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Trattato del Quirinale:
Articolo 11

L’Articolo 11 del Trattato del Quirinale tra Francia ed Italia è dedicato al Tema dell’Organizzazione dei vertici intergovernativi che daranno attuazione al Trattato.

È l’articolo che affronta la continuità da dare a tutte le azioni previste all’interno del testo, ed ha carattere operativo e di coordinamento dei lavori dei rispettivi ministeri.

Si articola attorno a 6 paragrafi sostanziali. Nel Primo le parti si impegnano ad organizzare con cadenza annuale un Vertice intergovernativo per fare il punto preciso di situazione sull’attuazione del Trattato ed esaminano ogni questione prioritaria d’interesse reciproco. Ove possibile, le riunioni di coordinamento e di concertazione previste dal presente Trattato a livello ministeriale si tengono ai margini del Vertice. Un resoconto è presentato dai ministri competenti di fronte al Presidente del Consiglio italiano e al Presidente della Repubblica francese. Nel Secondo viene definito un programma di lavoro indicativo che permette, quale mezzo della cooperazione italo-francese, di precisare gli obiettivi delle forme di cooperazione bilaterale previste dal presente Trattato. Tale programma è oggetto di un esame periodico e, ove necessario, è adattato agli obiettivi fissati di comune accordo. Con il Terzo paragrafo si definisce che a cadenza almeno trimestrale un membro di governo di uno dei due paesi partecipi, in alternanza, al Consiglio dei Ministri dell’altro paese. Con il Quarto paragrafo si istituisce a livello dei Segretari Generali dei Ministeri degli Affari Esteri, un Comitato strategico paritetico incaricato dell’attuazione del presente Trattato e del programma di lavoro.

Esso definisce, in collegamento con gli altri ministeri coinvolti, le strategie e le azioni comuni e formula raccomandazioni sull’attuazione degli impegni assunti nel quadro del Trattato, di cui monitora e valuta l’applicazione. Il Comitato strategico paritetico si riunisce una volta l’anno prima del Vertice intergovernativo. Il Quinto paragrafo definisce l’impegno delle parti a promuovere scambi di funzionari tra le amministrazioni interessate, mentre nel Sesto le parti si impegnano a rafforzare la loro cooperazione bilaterale attraverso incontri regolari e progetti comuni tra le rispettive amministrazioni pubbliche su temi d’interesse comune, in particolare la formazione, la digitalizzazione, l’attrattività della pubblica amministrazione, la parità di genere, l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro e la conciliazione tra vita personale e vita professionale.


All’interno del Programma di Lavoro, va segnalata l’articolazione dell’ultimo paragrafo dell’Articolo 11, che riguarda in particolare l’impegno a:

  • favorire gli scambi di buone pratiche, in particolare in materia di attrattività dell’impiego, della gestione dei talenti, della parità e dell’evoluzione dell’organizzazione del lavoro;
  • istituire degli scambi di funzionari pubblici in tutti i settori di interesse comune e proporre attività di formazione congiunte, nonché un approccio comune sul riconoscimento e sulla validazione dell’acquisizione di esperienza;
  • rafforzare la messa in comune di strumenti digitali utilizzati dalle amministrazioni e promuovere la condivisione di esperienze in materia di trasformazione digitale pubblica;
  • rafforzare la dinamica di apertura, di circolazione e di sfruttamento dei dati pubblici e la creazione di Dataset pubblici europei.

L’Articolo 11 del Trattato del Quirinale tra Francia ed Italia è dedicato al Tema dell’Organizzazione dei vertici intergovernativi che daranno attuazione al Trattato.

È l’articolo che affronta la continuità da dare a tutte le azioni previste all’interno del testo, ed ha carattere operativo e di coordinamento dei lavori dei rispettivi ministeri.

Si articola attorno a 6 paragrafi sostanziali. Nel Primo le parti si impegnano ad organizzare con cadenza annuale un Vertice intergovernativo per fare il punto preciso di situazione sull’attuazione del Trattato ed esaminano ogni questione prioritaria d’interesse reciproco. Ove possibile, le riunioni di coordinamento e di concertazione previste dal presente Trattato a livello ministeriale si tengono ai margini del Vertice. Un resoconto è presentato dai ministri competenti di fronte al Presidente del Consiglio italiano e al Presidente della Repubblica francese. Nel Secondo viene definito un programma di lavoro indicativo che permette, quale mezzo della cooperazione italo-francese, di precisare gli obiettivi delle forme di cooperazione bilaterale previste dal presente Trattato. Tale programma è oggetto di un esame periodico e, ove necessario, è adattato agli obiettivi fissati di comune accordo. Con il Terzo paragrafo si definisce che a cadenza almeno trimestrale un membro di governo di uno dei due paesi partecipi, in alternanza, al Consiglio dei Ministri dell’altro paese. Con il Quarto paragrafo si istituisce a livello dei Segretari Generali dei Ministeri degli Affari Esteri, un Comitato strategico paritetico incaricato dell’attuazione del presente Trattato e del programma di lavoro. Esso definisce, in collegamento con gli altri ministeri coinvolti, le strategie e le azioni comuni e formula raccomandazioni sull’attuazione degli impegni assunti nel quadro del Trattato, di cui monitora e valuta l’applicazione. Il Comitato strategico paritetico si riunisce una volta l’anno prima del Vertice intergovernativo. Il Quinto paragrafo definisce l’impegno delle parti a promuovere scambi di funzionari tra le amministrazioni interessate, mentre nel Sesto le parti si impegnano a rafforzare la loro cooperazione bilaterale attraverso incontri regolari e progetti comuni tra le rispettive amministrazioni pubbliche su temi d’interesse comune, in particolare la formazione, la digitalizzazione, l’attrattività della pubblica amministrazione, la parità di genere, l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro e la conciliazione tra vita personale e vita professionale.

All’interno del Programma di Lavoro, va segnalata l’articolazione dell’ultimo paragrafo dell’Articolo 11, che riguarda in particolare l’impegno a:

  • favorire gli scambi di buone pratiche, in particolare in materia di attrattività dell’impiego, della gestione dei talenti, della parità e dell’evoluzione dell’organizzazione del lavoro;
  • istituire degli scambi di funzionari pubblici in tutti i settori di interesse comune e proporre attività di formazione congiunte, nonché un approccio comune sul riconoscimento e sulla validazione dell’acquisizione di esperienza;
  • rafforzare la messa in comune di strumenti digitali utilizzati dalle amministrazioni e promuovere la condivisione di esperienze in materia di trasformazione digitale pubblica;
  • rafforzare la dinamica di apertura, di circolazione e di sfruttamento dei dati pubblici e la creazione di Dataset pubblici europei.