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Editoriale di Maggio:
Unire i talenti per costruire l’Europa

Il 2023 sta rapidamente giungendo al giro di boa della metà anno, con l’Europa impegnata a definire alcune linee di condotta comune sui temi più strategici. La discussione sul Net Zero Industry Act, che si aprirà nel corso del mese a Bruxelles, potrà dare il polso della capacità di trovare una riposta adeguata alle politiche industriali aggressive degli USA in sede di Inflaction Reduction Act.

Non ci sono oramai più dubbi che la capacità dell’Europa di fare fronte alle sfide globali imposte dal confronto tra USA e Cina, passi per la capacità di mettere da parte gli interessi particolari e ragionare come un blocco unico, che ha al suo interno la capacità di trovare le soluzioni necessarie per creare un futuro indipendente ed ecologicamente sostenibile per tutto il continente.

Le perplessità, indubbiamente esistenti, sulla maggiore efficienza delle politiche industriali cinesi ed americane, rispetto ad un eccesso normativo e burocratico che spesso rallenta la macchina europea, pur in presenza di politiche precise ed obiettivi fissati, devono spingere all’individuazione di soluzioni che rafforzino sia il lato pratico della scelta sia una visione complessiva che non sconfessi le idealità su cui si fonda la Comunità Europea.

Queste idealità sono le stesse che guidano l’azione di Francia ed Italia e che si trovano enunciate con definitiva chiarezza all’interno del testo del Trattato del Quirinale. L’unione dei talenti dei nostri due paesi può giocare un ruolo fondamentale per creare le condizioni di un’Europa indipendente e realmente sovrana, a carattere multipolare, e molti sono i campi in cui tutto questo ha cominciato a diventare chiaro ed evidente.

Le recenti intese a livello interministeriale nel campo dell’innovazione e della difesa comune, ed a livello industriale sul nucleare di quarta generazione, che seguono esiti importanti e riconosciuti della collaborazione italo-francese in vari campi, dimostrano che nonostante tensioni che possono essere generate da dinamiche politiche non sempre controllabili, l’impegno bi-laterale a lungo termine di Francia ed Italia su campi strategici è un dato di fatto. Ed è un lavoro, nato dalla buona volontà delle due parti, che porta vantaggi ad entrambe, e tramite loro al progetto dell’Europa del futuro.

Fabrizio Maria Romano – Presidente di IREFI –

Il 2023 sta rapidamente giungendo al giro di boa della metà anno, con l’Europa impegnata a definire alcune linee di condotta comune sui temi più strategici. La discussione sul Net Zero Industry Act, che si aprirà nel corso del mese a Bruxelles, potrà dare il polso della capacità di trovare una riposta adeguata alle politiche industriali aggressive degli USA in sede di Inflaction Reduction Act.

Non ci sono oramai più dubbi che la capacità dell’Europa di fare fronte alle sfide globali imposte dal confronto tra USA e Cina, passi per la capacità di mettere da parte gli interessi particolari e ragionare come un blocco unico, che ha al suo interno la capacità di trovare le soluzioni necessarie per creare un futuro indipendente ed ecologicamente sostenibile per tutto il continente.

Le perplessità, indubbiamente esistenti, sulla maggiore efficienza delle politiche industriali cinesi ed americane, rispetto ad un eccesso normativo e burocratico che spesso rallenta la macchina europea, pur in presenza di politiche precise ed obiettivi fissati, devono spingere all’individuazione di soluzioni che rafforzino sia il lato pratico della scelta sia una visione complessiva che non sconfessi le idealità su cui si fonda la Comunità Europea.

Queste idealità sono le stesse che guidano l’azione di Francia ed Italia e che si trovano enunciate con definitiva chiarezza all’interno del testo del Trattato del Quirinale. L’unione dei talenti dei nostri due paesi può giocare un ruolo fondamentale per creare le condizioni di un’Europa indipendente e realmente sovrana, a carattere multipolare, e molti sono i campi in cui tutto questo ha cominciato a diventare chiaro ed evidente.

Le recenti intese a livello interministeriale nel campo dell’innovazione e della difesa comune, ed a livello industriale sul nucleare di quarta generazione, che seguono esiti importanti e riconosciuti della collaborazione italo-francese in vari campi, dimostrano che nonostante tensioni che possono essere generate da dinamiche politiche non sempre controllabili, l’impegno bi-laterale a lungo termine di Francia ed Italia su campi strategici è un dato di fatto. Ed è un lavoro, nato dalla buona volontà delle due parti, che porta vantaggi ad entrambe, e tramite loro al progetto dell’Europa del futuro.

Fabrizio Maria Romano – Presidente di IREFI –