E se una parte dell’energia di domani si trovasse già sotto i piedi degli italiani? Il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano (CNR) ha appena pubblicato una prima cartografia nazionale delle zone che presentano le caratteristiche geologiche più favorevoli alla presenza di idrogeno naturale. Quattro settori si distinguono: la Toscana, l’Appennino ligure-emiliano-toscano, il massiccio di Voltri e il bacino del Po.
L’idrogeno naturale, detto anche idrogeno bianco o geologico, si distingue dall’idrogeno prodotto industrialmente. Si forma spontaneamente nel sottosuolo in seguito a diversi processi geologici. Il suo interesse per la transizione energetica risiede dunque nella possibilità di disporre di una risorsa già presente naturalmente, senza dover produrre l’idrogeno a partire da elettricità o da idrocarburi.
Lo studio italiano costituisce una prima tappa: non corrisponde a una mappa di giacimenti sfruttabili. I ricercatori hanno cercato di identificare gli ambienti geologici in cui potrebbero essere riunite le condizioni necessarie alla produzione, alla migrazione e alla conservazione dell’idrogeno. Il lavoro combina così dati geologici, geochimici e geofisici al fine di determinare i settori che presentano il più forte potenziale di esplorazione.
La Toscana appare come la zona più favorevole. I ricercatori mettono in evidenza la combinazione di diversi fattori: presenza importante di rocce granitoidi, flusso di calore elevato, sistemi idrotermali ed emissioni di idrogeno già documentate. Questa convergenza di caratteristiche ne fa il principale obiettivo identificato dalla cartografia italiana per eventuali future campagne di esplorazione.
Le altre tre zone identificate completano questa prima carta nazionale. L’Appennino ligure-emiliano-toscano, il massiccio di Voltri e il bacino del Po presentano anch’essi caratteristiche suscettibili di favorire alcuni meccanismi geologici associati alla produzione o alla conservazione dell’idrogeno.
Il CNR insiste tuttavia su una distinzione essenziale: potenziale geologico non significa risorsa disponibile. Le stime teoriche evocate intorno a diversi milioni di tonnellate non corrispondono a volumi scoperti, misurati o commercialmente sfruttabili. A questo punto, l’Italia non dispone dunque ancora di riserve di idrogeno naturale paragonabili a quelle di una risorsa energetica convenzionale.
Questa prudenza è tanto più importante in quanto l’esplorazione dell’idrogeno naturale resta un’attività emergente. La prima cartografia italiana costituisce anzitutto uno strumento di “pre-esplorazione” che permette di concentrare le ricerche sui territori in cui le condizioni geologiche sembrano più favorevoli. Nessun permesso di esplorazione era ancora stato depositato nelle quattro zone identificate al momento della pubblicazione dello studio.
Il progetto si inserisce nel programma NHEAT – Natural Hydrogen for Energy trAnsiTion, finanziato dall’Unione europea nell’ambito di NextGenerationEU e dal Ministero italiano dell’Università e della Ricerca (MIUR). Esso associa in particolare il CNR, l’università La Sapienza di Roma e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV). I risultati sono stati pubblicati nell’International Journal of Hydrogen Energy.
Per l’Italia, questa ricerca apre soprattutto una nuova pista in una strategia energetica già segnata dalla diversificazione. Il Paese lavora simultaneamente sulle rinnovabili, sulle infrastrutture gasiere, sul nucleare e ormai sull’esplorazione di risorse geologiche emergenti. L’idrogeno naturale potrebbe, in fine, completare questo ventaglio.
Sarà tuttavia ancora necessario superare diverse tappe prima di misurare il suo reale interesse industriale: campagne di prospezione, identificazione di eventuali accumuli, stima dei volumi, condizioni di estrazione e analisi economica. La carta pubblicata dal CNR non segna dunque la scoperta di una nuova fonte di energia italiana, ma piuttosto l’inizio di una fase di ricerca strutturata. Essa fornisce ormai agli scienziati e agli industriali una prima indicazione dei luoghi in cui cercare.
Fonte: https://www.h2-mobile.fr/actus/italie-carte-potentiel-hydrogene-naturel/