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Editoriale di Giugno:
Creare il sistema dell’innovazione

Probabilmente il tema centrale per definire le possibilità di una vera sovranità europea, da svilupparsi nel futuro, è quello legato all’Innovazione. E sicuramente si tratta di uno dei temi che dovrà vedere impegnate insieme, nella maniera più convinta, Francia ed Italia.

Questa centralità è giustamente espressa sia all’interno dei 17 punti della dichiarazione congiunta sulla strategia industriale comune siglata dai ministri Le Maire ed Urso lo scorso Marzo, soprattutto in quelli relativi alla necessità di un’azione comune sugli IPCEI, sia all’interno del Trattato del Quirinale che si riferisce con chiarezza all’importanza di una politica comune dell’innovazione tra Francia ed Italia negli articoli 5 ed 8.

Parliamo però di due sistemi che per collaborare devono allinearsi su alcuni aspetti che tengano conto della diversa concezione di base: il sistema francese è di tipo verticale, alimentato da precise politiche centrali e ben pianificate, e da risorse che vengono garantite dallo Stato in maniera generosa (20 Miliardi di Euro entro il 2024), quello italiano è necessariamente di tipo orizzontale, e nasce dall’iniziativa dei grandi player del settore che non possono contare su massicci investimento statali e devono “accontentarsi” di un giro di investimenti complessivo attorno ai 2 Miliardi.

Il 6° Forum Francia-Italia dell’Innovazione organizzato da IREFI che si riunisce a Roma, presso la sede dell’Ambasciata di Francia a Palazzo Farnese, intende fare il punto proprio sulle possibilità e le modalità di questo allineamento, ma soprattutto intende verificare le prospettiva concrete di sviluppo di una vera Italian Tech capace di fare sistema, all’interno di un possibile sistema integrato di Aziende, Eco-sistemi di Start Up, Venture Capital e sostegni istituzionali, in un confronto con i meccanismi  della French Tech che possa contribuire alla sua corretta strutturazione.

Le aziende italiane guardano sempre di più alla Francia per il loro sviluppo, come testimoniano i 139 nuovi progetti di investimento sviluppati nel corso del 2022 che confermano il paese transalpino come principale destinazione degli investimenti italiani in Europa ( 61%, di cui il 23% nell’Ile de France ), e fanno rientrare l’Italia tra i primi 5 paesi investitori nell’area. Il problema è quello di far diventare questa tendenza consolidata un vero sistema di cooperazione reciproca, nell’interesse di tutta l’Europa.

Fabrizio Maria Romano     Presidente di IREFI –

Probabilmente il tema centrale per definire le possibilità di una vera sovranità europea, da svilupparsi nel futuro, è quello legato all’Innovazione. E sicuramente si tratta di uno dei temi che dovrà vedere impegnate insieme, nella maniera più convinta, Francia ed Italia.

Questa centralità è giustamente espressa sia all’interno dei 17 punti della dichiarazione congiunta sulla strategia industriale comune siglata dai ministri Le Maire ed Urso lo scorso Marzo, soprattutto in quelli relativi alla necessità di un’azione comune sugli IPCEI, sia all’interno del Trattato del Quirinale che si riferisce con chiarezza all’importanza di una politica comune dell’innovazione tra Francia ed Italia negli articoli 5 ed 8.

Parliamo però di due sistemi che per collaborare devono allinearsi su alcuni aspetti che tengano conto della diversa concezione di base: il sistema francese è di tipo verticale, alimentato da precise politiche centrali e ben pianificate, e da risorse che vengono garantite dallo Stato in maniera generosa (20 Miliardi di Euro entro il 2024), quello italiano è necessariamente di tipo orizzontale, e nasce dall’iniziativa dei grandi player del settore che non possono contare su massicci investimento statali e devono “accontentarsi” di un giro di investimenti complessivo attorno ai 2 Miliardi.

Il 6° Forum Francia-Italia dell’Innovazione organizzato da IREFI che si riunisce a Roma, presso la sede dell’Ambasciata di Francia a Palazzo Farnese, intende fare il punto proprio sulle possibilità e le modalità di questo allineamento, ma soprattutto intende verificare le prospettiva concrete di sviluppo di una vera Italian Tech capace di fare sistema, all’interno di un possibile sistema integrato di Aziende, Eco-sistemi di Start Up, Venture Capital e sostegni istituzionali, in un confronto con i meccanismi  della French Tech che possa contribuire alla sua corretta strutturazione.

Le aziende italiane guardano sempre di più alla Francia per il loro sviluppo, come testimoniano i 139 nuovi progetti di investimento sviluppati nel corso del 2022 che confermano il paese transalpino come principale destinazione degli investimenti italiani in Europa ( 61%, di cui il 23% nell’Ile de France ), e fanno rientrare l’Italia tra i primi 5 paesi investitori nell’area. Il problema è quello di far diventare questa tendenza consolidata un vero sistema di cooperazione reciproca, nell’interesse di tutta l’Europa.

Fabrizio Maria Romano     Presidente di IREFI