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Intervista ad Ansaldo Nucleare

Quattro domande a Riccardo Casale

Se dovesse descrivere in poche righe, per un lettore senza conoscenze tecniche particolari, cosa si intende con il termine “Nuovo Nucleare” come risponderebbe?

Con il termine “Nuovo Nucleare” si fa riferimento al nucleare di nuova concezione: una nuova generazione di reattori generalmente di taglia più piccola, caratterizzati da un aumento ulteriore degli standard di sicurezza, una maggior economicità legata a fattori di scala e a una riduzione di volumi e attività delle scorie attraverso un efficiente riutilizzo del combustibile esausto. L’obiettivo è quindi quello di fornire energia che garantisca sostenibilità ambientale, economica e non proliferazione.

In che modo, a suo avviso, sarà possibile costruire una strategia industriale europea attorno ai reattori di quarta generazione?

Lo sviluppo di una strategia europea condivisa risulta complesso in quanto essa deve allineare interessi industriali e strategici non sempre convergenti. Per rendere possibile tale strategia, serve un ulteriore sviluppo e consolidamento delle cooperazioni ed alleanze industriali dei diversi paesi, parallelamente alla continua collaborazione tra il mondo industriale e quello accademico. Sarebbero inoltre opportune convergenze nei processi di licensing così come l’apertura di nuove fonti di finanziamento a sostegno di queste iniziative industriali, che avranno poi una ricaduta significativa sull’economia dei vari paesi. È importante che l’Italia ritorni ad essere un leader industriale nucleare come lo è stato negli anni 70 e 80.

Sono passati poco più di due mesi dall’intesa siglata tra Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Edison ed EdF, quali sono secondo lei le prospettive di questo accordo?

L’obiettivo dell’accordo è proprio quello di sviluppare e diffondere il “Nuovo Nucleare” in Europa per cui le prospettive sono volte ad un coinvolgimento sempre maggiore sull’aggiornamento dell’attuale flotta francese e soprattutto all’ampliamento della continua collaborazione tra le parti per dar vita a soluzioni innovative. L’intesa è anche quella di continuare a migliorare la comunicazione pubblica basata su dati fattuali cercando di spiegare in maniera comprensibile i vantaggi di un mix energetico che includa il nucleare.

Guardando allo sviluppo delle politiche dell’energia in Europa, pensa che si possa giungere ad un’integrazione multi-settoriale tra le varie fonti de-carbonate?

Sì, è fondamentale intraprendere in tutta l’Unione Europea una politica di diversificazione energetica che favorisca un mix integrato tra le fonti decarbonate. Non si tratta di dover scegliere una sola fonte ma di promuovere l’integrazione complementare tra esse. È un percorso relativamente lungo ma obbligato, noi ci siamo avviati su questa strada.

Se dovesse descrivere in poche righe, per un lettore senza conoscenze tecniche particolari, cosa si intende con il termine “Nuovo Nucleare” come risponderebbe?

Con il termine “Nuovo Nucleare” si fa riferimento al nucleare di nuova concezione: una nuova generazione di reattori generalmente di taglia più piccola, caratterizzati da un aumento ulteriore degli standard di sicurezza, una maggior economicità legata a fattori di scala e a una riduzione di volumi e attività delle scorie attraverso un efficiente riutilizzo del combustibile esausto. L’obiettivo è quindi quello di fornire energia che garantisca sostenibilità ambientale, economica e non proliferazione.

Sono passati poco più di due mesi dall’intesa siglata tra Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Edison ed EdF, quali sono secondo lei le prospettive di questo accordo?

L’obiettivo dell’accordo è proprio quello di sviluppare e diffondere il “Nuovo Nucleare” in Europa per cui le prospettive sono volte ad un coinvolgimento sempre maggiore sull’aggiornamento dell’attuale flotta francese e soprattutto all’ampliamento della continua collaborazione tra le parti per dar vita a soluzioni innovative. L’intesa è anche quella di continuare a migliorare la comunicazione pubblica basata su dati fattuali cercando di spiegare in maniera comprensibile i vantaggi di un mix energetico che includa il nucleare.

In che modo, a suo avviso, sarà possibile costruire una strategia industriale europea attorno ai reattori di quarta generazione?

Lo sviluppo di una strategia europea condivisa risulta complesso in quanto essa deve allineare interessi industriali e strategici non sempre convergenti. Per rendere possibile tale strategia, serve un ulteriore sviluppo e consolidamento delle cooperazioni ed alleanze industriali dei diversi paesi, parallelamente alla continua collaborazione tra il mondo industriale e quello accademico. Sarebbero inoltre opportune convergenze nei processi di licensing così come l’apertura di nuove fonti di finanziamento a sostegno di queste iniziative industriali, che avranno poi una ricaduta significativa sull’economia dei vari paesi. È importante che l’Italia ritorni ad essere un leader industriale nucleare come lo è stato negli anni 70 e 80.

Guardando allo sviluppo delle politiche dell’energia in Europa, pensa che si possa giungere ad un’integrazione multi-settoriale tra le varie fonti de-carbonate?

Sì, è fondamentale intraprendere in tutta l’Unione Europea una politica di diversificazione energetica che favorisca un mix integrato tra le fonti decarbonate. Non si tratta di dover scegliere una sola fonte ma di promuovere l’integrazione complementare tra esse. È un percorso relativamente lungo ma obbligato, noi ci siamo avviati su questa strada.