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Finestra sul nuovo nucleare : Rassegna sugli eventi di marzo ed aprile in Europa

Il vertice di Bruxelles ridefinisce il futuro energetico globale

Il primo vertice sull’energia nucleare tenutosi a Bruxelles il 21 marzo 2024 ha rappresentato un punto di svolta senza precedenti nella storia energetica globale. Organizzato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), l’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti provenienti da circa 30 paesi, organizzazioni internazionali e settore privato, che si sono riuniti per esaminare le sfide e le opportunità associate all’energia nucleare.

Tra i temi chiave emersi dalle discussioni, il ruolo cruciale dell’energia nucleare nella lotta al cambiamento climatico è stato sottolineato all’unanimità. I partecipanti hanno riconosciuto che l’energia nucleare può fornire una fonte stabile ed efficiente di elettricità a basse emissioni di carbonio, contribuendo così in modo significativo agli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas serra.

Inoltre, il vertice ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione e dell’innovazione nel garantire un utilizzo sicuro e responsabile della tecnologia nucleare. I partecipanti hanno convenuto sull’urgente necessità di promuovere la ricerca e lo sviluppo per migliorare la sicurezza degli impianti nucleari, ottimizzare la gestione delle scorie radioattive e potenziare le misure di non proliferazione.

Una delle dichiarazioni più significative emerse dal vertice è stata quella della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la quale ha ribadito l’importanza strategica dell’energia nucleare per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione Europea entro il 2050. Questa dichiarazione ha segnato un netto cambiamento nella posizione dell’UE nei confronti dell’energia nucleare, evidenziandone il ruolo fondamentale insieme alle fonti rinnovabili nel futuro energetico del continente.

Tuttavia, nonostante il crescente sostegno all’energia nucleare, persistono sfide significative da affrontare. Le preoccupazioni sulla sicurezza degli impianti nucleari, la gestione delle scorie radioattive e la non proliferazione nucleare rimangono al centro del dibattito. Inoltre, la percezione pubblica dell’energia nucleare, influenzata da incidenti passati come quelli di Chernobyl e Fukushima, continua a rappresentare un ostacolo importante da superare.

Nonostante ciò, il Vertice ha rappresentato un passo significativo verso una maggiore accettazione e integrazione dell’energia nucleare nelle politiche energetiche globali. La sua conclusione con un appello alla cooperazione internazionale per sostenere l’espansione dell’energia nucleare riflette un impegno condiviso per affrontare le sfide e massimizzare i benefici di questa importante risorsa energetica. In definitiva, il vertice ha posto le basi per un futuro energetico più sostenibile e resiliente, in cui l’energia nucleare svolgerà un ruolo chiave nel soddisfare le crescenti esigenze energetiche globali.

Prospettive del nucleare: Strategie statali ed aziendali

ENEL

Le dichiarazioni di Paolo Scaroni, presidente dell’Enel, sottolineano l’urgente necessità di aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili per contrastare il cambiamento climatico. Nel suo intervento a Roma alla Conferenza degli Ambasciatori del Sovrano Militare Ordine di Malta, il 25 gennaio 2024, Scaroni evidenziava che attualmente solo il 3% dei consumi energetici mondiali proviene da fonti rinnovabili e che triplicare gli investimenti è essenziale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030. Tuttavia, Scaroni sottolineava anche l’importanza del nucleare nel raggiungere l’obiettivo di emissioni zero, affermando che con le attuali tecnologie è impossibile raggiungere tale obiettivo senza il nucleare. Egli suggerisce anche l’interessante possibilità del solare dallo spazio come una potenziale fonte energetica.

Le dichiarazioni di Flavio Cattaneo, amministratore delegato dell’Enel, confermano l’impegno dell’azienda nel settore nucleare, con Enel già coinvolta in progetti di IV generazione nucleare e in contatto con aziende come Newcleo per esplorare ulteriori sviluppi. Durante la conferenza stampa sul Piano strategico 2024-26 dell’azienda a novembre 2023, Cattaneo sottolineava l’esperienza di Enel nel settore nucleare e la sua disponibilità a valutare nuove tecnologie e opzioni nel campo nucleare, inclusi reattori modulari di piccole dimensioni.

Queste dichiarazioni, in vista del Nuclear Energy Summit di Bruxelles, mettono in luce la complessità delle decisioni energetiche globali, con un dibattito in corso sulla migliore combinazione di fonti energetiche per affrontare le sfide climatiche. Mentre le rinnovabili rimangono un pilastro fondamentale nella transizione verso un futuro più sostenibile, il ruolo del nucleare continua a essere oggetto di discussione e di interesse per alcune aziende come l’Enel, che stanno esplorando nuove tecnologie e opportunità nel settore nucleare.

EDF e Framatome

In un’intervista data a Franceinfo a novembre 2023, l’amministratore delegato di EDF Luc Rémont ha illustrato la road map dell’azienda per i mesi successivi, evidenziando obiettivi ambiziosi e sfide nel settore nucleare. Al centro delle discussioni c’è la prospettiva di costruire un nuovo EPR entro il 2035, un obiettivo che Rémont definisce “molto impegnativo”.

Ha sottolineato che questo obiettivo implica un lavoro sostanziale sulla flotta nucleare esistente per aumentare la produzione, riconoscendo al contempo la necessità di ripristinare la capacità di costruzione su scala industriale. Ha insistito sulla mobilitazione di tutti i team EDF e del settore industriale per raggiungere questo obiettivo, sottolineando la portata del compito, che coinvolge centinaia di migliaia di persone in Francia.

Il CEO ha menzionato inoltre la necessità di risollevare la situazione finanziaria di EDF, indebolita da un elevato livello di indebitamento, puntando a un obiettivo di generazione nucleare di 400 TWh entro il 2030, per confermare poi il calendario per la messa in servizio dell’EPR di Flamanville, che dovrebbe essere ritardata di 12 anni.

All’inizio del 2024 è stata annunciata una partnership strategica da 8 miliardi di euro tra EDF e Framatome per equipaggiare i nuovi reattori EPR2, sottolineando l’impegno della Francia nei confronti dell’energia nucleare. Il contratto prevede l’acquisto di sei navi e generatori di vapore essenziali per la produzione di energia, suscitando reazioni positive da parte di sindacati e lavoratori.

I generatori di vapore saranno prodotti a partire dal maggio 2024, mentre le navi entreranno in funzione nel novembre 2024, dimostrando la capacità di Framatome di gestire progetti su larga scala. Il finanziamento iniziale di EDF di 2 miliardi di euro salirà a 3 miliardi di euro entro la fine del 2024, sottolineando l’importanza dell’autofinanziamento nelle strategie a lungo termine di EDF.

Nonostante le sfide attuali – il ritardo nella connessione dell’EPR di Flamanville alla rete nazionale e l’aumento del costo totale a più di 13 miliardi di euro – EDF intende installare reattori di terza generazione su scala industriale in Francia e in Europa, con un obiettivo di due all’anno.

G7 Ambiente, Energia e Clima di Torino: Considerazioni sul nucleare

Si è svolto a Torino, nella Reggia di Venaria Reale, il G7 Ambiente, Energia e Clima, che si è aperto domenica 28 aprile. I ministri di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo su una serie di impegni sul fronte della decarbonizzazione e della lotta ai cambiamenti climatici.

Tra gli impegni più rilevanti, c’è la decisione di eliminare progressivamente la generazione di energia a carbone durante la prima metà degli anni 2030. Parallelamente agli impegni sulle rinnovabili, il vertice ha fornito un importante sostegno al nucleare di nuova generazione. Il G7 si è impegnato a promuovere il dispiegamento responsabile delle tecnologie per l’energia nucleare, inclusi reattori avanzati e reattori modulari di piccole dimensioni, compresi i microreattori. Il comunicato finale sottolinea d’altronde l’importanza di condividere le migliori pratiche nazionali, inclusa la gestione responsabile dei rifiuti nucleari. Inoltre, è stata confermata la volontà di proseguire con le attività di ricerca sulla tecnologia nucleare della fusione, incoraggiando investimenti privati e il coinvolgimento pubblico per affrontare le sfide della ricerca e sviluppare catene di approvvigionamento e forza lavoro internazionale.

Wopke Hoekstra, commissario europeo al Clima, ha definito il vertice un « successo straordinario ». Anche il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha espresso soddisfazione, affermando: « È stato un lavoro intenso, un lavoro importante. È importante che le grandi economie del pianeta assumano la responsabilità e l’onere anche finanziario di condurre la sfida per la transizione ecologica e per attuare un nuovo modello di sviluppo sostenibile ». Luca Bergamaschi, direttore del think tank Ecco, ha sottolineato l’importanza degli impegni presi dal G7: « I Paesi del G7 fanno un passo avanti decisivo per la traduzione della Cop28 di Dubai in politiche nazionali ». Mariagrazia Midulla del WWF Italia ha invitato il governo italiano a ridurre la dipendenza dal gas, dimostrando coerenza e leadership nella transizione energetica.

Italia e Francia investono nel futuro del mini-nucleare

Il governo italiano punta sulla tecnologia del mini-nucleare, promossa da aziende come Newcleo e enti di ricerca come Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Si prevede l’installazione di almeno 15 Small Modular Reactors (SMR), che potrebbero rappresentare il 20% del mix energetico italiano entro il 2030. Newcleo, attiva anche in Gran Bretagna e Francia, potrebbe installare i primi SMR in Italia entro il 2033, se verrà stabilito rapidamente un quadro normativo. Il CEO di Newcleo, Stefano Buono, ha sottolineato l’importanza della collaborazione industriale per raggiungere gli obiettivi energetici e di emissioni zero entro il 2050. Inoltre, dall’altro lato delle Alpi, la Francia ha recentemente stanziato a Nuward (filiale di EDF) un aiuto di Stato di 300 milioni di euro per lo sviluppo degli SMR.

Stefano Monti, Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare

Stefano Monti, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare, sostiene in un’intervista del novembre 2023 che per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, l’Italia deve abbracciare l’energia nucleare. Indica due motivi principali: la dipendenza dell’Italia dall’80% dei combustibili fossili e la necessità di non dipendere da terre rare importate dall’estero per le rinnovabili. Egli spiegava che se solo il 10-20% del fabbisogno energetico italiano fosse generato da nucleare, si potrebbero evitare 67 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno. Il presidente sottolinea anche il fatto che i reattori nucleari moderni sono sicuri, ad alta intensità energetica e con basso impatto ambientale.

Sulla necessità di un mix energetico che includa il nucleare per affrontare le sfide della transizione energetica, Monti evidenzia che, nonostante gli investimenti nelle rinnovabili, queste da sole non sono sufficienti per la decarbonizzazione completa e non riducono la dipendenza energetica dall’estero, e menziona quindi della necessità di una produzione energetica stabile e programmabile, sottolineando il ruolo cruciale del nucleare.

Infine, Monti sostiene che la transizione verde attuale rischia di essere più un costo che un beneficio, mettendo a rischio l’industria e l’economia senza risolvere completamente il problema ambientale. Egli sottolinea la necessità di una transizione graduale che non penalizzi l’industria e promuova prezzi dell’energia stabili e accessibili, evidenziando ancora una volta il ruolo fondamentale del nucleare in sinergia con le rinnovabili.