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La Germania valuta di aderire al SAMP/T NG, rafforzando le ambizioni europee del programma franco-italiano

Il programma SAMP/T NG, sviluppato congiuntamente da Francia e Italia, potrebbe assumere una nuova dimensione con un’eventuale partecipazione tedesca. Il 21 luglio, il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius si è dichiarato “aperto, in linea di principio” all’idea che la Germania svolga un ruolo nel programma. Questa dichiarazione giunge dopo la proposta formulata alcuni giorni prima da Emmanuel Macron, che desiderava associare Berlino alla coproduzione del sistema. Per Parigi e Roma, questa prospettiva potrebbe contribuire ad ampliare la base industriale di un programma europeo strategico di difesa aerea.

Il SAMP/T NG costituisce oggi uno dei principali progetti di cooperazione militare franco-italiana. Lanciato nel 2023 nell’ambito dell’OCCAr, è sviluppato da Eurosam, consorzio che riunisce MBDA e Thales. Il sistema si basa sul missile intercettore Aster 30 Block 1NT e deve offrire una capacità avanzata contro diverse minacce aeree e balistiche.

L’Italia svolge un ruolo industriale di primo piano in questo programma. Mentre la versione francese deve essere in particolare associata al radar Ground Fire 300 di Thales, il sistema destinato alle forze italiane integrerà il radar Kronos GM HP sviluppato da Leonardo. Questa ripartizione illustra il carattere realmente binazionale del programma e la complementarità delle competenze francesi e italiane.

L’eventuale arrivo della Germania modificherebbe tuttavia l’equilibrio iniziale del progetto. Berlino aveva finora privilegiato un’architettura diversa per la propria difesa aerea. Nell’ambito dell’European Sky Shield Initiative, la Germania ha scelto in particolare il sistema Patriot statunitense, piuttosto che il SAMP/T NG. La Bundeswehr si trova quindi di fronte a una questione strategica: come partecipare al programma franco-italiano senza moltiplicare i sistemi operativi differenti? Boris Pistorius ha proprio sottolineato questa difficoltà.

Il ministro tedesco ha comunque lasciato aperta la possibilità di una partecipazione agli sviluppi futuri del SAMP/T NG. Questa sfumatura è importante. Non si tratta necessariamente di una decisione immediata di acquisire il sistema per equipaggiare le forze tedesche, ma piuttosto di una possibilità di contribuire alla sua evoluzione e alla sua produzione.

Per l’Italia, questa prospettiva potrebbe presentare diversi vantaggi industriali. Una partecipazione tedesca consentirebbe in particolare di ampliare le capacità europee di produzione di missili e potenzialmente di accelerare i ritmi produttivi. La questione dei volumi è divenuta centrale dalla guerra in Ucraina, che ha dimostrato che le scorte europee di missili e munizioni possono essere rapidamente sollecitate.

L’integrazione di Berlino potrebbe inoltre rafforzare l’attrattiva commerciale del sistema. Il SAMP/T NG gode già di un interesse internazionale crescente, con in particolare commesse o impegni che coinvolgono Danimarca e Ucraina. Una partecipazione tedesca potrebbe inviare un segnale ulteriore agli altri paesi europei che cercano di diversificare i propri equipaggiamenti di difesa aerea.

Questa evoluzione interviene in un contesto in cui l’Unione europea cerca di sviluppare maggiormente le proprie capacità militari. La scelta tra sistemi statunitensi e soluzioni europee costituisce ormai una questione industriale tanto quanto strategica. Il SAMP/T NG offre a questo riguardo un’alternativa europea ai sistemi americani, con una catena industriale che associa diversi grandi gruppi del continente.

Per la Francia e l’Italia, la posta in gioco sarà tuttavia preservare l’efficacia del programma definendo al contempo chiaramente le condizioni di un’eventuale partecipazione tedesca. La ripartizione industriale, la proprietà intellettuale, le responsabilità tecnologiche e le capacità produttive dovranno essere negoziate con precisione.

L’eventuale ingresso di Berlino potrebbe quindi costituire un’opportunità, ma richiederebbe di mantenere l’equilibrio che ha permesso al programma franco-italiano di progredire. La questione è particolarmente delicata per Roma, che dispone di competenze industriali proprie nel settore dei radar e dei sistemi di difesa aerea grazie a Leonardo.

A più lungo termine, il SAMP/T NG potrebbe così diventare più di un programma franco-italiano: un vero pilastro europeo della difesa aerea. Un’evoluzione del genere rafforzerebbe la capacità del continente di produrre i propri sistemi e ridurrebbe la sua dipendenza dai fornitori esterni.

L’apertura evocata da Berlino non costituisce quindi ancora una decisione definitiva. Ma rivela l’interesse crescente suscitato dal programma e sottolinea l’importanza assunta dalla cooperazione franco-italiana nella costruzione di un’industria europea della difesa più integrata.

Fonte: https://www.opex360.com/2026/07/22/defense-aerienne-lallemagne-est-ouverte-a-lidee-de-rejoindre-le-programme-franco-italien-samp-t-ng/