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Il Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo ha indicato alcune linee di azione che saranno al centro del dibattito delle prossime Tavole Rotonde Italia-Francia, organizzate da IREFI sui temi delle Infrastrutture dei Trasporti e dell’Energia, a Roma, presso la sede di Edison, il prossimo 5 maggio.

Il tema centrale è quello della sicurezza energetica, che oramai torna a cadenza periodica a nutrire gli incubi delle industrie occidentali, ma anche quello della gente comune, con il suo corollario di ricadute sui prezzi e di carenza delle scorte complessive.

La possibile soluzione del blocco del Golfo di Hormuz non ci dovrà in ogni caso far perdere di vista quello che è a tutti gli effetti un problema strutturale del nostro continente, e che deve spingerci ad una riorganizzazione complessiva del sistema delle infrastrutture energetiche europee, come suggerito nel corso dell’ultimo Consiglio d’Europa.

L’industria energivora deve essere al centro delle politiche nazionali ed europee, e deve essere messa nelle migliori condizioni di competitività rispetto ad una concorrenza sempre più aggressiva, che può contare su processi decisionali più veloci e spesso più spregiudicati, con cui da tempo è necessario fare i conti. In questo senso la riforma del mercato elettrico dovrà senz’altro essere una delle misure da condurre in porto velocemente.

All’interno di queste politiche su cui Italia e Francia si trovano generalmente in una posizione di allineamento e di comune interesse, dovrà svilupparsi un’intesa supplementare tra i nostri due paesi non solo a livello comunitario, ed all’interno della quale è senz’altro auspicabile l’approvazione prima della fine della legislatura del DDL Energia in Italia. Il ricorso al nucleare per un migliore e più efficiente sviluppo industriale, e per l’abbassamento dei prezzi dell’energia elettrica è un aspetto non più differibile.

Un altro aspetto sarà quello del rafforzamento e dello sviluppo delle reti energetiche che collegano Italia e Francia, e la collaborazione tecnologica, soprattutto nel settore dell’Innovazione, collegando quanto più possibile i nostri laboratori e le nostre università in una logica di “pensare europeo” che sappiamo bene essere oramai diventato un’esigenza.

Sarebbe anche auspicabile definire le linee di un vero e proprio asse mediterraneo tra Italia e Francia, per sviluppare insieme un rapporto costruttivo con il Nord Africa ed il Medio Oriente, ma questo è un obiettivo di lungo termine su cui speriamo di avere qualche segnale dal prossimo vertice bilaterale, previsto dal Trattato del Quirinale, che dovrebbe avere luogo a fine giugno e su avremo modo di ritornare. 

FABRIZIO MARIA ROMANO                                                                                                                                                          Presidente IREFI