Si torna a parlare dell’unione di SNAM e TERNA

Il premier Mario Draghi, in accordo con il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, sta pensando di dare indicazioni a Cdp per immaginare una fusione tra Terna e Snam. L’obiettivo, è creare un campione europeo, favorire gli approvvigionamenti, migliorare la sicurezza e, particolare non di poco conto, abbassare il costo delle bollette specialmente per il mondo delle Pmi. In contemporanea si lavora per centralizzare gli acquisti e creare una sorta di direttorio per armonizzare e coordinare prezzi e strategia dei colossi pubblici (Eni-Enel). A Piazza Affari, si torna a parlare con insistenza di una possibile fusione tra Snam e Terna.

Da tempo Snam e Terna lavorano insieme e hanno rinnovato la collaborazione attraverso un memorandum d’intesa su più fronti. Se l’idea di fusione tra le due aziende prendesse forma, un ruolo fondamentale avrà Cassa depositi e prestiti, guidata da Dario Scannapieco. La controllata Cdp Reti possiede infatti il 29,9% di Terna e il 31% di Snam. E tra gli scopi della Cassa c’è proprio quello di sostenere e rilanciare i progetti infrastrutturali.

Fonte Corsera : Edoardo de Biasi

Il premier Mario Draghi, in accordo con il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, sta pensando di dare indicazioni a Cdp per immaginare una fusione tra Terna e Snam. L’obiettivo, è creare un campione europeo, favorire gli approvvigionamenti, migliorare la sicurezza e, particolare non di poco conto, abbassare il costo delle bollette specialmente per il mondo delle Pmi. In contemporanea si lavora per centralizzare gli acquisti e creare una sorta di direttorio per armonizzare e coordinare prezzi e strategia dei colossi pubblici (Eni-Enel). A Piazza Affari, si torna a parlare con insistenza di una possibile fusione tra Snam e Terna. Girano infatti alcuni dossier, messi a punto da varie banche d’affari, che scommettono sul matrimonio tra le due società che mirerebbe verso la necessità di modernizzare il sistema infrastrutturale, non avendo l’Italia elaborato negli ultimi anni nessuna seria politica energetica. Da tempo Snam e Terna lavorano insieme e hanno rinnovato la collaborazione attraverso un memorandum d’intesa su più fronti. Se l’idea di fusione tra le due aziende prendesse forma, un ruolo fondamentale avrà Cassa depositi e prestiti, guidata da Dario Scannapieco. La controllata Cdp Reti possiede infatti il 29,9% di Terna e il 31% di Snam. E tra gli scopi della Cassa c’è proprio quello di sostenere e rilanciare i progetti infrastrutturali.

Fonte Corsera : Edoardo de Biasi