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L’Italia sblocca quasi 9 miliardi di euro dal programma SAFE per accelerare la difesa

L’Italia si appresta a mobilitare 8,9 miliardi di euro nell’ambito del programma europeo SAFE (Security Action for Europe), destinato a sostenere gli investimenti nelle capacità di difesa e a rafforzare la base industriale e tecnologica europea. Roma aveva inizialmente riservato una dotazione di 14,9 miliardi di euro, ma il governo di Giorgia Meloni ha infine scelto di ridurre la propria richiesta per preservare maggiori risorse per altre priorità nazionali, in particolare la sanità e le politiche sociali. Questa decisione segna comunque un impegno finanziario significativo a favore della modernizzazione delle forze armate italiane e della sua industria della difesa.

Il dispositivo SAFE costituisce uno degli strumenti europei destinati a rispondere all’aumento delle esigenze militari degli Stati membri. Nel caso italiano, i fondi dovranno essere orientati verso progetti che rispondano ai criteri europei del programma, con priorità data a diverse capacità considerate critiche: difesa aerea e antimissile, droni e sistemi autonomi, cybersicurezza, munizioni e componenti. L’obiettivo va quindi oltre l’acquisto di materiali supplementari: si tratta anche di aumentare le capacità industriali necessarie per produrli in Europa.

Per Roma, questa dimensione industriale è particolarmente importante. L’Italia dispone di attori di primo piano nell’aeronautica, nell’elettronica, nei sistemi navali e nei missili, tra cui Leonardo, Fincantieri e Avio. L’utilizzo dei fondi SAFE potrebbe consentire a questi gruppi di rafforzare le proprie capacità produttive e di rispondere all’aumento della domanda europea. Le regole del programma favoriscono inoltre le catene di approvvigionamento europee, il che potrebbe ridurre la dipendenza dell’Italia da fornitori situati al di fuori dell’Unione europea.

Uno dei settori che potrebbe beneficiare di questa dinamica è quello della difesa aerea. Il programma SAMP/T, sviluppato nell’ambito di una cooperazione franco-italiana all’interno di Eurosam, costituisce un esempio particolarmente significativo di come gli investimenti europei possano sostenere capacità industriali comuni. Il sistema si basa in particolare sul missile Aster e associa le competenze di MBDA e Thales, mentre la componente italiana utilizza in particolare il radar Kronos di Leonardo.

Il finanziamento SAFE potrebbe anche sostenere i progetti legati ai droni e ai sistemi autonomi, la cui importanza è fortemente aumentata dall’inizio della guerra in Ucraina. L’esperienza del conflitto ha mostrato la necessità di disporre di capacità produttive rapide e flessibili, in grado di rinnovare le attrezzature consumate a un ritmo molto più elevato rispetto agli scenari militari tradizionali.

Secondo gli analisti citati da Zonebourse, l’interesse del programma potrebbe tuttavia risiedere meno in un aumento meccanico delle spese militari italiane che in una migliore visibilità sulla loro esecuzione. I fondi europei potrebbero così facilitare la realizzazione di programmi già previsti da Roma. Tra i beneficiari potenziali figurano Leonardo, Fincantieri e Avio, ma anche le imprese che partecipano alle catene di subfornitura.

La posta in gioco è anche europea. Condizionando l’utilizzo dei fondi a acquisti o investimenti che coinvolgono più Stati e favorendo l’origine europea dei componenti, SAFE cerca di evitare una frammentazione del mercato della difesa. Per l’Italia, questa logica offre un’opportunità per rafforzare la propria industria consolidando al contempo le cooperazioni con i suoi principali partner, in particolare la Francia.

Questo orientamento potrebbe quindi avere conseguenze sui grandi programmi franco-italiani. Lo sviluppo del SAMP/T NG, le capacità missilistiche di Eurosam o alcuni programmi navali potrebbero beneficiare di una domanda europea accresciuta. L’Italia ha quindi un interesse diretto a che gli strumenti finanziari europei servano a consolidare filiere industriali in cui possiede già competenze importanti.

Al di là degli 8,9 miliardi di euro annunciati, la vera sfida sarà la capacità di Roma di trasformare queste risorse in capacità industriali concrete. La sfida è duplice: rispondere rapidamente alle attuali esigenze militari e allo stesso tempo costruire una base industriale europea sufficientemente robusta per sostenere le ambizioni di difesa del continente nel lungo periodo.

L’attivazione del programma SAFE costituisce così un nuovo passo nell’ascesa della politica di difesa italiana. Avvicina inoltre le politiche nazionali e quelle europee, facendo dell’investimento industriale un elemento centrale della sicurezza del continente.

Fonte: https://www.zonebourse.com/actualite-bourse/l-italie-debloque-pres-de-9-milliards-d-euros-du-programme-safe-pour-la-defense-ce7858ded980f126