Riparte la corsa al nucleare pulito

 

Oltre 16 Miliardi in arrivo per la Regione Lazio tra fondi PNRR, programmazione UE e risorse nazionali. I fondi sono destinati ad otto macro aree, tra cui 4,6 Miliardi per ferrovie, strade, porti e reti digitali; 2,2 Miliardi per la transizione energetica (bonifiche e interventi su acqua aria e rifiuti); e altri 2 miliardi per welfare, salute e casa. Oltre a questo sono previsti 823 Milioni per il lavoro, 888 Milioni per scuola università e ricerca ed 1,8 Miliardi per le imprese. Tra le aziende in corsa sulle tecnologie nucleari c’è Ansaldo Nucleare.

L’AD dell’azienda, Roberto Adinolfi, punta l’attenzione proprio sugli small modular reactor (SMR) «Si pensa possano essere particolarmente competitivi – afferma – perché possono essere costruiti in officina, il che permette di controllare i tempi di realizzazione e di non creare extracosti, mentre recentemente un serio problema per le centrali nucleari è stato proprio il lievitare dei tempi e dei costi di costruzione. Gli SMR, invece, saranno reattori di tipo standard, prodotti in serie e collocati, così come sono, nelle aree prescelte».

Fonte Sole 24 Ore: Raoul de Forcade

Riparte la ricerca sul nucleare per sviluppare tecnologie più sostenibili, che possano rappresentare una risposta alla sfida energetica e alla decarbonizzazione. È partita qualche mese fa l’avventura industriale di Newcleo, azienda fondata da Stefano Buono che punta ad accelerare lo sviluppo di una nuova famiglia di reattori raffreddati a piombo e capaci di utilizzare, come combustibile, le scorie radioattive prodotte dalle centrali nucleari tradizionali. A Torino c’è il team che si occupa dell’ingegneria, in provincia di Bologna gli esperti che collaborano con l‘Enea. «Il nostro obiettivo- spiega il Ceo Buono – è costruire un prototipo di reattore da testare ed essere pronti tra sette anni per realizzare i primi due impianti in Inghilterra e in Francia». Tra le aziende in corsa sulle tecnologie nucleari c’è Ansaldo Nucleare. L’AD dell’azienda, Roberto Adinolfi, punta l’attenzione proprio sugli small modular reactor (SMR) «Si pensa possano essere particolarmente competitivi – afferma – perché possono essere costruiti in officina, il che permette di controllare i tempi di realizzazione e di non creare extracosti, mentre recentemente un serio problema per le centrali nucleari è stato proprio il lievitare dei tempi e dei costi di costruzione. Gli SMR, invece, saranno reattori di tipo standard, prodotti in serie e collocati, così come sono, nelle aree prescelte».

Fonte Sole 24 Ore: Raoul de Forcade