Seleziona una pagina

Manovra: Flixbus e gli attori del settore chiedono 300 milioni per le autostazioni italiane

In vista della legge di bilancio 2027, il trasporto passeggeri su autobus di media e lunga percorrenza alza la voce a Roma. Il 2 ottobre, alla Camera dei Deputati, diversi attori del settore hanno presentato un piano di riqualificazione e rilancio delle autostazioni italiane del valore di 300 milioni di euro. Le proposte sono raccolte in un manifesto in otto punti firmato da Flixbus, dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), dall’associazione di categoria Anav, dall’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) e dall’Unione nazionale consumatori.

Il piano si propone come risposta strutturale alle esigenze di un’attività il cui valore economico è raddoppiato dopo la liberalizzazione del servizio. Serena Lancione, presidente di Anav, ne ha ricordato il peso: 180 operatori, una flotta di circa 2.000 autobus, 4.500 addetti e soprattutto un fatturato di 550 milioni di euro.

Questa crescita non è stata accompagnata da infrastrutture di accoglienza adeguate. In molte città gli autobus a lunga percorrenza fermano ancora in parcheggi o a bordo strada, con servizi limitati per i viaggiatori. Uno scarto tanto più evidente in quanto l’autobus è diventato, per molti italiani, un’alternativa economica al treno e all’auto.

La prima richiesta è di natura giuridica: dare una definizione normativa all’autostazione, che oggi non esiste come tale nell’ordinamento italiano. Senza uno status chiaro è difficile fissare obblighi, ripartire responsabilità o finanziare progetti.

I firmatari propongono poi di rendere obbligatoria la realizzazione di autostazioni nei comuni di grandi e medie dimensioni. L’obiettivo principale è rafforzare l’intermodalità, ossia il collegamento tra autobus, treni, trasporto pubblico urbano e mobilità dolce.

Il terzo capitolo riguarda la qualità. Il manifesto chiede standard adeguati in termini di sicurezza, accessibilità, in particolare per le persone a mobilità ridotta, e servizi offerti ai viaggiatori.

Infine, il finanziamento: il piano dovrà poggiare su investimenti pluriennali e su un coordinamento stabile tra soggetti pubblici e privati, in una logica di partenariato pubblico-privato.

La composizione dell’alleanza è uno dei punti di forza del progetto. Accanto all’operatore principale del mercato e all’associazione delle imprese di trasporto figurano il regolatore nazionale, i comuni, primi interessati dalla localizzazione delle autostazioni, e i rappresentanti degli utenti. Questo fronte comune punta a convincere il governo a inserire la misura nella manovra in preparazione.

Il tema trova eco anche oltralpe. In Francia l’apertura del mercato degli autobus a lunga percorrenza nel 2015 ha sollevato interrogativi simili sullo stato e sul numero delle autostazioni. In entrambi i Paesi lo sviluppo di questa modalità di trasporto, economica e a basse emissioni per passeggero, dipenderà in larga misura dalla capacità delle istituzioni di offrirle punti di sosta degni di questo nome.

Resta da capire se i 300 milioni richiesti troveranno spazio in una legge di bilancio dai margini stretti. Le prossime settimane di negoziato lo diranno.

Fonte: https://www.milanofinanza.it/news/manovra-flixbus-si-schiera-con-le-associazioni-per-un-piano-da-300-milioni-per-le-autostazioni-202610021412134558