In questi ultimi anni l’area mediterranea è tornata ad essere un focolaio di tensioni, soprattutto dopo la fase della cosiddetta “Primavera Araba”, che ha rimesso in gioco gli equilibri esistiti fino a quel punto.
I problemi maggiori per i paesi europei che si affacciano sul mediterraneo sono venuti in seguito dagli episodi di migrazione clandestina, provenienti non solo, ma in buona parte, dalle coste africane. Quanto successo pochi giorni fa nell’enclave spagnola di Ceuta è stato solo l’ultimo episodio di una serie di pressioni, in gran parte governate dall’esterno, che stanno minando in maniera pericolosa la solidarietà europea.
La difficile situazione in Libia, con la crescente presenza russa ed una politica turca che appare essere spesso ambivalente e non del tutto in linea con le posizioni NATO, si unisce ai problemi che possono venire dal Marocco, mentre l’Algeria che ha sostituito la Russia come fornitore di energia per l’Italia è pur sempre ancorato al sistema di allenze russo-cinese.
Questa situazione non facile impone un’azione il più possibile comune nell’area di Italia e Francia, che hanno avuto spesso dei problemi a proposito di politiche mediterranee condivise, ma che nel complesso dei nuovi equilibri geopolitici internazionale devono, in questo come in altri campi, trovare un punto di collaborazione nell’interesse dell’Europa intera.
Una collaborazione tra i nostri due paesi nel Mediterraneo non può prescindere da una maggiore collaborazione nel settore navale, ed in particolare nel settore della subacquea, in cui una vera sinergia è sempre mancata. Questa collaborazione può essere costruita attorno allo sviluppo, sempre più interessante e dotato di un notevole potenziale, del Polo Nazionale della Subacquea italiano.
Si tratta di un ambito che interessa naturalmente molti settori di tecnologia profonda ed è legato all’Innovazione da un filo doppio, caratterizzato da tecnologie “dual use” che sono generalmente in grado di ricevere finanziamenti adeguati. Abbiamo sempre pensato che una vera strategia comune tra Italia e Francia avrebbe dovuto partire dall’Innovazione, e questo sarebbe un modo per unirla alle esigenze di Difesa, che ci vedono già uniti in diverse azioni importanti.
Il bilaterale intergovernativo Francia-Italia di Antibes del 25 giugno ha confermato la volontà politica di proseguire nelle collaborazioni di più alto interesse strategico tra i due paesi. E’ a partire da quell’esito positivo che si può pensare di impostare una collaborazione come questa, dal grandissimo potenziale, se solo si pensi ai collegamenti che il sistema multidominio di Difesa richiede tra Aerospazio e Underwater. Si tratta di due domini di “eccellenza” che Italia e Francia possono vantare e mettere a disposizione del comune interesse europeo.
La quarta edizione dei Dialoghi Italia-Francia : Difesa e Trattato del Quirinale, che avrà luogo a Parigi, presso la sede del Senato al Palais du Luxembourg sarà l’occasione per un confronto al più alto livello su questi temi, oramai decisivi. Sarà anche l’occasione per provare a rilanciare le possibilità di una vera politica comune del Mediterraneo tra i nostri due paesi, ancorata alle raccomandazioni del Trattato del Quirinale, oramai alle porte del suo quinto anniversario.
FABRIZIO MARIA ROMANO Presidente IREFI