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Strategie comuni per l’Energia

Tra i temi della collaborazione Italo-Francese rimangono sempre in evidenza quelli relativi alle politiche energetiche, nei quali l’Europa deve raggiungere gli  ambiziosi obiettivi fissati da tempo a proposito della transizione ecologica.

A questo proposito emergono nell’ultimo periodo due aspetti, quello legato ad una possibile azione comune nel campo dei carburanti sostenibili (SAF, Sustainable Aviation Fuel ) e quello legato allo sviluppo del nuovo nucleare.

Nel primo caso, la prossima Tavola Rotonda Francia-Italia delle Infrastrutture organizzata a Roma il primo dicembre da IREFI, si incaricherà di esaminare la possibilità di una sinergia complessiva sul tema della decarbonizzazione del trasporto aereo. I problemi, soprattutto dal punto di vista dei costi che vanno sostenuti per diffondere l’uso dei SAF, sono comuni, e la recente approvazione in sede europea del regolamente REFUEL EU AVIATION offre il quadro complesivo all’interno del quale organizzare una valida strategia.

Nel secondo caso ci si muove già all’interno dell’intesa siglata l’anno scorso da Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Edison ed EDF, con l’obiettivo di valutare potenziali cooperazioni industriali per lo sviluppo dell’energia nucleare in Europa, nel campo degli Small Modular Reactors (SMR) e di quello che più in generale viene definito “nuovo nucleare”.

E’ questo un tema in cui in Italia si sta sviluppando una nuova sensibilità, preziosa per una politica realmente efficiente di decarbonazione, e su cui si sono aperti scenari di collaborazione molto interessanti con l’esperienza e la tecnologia francese.

La strada da percorrere nel settore energetico è stata segnata da tempo, gli obiettivi sono chiari e la vicinanza di Francia ed Italia in questo ambito, oltre che geografica, deve essere sempre più un fatto di sostanza, e produrre scenari credibili dal punto di vista delle politiche industriali comuni.

Alla fine di questo mese di Novembre il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia compierà 2 anni, ed è arrivato il tempo di renderlo pienamente operativo all’interno di un quadro internazionale che, mai come in questo periodo è apparso in veloce  evoluzione e tale da richiedere capacità di visione, e molto talento per interpretarlo. Sono entrambe doti che non mancano ai nostri due paesi.

Fabrizio Maria Romano, Presidente IREFI

Tra i temi della collaborazione Italo-Francese rimangono sempre in evidenza quelli relativi alle politiche energetiche, nei quali l’Europa deve raggiungere gli  ambiziosi obiettivi fissati da tempo a proposito della transizione ecologica.

A questo proposito emergono nell’ultimo periodo due aspetti, quello legato ad una possibile azione comune nel campo dei carburanti sostenibili (SAF, Sustainable Aviation Fuel ) e quello legato allo sviluppo del nuovo nucleare.

Nel primo caso, la prossima Tavola Rotonda Francia-Italia delle Infrastrutture organizzata a Roma il primo dicembre da IREFI, si incaricherà di esaminare la possibilità di una sinergia complessiva sul tema della decarbonizzazione del trasporto aereo. I problemi, soprattutto dal punto di vista dei costi che vanno sostenuti per diffondere l’uso dei SAF, sono comuni, e la recente approvazione in sede europea del regolamente REFUEL EU AVIATION offre il quadro complesivo all’interno del quale organizzare una valida strategia.

Nel secondo caso ci si muove già all’interno dell’intesa siglata l’anno scorso da Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Edison ed EDF, con l’obiettivo di valutare potenziali cooperazioni industriali per lo sviluppo dell’energia nucleare in Europa, nel campo degli Small Modular Reactors (SMR) e di quello che più in generale viene definito “nuovo nucleare”. E’ questo un tema in cui in Italia si sta sviluppando una nuova sensibilità, preziosa per una politica realmente efficiente di decarbonazione, e su cui si sono aperti scenari di collaborazione molto interessanti con l’esperienza e la tecnologia francese.

La strada da percorrere nel settore energetico è stata segnata da tempo, gli obiettivi sono chiari e la vicinanza di Francia ed Italia in questo ambito, oltre che geografica, deve essere sempre più un fatto di sostanza, e produrre scenari credibili dal punto di vista delle politiche industriali comuni.

Alla fine di questo mese di Novembre il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia compierà 2 anni, ed è arrivato il tempo di renderlo pienamente operativo all’interno di un quadro internazionale che, mai come in questo periodo è apparso in veloce  evoluzione e tale da richiedere capacità di visione, e molto talento per interpretarlo. Sono entrambe doti che non mancano ai nostri due paesi.

Fabrizio Maria Romano
Presidente