Ansaldo dal gas all’idrogeno il futuro dell’ Energia è Green

L’azienda guidata dall’AD Marino scommette sulle fonti rinnovabili e sulla fusione nucleare: “Nelle prossime settimane l’annuncio di accordi che diventeranno prodotti innovativi già nel 2025”. L’hanno chiamata “Monte Bianco” perché è la più grande d’Europa, capace di soddisfare il fabbisogno energetico di 500mila appartamenti. Ma la turbina che esce dagli stabilimenti di  Ansaldo Energia, a Genova Campi proprio al di sotto del nuovo ponte San Giorgio, è anche la più green visto che rispetto alla media riduce del 40% le emissioni di Co2 e del 70% di ossidi di azoto, ed è già stata programmata per bruciare idrogeno al posto del gas. 

La sfida della transizione è condivisa da tutti, «ma ci vogliono gli strumenti per poterla realizzare, ci vuole la capacità progettuale e industriale per mettere in pratica questi obiettivi» spiega Giuseppe Marino, AD dell’azienda il cui capitale fa capo all’88% a Cdp Equity e al restante 12 a Shangai Electric. Marino ha appena archiviato con soddisfazione il ritorno dell’utile in azienda, cosa che non si vedeva da parecchio tempo, all’interno di un bilancio 2021 in cui tutti gli indicatori sono in crescita, dai ricavi, saliti a 1,491 miliardi, all’Ebitda (160 milioni, il 10,7% dei ricavi) fino appunto all’utile di 32 milioni.

Fonte Affari e Finanza: Massimo Minella

L’azienda guidata dall’AD Marino scommette sulle fonti rinnovabili e sulla fusione nucleare: “Nelle prossime settimane l’annuncio di accordi che diventeranno prodotti innovativi già nel 2025”. L’hanno chiamata “Monte Bianco” perché è la più grande d’Europa, capace di soddisfare il fabbisogno energetico di 500mila appartamenti. Ma la turbina che esce dagli stabilimenti di  Ansaldo Energia, a Genova Campi proprio al di sotto del nuovo ponte San Giorgio, è anche la più green visto che rispetto alla media riduce del 40% le emissioni di Co2 e del 70% di ossidi di azoto, ed è già stata programmata per bruciare idrogeno al posto del gas. La sfida della transizione è condivisa da tutti, «ma ci vogliono gli strumenti per poterla realizzare, ci vuole la capacità progettuale e industriale per mettere in pratica questi obiettivi» spiega Giuseppe Marino, AD dell’azienda il cui capitale fa capo all’88% a Cdp Equity e al restante 12 a Shangai Electric. Marino ha appena archiviato con soddisfazione il ritorno dell’utile in azienda, cosa che non si vedeva da parecchio tempo, all’interno di un bilancio 2021 in cui tutti gli indicatori sono in crescita, dai ricavi, saliti a 1,491 miliardi, all’Ebitda (160 milioni, il 10,7% dei ricavi) fino appunto all’utile di 32 milioni.

Fonte Affari e Finanza: Massimo Minella