Allarme di AIDAF sui giovani imprenditori 

Oltre il 70% dei consigli di amministrazione di aziende familiari italiane non comprende alcun componente sotto i 40 anni. L’AIDAF che le raggruppa si prepara a promuovere un disegno di legge che, analogamente a quanto avvenuto per le quota rosa, preveda l’introduzione di una percentuale significativa di giovani nel CdA. La posizione di AIDAF è emersa nel corso della XIII Edizione dell’Osservatorio Aub ( AIDAF, Unicredit, Bocconi ) tenutasi a Milano, durante la quale sono stati resi noti i risultati di una ricerca che ha analizzato i dati delle 11.803 aziende familiari italiane con un fatturato superiore ai 20 milioni. 

La presenza di under 40 tra i leader è calata in 10 anni (dal 2010 al 2020) dal 16.9% al 8.7% se si considera il leader più giovane del team di vertice, dal 9% al 3.3% se si considera quello più anziano.Questo segnale, ha affermato Francesco Casoli, Presidente di AIDAF, non è buono, in un momento in cui il paese si appresta ad investire le risorse del PNRR soprattutto in nuove tecnologie, su cui le nuove generazioni sono particolarmente versate.

Fonte Sole 24 Ore: Raoul de Forcade

Oltre il 70% dei consigli di amministrazione di aziende familiari italiane non comprende alcun componente sotto i 40 anni. L’AIDAF che le raggruppa si prepara a promuovere un disegno di legge che, analogamente a quanto avvenuto per le quota rosa, preveda l’introduzione di una percentuale significativa di giovani nel CdA. La posizione di AIDAF è emersa nel corso della XIII Edizione dell’Osservatorio Aub ( AIDAF, Unicredit, Bocconi ) tenutasi a Milano, durante la quale sono stati resi noti i risultati di una ricerca che ha analizzato i dati delle 11.803 aziende familiari italiane con un fatturato superiore ai 20 milioni. La presenza di under 40 tra i leader è calata in 10 anni (dal 2010 al 2020) dal 16.9% al 8.7% se si considera il leader più giovane del team di vertice, dal 9% al 3.3% se si considera quello più anziano. Questo segnale, ha affermato Francesco Casoli, Presidente di AIDAF, non è buono, in un momento in cui il paese si appresta ad investire le risorse del PNRR soprattutto in nuove tecnologie, su cui le nuove generazioni sono particolarmente versate.

Fonte Sole 24 Ore: Raoul de Forcade