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Bilanci e prospettive

I mesi estivi servono spesso per fare un bilancio della prima parte dell’anno, verificare a che punto sono i progetti più importanti e definire obiettivi e strategie per la seconda parte.
Passiamo quindi dai risultati importanti di Choose France 2022 che ha presentato progetti del valore di 6,7 Miliardi di Euro attivi al momento sul suolo francese, con 4000 posti di lavoro in gioco, ed un ruolo centrale a livello di investimenti di imprese italiane come STMicroelectronics, Trenitalia e Zambon Farmaceutica, alle previsioni in crescita dei grandi marchi del lusso francesi ed italiani, sempre più omogenei a livello di strategia, al semestre record portato a casa da Thales, con un aumento del fatturato del 7,7% che si riflette anche sui risultati in crescita di Thales Alenia Space, importante JV in atto con Leonardo.
Le difficoltà del momento non sembrano quindi influire in maniera negativa sulle prospettive della collaborazione franco-italiana in vari settori, particolarmente importante in quelli più strategici legati all’innovazione sui quali si è soffermato il Trattato del Quirinale, che ha definito obiettivi e modi operativi su cui ci sarà da sviluppare il massimo dell’impegno.
Tra questi il tema più delicato sembra essere quello della transizione energetica, in cui sarà necessario minimizzare i rischi e definire un’azione comune più stretta possibile tra Francia ed Italia. 

Ridefinire il mix energetico significa lavorare su una politica di sicurezza degli approvvigionamenti mirata specialmente verso il quadrante nordafricano e quello mediorientale, e su una strategia congiunta sulle fonti pulite, tra cui emergono quelle relative all’Idrogeno e al nucleare di nuova generazione.

I tempi in cui le fonti rinnovabili potranno sostituire quelli fossili non saranno brevi, e di questo bisognerà essere consapevoli, ma rallentare lo slancio che l’Europa ha adottato con RePower EU sarebbe un errore grave. Piuttosto sarà necessario definire un percorso di avvicinamento molto attento, capace di puntare sulle fonti pulite più in grado di accelerare la decarbonizzazione, e di potenziare al massimo il settore elettrico. Tutto questo richiede un adeguato sviluppo del settore della Ricerca a Sviluppo, ed una solida politica di raccolta di investimenti su cui la Francia, leader europeo negli investimenti diretti, ha molto da dire, e su cui anche l’Italia si sta finalmente cominciando a muovere.
Il secondo semestre del 2022 sarà molto importante per prendere quelle decisioni che avranno impatto sull’immediato futuro dell’Europa e la collaborazione tra Francia ed Italia, sulle orme del Trattato del Quirinale, avrà un ruolo importante per indicare la strada da percorrere.

I mesi estivi servono spesso per fare un bilancio della prima parte dell’anno, verificare a che punto sono i progetti più importanti e definire obiettivi e strategie per la seconda parte.
Passiamo quindi dai risultati importanti di Choose France 2022 che ha presentato progetti del valore di 6,7 Miliardi di Euro attivi al momento sul suolo francese, con 4000 posti di lavoro in gioco, ed un ruolo centrale a livello di investimenti di imprese italiane come STMicroelectronics, Trenitalia e Zambon Farmaceutica, alle previsioni in crescita dei grandi marchi del lusso francesi ed italiani, sempre più omogenei a livello di strategia, al semestre record portato a casa da Thales, con un aumento del fatturato del 7,7% che si riflette anche sui risultati in crescita di Thales Alenia Space, importante JV in atto con Leonardo.
Le difficoltà del momento non sembrano quindi influire in maniera negativa sulle prospettive della collaborazione franco-italiana in vari settori, particolarmente importante in quelli più strategici legati all’innovazione sui quali si è soffermato il Trattato del Quirinale, che ha definito obiettivi e modi operativi su cui ci sarà da sviluppare il massimo dell’impegno.
Tra questi il tema più delicato sembra essere quello della transizione energetica, in cui sarà necessario minimizzare i rischi e definire un’azione comune più stretta possibile tra Francia ed Italia. Ridefinire il mix energetico significa lavorare su una politica di sicurezza degli approvvigionamenti mirata specialmente verso il quadrante nordafricano e quello mediorientale, e su una strategia congiunta sulle fonti pulite, tra cui emergono quelle relative all’Idrogeno e al nucleare di nuova generazione.
I tempi in cui le fonti rinnovabili potranno sostituire quelli fossili non saranno brevi, e di questo bisognerà essere consapevoli, ma rallentare lo slancio che l’Europa ha adottato con RePower EU sarebbe un errore grave. Piuttosto sarà necessario definire un percorso di avvicinamento molto attento, capace di puntare sulle fonti pulite più in grado di accelerare la decarbonizzazione, e di potenziare al massimo il settore elettrico. Tutto questo richiede un adeguato sviluppo del settore della Ricerca a Sviluppo, ed una solida politica di raccolta di investimenti su cui la Francia, leader europeo negli investimenti diretti, ha molto da dire, e su cui anche l’Italia si sta finalmente cominciando a muovere.
Il secondo semestre del 2022 sarà molto importante per prendere quelle decisioni che avranno impatto sull’immediato futuro dell’Europa e la collaborazione tra Francia ed Italia, sulle orme del Trattato del Quirinale, avrà un ruolo importante per indicare la strada da percorrere.