Editoriale di Settembre 2023:
Convergenze ed ambizioni comuni

La riunione informale dell’Ecofin ha tenuto il centro del programma europeo del mese di Settembre, riprendendo i discorsi già avviati a proposito dell’importante tema della revisione della disciplina di bilancio dell’UE entro la fine dell’anno. E’ questo uno dei campi dove si è registrata una convergenza di fatto tra Francia ed Italia, che potrebbe essere allargata ai paesi dell’Est Europa, sulla possibilità di scorporare il calcolo del deficit da investimenti strategici come la transizione verde o la sicurezza.

Si tratta di una posizione su cui è intervenuta anche la BCE, che aveva chiesto a fine Agosto salvaguardie aggiuntive per garantire un aumento degli investimenti, ed evitare rallentamenti nei processi di transizione e di rafforzamento delle azioni per garantire all’Europa una effettiva autonomia strategica in alcuni settori. Una concezione eccessivamente rigorista potrebbe incidere negativamente su politiche che necessitano di una visione a lungo termine e su cui il Trattato del Quirinale raccomanda a Francia ed Italia la necessaria ambizione.

Tra queste ci sono sicuramente quelle relative all’innovazione, dove l’ormai tradizionale impegno della Francia verrà di nuovo illustrato dal BIG di Bpifrance a Parigi ad inizio Ottobre,

in cui IREFI sarà presente nello spazio dedicato al Business Italia-Francia, nella sezione Europa, e quelle relative alle politiche di difesa e dello spazio.

E’ quest’ultimo un settore in cui l’Italia è in grado di essere protagonista in virtù di una tradizione consolidata e dell’alto livello della sua industria. La notizia, circolata negli ambienti finanziari, della volontà di Leonardo di voler aumentare il proprio peso all’interno di Thales Alenia Space va in direzione di un auspicabile maggiore impegno dell’azienda nei settori hi-tech e deep tech, che sono quelli dove si giocheranno alcune della maggiori partite della sovranità europea.

Il dibattito europeo a proposito delle politiche di transizione digitale ed energetica si unisce a quello sulla difesa comune europea per delimitare il campo di ciò che definirà il nostro futuro prossimo, e la capacità dell’Europa di essere realmente protagonista. Per questo motivo Francia ed Italia devono essere in prima fila a dare il loro contributo, e con una politica più possibile comune su questi temi.

Fabrizio Maria Romano – Presidente IREFI

La riunione informale dell’Ecofin ha tenuto il centro del programma europeo del mese di Settembre, riprendendo i discorsi già avviati a proposito dell’importante tema della revisione della disciplina di bilancio dell’UE entro la fine dell’anno. E’ questo uno dei campi dove si è registrata una convergenza di fatto tra Francia ed Italia, che potrebbe essere allargata ai paesi dell’Est Europa, sulla possibilità di scorporare il calcolo del deficit da investimenti strategici come la transizione verde o la sicurezza.

Si tratta di una posizione su cui è intervenuta anche la BCE, che aveva chiesto a fine Agosto salvaguardie aggiuntive per garantire un aumento degli investimenti, ed evitare rallentamenti nei processi di transizione e di rafforzamento delle azioni per garantire all’Europa una effettiva autonomia strategica in alcuni settori. Una concezione eccessivamente rigorista potrebbe incidere negativamente su politiche che necessitano di una visione a lungo termine e su cui il Trattato del Quirinale raccomanda a Francia ed Italia la necessaria ambizione.

Tra queste ci sono sicuramente quelle relative all’innovazione, dove l’ormai tradizionale impegno della Francia verrà di nuovo illustrato dal BIG di Bpifrance a Parigi ad inizio Ottobre, in cui IREFI sarà presente nello spazio dedicato al Business Italia-Francia, nella sezione Europa, e quelle relative alle politiche di difesa e dello spazio.

E’ quest’ultimo un settore in cui l’Italia è in grado di essere protagonista in virtù di una tradizione consolidata e dell’alto livello della sua industria. La notizia, circolata negli ambienti finanziari, della volontà di Leonardo di voler aumentare il proprio peso all’interno di Thales Alenia Space va in direzione di un auspicabile maggiore impegno dell’azienda nei settori hi-tech e deep tech, che sono quelli dove si giocheranno alcune della maggiori partite della sovranità europea.

Il dibattito europeo a proposito delle politiche di transizione digitale ed energetica si unisce a quello sulla difesa comune europea per delimitare il campo di ciò che definirà il nostro futuro prossimo, e la capacità dell’Europa di essere realmente protagonista. Per questo motivo Francia ed Italia devono essere in prima fila a dare il loro contributo, e con una politica più possibile comune su questi temi.

Fabrizio Maria Romano – Presidente IREFI