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Il bi-lateralismo e l’autonomia europea

L’idea di Europa ha avuto negli anni successivi ai Trattati di Roma del 1957 varie coniugazioni e vari sviluppi ed ha spesso avuto come riferimento l’asse franco-tedesca, che era, anche per motivi storici, quella necessaria a garantire stabilità e prospettiva.

Successivamente, soprattutto dopo la riunificazione tedesca e con la successiva adozione dell’Euro, si è affermata l’idea di una Germania locomotiva che potesse fare da traino all’economia europea, sempre nella logica di un asse preferenziale con la Francia, mentre la NATO garantiva la difesa del continente e la Russia l’Energia a basso costo per far funzionare la macchina industriale tedesca, con ricadute su tutta l’economia europea.

Questo modello è stato messo in difficoltà dalla crisi pandemica del 2020 e dalla guerra in Ucraina del 2022, e lo è ancora di più con l’apertura di altri fonti in Medio Oriente. Sono da tempo in discussione per l’intera Europa le linee di approvvigionamento energetico, in un momento di ulteriore difficoltà derivato dalle esigenze della transizione ecologica e lo stesso concetto di Difesa comune, in presenza di un atteggiamento in evoluzione da parte degli USA.

Di fronte a tutto questo e di fronte anche alle evidenti difficoltà a condurre una politica comune europea a 27 che tenga conto delle differenti proiezioni strategiche dei vari stati, ed alla necessità di difendere l’idea di un Europa libera ed indipendente,

riprende un suo deciso ruolo il bi-lateralismo, ossia la possibilità di costruire una serie di accordi sulla base di interessi economici e geografici  reciproci su cui tessere, per successivi allargamenti, una nuova rete di stabilità europea a carattere multi-polare.

Abbiamo spesso parlato di come Italia e Francia dovrebbero sviluppare il loro bi-lateralismo, ed IREFI è da sempre impegnato nel favorire le ragioni della comprensione e della conoscenza reciproca per sviluppare sinergie significative tra i nostri due paesi, soprattutto dopo la firma del Trattato del Quirinale nel Novembre del 2021. Questa esigenza sembra oramai essere riconosciuta dagli operatori economici italiani e francesi, ad ogni livello, ma anche dai vertici della Difesa che da tempo collaborano a progetti di successo.

I Dialoghi Francia – Italia : Difesa e Trattato del Quirinale, organizzati presso la sede del Senato Italiano a Palazzo Giustiniani, il 2 Febbraio scorso insieme al nostro partner  francese CEPS sono stati un’altra tappa del rilancio del bi-lateralismo italo-francese e hanno una volta di più dimostrato che la voglia di collaborazione tra i vertici industriali militari e politici dei due paesi è sempre all’altezza delle rispettive aspirazioni.

Fabrizio Maria Romano – Presidente di IREFI

L’idea di Europa ha avuto negli anni successivi ai Trattati di Roma del 1957 varie coniugazioni e vari sviluppi ed ha spesso avuto come riferimento l’asse franco-tedesca, che era, anche per motivi storici, quella necessaria a garantire stabilità e prospettiva.

Successivamente, soprattutto dopo la riunificazione tedesca e con la successiva adozione dell’Euro, si è affermata l’idea di una Germania locomotiva che potesse fare da traino all’economia europea, sempre nella logica di un asse preferenziale con la Francia, mentre la NATO garantiva la difesa del continente e la Russia l’Energia a basso costo per far funzionare la macchina industriale tedesca, con ricadute su tutta l’economia europea.

Questo modello è stato messo in difficoltà dalla crisi pandemica del 2020 e dalla guerra in Ucraina del 2022, e lo è ancora di più con l’apertura di altri fonti in Medio Oriente. Sono da tempo in discussione per l’intera Europa le linee di approvvigionamento energetico, in un momento di ulteriore difficoltà derivato dalle esigenze della transizione ecologica e lo stesso concetto di Difesa comune, in presenza di un atteggiamento in evoluzione da parte degli USA.

Di fronte a tutto questo e di fronte anche alle evidenti difficoltà a condurre una politica comune europea a 27 che tenga conto delle differenti proiezioni strategiche dei vari stati, ed alla necessità di difendere l’idea di un Europa libera ed indipendente, riprende un suo deciso ruolo il bi-lateralismo, ossia la possibilità di costruire una serie di accordi sulla base di interessi economici e geografici  reciproci su cui tessere, per successivi allargamenti, una nuova rete di stabilità europea a carattere multi-polare.

Abbiamo spesso parlato di come Italia e Francia dovrebbero sviluppare il loro bi-lateralismo, ed IREFI è da sempre impegnato nel favorire le ragioni della comprensione e della conoscenza reciproca per sviluppare sinergie significative tra i nostri due paesi, soprattutto dopo la firma del Trattato del Quirinale nel Novembre del 2021. Questa esigenza sembra oramai essere riconosciuta dagli operatori economici italiani e francesi, ad ogni livello, ma anche dai vertici della Difesa che da tempo collaborano a progetti di successo.

I Dialoghi Francia – Italia : Difesa e Trattato del Quirinale, organizzati presso la sede del Senato Italiano a Palazzo Giustiniani, il 2 Febbraio scorso insieme al nostro partner  francese CEPS sono stati un’altra tappa del rilancio del bi-lateralismo italo-francese e hanno una volta di più dimostrato che la voglia di collaborazione tra i vertici industriali militari e politici dei due paesi è sempre all’altezza delle rispettive aspirazioni.

Fabrizio Maria Romano – Presidente di IREFI