La situazione internazionale, sempre più delicata, ed in cui il distacco delle politiche estere USA dall’Europa si rende sempre più evidente, si unisce alle tensioni sociali che stanno caratterizzando alcuni paesi in vista delle importanti tornate elettorali del prossimo anno.
L’avanzata generalizzata delle destre in tutto l’occidente della UE, che arriva a comprendere anche la Gran Bretagna, è il risultato di una protesta che si collega ad una crisi economica ed energetica che negli ultimi anni si è andata sempre più aggravando. Questa crisi è collegata alla ripresa di conflitti, prima sopiti, che hanno avuto pesanti ricadute a livello globale, ed investe fasce di società occidentale che prima si sentivano al sicuro.
Su questa protesta, che è anche alla base della prepotente e pericolosa crescita dell’AFD in Germania, soprattutto in considerazione del riarmo che questo paese sta realizzando con profusione di mezzi economici, vanno fatte delle considerazioni, per riuscire a capire in che modo si possa dare una risposta strutturata a livello continentale che non sia volta solamente a risolvere i problemi di breve termine.
Siamo da sempre convinti che Italia e Francia possano essere in prima linea per definire delle linee coerenti di sviluppo in questo senso, ed una road map in alcuni settori che possa poi coinvolgere i gli altri paesi europei. Siamo inoltre convinti che nei confronti di una Germania che, seppure in crisi, vuole riaffermare la propria egemonia, anche al di fuori di una vera solidarietà europea, una posizione comune e solida su alcuni temi di Italia e Francia sia estremamente utile.
La protezione del progetto BROMO a livello di politiche aerospaziali con l’unione di attori importanti come Airbus, Leonardo e Thales, il rilancio ed il completamento del programma IRIS 2 per una politica europea a livello di reti satellitari, e del programma CIL a livello di osservazione terrestre, che unisce due ambiti di massima capacità dei nostri due paesi, quello dei radar e quello delle ottiche, sono ad esempio delle azioni che al momento sembrano necessarie.
Un altro ambito in cui si deve proseguire senza esitazioni nella collaborazione è quello del Nucleare, dove l’adozione del DDL sul nuovo nucleare in Italia ha riaperto finalmente una strada per l’adozione di questa fondamentale fonte di Energia per il nostro paese, e dove la collabroazione con la Francia appare l’unica strada percorribile a livello sistemico.
C’è poi il tema delle reti elettriche da potenziare e della riforma del mercato elettrico europeo, dove una posizione comune e sempre più strutturata di Italia e Francia a livello UE è negli interessi dei due paesi, e quello del potenziamento delle reti infrastrutturali di trasporto dove la collaborazione tra i maggiori player del settore dei nostri paesi, risponde anche a logiche di corretta allocazione delle scarse risorse disponibili al momento. C’è infine il progetto TELT, oramai un simbolo della comune azione in senso bilaterale, che va sostenuto anche come luogo di innovazione e nel suo carattere di finestra aperta sul futuro, tra Torino e Lione.
E’ per questo che tra il 16 ed il 17 novembre a Parigi, alle porte del quinto anniversario del Trattato del Quirinale, IREFI organizzerà tre Forum consecutivi dedicati a Difesa, Energia ed Infrastrutture dei Trasporti, per provare a trovare dei punti di convergenza ulteriori dopo il vertice di fine giugno ad Antibes, e partire con un vero percorso strutturato. Sul fatto che non ci sia più tempo da perdere siamo già tutti d’accordo, ma oramai dalle parole bisogna passare ai fatti.
FABRIZIO MARIA ROMANO Presidente IREFI