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Editoriale di Febbraio:
Sinergie da sviluppare

L’entrata in vigore formale del Trattato del Quirinale è un atto di valore simbolico e pratico: da una parte aumenta le responsabilità di tutti coloro che hanno a cuore le relazioni tra Francia ed Italia, dall’altra spinge ad un bilancio su cosa è stato fatto in quest’anno abbondante e, soprattutto, ad un esame sul da farsi.

Dopo l’approvazione del Parlamento Italiano del 12 Luglio 2022 e quella dell’Assemblea Nazionale del 31 Ottobre 2022, la ratifica finale francese, spettante in sede di Trattati internazionali, al Presidente della Repubblica, ha dato forza formale ad un processo da tempo in atto.

Continuano infatti a progredire i settori su cui la sinergia Franco-Italiana era già sviluppata prima ancora della conclusione del Trattato del Quirinale. In primo luogo, la Difesa, con la collaborazione ad alto livello tra Leonardo e Thales nel settore Aerospazio. Seguendo le indicazioni del Trattato, quest’azione comune potrà evolvere in una strategia condivisa sui quadranti internazionali, soprattutto nell’area mediterranea, come testimoniato dal recente incontro al vertice tra i ministri Lecornu e Crosetto. Mantengono inoltre un livello molto alto le collaborazioni nel settore industriale, rappresentate soprattutto dalle esperienze di Stellantis ed Essilor Luxottica ed in quello  della Moda, in cui la creatività italiana si sposa alla perfezione con le capacità organizzative francesi a livello globale.

Ci sono però anche altri ambiti su cui, per realizzare gli auspici del Trattato del Quirinale, c’è bisogno di approfondire la collaborazione. In alcuni casi è la stessa vicinanza geografica  che favorisce  la definizione di strategie comuni con cui rispondere alle sfide globali che si stanno presentando: l’Energia, con i problemi di approvvigionamento e di adeguamento delle infrastrutture esistenti alle necessità della transizione ecologica, le Infrastrutture dei Trasporti che richiedono interventi importanti di ammodernamento e capacità di visione per immaginare il futuro, l’Open Innovation con i processi di sostegno alla R&S ed alle Start Up, che spingono a  creare le condizioni di una reale autonomia europea su settori strategici. Ci sono poi percorsi comuni da immaginare per aree importanti come il Pharma, l’Health Tech e l’Agri Food.

Sono questi i temi tradizionali dell’impegno di IREFI, ma anche i campi in cui si stanno pensando alcune nuove iniziative dotate della spinta necessaria per dare continuità alla comune attività, e favorire quell’unione dei talenti che deve essere alla base di ogni vera politica dell’innovazione. La ratifica definitiva del Trattato del Quirinale e la chiarezza delle sue linee di azione, rafforza insomma le motivazioni di chi intende favorire il rapporto bi-laterale tra Francia ed Italia, e spinge verso una progettualità condivisa che è segno di ambizione ed ottimismo.

L’entrata in vigore formale del Trattato del Quirinale è un atto di valore simbolico e pratico: da una parte aumenta le responsabilità di tutti coloro che hanno a cuore le relazioni tra Francia ed Italia, dall’altra spinge ad un bilancio su cosa è stato fatto in quest’anno abbondante e, soprattutto, ad un esame sul da farsi.

Dopo l’approvazione del Parlamento Italiano del 12 Luglio 2022 e quella dell’Assemblea Nazionale del 31 Ottobre 2022, la ratifica finale francese, spettante in sede di Trattati internazionali, al Presidente della Repubblica, ha dato forza formale ad un processo da tempo in atto.

Continuano infatti a progredire i settori su cui la sinergia Franco-Italiana era già sviluppata prima ancora della conclusione del Trattato del Quirinale. In primo luogo, la Difesa, con la collaborazione ad alto livello tra Leonardo e Thales nel settore Aerospazio. Seguendo le indicazioni del Trattato, quest’azione comune potrà evolvere in una strategia condivisa sui quadranti internazionali, soprattutto nell’area mediterranea, come testimoniato dal recente incontro al vertice tra i ministri Lecornu e Crosetto. Mantengono inoltre un livello molto alto le collaborazioni nel settore industriale, rappresentate soprattutto dalle esperienze di Stellantis ed Essilor Luxottica ed in quello  della Moda, in cui la creatività italiana si sposa alla perfezione con le capacità organizzative francesi a livello globale.

Ci sono però anche altri ambiti su cui, per realizzare gli auspici del Trattato del Quirinale, c’è bisogno di approfondire la collaborazione. In alcuni casi è la stessa vicinanza geografica  che favorisce  la definizione di strategie comuni con cui rispondere alle sfide globali che si stanno presentando: l’Energia, con i problemi di approvvigionamento e di adeguamento delle infrastrutture esistenti alle necessità della transizione ecologica, le Infrastrutture dei Trasporti che richiedono interventi importanti di ammodernamento e capacità di visione per immaginare il futuro, l’Open Innovation con i processi di sostegno alla R&S ed alle Start Up, che spingono a  creare le condizioni di una reale autonomia europea su settori strategici. Ci sono poi percorsi comuni da immaginare per aree importanti come il Pharma, l’Health Tech e l’Agri Food.

Sono questi i temi tradizionali dell’impegno di IREFI, ma anche i campi in cui si stanno pensando alcune nuove iniziative dotate della spinta necessaria per dare continuità alla comune attività, e favorire quell’unione dei talenti che deve essere alla base di ogni vera politica dell’innovazione. La ratifica definitiva del Trattato del Quirinale e la chiarezza delle sue linee di azione, rafforza insomma le motivazioni di chi intende favorire il rapporto bi-laterale tra Francia ed Italia, e spinge verso una progettualità condivisa che è segno di ambizione ed ottimismo.