Gli investitori italiani attirati dalla Francia

Gli italiani preferiscono Parigi, ma anche la Costa Azzurra. Le tre regioni francesi che attraggono più investimenti dalla Penisola sono l‘Ile-de-France (30%), l’Auvergne-Rhône-Alpes (15%) e la Provence-Alpes-Côte d’Azur (8%), secondo le informazioni della Camera di Commercio Italiana a Nizza. Le relazioni economiche tra i due Paesi sono strette. La Francia è il principale Paese didestinazione degli investimenti italiani in Europa, con il 44% del totale. Seguono la Gran Bretagna (11%) e la Germania (10%). Questi dati sono tratti dal “Bilan 2021 des investissements internationaux en France” (rapporto sugli investimenti internazionali in Francia per il 2021)prodotto da Business France (l’agenzia nazionale per l’internazionalizzazione dell’economia francese). Il rapporto annuale evidenzia che nel 2021 le imprese straniere in generale (non solo italiane, quindi) hanno avviato 1.607 nuovi progetti di investimento in Francia, con un aumento del 32% rispetto al 2020. Questi progetti hanno creato o mantenuto 45.008 posti di lavoro nel Paese (+30% rispetto al 2020).

Tornando all’Italia, nel 2021 sono stati avviati 96 nuovi progetti. Questi hanno creato o mantenuto 1.830 posti di lavoro, il cui numero è aumentato notevolmente (+61%) rispetto all’anno precedente. Le acquisizioni di aziende francesi hanno rappresentato il 6% dei progetti (le acquisizioni di aziende in difficoltà da parte di aziende italiane sono raddoppiate). Gli investimenti in industria, ricerca e sviluppo e innovazione rappresentano circa il 45% degli investimenti italiani. Le aziende transalpine hanno investito principalmente nella creazione o nell’espansione di attività industriali (29% dei progetti), in altre attività legate ai siti aziendali (28%) e in R&S, ingegneria e progettazione (16%). Gli investitori italiani hanno rappresentato il 10% ditutti i progetti di R&S intrapresi in Francia da aziende straniere. I settori interessati sono il turismo alberghiero e della ristorazione (16%), l’automotive (15%), l’edilizia e le costruzioni (15%), la lavorazione del vetro, della ceramica, del legno e della carta (13%) e i mobili (13%).

Fonte Les petits affiches des alpes maritimes: Jean Michel Chevalier

Gli italiani preferiscono Parigi, ma anche la Costa Azzurra. Le tre regioni francesi che attraggono più investimenti dalla Penisola sono l‘Ile-de-France (30%), l’Auvergne-Rhône-Alpes (15%) e la Provence-Alpes-Côte d’Azur (8%), secondo le informazioni della Camera di Commercio Italiana a Nizza. Le relazioni economiche tra i due Paesi sono strette. La Francia è il principale Paese didestinazione degli investimenti italiani in Europa, con il 44% del totale. Seguono la Gran Bretagna (11%) e la Germania (10%). Questi dati sono tratti dal “Bilan 2021 des investissements internationaux en France” (rapporto sugli investimenti internazionali in Francia per il 2021)prodotto da Business France (l’agenzia nazionale per l’internazionalizzazione dell’economia francese). Il rapporto annuale evidenzia che nel 2021 le imprese straniere in generale (non solo italiane, quindi) hanno avviato 1.607 nuovi progetti di investimento in Francia, con un aumento del 32% rispetto al 2020. Questi progetti hanno creato o mantenuto 45.008 posti di lavoro nel Paese (+30% rispetto al 2020). Tornando all’Italia, nel 2021 sono stati avviati 96 nuovi progetti. Questi hanno creato o mantenuto 1.830 posti di lavoro, il cui numero è aumentato notevolmente (+61%) rispetto all’anno precedente. Le acquisizioni di aziende francesi hanno rappresentato il 6% dei progetti (le acquisizioni di aziende in difficoltà da parte di aziende italiane sono raddoppiate). Gli investimenti in industria, ricerca e sviluppo e innovazione rappresentano circa il 45% degli investimenti italiani. Le aziende transalpine hanno investito principalmente nella creazione o nell’espansione di attività industriali (29% dei progetti), in altre attività legate ai siti aziendali (28%) e in R&S, ingegneria e progettazione (16%). Gli investitori italiani hanno rappresentato il 10% ditutti i progetti di R&S intrapresi in Francia da aziende straniere. I settori interessati sono il turismo alberghiero e della ristorazione (16%), l’automotive (15%), l’edilizia e le costruzioni (15%), la lavorazione del vetro, della ceramica, del legno e della carta (13%) e i mobili (13%).

Fonte Les petits affiches des alpes maritimes: Jean Michel Chevalier