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L’eolico offshore potrebbe generare 130 miliardi di euro per l’Italia, ma le aste devono partire rapidamente

Lo sviluppo di questa filiera potrebbe mobilitare fino a 130 miliardi di euro di investimenti e generare importanti ricadute industriali, offrendo un potenziale considerevole all’economia italiana. Tuttavia, questa prospettiva dipende da una condizione essenziale: l’avvio rapido delle procedure d’asta necessarie per l’assegnazione dei progetti. L’Italia dispone infatti di importanti risorse geografiche per lo sviluppo dell’eolico in mare, in particolare in alcune zone del Mediterraneo particolarmente favorevoli. I progressi tecnologici realizzati negli ultimi anni, soprattutto nel campo delle turbine galleggianti, consentono oggi di prendere in considerazione lo sfruttamento di aree marine precedentemente inaccessibili a causa della loro profondità.

Al di là della produzione di elettricità, i benefici attesi riguardano l’intero ecosistema industriale. La costruzione delle infrastrutture mobiliterebbe i cantieri navali, i porti, le imprese metallurgiche, i produttori di componenti e le società specializzate nei servizi marittimi. Ogni investimento nell’eolico offshore produrrebbe quindi effetti moltiplicatori sull’economia nazionale. I promotori del settore insistono particolarmente sull’urgenza di agire. Le decisioni di investimento necessitano di visibilità regolamentare e finanziaria. Senza un calendario chiaro per le aste, le imprese rischiano di rinviare i loro progetti o di privilegiare altri mercati europei ritenuti più attraenti. L’Italia potrebbe allora perdere un’occasione strategica per costruire una filiera industriale competitiva su larga scala.

Questa problematica si inserisce in una competizione europea più ampia. Diversi paesi, in particolare nel Nord Europa, hanno già lanciato importanti programmi di eolico offshore e attirano gli investimenti industriali associati. Per l’Italia, il ritardo nelle procedure amministrative potrebbe ridurre la sua capacità di catturare i benefici economici della transizione energetica. L’eolico offshore costituisce una fonte di energia rinnovabile particolarmente promettente grazie a fattori di carico elevati e a una produzione più regolare rispetto ad altre tecnologie verdi. Il suo sviluppo permetterebbe quindi di rafforzare la sicurezza energetica, riducendo al contempo le emissioni di gas serra.

L’Italia possiede quindi le risorse naturali, le competenze industriali e il sostegno europeo necessari per diventare un attore importante dell’eolico offshore nel Mediterraneo. Tuttavia, senza decisioni rapide riguardanti i meccanismi di assegnazione e finanziamento, questo potenziale da 130 miliardi di euro potrebbe rimanere largamente teorico. Il successo della filiera dipenderà pertanto tanto dalla tecnologia quanto dalla capacità dei poteri pubblici di offrire un quadro stabile e prevedibile agli investitori.

Fonte: https://www.milanofinanza.it/news/aero-l-eolico-in-mare-puo-sbloccare-130-miliardi-ma-solo-se-le-aste-partiranno-subito-202606101228224569