Il gruppo italiano Leonardo rafforza la propria presenza in Ucraina con la creazione di una filiale a Kiev, denominata Leonardo Ukraine. Questa inaugurazione segna un’evoluzione importante nella strategia internazionale dell’industriale italiano: l’Ucraina non è più considerata soltanto come un paese beneficiario di materiali militari europei, ma anche come un potenziale partner tecnologico. Per Leonardo, l’obiettivo è in particolare sviluppare attività di ricerca e sviluppo nei settori dei droni, dell’intelligenza artificiale, dei sistemi elettronici e della difesa aerea.
La nuova struttura, interamente controllata da Leonardo attraverso la sua filiale Leonardo International, è stata registrata in Ucraina nel maggio 2026. La sua attività comprende tra l’altro i sistemi ottici e di navigazione, le comunicazioni, i software e diversi apparecchi elettronici. Questa presenza locale dovrebbe consentire al gruppo italiano di lavorare più direttamente con l’ecosistema ucraino della difesa e di trarre vantaggio dall’esperienza accumulata dagli industriali del paese dall’inizio della guerra.
Questa esperienza costituisce proprio uno dei principali interessi di Leonardo. Il conflitto in Ucraina ha accelerato lo sviluppo di tecnologie militari basate su droni, guerra elettronica e intelligenza artificiale. Gli industriali ucraini hanno dovuto adattare i propri sistemi a condizioni operative particolarmente impegnative: disturbi delle comunicazioni, interferenze sul GPS, rapida evoluzione delle minacce e necessità di produrre su larga scala a costi contenuti.
Per gli industriali europei, questa situazione rappresenta una fonte di informazioni particolarmente preziosa. Il ritorno di esperienza disponibile in Ucraina consente di mettere rapidamente a confronto le tecnologie con le realtà del campo di battaglia. Leonardo intende in particolare sviluppare collaborazioni con l’industria ucraina dei droni, settore divenuto uno dei pilastri della difesa del paese. Il suo amministratore delegato Lorenzo Mariani aveva già sottolineato, durante il salone aeronautico di Farnborough, l’importanza dell’esperienza operativa acquisita dall’Ucraina.
Uno dei progetti più importanti associati a questa nuova presenza riguarda il sistema di difesa aerea Michelangelo Dome. Leonardo desidera poter testare alcune componenti di questa architettura in condizioni operative reali. Il sistema mira a coordinare diversi mezzi di rilevamento, comando e intercettazione al fine di costruire una difesa a più strati in grado di far fronte a minacce aeree diversificate.
Questa prospettiva è particolarmente interessante per l’industria italiana della difesa. Leonardo cerca di sviluppare una soluzione europea in grado di completare sistemi esistenti come il Patriot statunitense o il SAMP/T europeo. Il gruppo potrebbe così utilizzare gli insegnamenti tratti dal conflitto ucraino per migliorare le prestazioni delle proprie tecnologie e accelerarne la maturazione.
La cooperazione con l’ecosistema ucraino non si limita a Leonardo. Kiev ha sviluppato strutture dedicate all’innovazione nella difesa, in particolare Brave1, che riunisce diverse migliaia di imprese e soluzioni tecnologiche nei settori dei droni, della guerra elettronica e dell’intelligenza artificiale. Questa concentrazione di competenze costituisce un nuovo vantaggio per gli industriali europei in cerca di tecnologie e di ritorni di esperienza.
La posta in gioco è anche industriale. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la superiorità tecnologica non è sufficiente se le capacità produttive non consentono di rinnovare rapidamente le attrezzature. L’Europa cerca quindi ora di aumentare i propri ritmi produttivi, diversificare le catene di approvvigionamento e sviluppare partenariati con l’industria ucraina.
Per l’Italia, Leonardo Ukraine può così diventare un punto di accesso a un ecosistema tecnologico in piena trasformazione. Questa presenza consentirebbe al gruppo di comprendere meglio le rapide evoluzioni della guerra dei droni, sviluppando al contempo tecnologie che potrebbero essere integrate nei futuri programmi europei.
La mossa interviene anche in un contesto di graduale avvicinamento tra l’Ucraina e l’industria europea della difesa. Mentre gli Stati membri cercano di rafforzare le proprie capacità militari, la cooperazione con Kiev potrebbe consentire di accelerare l’innovazione e di abbreviare i cicli di sviluppo.
L’insediamento di Leonardo in Ucraina va quindi oltre la semplice apertura di una filiale. Esprime la volontà dell’industria italiana di partecipare direttamente alla trasformazione del settore europeo della difesa. Combinando il know-how industriale di Leonardo con il ritorno di esperienza ucraino, Roma spera di contribuire a far emergere nuove capacità europee adatte ai conflitti ad alta intensità e alla diffusione generalizzata dei sistemi autonomi.