proprio come lo era quando i suoi colleghi gli comunicavano che erano stati scoperti nuovi pozzi.

Fonte : firstonline.info.fr

Generali festeggia un’ottima semestrale

Generali festeggia un’ottima semestrale

Il gruppo assicurativo guidato dall’amministratore delegato, Philippe Donnet, mette a segno un utile netto normalizzato di oltre 2,3 miliardi, dai quasi 1,5 miliardi di un anno prima, e un utile netto di oltre 2,2 miliardi dai precedenti 864 milioni. Buone notizie pure per i soci cui potrebbero andare, qualora non utilizzati per operazioni di M&A, circa 500 milioni. Di sicuro il Leone di Trieste prevede di distribuire agli azionisti dividendi totali tra 5,2 e 5,6 miliardi nel periodo 2022-2024.

Scendendo nel dettaglio il risultato operativo del gruppo sale a 3,7 miliardi (+28%): in particolare, il risultato operativo del segmento Danni arriva a 1,85 miliardi (+85,7%) mentre quello del Vita cala a 1,81 miliardi (-3,5%).

Segno più per il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management – a 498 milioni (+1,3%), grazie all’importante contributo di Banca Generali

– e segno meno invece per il segmento Holding a -125 milioni, comunque in miglioramento dai -149 milioni del primo semestre 2022.

Sul fronte dei premi, quelli lordi superano i 42 miliardi (+3,6%), grazie al forte sviluppo del segmento danni che danno un apporto di 16,3 miliardi (+10,6%). Lieve calo per i premi lordi del segmento vita, a quasi 25,6 miliardi (-0,3%).

Cresce poco, ma comunque cresce, il patrimonio netto di gruppo a 26,7 miliardi (+0,2%) e il Contractual Service Margin, che consiste nei profitti futuri attualizzati del portafoglio in essere, a 32,1 miliardi rispetto ai 31 miliardi dello scorso anno.

Fonte Startmag.it : Emanuela Rossi

Il gruppo assicurativo guidato dall’amministratore delegato, Philippe Donnet, mette a segno un utile netto normalizzato di oltre 2,3 miliardi, dai quasi 1,5 miliardi di un anno prima, e un utile netto di oltre 2,2 miliardi dai precedenti 864 milioni. Buone notizie pure per i soci cui potrebbero andare, qualora non utilizzati per operazioni di M&A, circa 500 milioni. Di sicuro il Leone di Trieste prevede di distribuire agli azionisti dividendi totali tra 5,2 e 5,6 miliardi nel periodo 2022-2024.

Scendendo nel dettaglio il risultato operativo del gruppo sale a 3,7 miliardi (+28%): in particolare, il risultato operativo del segmento Danni arriva a 1,85 miliardi (+85,7%) mentre quello del Vita cala a 1,81 miliardi (-3,5%). Segno più per il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management – a 498 milioni (+1,3%), grazie all’importante contributo di Banca Generali – e segno meno invece per il segmento Holding a -125 milioni, comunque in miglioramento dai -149 milioni del primo semestre 2022.

Sul fronte dei premi, quelli lordi superano i 42 miliardi (+3,6%), grazie al forte sviluppo del segmento danni che danno un apporto di 16,3 miliardi (+10,6%). Lieve calo per i premi lordi del segmento vita, a quasi 25,6 miliardi (-0,3%).

Cresce poco, ma comunque cresce, il patrimonio netto di gruppo a 26,7 miliardi (+0,2%) e il Contractual Service Margin, che consiste nei profitti futuri attualizzati del portafoglio in essere, a 32,1 miliardi rispetto ai 31 miliardi dello scorso anno.

Fonte Startmag.it : Emanuela Rossi

ASI, CNES e Università di Monaco di Baviera insieme per il progetto Space Founders                          

ASI, CNES e Università di Monaco di Baviera insieme per il progetto Space Founders                          

Incoraggiare e sostenere il progetto “SpaceFounders”, l’acceleratore europeo di tecnologia spaziale imprenditoriale che mira a potenziare e coltivare le migliori start-up spaziali di tutta Europa attraverso un programma d’élite incentrato su formazione e networking di alta qualità. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Agenzia Spaziale Francese (CNES) e l’Universität der Bundeswehr München (UniBW).

Per la prima volta in Italia, si è svolto a Roma il terzo evento Demo Day di “SpaceFounders”, in cui 10 start-up selezionate nel programma hanno presentato i loro progetti a un pubblico di investitori e professionisti di alto livello, presenti anche esperti dell’ASI, del CNES, dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dell’European Innovation Council (EIC) e rappresentanti dei partner industriali Thales Alenia Space, Beyond Gravity e Airbus.

L’obiettivo del memorandum è quello di migliorare le competenze delle start-up selezionate nell’ambito del progetto grazie al supporto di esperti del settore e di facilitare l’accesso ai finanziamenti attraverso la creazione di reti di investimento, agevolando così l’ingresso in altri mercati europei. Le aree principali del programma comprendono l’esplorazione spaziale, le tecnologie satellitari, le comunicazioni e l’osservazione della Terra. Le agenzie italiane e francesi, in collaborazione con l’Università di Monaco, contribuiranno attivamente alla ricerca e alla selezione delle start-up e organizzeranno incontri con esperti, investitori e imprenditori.

Fonte Romandie-guide.ch : Leon Paz

Incoraggiare e sostenere il progetto “SpaceFounders”, l’acceleratore europeo di tecnologia spaziale imprenditoriale che mira a potenziare e coltivare le migliori start-up spaziali di tutta Europa attraverso un programma d’élite incentrato su formazione e networking di alta qualità. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Agenzia Spaziale Francese (CNES) e l’Universität der Bundeswehr München (UniBW).

Per la prima volta in Italia, si è svolto a Roma il terzo evento Demo Day di “SpaceFounders”, in cui 10 start-up selezionate nel programma hanno presentato i loro progetti a un pubblico di investitori e professionisti di alto livello, presenti anche esperti dell’ASI, del CNES, dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dell’European Innovation Council (EIC) e rappresentanti dei partner industriali Thales Alenia Space, Beyond Gravity e Airbus. L’obiettivo del memorandum è quello di migliorare le competenze delle start-up selezionate nell’ambito del progetto grazie al supporto di esperti del settore e di facilitare l’accesso ai finanziamenti attraverso la creazione di reti di investimento, agevolando così l’ingresso in altri mercati europei. Le aree principali del programma comprendono l’esplorazione spaziale, le tecnologie satellitari, le comunicazioni e l’osservazione della Terra. Le agenzie italiane e francesi, in collaborazione con l’Università di Monaco, contribuiranno attivamente alla ricerca e alla selezione delle start-up e organizzeranno incontri con esperti, investitori e imprenditori.

Fonte Romandie-guide.ch : Leon Paz

L’Italia e le sue nuove ambizioni di difesa

L’Italia e le sue nuove ambizioni di difesa

Le forze armate italiane hanno fatto molta strada. Nel 2015, la terza economia dell’Europa continentale non destinava alle forze armate nemmeno l’1% del PIL, con un bilancio per la difesa di poco più di 13 miliardi di euro. Tuttavia, a differenza delle controparti francese e britannica, le forze armate italiane disponevano di un bilancio relativamente ampio dedicato al procurement, l’equivalente in Francia dei Programmi di Grande Effetto (PEM), che all’epoca ammontava a 4,87 miliardi di euro, mentre la Francia, ad esempio, disponeva di un bilancio di 31,4 miliardi di euro, di cui solo 5 miliardi di euro dedicati ai PEM, con uno sforzo industriale sul bilancio della difesa del 15,9% in Francia rispetto al 37,5% in Italia.

È vero che in questo settore Roma può contare su due caratteristiche specifiche del Paese. La prima riguarda la struttura del bilancio italiano, in quanto le spese per le attrezzature del Ministero della Difesa sono integrate dal Ministero dell’Industria.

Così, dei 4,87 miliardi di euro di stanziamenti per l’equipaggiamento delle forze armate nel 2015, solo 2,37 miliardi di euro sono stati pagati dal Ministero della Difesa, mentre i restanti 2,5 miliardi di euro sono stati finanziati dal Ministero dell’Industria, per sostenere l’attività industriale italiana nel settore della difesa. Se il primo punto è un indubbio vantaggio sia per le forze armate che per l’industria italiana della difesa, il secondo rappresenta un gravissimo handicap, sia oggi che in futuro. Come tutti gli eserciti professionali dell’Occidente, le forze armate italiane hanno difficoltà a reclutare.

Con poco più di 160.000 membri attivi delle forze armate, il Paese rimane proporzionalmente vicino ai 207.000 militari francesi rispetto ai suoi 60 milioni di abitanti. D’altra parte, molti di questi militari non sono disposti ad assumere incarichi impegnativi, come l’imbarco su fregate ed il dispiegamento di forze.

Fonte : Meta-defense.fr

Le forze armate italiane hanno fatto molta strada. Nel 2015, la terza economia dell’Europa continentale non destinava alle forze armate nemmeno l’1% del PIL, con un bilancio per la difesa di poco più di 13 miliardi di euro. Tuttavia, a differenza delle controparti francese e britannica, le forze armate italiane disponevano di un bilancio relativamente ampio dedicato al procurement, l’equivalente in Francia dei Programmi di Grande Effetto (PEM), che all’epoca ammontava a 4,87 miliardi di euro, mentre la Francia, ad esempio, disponeva di un bilancio di 31,4 miliardi di euro, di cui solo 5 miliardi di euro dedicati ai PEM, con uno sforzo industriale sul bilancio della difesa del 15,9% in Francia rispetto al 37,5% in Italia.

È vero che in questo settore Roma può contare su due caratteristiche specifiche del Paese. La prima riguarda la struttura del bilancio italiano, in quanto le spese per le attrezzature del Ministero della Difesa sono integrate dal Ministero dell’Industria. Così, dei 4,87 miliardi di euro di stanziamenti per l’equipaggiamento delle forze armate nel 2015, solo 2,37 miliardi di euro sono stati pagati dal Ministero della Difesa, mentre i restanti 2,5 miliardi di euro sono stati finanziati dal Ministero dell’Industria, per sostenere l’attività industriale italiana nel settore della difesa. Se il primo punto è un indubbio vantaggio sia per le forze armate che per l’industria italiana della difesa, il secondo rappresenta un gravissimo handicap, sia oggi che in futuro. Come tutti gli eserciti professionali dell’Occidente, le forze armate italiane hanno difficoltà a reclutare.

Con poco più di 160.000 membri attivi delle forze armate, il Paese rimane proporzionalmente vicino ai 207.000 militari francesi rispetto ai suoi 60 milioni di abitanti. D’altra parte, molti di questi militari non sono disposti ad assumere incarichi impegnativi, come l’imbarco su fregate ed il dispiegamento di forze.

Fonte : Meta-defense.fr

I Progetti di  Eni, Enel, Terna e Snam

I Progetti di  Eni, Enel, Terna e Snam

Lo scorso febbraio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva chiesto ai rappresentanti di Eni, Enel, Snam e Terna di presentare “pochi, necessari e fattibili” progetti legati alla transizione energetica da inserire nel PNRR rivisitato alla luce di REPowerEU. Eni, nonostante il focus sulle fonti fossili, sta investendo in particolare sui biocarburanti, combustibili low-carbon ottenuti dagli scarti organici. La società ha convertito in bioraffinerie due impianti tradizionali, a Venezia e a Gela, e sta lavorando all’espansione di quest’ultima per incrementare la produzione di biocombustibile per gli aerei. Eni inoltre sta progettando un sito per lo stoccaggio del carbonio al largo di Ravenna, dentro i giacimenti esauriti di gas nel mar Adriatico. Terna ha allo studio diversi progetti di interconnessione elettrica tra le regioni italiane e con l’estero.

Snam vorrebbe invece raddoppiare la capacità di Linea Adriatica, il gasdotto che percorre la costa adriatica, in modo da permettere un aumento delle importazioni di combustibile dal Nordafrica (in particolare dall’Algeria, che sta contribuendo in maniera importante alla sostituzione delle forniture russe). Enel, infine, vorrebbe realizzare un nuovo rigassificatore per l’importazione di gas liquefatto (GNL) a Porto Empedocle, in Sicilia. Il rigassificatore sarebbe in grado di trattare circa 8 miliardi di metri cubi di GNL all’anno, su un consumo totale di gas di circa 68 miliardi di metri cubi (dato 2022). Potrebbe investire anche nella costruzione di batterie per l’accumulo in rete dell’elettricità prodotta in maniera intermittente dai parchi eolici e solari.

Fonte Startmag.it : Marco dell’Aguzzo.

Lo scorso febbraio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva chiesto ai rappresentanti di Eni, Enel, Snam e Terna di presentare “pochi, necessari e fattibili” progetti legati alla transizione energetica da inserire nel PNRR rivisitato alla luce di REPowerEU. Eni, nonostante il focus sulle fonti fossili, sta investendo in particolare sui biocarburanti, combustibili low-carbon ottenuti dagli scarti organici. La società ha convertito in bioraffinerie due impianti tradizionali, a Venezia e a Gela, e sta lavorando all’espansione di quest’ultima per incrementare la produzione di biocombustibile per gli aerei. Eni inoltre sta progettando un sito per lo stoccaggio del carbonio al largo di Ravenna, dentro i giacimenti esauriti di gas nel mar Adriatico. Terna ha allo studio diversi progetti di interconnessione elettrica tra le regioni italiane e con l’estero. Snam vorrebbe invece raddoppiare la capacità di Linea Adriatica, il gasdotto che percorre la costa adriatica, in modo da permettere un aumento delle importazioni di combustibile dal Nordafrica (in particolare dall’Algeria, che sta contribuendo in maniera importante alla sostituzione delle forniture russe). Enel, infine, vorrebbe realizzare un nuovo rigassificatore per l’importazione di gas liquefatto (GNL) a Porto Empedocle, in Sicilia. Il rigassificatore sarebbe in grado di trattare circa 8 miliardi di metri cubi di GNL all’anno, su un consumo totale di gas di circa 68 miliardi di metri cubi (dato 2022). Potrebbe investire anche nella costruzione di batterie per l’accumulo in rete dell’elettricità prodotta in maniera intermittente dai parchi eolici e solari.

Fonte Startmag.it : Marco dell’Aguzzo.

Difesa, tutti i progetti di Leonardo finanziati col fondo europeo Edf

Difesa, tutti i progetti di Leonardo finanziati col fondo europeo Edf

Leonardo si è aggiudicata 18 progetti dal bando europeo European Defence Fund (Edf) WP22 (Work Programme 2022) volto a realizzare programmi comuni di ricerca e sviluppo finanziati dall’Ue. I progetti a cui il colosso dell’aerospazio e difesa partecipa si sono aggiudicati complessivamente circa il 74% dei fondi stanziati per il WP 22, pari a circa 614 milioni di euro, su un totale di 832 milioni di euro. La nuova tornata di finanziamenti è stata approvata a fine giugno da Bruxelles a seguito del secondo invito a presentare proposte nell’ambito dell’European Defence Fund (Edf).

L’industria europea della difesa ha presentato, entro il 24 novembre 2022, 134 proposte per progetti congiunti di R&S nel settore della difesa. Nello specifico, l’azienda capeggiata da Roberto Cingolani si è aggiudicata 18 progetti di ricerca e sviluppo (uno in meno rispetto all’anno scorso), di cui 10 di sviluppo capacitivo e 8 di ricerca. Si tratta dei programmi: Eucinf, Fact, Newsroom, Store, Scuale, Fasett, Latacc, Ec2, Proteas, Sesiop, Epicure, E-nacsos, Euroguard, Cassata, Tiresyas (di cui è alla guida), Federates, Odin’s eye II e Spider.

Fonte Startmag.it : Chiara Rossi

Leonardo si è aggiudicata 18 progetti dal bando europeo European Defence Fund (Edf) WP22 (Work Programme 2022) volto a realizzare programmi comuni di ricerca e sviluppo finanziati dall’Ue. I progetti a cui il colosso dell’aerospazio e difesa partecipa si sono aggiudicati complessivamente circa il 74% dei fondi stanziati per il WP 22, pari a circa 614 milioni di euro, su un totale di 832 milioni di euro. La nuova tornata di finanziamenti è stata approvata a fine giugno da Bruxelles a seguito del secondo invito a presentare proposte nell’ambito dell’European Defence Fund (Edf). L’industria europea della difesa ha presentato, entro il 24 novembre 2022, 134 proposte per progetti congiunti di R&S nel settore della difesa. Nello specifico, l’azienda capeggiata da Roberto Cingolani si è aggiudicata 18 progetti di ricerca e sviluppo (uno in meno rispetto all’anno scorso), di cui 10 di sviluppo capacitivo e 8 di ricerca. Si tratta dei programmi: Eucinf, Fact, Newsroom, Store, Scuale, Fasett, Latacc, Ec2, Proteas, Sesiop, Epicure, E-nacsos, Euroguard, Cassata, Tiresyas (di cui è alla guida), Federates, Odin’s eye II e Spider.

Fonte Startmag.it : Chiara Rossi

Aziende: 6 PMI selezionate per il 5° programma Impact Italy

Aziende: 6 PMI selezionate per il 5° programma Impact Italy

Business France ha appena annunciato l’elenco delle cinque PMI innovative selezionate per prendere parte alla 5° edizione del programma di sostegno Impact Italy, pensato per supportarle nell’accelerazione dello sviluppo sul mercato italiano attraverso nuovi flussi commerciali o partnership. Le PMI in questione sono ChapsVision, Colibri, Liberty Rider, Mobidys e Velou. Impact Italy è un programma di accelerazione internazionale dedicato alle PMI e alle start-up nel settore delle nuove tecnologie, istituito nell’ambito del Trattato del Quirinale, accordo di cooperazione franco-italiano rafforzato, firmato nel novembre 2021 dai due Paesi.

Il Trattato ha dato il via allo sviluppo di programmi di finanziamento congiunti e di progetti innovativi tra Francia ed Italia, che ha portato, fra gli altri risultati concreti all’attuazione di un accordo tra la Cassa Depositi e Prestiti e Bpifrance volto a rafforzare la cooperazione in termini di sostegno alle PMI e alle start-up innovative. Il programma Impact Italy, rivolto alle PMI e alle start-up francesi, si inserisce in questo contesto s’inserisce

Fonte lemoci.com: Christine Guilguy.             

Business France ha appena annunciato l’elenco delle cinque PMI innovative selezionate per prendere parte alla 5° edizione del programma di sostegno Impact Italy, pensato per supportarle nell’accelerazione dello sviluppo sul mercato italiano attraverso nuovi flussi commerciali o partnership. Le PMI in questione sono ChapsVision, Colibri, Liberty Rider, Mobidys e Velou. Impact Italy è un programma di accelerazione internazionale dedicato alle PMI e alle start-up nel settore delle nuove tecnologie, istituito nell’ambito del Trattato del Quirinale, accordo di cooperazione franco-italiano rafforzato, firmato nel novembre 2021 dai due Paesi. Il Trattato ha dato il via allo sviluppo di programmi di finanziamento congiunti e di progetti innovativi tra Francia ed Italia, che ha portato, fra gli altri risultati concreti all’attuazione di un accordo tra la Cassa Depositi e Prestiti e Bpifrance volto a rafforzare la cooperazione in termini di sostegno alle PMI e alle start-up innovative. Il programma Impact Italy, rivolto alle PMI e alle start-up francesi, si inserisce in questo contesto s’inserisce

Fonte lemoci.com: Christine Guilguy.             

Sfruttare al meglio gli investimenti è importante quanto trovare nuovi talenti

Sfruttare al meglio gli investimenti è importante quanto trovare nuovi talenti

Un’alta percentuale di responsabili IT francesi ammette di non conoscere abbastanza il Cloud e la cybersecurity per prendere le decisioni giuste per la propria azienda. Allo stesso tempo, quasi un terzo delle aziende francesi ritiene che la complessità dei software e la mancanza di formazione impediscano loro di ottenere il massimo dagli investimenti IT. Questi sono i principali risultati di un’indagine condotta da Censuswide tra i responsabili dei sistemi IT e degli acquisti delle PMI europee. Come dimostrano i dati di questo nuovo studio paneuropeo, nell’attuale congiuntura economica (in fase di consolidamento dopo una fase di crescita), le PMI francesi ritengono che la loro capacità di sfruttare appieno gli investimenti effettuati nell’IT negli ultimi anni sia cruciale quanto trovare e conservare i talenti.

Condotta per conto di Sharp Europe, fornitore leader di prodotti e servizi tecnologici per le piccole e medie imprese in tutta Europa, l’indagine rivela che un’ampia maggioranza di responsabili IT ammette di non avere conoscenze sufficienti per raggiungere quest’obiettivo. La ricerca paneuropea ha intervistato 5.770 professionisti degli acquisti IT di PMI in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera, Svezia e Regno Unito.

Fonte: Itrnews.com 

Un’alta percentuale di responsabili IT francesi ammette di non conoscere abbastanza il Cloud e la cybersecurity per prendere le decisioni giuste per la propria azienda. Allo stesso tempo, quasi un terzo delle aziende francesi ritiene che la complessità dei software e la mancanza di formazione impediscano loro di ottenere il massimo dagli investimenti IT. Questi sono i principali risultati di un’indagine condotta da Censuswide tra i responsabili dei sistemi IT e degli acquisti delle PMI europee. Come dimostrano i dati di questo nuovo studio paneuropeo, nell’attuale congiuntura economica (in fase di consolidamento dopo una fase di crescita), le PMI francesi ritengono che la loro capacità di sfruttare appieno gli investimenti effettuati nell’IT negli ultimi anni sia cruciale quanto trovare e conservare i talenti. Condotta per conto di Sharp Europe, fornitore leader di prodotti e servizi tecnologici per le piccole e medie imprese in tutta Europa, l’indagine rivela che un’ampia maggioranza di responsabili IT ammette di non avere conoscenze sufficienti per raggiungere quest’obiettivo. La ricerca paneuropea ha intervistato 5.770 professionisti degli acquisti IT di PMI in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera, Svezia e Regno Unito.

Fonte: Itrnews.com 

L’Aeronautica Militare Italiana sceglie il sistema di difesa aerea SAMP/T NG

L’Aeronautica Militare Italiana sceglie il sistema di difesa aerea SAMP/T NG

Lo scorso gennaio, dieci giorni dopo aver confermato l’ordine congiunto per 700 missili ASTER per la difesa aerea, Francia e Italia hanno ufficialmente assegnato al consorzio Eurosam, formato da Thales e MBDA, il contratto per la produzione del sistema terra-aria a medio raggio di nuova generazione (SAMP/T NG o Mamba NG), attraverso l’Organismo Congiunto di Cooperazione nel campo degli Armamenti (OCCAr). In Francia, il SAMP/T era inizialmente destinato all’esercito, ma ora viene impiegato dagli squadroni di difesa terra-aria [EDSA] dell’aeronautica militare francese. E secondo la Legge sulla programmazione militare 2024-2030 (LPM), entro il 2035 dovrebbe disporre di 12 sistemi di nuova generazione, rispetto agli 8 attuali.

Almeno in teoria, visto che uno di essi è stato ceduto all’Ucraina nell’ambito di una cooperazione con l’Italia. Da parte italiana, i SAMP/T sono gestiti dal 4° reggimento di artiglieria contraerea “Peschiera” dell’Esercito Italiano. Finora disponeva di cinque batterie. Tuttavia, per sostituire i 12 sistemi di difesa aerea SPADA 2000 del 2° Stormo “Caccia”, l’Aeronautica Militare ha deciso di acquisire anche i SAMP/T NG. A tal fine, è stato appena firmato un emendamento al contratto notificato dall’OCCAr a gennaio.

Fonte Opex 360.com : Laurent Lagneau

Lo scorso gennaio, dieci giorni dopo aver confermato l’ordine congiunto per 700 missili ASTER per la difesa aerea, Francia e Italia hanno ufficialmente assegnato al consorzio Eurosam, formato da Thales e MBDA, il contratto per la produzione del sistema terra-aria a medio raggio di nuova generazione (SAMP/T NG o Mamba NG), attraverso l’Organismo Congiunto di Cooperazione nel campo degli Armamenti (OCCAr). In Francia, il SAMP/T era inizialmente destinato all’esercito, ma ora viene impiegato dagli squadroni di difesa terra-aria [EDSA] dell’aeronautica militare francese. E secondo la Legge sulla programmazione militare 2024-2030 (LPM), entro il 2035 dovrebbe disporre di 12 sistemi di nuova generazione, rispetto agli 8 attuali. Almeno in teoria, visto che uno di essi è stato ceduto all’Ucraina nell’ambito di una cooperazione con l’Italia. Da parte italiana, i SAMP/T sono gestiti dal 4° reggimento di artiglieria contraerea “Peschiera” dell’Esercito Italiano. Finora disponeva di cinque batterie. Tuttavia, per sostituire i 12 sistemi di difesa aerea SPADA 2000 del 2° Stormo “Caccia”, l’Aeronautica Militare ha deciso di acquisire anche i SAMP/T NG. A tal fine, è stato appena firmato un emendamento al contratto notificato dall’OCCAr a gennaio.

Fonte Opex 360.com : Laurent Lagneau

Edison Next al fianco di Barilla nella transizione energetica. Infrastrutture dell’Energia

Edison Next al fianco di Barilla nella transizione energetica. Infrastrutture dell’Energia

Edison Next, società del Gruppo Edison, continua il suo impegno a fianco delle imprese nel loro percorso di transizione energetica, consolidando la partnership con Barilla, tra i leader dell’agroalimentare italiano, da tempo attiva per raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu sottoscritti nell’Agenda 2030. In particolare, Edison Next, in virtù del nuovo contratto siglato con Barilla, della durata di 10 anni, ha dato il via a un progetto che prevede il revamping (ammodernamento con tecnologia di ultima generazione) dell’impiato di trigenerazione su cui si basa la produzione dell’intero Polo campano di Barilla a Marcianise.

In base al progetto, verranno ammodernate le apparecchiature installate (che forniscono energia elettrica, termica e frigorifera), intervenendo soprattutto sulla caldaia a recupero e sull’alternatore. La messa in esercizio dell’impianto ammodernato è prevista per marzo 2024. L’obiettivo è implementare il miglioramento delle performance energetiche dell’impianto, ottenendo un risparmio energetico del 20% dell’energia primaria.   

Fonte: Rinnovabili.it

Edison Next, società del Gruppo Edison, continua il suo impegno a fianco delle imprese nel loro percorso di transizione energetica, consolidando la partnership con Barilla, tra i leader dell’agroalimentare italiano, da tempo attiva per raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu sottoscritti nell’Agenda 2030. In particolare, Edison Next, in virtù del nuovo contratto siglato con Barilla, della durata di 10 anni, ha dato il via a un progetto che prevede il revamping (ammodernamento con tecnologia di ultima generazione) dell’impiato di trigenerazione su cui si basa la produzione dell’intero Polo campano di Barilla a Marcianise. In base al progetto, verranno ammodernate le apparecchiature installate (che forniscono energia elettrica, termica e frigorifera), intervenendo soprattutto sulla caldaia a recupero e sull’alternatore. La messa in esercizio dell’impianto ammodernato è prevista per marzo 2024. L’obiettivo è implementare il miglioramento delle performance energetiche dell’impianto, ottenendo un risparmio energetico del 20% dell’energia primaria.   

Fonte: Rinnovabili.it

Airbus: 13 Mila assunzioni in Italia e all’estero nel 2023

Airbus: 13 Mila assunzioni in Italia e all’estero nel 2023

Migliaia di assunzioni Airbus sono in arrivo in Italia e all’estero entro fine 2023. L’azienda attiva nel settore spaziale ed aeronautico, prosegue il programma di reclutamento mondiale, che porterà in organico più di 13.000 nuove risorse, tra profili esperti e giovani neolaureati. L’imponente piano assunzioni di Airbus per l’anno in corso ha già visto concretizzarsi ben 7000 inserimenti di nuovo personale e proseguono le attività di reclutamento, che coinvolgono anche l’Italia, per la copertura delle circa 6000 posizioni ancora vacanti. Il potenziamento del personale si è reso necessario per far fronte al previsto aumento della produzione di velivoli e per sostenere i processi di decarbonizzazione dell’azienda. Infatti, le opportunità di lavoro offerte da Airbus riguardano non solo la produzione, ma anche l’ambito ingegneristico, quello informatico e della cyber sicurezza, nonché lo sviluppo di nuove tecnologie di propulsione, come idrogeno e criogenia.

Un terzo dei nuovi posti di lavoro Airbus sarà riservata ai neolaureati. Nell’ambito del piano di reclutamento, la società intende attrarre e preparare nuovi talenti, con diverse competenze, che opereranno per plasmare, anche in ottica di sostenibilità, il futuro del settore aerospaziale. In proposito, Airbus ha esteso di ulteriori 5 anni la prestigiosa collaborazione con il Georgia Institute of Technology, attiva all’interno dell’Airbus Academic Program. Il programma formativo coinvolge 15 università e scuole, tra le migliori del mondo, ed è finalizzato a sviluppare la prossima generazione di professionisti aerospaziali.

Fonte: ticonsiglio.com

Migliaia di assunzioni Airbus sono in arrivo in Italia e all’estero entro fine 2023. L’azienda attiva nel settore spaziale ed aeronautico, prosegue il programma di reclutamento mondiale, che porterà in organico più di 13.000 nuove risorse, tra profili esperti e giovani neolaureati. L’imponente piano assunzioni di Airbus per l’anno in corso ha già visto concretizzarsi ben 7000 inserimenti di nuovo personale e proseguono le attività di reclutamento, che coinvolgono anche l’Italia, per la copertura delle circa 6000 posizioni ancora vacanti. Il potenziamento del personale si è reso necessario per far fronte al previsto aumento della produzione di velivoli e per sostenere i processi di decarbonizzazione dell’azienda. Infatti, le opportunità di lavoro offerte da Airbus riguardano non solo la produzione, ma anche l’ambito ingegneristico, quello informatico e della cyber sicurezza, nonché lo sviluppo di nuove tecnologie di propulsione, come idrogeno e criogenia. Un terzo dei nuovi posti di lavoro Airbus sarà riservata ai neolaureati. Nell’ambito del piano di reclutamento, la società intende attrarre e preparare nuovi talenti, con diverse competenze, che opereranno per plasmare, anche in ottica di sostenibilità, il futuro del settore aerospaziale. In proposito, Airbus ha esteso di ulteriori 5 anni la prestigiosa collaborazione con il Georgia Institute of Technology, attiva all’interno dell’Airbus Academic Program. Il programma formativo coinvolge 15 università e scuole, tra le migliori del mondo, ed è finalizzato a sviluppare la prossima generazione di professionisti aerospaziali.

Fonte: ticonsiglio.com

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