Seleziona una pagina

Il sistema “Michelangelo”: l’Italia vuole testare il suo scudo aereo in condizioni reali in Ucraina

L’Italia si appresta a compiere un passo importante nello sviluppo delle proprie capacità di difesa aerea con il progetto di test del sistema “Michelangelo”, un dispositivo avanzato progettato da Leonardo. Questo sistema, spesso descritto come una “cupola di difesa”, potrebbe essere sperimentato direttamente in Ucraina, in un ambiente operativo reale, prima di una possibile integrazione nei dispositivi di difesa europei e della NATO.

Il programma Michelangelo si basa su un’architettura modulare e multidominio, capace di rilevare, tracciare e intercettare un’ampia gamma di minacce, dai droni ai missili balistici e ipersonici. Si inserisce in una nuova generazione di sistemi di difesa integrati, che combinano radar, sensori, satelliti e sistemi di intercettazione all’interno di una piattaforma unificata.

L’interesse strategico di questo progetto è considerevole. I conflitti recenti hanno evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture civili e militari agli attacchi con droni e ai bombardamenti di saturazione. In questo contesto, i sistemi di difesa aerea devono essere in grado di gestire simultaneamente un gran numero di minacce, adattandosi al contempo a contesti operativi complessi. Michelangelo mira precisamente a rispondere a queste nuove sfide.

La scelta dell’Ucraina come terreno di sperimentazione riflette un’evoluzione significativa nelle pratiche industriali della difesa. Testare un sistema in condizioni reali consente di verificarne le prestazioni di fronte a minacce concrete, ma comporta anche importanti implicazioni politiche e di sicurezza. Questo tipo di sperimentazione evidenzia un’intensificazione della cooperazione tra l’industria europea della difesa e i paesi direttamente coinvolti nei conflitti.

Il programma presenta anche un notevole potenziale economico. Leonardo ritiene che questo sistema potrebbe generare fino a 21 miliardi di euro di opportunità commerciali entro il 2035, con già una ventina di paesi interessati alla sua acquisizione. Questa prospettiva illustra la crescente importanza del mercato della difesa aerea, diventato uno dei segmenti più dinamici del settore.

Il progetto Michelangelo si inserisce inoltre in una logica di cooperazione europea. Sono previste discussioni con altri industriali, in particolare francesi, per sviluppare architetture complementari o interoperabili. A lungo termine, l’obiettivo potrebbe essere la creazione di un sistema di difesa aerea integrato a livello continentale, capace di proteggere infrastrutture critiche e popolazioni.

Questo programma sottolinea l’evoluzione del ruolo dell’Italia nel panorama strategico europeo. A lungo considerata un attore secondario in alcuni ambiti della tecnologia militare avanzata, Roma afferma oggi ambizioni più marcate, investendo in sistemi innovativi e cercando di posizionarsi nei segmenti più strategici della difesa contemporanea.

 

Fonte: https://www.valeursactuelles.com/monde/litalie-annonce-tester-son-nouveau-dome-de-defense-michelangelo-sur-le-front-ukrainien