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Il raccordo anulare di Napoli, prima "smart road" d’Italia

Il raccordo anulare di Napoli, un’infrastruttura stradale fondamentale della città del sud Italia, è diventato la prima strada intelligente certificata del paese, ottenendo questo riconoscimento dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questo progetto innovativo, che si estende per 22 chilometri, è il frutto di una collaborazione tra la società di gestione Tangenziale di Napoli (gruppo Autostrade per l’Italia), il ministero, il Centro nazionale per la mobilità sostenibile (MOST) e la filiale tecnologica Movyon. L’obiettivo principale di questa trasformazione è raccogliere, elaborare e condividere informazioni in tempo reale per migliorare la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilità del traffico, preparando al contempo l’infrastruttura ad accogliere i veicoli del futuro, compresi quelli a guida autonoma.

Per ottenere questa certificazione, il raccordo napoletano ha dovuto soddisfare tre requisiti fondamentali. Il primo riguarda la sorveglianza intelligente del traffico: una rete fitta di sensori è stata installata per raccogliere in continuo dati sul flusso dei veicoli. Queste informazioni vengono poi analizzate da modelli di traffico avanzati che assistono gli operatori del centro di controllo, consentendo loro di intervenire in modo preventivo per ridurre le congestioni e anticipare le situazioni critiche. La seconda funzione è il monitoraggio meteorologico e la sorveglianza del rischio idrogeologico. Stazioni meteorologiche e sensori specifici rilevano in tempo reale le precipitazioni, lo stato del manto stradale, i livelli dell’acqua e le condizioni del territorio circostante. Questo sistema è progettato per allertare rapidamente gli operatori in caso di fenomeni pericolosi come alluvioni o frane, consentendo una gestione più reattiva dei rischi naturali.

Il terzo requisito, e il più innovativo, è l’instaurazione di una comunicazione bidirezionale tra l’infrastruttura e i veicoli, grazie alle tecnologie Vehicle-to-Infrastructure (V2I). Questa connettività consente di inviare direttamente ai conducenti dei veicoli connessi informazioni su incidenti, cantieri, ostacoli, condizioni meteorologiche o la velocità consigliata per fluidificare il traffico. In cambio, i veicoli trasmettono dati all’infrastruttura, arricchendo la conoscenza del gestore sulle condizioni del traffico in tempo reale. Questo sistema trasforma la strada in un attore proattivo della mobilità, che non si limita più a reagire agli eventi ma può anticiparli e organizzare il traffico in modo dinamico.

Per implementare questo sistema, una dotazione tecnologica considerevole è stata o è in corso di installazione sui 22 chilometri del raccordo. Comprende 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevazione del traffico, 8 stazioni meteorologiche e 40 antenne di comunicazione che utilizzano le tecnologie ITS-G5 e Cellular V2X. Tutti i dati confluiscono in una piattaforma centrale che li integra e li utilizza per un monitoraggio continuo. Questa rete ha già permesso di realizzare il primo test italiano di guida autonoma su un tratto tra Vomero e Fuorigrotta, dove un veicolo ha modificato la propria velocità in tempo reale in base alle indicazioni ricevute dall’infrastruttura. Attualmente, 30 veicoli connessi circolano su questa strada, capaci di ricevere allerte e contribuire a una mobilità più sicura e fluida. Questo progetto fa di Napoli un laboratorio a cielo aperto e un precursore per la mobilità del futuro in Italia.

Fonte: https://fr.euronews.com/next/2026/06/11/le-peripherique-de-naples-premiere-smart-road-ditalie-la-mobilite-du-futur-evolue