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Conclusioni del 5° Forum di IREFI

Con il 5° Forum Francia-Italia delle imprese IREFI ha riunito ancora una volta Décideurs di aziende leader nel proprio settore che, al di là della provenienza nazionale e della concorrenza nei medesimi campi, hanno mostrato la volontà di creare sinergie sempre più efficaci, ed idee di maggiore integrazione, per fare fronte in maniera realmente convincente alle sfide globali che si stanno presentando.

I lavori sono stati introdotti dall’ambasciatore francese a Roma Christian Masset che ci ha ricordato come l’integrazione europea sia un movimento sempre più in marcia, che le difficoltà degli ultimi anni hanno finito per rendere più forte, e che il ruolo di Francia ed Italia debba essere necessariamente centrale. Questa esortazione è stata subito raccolta all’interno della discussione dalla considerazione che debba finalmente finire l’epoca del sospetto sulle attività franco-italiane, espressa sia dal Presidente di BNL BNP Paribas Andrea Munari, che ha individuato nel sistema delle PMI italiane un baluardo di europeismo, sia da Christian Pierret già Ministro dell’industria e dell’energia francese.

L’Europa, come ha precisato Pierret, ha bisogno dell’azione comune di Francia ed Italia e della loro visione del futuro, che insieme all’azione congiunta di altri due tre paesi connessi con Francia ed Italia, capaci di far valere tutti insieme la loro leadership, industriale ed economica, possa aprire la strada ad un’idea di Europa evoluta, idea questa confermata poi nell’intervento dell’Europarlamentare Sandro Gozi che ha fatto i nomi di Germania e Spagna, e di Paolo Salvato SVP Strategy and new initiatives di Leonardo che ha parlato di Focus sui partenariati europei che devono sostituire quelli sulle realtà nazionali.

Questa idea di Europa, che è un’idea ambiziosa, ha però bisogno di quella che Francesca Puggioni di Orange Business Services ha definito una Governance adeguata, e di un adeguato impegno da parte di tutti i protagonisti, sia della politica che del mondo industriale che di quello universitario, mentre Giuseppe di Franco, CEO di Atos Italia, ha messo l’accento sulla necessità di regole del gioco che creino una reale possibilità di crescita della presenza europea in campo tecnologico. La Presidente di Noovle, Mariarosa Taddeo, a questo proposito ci ha ricordato come per pensare in dimensione europea la transizione vada gestita con una partecipazione degli attori alla governance più cosciente e sistematica possibile: solo questo potrà realmente dare forma alla società futura

Progetti come GAIA-X, di cui ci ha parlato il CEO Francesco Bonfiglio, che mira alla digitalizzazione del sistema Europa preso nel suo complesso, dalle Istituzioni ai player economici, creando uno spazio aperto ed informato o Tech Leaders, paniere di 108 società europee del settore Tech, creato da Euronext per sostenere l’innovazione tecnologica delle società europee all’interno delle Borse continentali, e di cui ci ha parlato il CFO, Giorgio Modica vanno in direzione di questa ambizione.

Molte cose possono ancora essere fatte per sostenere economicamente lo sviluppo dei progetti europei, tra cui quello di recuperare risorse dai depositi privati a basso rendimento del settore bancario, proponendo prodotti di investimento adeguati, come proposto da Santo Borsellino di Generali, Presidente di Generali Asset Management, che il settore assicurativo è in grado di proporre con le adeguate garanzie, in coordinamento con le istituzioni europee.

A livello bancario è stato Arnaud Algrin di BNP Paribas a mettere in evidenza che il 75% delle France-Tech sono assistite dal proprio istituto bancario, molto attento alle necessità della ricerca e con un ruolo cosciente di catalizzatore anche nei confronti di altre fonti di finanziamento, non ultime quelle che originano dai programmi UE.

Proprio in rapporto al tema dei Finanziamenti a sostegno delle attività strategiche, il Presidente di STMicroelectronics Italia Giuseppe Notarnicola, ha dato continuità con l’edizione dell’anno scorso del Forum, ricordando come in quella sede si fosse parlato di ruolo pubblico per la ricerca e di come quella richiesta abbia finito per far sentire il suo effetto tramite l’European Chips Act, che è la maggior leva economica europea nel settore delle tecnologie strategiche.

Un altro tema che è fortemente centrale in questa fase è quello dell’Energia, tradizionalmente sotto le lenti di ingrandimento di IREFI, ed a questo proposito Giovanni Brianza AD di Edison Next ha evidenziato la centralità del tema della transizione energetica, che deve convivere con la competitività, mettendo il Focus sul tema dell’Idrogeno Verde, argomento su cui ha duettato con Giuseppe Marino CEO di Ansaldo Energia, con cui esiste un progetto in comune di decarbonizzazione a Marghera. Marino ha a sua volta messo in evidenza come nel settore ci siano due fil rouge da seguire: la competenza con visione del futuro e la capacità di fare sistema tra aziende e mondi vicini.

Infine, è stato Donato Amoroso AD di Thales Italia, a dare testimonianza di quella che è una delle alleanze italo-francesi più riuscite, attiva nel settore dello Spazio, e capace di risultati significativi, che potranno essere replicati se ci sarà capacità di creare ulteriori sinergie frutto di un’intelligenza complessiva e complementare, come quelle che si stanno creando su vari progetti insieme ad Atos, Noovle e Leonardo.

Nei giorni immediatamente successivi al Forum, che si è giovato della preziosa media partnership di Class Editori, a conferma della frase iniziale dell’ambasciatore Masset sull’integrazione europea in marcia, sono arrivate due notizie: innanzitutto quella che l’interscambio tra Roma e Parigi è diventato sempre più forte, ed ha raggiunto nel primo trimestre 2022 il valore di 26,7 Mld, con un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente  del 21,8%, a conferma del fatto che il Trattato del Quirinale sta cominciando a far vedere i suoi effetti.  Sono poi giunti i risultati dell’EY Europe Attractiveness Survey 2022, ricerca annuale che analizza l’andamento degli investimenti esteri in Europa con l’obiettivo di indagare il livello di attrattività di ogni paese, che ha annunciato 207 progetti di investimenti diretti esteri (Ide) nella Penisola, con una crescita dell’83% su base annua, un valore superiore rispetto a quello rilevato negli altri Stati europei. In termini di quota di mercato però, il nostro Paese è ancora indietro, fermandosi al 3,5% (in aumento rispetto al 2% del 2020). Il Modello è di nuovo la Francia che rimane il principale attrattore di Ide, con una quota di mercato che si attesta al 21%, ed una crescita su base annua del 24%, seguita da Regno Unito e Germania, rispettivamente, al 17% e 14%.

Con il 5° Forum Francia-Italia delle imprese IREFI ha riunito ancora una volta Décideurs di aziende leader nel proprio settore che, al di là della provenienza nazionale e della concorrenza nei medesimi campi, hanno mostrato la volontà di creare sinergie sempre più efficaci, ed idee di maggiore integrazione, per fare fronte in maniera realmente convincente alle sfide globali che si stanno presentando.

I lavori sono stati introdotti dall’ambasciatore francese a Roma Christian Masset che ci ha ricordato come l’integrazione europea sia un movimento sempre più in marcia, che le difficoltà degli ultimi anni hanno finito per rendere più forte, e che il ruolo di Francia ed Italia debba essere necessariamente centrale. Questa esortazione è stata subito raccolta all’interno della discussione dalla considerazione che debba finalmente finire l’epoca del sospetto sulle attività franco-italiane, espressa sia dal Presidente di BNL BNP Paribas Andrea Munari, che ha individuato nel sistema delle PMI italiane un baluardo di europeismo, sia da Christian Pierret già Ministro dell’industria e dell’energia francese.

L’Europa, come ha precisato Pierret, ha bisogno dell’azione comune di Francia ed Italia e della loro visione del futuro, che insieme all’azione congiunta di altri due tre paesi connessi con Francia ed Italia, capaci di far valere tutti insieme la loro leadership, industriale ed economica, possa aprire la strada ad un’idea di Europa evoluta, idea questa confermata poi nell’intervento dell’Europarlamentare Sandro Gozi che ha fatto i nomi di Germania e Spagna, e di Paolo Salvato SVP Strategy and new initiatives di Leonardo che ha parlato di Focus sui partenariati europei che devono sostituire quelli sulle realtà nazionali.

Questa idea di Europa, che è un’idea ambiziosa, ha però bisogno di quella che Francesca Puggioni di Orange Business Services ha definito una Governance adeguata, e di un adeguato impegno da parte di tutti i protagonisti, sia della politica che del mondo industriale che di quello universitario, mentre Giuseppe di Franco, CEO di Atos Italia, ha messo l’accento sulla necessità di regole del gioco che creino una reale possibilità di crescita della presenza europea in campo tecnologico. La Presidente di Noovle, Mariarosa Taddeo, a questo proposito ci ha ricordato come per pensare in dimensione europea la transizione vada gestita con una partecipazione degli attori alla governance più cosciente e sistematica possibile: solo questo potrà realmente dare forma alla società futura

Progetti come GAIA-X, di cui ci ha parlato il CEO Francesco Bonfiglio, che mira alla digitalizzazione del sistema Europa preso nel suo complesso, dalle Istituzioni ai player economici, creando uno spazio aperto ed informato o Tech Leaders, paniere di 108 società europee del settore Tech, creato da Euronext per sostenere l’innovazione tecnologica delle società europee all’interno delle Borse continentali, e di cui ci ha parlato il CFO, Giorgio Modica vanno in direzione di questa ambizione.

Molte cose possono ancora essere fatte per sostenere economicamente lo sviluppo dei progetti europei, tra cui quello di recuperare risorse dai depositi privati a basso rendimento del settore bancario, proponendo prodotti di investimento adeguati, come proposto da Santo Borsellino di Generali, Presidente di Generali Asset Management, che il settore assicurativo è in grado di proporre con le adeguate garanzie, in coordinamento con le istituzioni europee.  A livello bancario è stato Arnaud Algrin di BNP Paribas a mettere in evidenza che il 75% delle France-Tech sono assistite dal proprio istituto bancario, molto attento alle necessità della ricerca e con un ruolo cosciente di catalizzatore anche nei confronti di altre fonti di finanziamento, non ultime quelle che originano dai programmi UE.

Proprio in rapporto al tema dei Finanziamenti a sostegno delle attività strategiche, il Presidente di STMicroelectronics Italia Giuseppe Notarnicola, ha dato continuità con l’edizione dell’anno scorso del Forum, ricordando come in quella sede si fosse parlato di ruolo pubblico per la ricerca e di come quella richiesta abbia finito per far sentire il suo effetto tramite l’European Chips Act, che è la maggior leva economica europea nel settore delle tecnologie strategiche.

Un altro tema che è fortemente centrale in questa fase è quello dell’Energia, tradizionalmente sotto le lenti di ingrandimento di IREFI, ed a questo proposito Giovanni Brianza AD di Edison Next ha evidenziato la centralità del tema della transizione energetica, che deve convivere con la competitività, mettendo il Focus sul tema dell’Idrogeno Verde, argomento su cui ha duettato con Giuseppe Marino CEO di Ansaldo Energia, con cui esiste un progetto in comune di decarbonizzazione a Marghera. Marino ha a sua volta messo in evidenza come nel settore ci siano due fil rouge da seguire: la competenza con visione del futuro e la capacità di fare sistema tra aziende e mondi vicini.

Infine, è stato Donato Amoroso AD di Thales Italia, a dare testimonianza di quella che è una delle alleanze italo-francesi più riuscite, attiva nel settore dello Spazio, e capace di risultati significativi, che potranno essere replicati se ci sarà capacità di creare ulteriori sinergie frutto di un’intelligenza complessiva e complementare, come quelle che si stanno creando su vari progetti insieme ad Atos, Noovle e Leonardo.

Nei giorni immediatamente successivi al Forum, che si è giovato della preziosa media partnership di Class Editori, a conferma della frase iniziale dell’ambasciatore Masset sull’integrazione europea in marcia, sono arrivate due notizie: innanzitutto quella che l’interscambio tra Roma e Parigi è diventato sempre più forte, ed ha raggiunto nel primo trimestre 2022 il valore di 26,7 Mld, con un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente  del 21,8%, a conferma del fatto che il Trattato del Quirinale sta cominciando a far vedere i suoi effetti.  Sono poi giunti i risultati dell’EY Europe Attractiveness Survey 2022, ricerca annuale che analizza l’andamento degli investimenti esteri in Europa con l’obiettivo di indagare il livello di attrattività di ogni paese, che ha annunciato 207 progetti di investimenti diretti esteri (Ide) nella Penisola, con una crescita dell’83% su base annua, un valore superiore rispetto a quello rilevato negli altri Stati europei. In termini di quota di mercato però, il nostro Paese è ancora indietro, fermandosi al 3,5% (in aumento rispetto al 2% del 2020). Il Modello è di nuovo la Francia che rimane il principale attrattore di Ide, con una quota di mercato che si attesta al 21%, ed una crescita su base annua del 24%, seguita da Regno Unito e Germania, rispettivamente, al 17% e 14%.