Quattro domande a
Marco Troncone AD di Aeroporti di Roma

All’interno di un’esperienza di successo come quella di AdR come è possibile, a suo avviso, coniugare la sfida della sostenibilità e quella dello sviluppo?

Crediamo fortemente che lo sviluppo dell’aeroporto non possa prescindere dall’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità sociale. Come società di gestione ci siamo posti l’obiettivo di azzerare le emissioni dei nostri aeroporti entro il 2030, in netto anticipo rispetto ai target europei di settore fissati per il 2050. Per farlo, stiamo introducendo una serie di azioni che passano attraverso la produzione di energia rinnovabile con la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in un aeroporto europeo, al Leonardo Da Vinci, l’utilizzo di biocarburanti e la conversione ad elettrico dei mezzi in uso in aeroporto. Inoltre, per quel che riguarda il settore del trasporto aereo, attraverso l’Osservatorio Patto per la decarbonizzazione del Trasporto aereo, da noi promosso e che coinvolge istituzioni, associazioni e aziende rappresentative del settore, stimoliamo il dibattito per favorire la realizzazione degli obiettivi di sostenibilità nel settore del trasporto aereo, nel contesto dei Sustainable Development Goals e dell’Agenda 2030.

Fiumicino è oramai diventato l’aeroporto dei record, probabilmente il migliore biglietto da visita per Roma 2030. Secondo lei quali sono al momento i suoi atout più importanti?

Possiamo riassumerli nei tre asset che guidano il nostro business: eccellenza dei servizi, innovazione e sostenibilità, a cui si aggiunge una forte spinta verso la contaminazione culturale. L’innovazione è una delle direttrici strategiche che si muovono di pari passo e in forte sinergia con uno sviluppo sostenibile a 360°, per costruire l’aeroporto del futuro che ponga al centro le persone, il territorio e la transizione energetica e digitale. Un luogo che non è più soltanto punto di arrivo e partenza ma lì dove il viaggio ha inizio. L’obiettivo è quello di rendere il Leonardo da Vinci un aeroporto con servizi di qualità, ma anche di intrattenimento e approfondimento per i passeggeri, un luogo che possa coniugare sostenibilità sociale e innovazione. Ne sono una dimostrazione le opere d’arte, le installazioni e le manifestazioni culturali che ospitiamo. Nel corso degli ultimi due anni abbiamo stretto numerose collaborazioni con Enti, Istituzioni e Associazioni che hanno permesso tra l’altro di portare a Fiumicino una delle opere più famose e iconiche del Bernini: il “Salvator Mundi” che abbiamo ospitato nella Piazza del nuovo Terminal 1 e che è stato ammirato settimanalmente da una media di oltre 315 mila passeggeri in transito per destinazioni nazionali, europee e intercontinentali, ma anche dai tanti cittadini per i quali abbiamo organizzato visite guidate aperte a tutti. In questo contesto il viaggio si coniuga con la bellezza amplificando il valore esperienziale e portando i passeggeri a vivere l’aeroporto in maniera sempre più attiva.

AdR è molto impegnata anche sul tema dell’Innovazione, quanto è importante per voi l’Innovation Hub, l’acceleratore di impresa dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative nel comparto aeroportuale?

Lavoriamo affinché l’aeroporto assuma sempre più la connotazione di una smart city efficiente, funzionale, digitale, con nuovi servizi in grado di anticipare le esigenze di passeggeri, stakeholder e personale aeroportuale. Per farlo adottiamo in ogni ambito un approccio Open Innovation coinvolgendo anche le più innovative startup che operano nel settore, in Italia e in tutto il mondo, attraverso le Call 4 Ideas del nostro Innovation Hub, un acceleratore di start up che, unico in Europa, opera all’interno dell’aeroporto, al Terminal 1. Un hub in cui vengono sperimentate nuove tecnologie dedicate a migliorare i processi aeroportuali, l’esperienza di passeggeri e operatori, l’utilizzo delle risorse energetiche, ma anche un luogo di scambio di know how. Un modello che sta funzionando: la prima Call 4 Ideas che ha dato vita a una serie di idee che sono diventate realtà e che oggi sono parte integrante dell’operatività dell’aeroporto ha avuto un successo oltre le aspettative. Le 13 nuove start up che hanno risposto invece alla seconda Call 4 Ideas sono oggi al lavoro nel nostro Innovation Hub e lavoreranno per sei mesi alle soluzioni del futuro. Anche a questo approccio dobbiamo il premio Best Airport Awards al Leonardo da Vinci di Fiumicino come migliore aeroporto d’Europa nella categoria degli hub con oltre 40 milioni di passeggeri l’anno, premio assegnato da Aci, associazione internazionale di categoria dei principali aeroporti del mondo.

L’aeroporto di Fiumicino è bene organizzato anche sul fronte dell’intermodalità. In generale crede che quella dell’intermodalità tra trasporto aereo e trasporto ferroviario sia una strada obbligata per il futuro?

L’integrazione tra i diversi “modi” di viaggiare è un’opportunità per moltiplicare la connettività per i passeggeri e che stiamo incrementando e sviluppando attraverso partnership e progetti congiunti, nell’ottica di offrire un servizio innovativo e sostenibile, che offra ai passeggeri molte più opzioni di viaggio limitando le emissioni. Su queste basi è nato l’accordo con Trenitalia e ITA Airways che consente ai passeggeri di combinare la formula “treno+aereo” tramite un biglietto unico e anche di effettuare il check-in, inclusa la consegna del bagaglio, direttamente nella stazione ferroviaria di Fiumicino aeroporto, per poi ritirarlo presso la destinazione finale operata dalla compagnia. Un piccolo grande passo, che ci dà però la possibilità di immaginare il futuro. Un futuro in cui il check -in si potrà fare alla stazione di partenza, trasformando ulteriormente l’esperienza di viaggio e dando più tempo ai passeggeri per scoprire l’aeroporto, tappa di partenza di ogni viaggio, nell’attesa del proprio volo. Nella stessa direzione di spinta verso l’intermodalità, lavoriamo all’integrazione ‘aria+aria’, volendo assicurare il collegamento dell’aeroporto con Roma tramite la mobilità aerea urbana, i cosiddetti ‘taxi volanti’, attraverso la società UrbanV in vista del Giubileo. Nata nel 2021 e annoverata oggi tra i top player globali nella progettazione e costruzione di vertiporti, le infrastrutture di decollo/atterraggio degli eVTOL, UrbanV è per noi un esempio di startup creata sul campo, che ci consente di creare valore dalle risorse aziendali. È l’unico player attivo nel suo segmento in Italia e, in pochi anni, ha già identificato un portafoglio di progetti vertiportuali ad elevato potenziale di sviluppo, in specifiche aree geografiche di riferimento, a partire dai territori dei partner fondatori.

ADR

All’interno di un’esperienza di successo come quella di AdR come è possibile, a suo avviso, coniugare la sfida della sostenibilità e quella dello sviluppo?

Crediamo fortemente che lo sviluppo dell’aeroporto non possa prescindere dall’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità sociale. Come società di gestione ci siamo posti l’obiettivo di azzerare le emissioni dei nostri aeroporti entro il 2030, in netto anticipo rispetto ai target europei di settore fissati per il 2050. Per farlo, stiamo introducendo una serie di azioni che passano attraverso la produzione di energia rinnovabile con la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in un aeroporto europeo, al Leonardo Da Vinci, l’utilizzo di biocarburanti e la conversione ad elettrico dei mezzi in uso in aeroporto. Inoltre, per quel che riguarda il settore del trasporto aereo, attraverso l’Osservatorio Patto per la decarbonizzazione del Trasporto aereo, da noi promosso e che coinvolge istituzioni, associazioni e aziende rappresentative del settore, stimoliamo il dibattito per favorire la realizzazione degli obiettivi di sostenibilità nel settore del trasporto aereo, nel contesto dei Sustainable Development Goals e dell’Agenda 2030.

Fiumicino è oramai diventato l’aeroporto dei record, probabilmente il migliore biglietto da visita per Roma 2030. Secondo lei quali sono al momento i suoi atout più importanti?


Possiamo riassumerli nei tre asset che guidano il nostro business: eccellenza dei servizi, innovazione e sostenibilità, a cui si aggiunge una forte spinta verso la contaminazione culturale. L’innovazione è una delle direttrici strategiche che si muovono di pari passo e in forte sinergia con uno sviluppo sostenibile a 360°, per costruire l’aeroporto del futuro che ponga al centro le persone, il territorio e la transizione energetica e digitale. Un luogo che non è più soltanto punto di arrivo e partenza ma lì dove il viaggio ha inizio. L’obiettivo è quello di rendere il Leonardo da Vinci un aeroporto con servizi di qualità, ma anche di intrattenimento e approfondimento per i passeggeri, un luogo che possa coniugare sostenibilità sociale e innovazione. Ne sono una dimostrazione le opere d’arte, le installazioni e le manifestazioni culturali che ospitiamo. Nel corso degli ultimi due anni abbiamo stretto numerose collaborazioni con Enti, Istituzioni e Associazioni che hanno permesso tra l’altro di portare a Fiumicino una delle opere più famose e iconiche del Bernini: il “Salvator Mundi” che abbiamo ospitato nella Piazza del nuovo Terminal 1 e che è stato ammirato settimanalmente da una media di oltre 315 mila passeggeri in transito per destinazioni nazionali, europee e intercontinentali, ma anche dai tanti cittadini per i quali abbiamo organizzato visite guidate aperte a tutti. In questo contesto il viaggio si coniuga con la bellezza amplificando il valore esperienziale e portando i passeggeri a vivere l’aeroporto in maniera sempre più attiva.

AdR è molto impegnata anche sul tema dell’Innovazione, quanto è importante per voi l’Innovation Hub, l’acceleratore di impresa dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative nel comparto aeroportuale?


Lavoriamo affinché l’aeroporto assuma sempre più la connotazione di una smart city efficiente, funzionale, digitale, con nuovi servizi in grado di anticipare le esigenze di passeggeri, stakeholder e personale aeroportuale. Per farlo adottiamo in ogni ambito un approccio Open Innovation coinvolgendo anche le più innovative startup che operano nel settore, in Italia e in tutto il mondo, attraverso le Call 4 Ideas del nostro Innovation Hub, un acceleratore di start up che, unico in Europa, opera all’interno dell’aeroporto, al Terminal 1. Un hub in cui vengono sperimentate nuove tecnologie dedicate a migliorare i processi aeroportuali, l’esperienza di passeggeri e operatori, l’utilizzo delle risorse energetiche, ma anche un luogo di scambio di know how. Un modello che sta funzionando: la prima Call 4 Ideas che ha dato vita a una serie di idee che sono diventate realtà e che oggi sono parte integrante dell’operatività dell’aeroporto ha avuto un successo oltre le aspettative. Le 13 nuove start up che hanno risposto invece alla seconda Call 4 Ideas sono oggi al lavoro nel nostro Innovation Hub e lavoreranno per sei mesi alle soluzioni del futuro. Anche a questo approccio dobbiamo il premio Best Airport Awards al Leonardo da Vinci di Fiumicino come migliore aeroporto d’Europa nella categoria degli hub con oltre 40 milioni di passeggeri l’anno, premio assegnato da Aci, associazione internazionale di categoria dei principali aeroporti del mondo.

L’aeroporto di Fiumicino è bene organizzato anche sul fronte dell’intermodalità. In generale crede che quella dell’intermodalità tra trasporto aereo e trasporto ferroviario sia una strada obbligata per il futuro?

L’integrazione tra i diversi “modi” di viaggiare è un’opportunità per moltiplicare la connettività per i passeggeri e che stiamo incrementando e sviluppando attraverso partnership e progetti congiunti, nell’ottica di offrire un servizio innovativo e sostenibile, che offra ai passeggeri molte più opzioni di viaggio limitando le emissioni. Su queste basi è nato l’accordo con Trenitalia e ITA Airways che consente ai passeggeri di combinare la formula “treno+aereo” tramite un biglietto unico e anche di effettuare il check-in, inclusa la consegna del bagaglio, direttamente nella stazione ferroviaria di Fiumicino aeroporto, per poi ritirarlo presso la destinazione finale operata dalla compagnia. Un piccolo grande passo, che ci dà però la possibilità di immaginare il futuro. Un futuro in cui il check -in si potrà fare alla stazione di partenza, trasformando ulteriormente l’esperienza di viaggio e dando più tempo ai passeggeri per scoprire l’aeroporto, tappa di partenza di ogni viaggio, nell’attesa del proprio volo. Nella stessa direzione di spinta verso l’intermodalità, lavoriamo all’integrazione ‘aria+aria’, volendo assicurare il collegamento dell’aeroporto con Roma tramite la mobilità aerea urbana, i cosiddetti ‘taxi volanti’, attraverso la società UrbanV in vista del Giubileo. Nata nel 2021 e annoverata oggi tra i top player globali nella progettazione e costruzione di vertiporti, le infrastrutture di decollo/atterraggio degli eVTOL, UrbanV è per noi un esempio di startup creata sul campo, che ci consente di creare valore dalle risorse aziendali. È l’unico player attivo nel suo segmento in Italia e, in pochi anni, ha già identificato un portafoglio di progetti vertiportuali ad elevato potenziale di sviluppo, in specifiche aree geografiche di riferimento, a partire dai territori dei partner fondatori.

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