Il Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo, preparato dall’incontro informale del 12 febbraio, si è trovato ad affrontare una situazione più critica di quella prevista, come conseguenza della guerra, in gran parte incontrollabile, scatenatasi in tutta l’area del Medio Oriente.
Il tema centrale è stato quello delle ricadute geopolitiche ed economiche della situazione, tra cui, principalmente, l’aumento dei prezzi dell’energia e i timori sulla sicurezza, ma anche quello della protezione dei cittadini e delle imprese dell’Ue, e degli sforzi da compiere per allentare le tensioni internazionali.
Lo shock energetico globale, risultato del blocco del Golfo di Hormuz e dell’instabilità dell’intero Golfo Persico potrebbe avere effetti destabilizzanti sull’economia occidentale, paragonabili a quelli registrati a causa della pandemia del 2020. Tutto questo mette di nuovo al centro dell’attenzione europea la questione della sicurezza energetica e degli approvvigionamenti
Si tratta di un’esigenza strettamente connessa con la necessità di competitività del sistema industriale europeo, sottoposto all’imprevedibilità dei prezzi e delle forniture ed alla dipendenza da fonti esterne, ed all’importanza di una visione comune per affrontare il problema, capace di assorbire e rielaborare le novità geopolitiche derivate dalla nuova postura americana.
Si era già parlato in passato su queste colonne di abbassamento dei costi dell’energia per migliorare la competitività del sistema industriale, di investimenti nel sistema delle reti di traporto, e di protezione delle industrie strategiche, riducendo le dipendenze, nei settori della difesa, dello spazio, delle tecnologie pulite, delle tecnologie quantistiche, dell’intelligenza artificiale.
Sono sempre questi i temi su cui Italia e Francia, sulla base di una solida tradizione di collaborazione industriale, dovranno collaborare per trovare posizioni comuni da offrire al resto dei paesi europei, con l’obiettivo di provare a raggiungere risultati concreti in tempi stretti, trovando le necessarie sponde con altri partner naturali, a partire dalla Germania.
Torniamo quindi al “pensare europeo” cui spesso ci riferiamo, e che oramai è diventato un’esigenza più che una opportunità. Il settore dell’Energia si presenta per l’ennesima volta come il campo di battaglia di una crisi sistemica che investe l’intero occidente, come spesso è successo in questi ultimi 50 anni. Questa volta, per trovare una soluzione, bisognerà pensare al lungo termine e non solo al breve, e ragionare in termini di economia e di esigenze industriali e non di vantaggi politici.
Le Tavole Rotonde Italia-Francia dell’Energia e delle Infrastrutture dei Trasporti, che si svolgeranno a Roma, presso la sede di Edison il prossimo 5 Maggio, organizzate da IREFI, vogliono, in questo senso, essere un’occasione per gli operatori dei due paesi, di un confronto su temi strategicamente importanti, posto solidamente nella logica del Trattato del Quirinale.
FABRIZIO MARIA ROMANO Presidente IREFI